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tutti i giorni 4 nuove pagine di articoli presi dai media e dalla rete, opinioni di redazione e approfondimenti





 

gli articoli con la foto accanto al titolo sono completamente originali dei nostri collaboratori

Repressione

Il NYT ammette che i complotti terroristici americani sono pilotati dall’FBI! | Il Prigioniero.

  (Commento di alias/ammiano marcellino: Data l’Enorme gravità dell’argomento trattato mi sono permesso di allegare in fondo all’articolo de “Il Prigioniero”, copia dell’articolo originale del New York Times, per altro rintracciabile alla link che segue più sotto. Si Noti la Notevole Autorevolezza della fonte)

http://www.nytimes.com/2012/04/29/opinion/sunday/terrorist-plots-helped-along-by-the-fbi.html?_r=1&pagewanted=all  Se vi sembra ultimamente che l’FBI stia facendo un gran numero di reate antiterroristiche in questi giorni, forse è perché la stessa agenzia è, almeno in parte responsabile delle trame terroristiche. Alcuni osservatori politici si chiedono se l’FBI e le strategie stiano davvero facendo il miglior uso delle risorse per il controterrorismo nazionale. Negli ultimi mesi, gli agenti dell’FBI hanno arrestato i sospetti che stavano progettando una serie di attacchi terroristici, dal tiro missili di Stinger su aerei militari alla guida autobombe piene di esplosivo in eventi affollati. Ma questi casi incredibili potrebbero non solo mai essere esistiti se e’ la stessa FBI a pianificare gli attacchi. Un certo numero di questi sospetti casi terroristici sono stati prospettati di recente da un articolo del New York Times , che ha osservato che i cosiddetti complotti sono stati inventati da un’agenzia che sembra operare come se la nazione essendo prive di minacce legittime ne ha bisogno di produrre qualcuana un po fittizzia per far sembrare tali minaccie rilevanti ed opporsi ad un esame giuridico e rimanendo comunque discutibili. Continua a leggere

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Blog di Beppe Grillo – Il tallone della Cancellieri.

“Uno viene ferito a un tallone e il Governo parla di esercito? La reazione è talmente sproporzionata all’offesa che, a buon diritto, troppi pensano che tutto sia stato preordinato per montare una campagna reazionaria governativa per limitare alcune libertà civili e creare un forte diversivo nell’opinione pubblica demonizzando inesistenti nemici di Stato, in perfetto stile Kossiga o Bush ‘Crea un nemico per incaprettare lo Stato!

Si pensi al Patrioct Act, mai corretto e che, con l’alibi di Al Qaeda,ha limitato i diritti civili degli Americani! L’attuale richiamo della Cancellieri all’esercito fa pensare a un atto programmato che sfrutta per un’operazione di disinformazione di massa per far passare delle manovre repressive che potrebbero avere come obiettivo anche censure sui blog, da aspettarsi prima o poi, visto che la televisione è sotto controllo del regime, è la corte del potere, ma il web no, e ciò in pieno stile reazionario e antidemocratico.
Questa manovra infame l’abbiamo visto altre volte in questa sciagurata repubblica e sempre quando il Governo traballava o veniva indicato dalla gente come il maggiore nemico di questo paese. Se pensiamo poi che in una noticina del Trattato di Lisbona c’è la possibilità di ripristinare la pena di morte in caso di rivolte popolari, il quadro è completo. Continua a leggere

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fotografia da web della redazione N.R.

Sono sicuro che usare l’esercito contro i nuovi terroristi è un’ottima idea e produrrà eccellenti risultati.

Se poi qualcuno volesse anche ipotizzare di ridurre un filino il differenziale di cui parla l’Ocse – i manager delle principali aziende che in Italia guadagnano tra le 350 e le 400 volte rispetto ai salari più bassi delle loro aziende – magari la prossima volta l’esercito potrebbe essere lasciato tranquillo.

Metodi » Piovono rane – Blog – L’espresso.

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il DHS si prepara ad una Guerra Civile? | Il Prigioniero.

  http://beforeitsnews.com/story/2095/785/We_Are_Preparing_For_Massive_Civil_War,_Says_DHS_Informant.html

 http://www.infowars.com/high-level-insider-dhs-preparing-to-start-a-civil-war/    http://homelandsecurityus.com/

Fonte Fonte2: In una intervista avvincente sul TruNews Radio, Mercoledì l’investigatore privato Doug Hagmann ha detto che un informatore di alto livello e di fonte attendibile gli ha ha confessato che il Dipartimento della Homeland Security (DHS) si sta preparando per “massiccia guerra civile” in America. “Abbiamo problemi. . . Il governo federale sta preparando per la rivolta civile “, ha aggiunto,” così ogni volta che avete sentito parlare di movimenti di truppe, ogni volta che avete sentito parlare di movimenti di attrezzature militari, la militarizzazione della polizia, l’acquisto delle munizioni, tutto questo è. . . essi (il DHS) si stanno preparando per una rivolta di massa. “. Hagmann continua a dire che le sue fonti gli dicono che le preoccupazioni del DHS derivano da un crollo del dollaro e l’iperinflazione un crollo del valore della valuta di riserva principale del mondo e implica che gli stati uniti sono una una nazione di 311 milioni di americani, e una sua porzione significativa, è armata.Rivolte in Grecia sono difatti, un esempio del problema, ma una rivolta armata degli americani diventa un serio problema di sicurezza nazionale. In una discussione affrontata in un recente rapporto del Pentagono ha evidenziato come questa situazione sia una seria vulnerabilità e una minaccia per gli Stati Uniti, questo e’ stata l’analisi conclusiva durante una esercitazione simulata (wargame) e il Dipartimento della Difesa lo scorso anno, secondo il DoD e uno dei suoi analisti, Jim Rickards autore di: The Making of the Next Global Crisis. Attraverso le sue fonti, Hagmann ha confermato la tesi in corso di Rickards di un timore di un collasso del dollaro statunitense nelle mani dei cinesi ( titolari di obbligazioni del Tesoro del valore di circa un miliardio di dollari) e, eventualmente un serio rischio da parte dei russi (minacciando di lanciare un rublo d’oro come una valida alternativa al dollaro statunitense), (NdA questa storia del Rublo d’oro a me pare un FUD messo appositamente per non indicare altri motivi piu’ seri) in rappresaglia per le iniziative aggressive della politica estera statunitense nei confronti della Cina e della Russia alleati strategici Iran e Siria. (NdA a me pare proprio un FUD messo appositamente per controbilanciare l’informazione vera quella della guerra civile, probabilmente il DOD e i suoi fidati informatori non vogliono dire a Hagmann la vera situazione). Continua a leggere

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Bahrain, gli Usa riprendono le forniture d’armi al regime al-Khalifa.

WASHINGTON – Il Dipartimento di Stato americano ha annunciato di aver preso la decisione di riprendere le forniture d’armi all’immondo regime del Bahrain, fedele cane da guardia degli interessi statunitensi nel Golfo Persico.

“Abbiamo deciso di riprendere le forniture nonostante rimangano irrisolte un certo numero di gravi questioni legate ai diritti dell’uomo”, ha detto Victoria Nuland, portavoce del Dipartimento di Stato americano. Tale decisione e’ stata presa dopo l’incontro avvenuto mercoledi scorso a Washington tra il principe ereditario del Bahrain, Salman bin Hamad Al Khalifa, e il Segretario di Stato Hillary Rodham Clinton. L’incontro è venuto un giorno dopo che il regime Al Khalifa ha minacciato di intensificare la repressione nei confronti dei manifestanti anti-governativi.

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Argentina, secondo Verbitsky “la Chiesa sapeva dei desaparecidos dal 1978″

 (Foto da Web, N.R.) Hora­cio Ver­bi­tsky, già autore di inchie­ste come Dop­pio gioco. L’Ar­gen­tina cat­to­lica e mili­tare e L’i­sola del silen­zio. Il ruolo della Chiesa nella dit­ta­tura argen­tina, sostiene di aver sco­perto un docu­mento riser­vato che atte­ste­rebbe come la Chiesa di Bue­nos Aires sapesse almeno dal­l’a­prile del 1978 che il regime dei mili­tari gol­pi­sti impo­sto in Argen­tina nel 1976 e capeg­giato dal dit­ta­tore Jorge Rafael Videla aveva dato il via alla siste­ma­tica ucci­sione dei desa­pa­re­ci­dos. Come si legge su Il Fatto Quo­ti­diano, “il docu­mento fu redatto a cura del Vati­cano al ter­mine di un pranzo con Videla”. Il gior­na­li­sta afferma di essere riu­scito a visio­narlo “in maniera sur­ret­ti­zia dopo che a una for­male richie­sta le auto­rità eccle­sia­sti­che ave­vano rispo­sto con la sor­pren­dente affer­ma­zione secondo cui l’E­pi­sco­pato non avrebbe archivi”. Quindi Videla si incon­trava con diversi espo­nenti della con­fe­renza epi­sco­pale argen­tina, met­ten­doli al cor­rente della repres­sione. In par­ti­co­lare il car­di­nale Raul Fran­ci­sco Pri­ma­te­sta, in quel periodo pre­si­dente del­l’e­pi­sco­pato, avrebbe detto di aver par­lato con Videla assieme ai suoi vice l’ar­ci­ve­scovo Vicente Zazpe e il car­di­nale Juan Aram­buru di alcuni pri­gio­nieri che erano stati ‘fatti spa­ri­re’ dicendo invece che erano stati libe­rati. Tra cui anche alcuni sacer­doti sco­modi, come don Pablo Gaz­zarri, Car­los Bustos e Mau­ri­cio Silva. I pre­lati si inter­ro­gano sul da farsi, avendo rice­vuto ammis­sioni da Videla. E Aram­buru con­clude che occorre “rispon­dere in modo che la gente non con­ti­nui a chie­dere spie­ga­zioni”. Quindi, per non met­tere in cat­tiva luce i gol­pi­sti coi quali ave­vano stretti rap­porti, la Chiesa argen­tina pre­ferì tacere di fatto soste­nendo il governo mili­tare e la sua bru­tale repres­sione. Più pre­oc­cu­pata alle rica­dute sul­l’im­ma­gine della Chiesa e alle fughe di noti­zie che non alla sorte delle vit­time. Anche oggi, l’at­teg­gia­mento reti­cente della Chiesa verso quel periodo e sui rap­porti tra reli­giosi e dit­ta­tura con­tri­bui­sce al calo di con­sensi nella società, come evi­den­zia anche Ver­bi­tsky. Tan­t’è che in que­sti anni stanno pas­sando leggi all’in­se­gna dei diritti e della lai­cità e osteg­giate dalle gerar­chie eccle­sia­sti­che. Come i matri­moni e ado­zioni per le cop­pie gay e, pro­prio di recente, quelle sul fine-vita e sul­l’i­den­tità di genere.

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E’ arrivata la rivendicazione della gambizzazione di Adinolfi: si tratta della FAI, sigla della Federazione Anarchica Informale. “Informale” proprio non lo so che significa, forse solo che scherzano con le parole come con le vite. No, forse scherzano con le vite perché scherzano con le parole. Chi prende sul serio le parole pensa che ci si può costruire un futuro migliore e allora non mette mano alla pistola: gli bastano quelle e le idee che rivestono. Mi aspettavo “Italiana”, ma poi mi sono detta che questi sono internazionalisti. Il che significa solo che puntano, se gli riesce, a fare sfracelli su scala planetaria, non che hanno un programma politico internazionale. Perché a leggere quei pochi slogans  a uno gli viene la curiosità di domandargli: “Bene, immaginiamo che, fatti fuori tutti i capitalisti e i loro servi, avete vinto voi e quindi ci dovete dire adesso che si fa”. Credo che non si siano posti il problema neppure della convivenza civile in un condominio nel “day after” la rivoluzione. Continua a leggere

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MESSAGGIO URGENTE DA KOODANKULAM: LA POLIZIA BLOCCA DI NUOVO IDINTHAKARAI

Mentre aumenta il consenso popolare alle proteste contro la centrale nucleare di Koodankulam, cresce in fretta anche la repressione più violenta. Subito dopo le assemblee dei giorni scorsi con gli abitanti dei villaggi, sono stati emessi nuovamente ordini di coprifuoco. Migliaia di agenti di polizia sono stati inviati in fretta a Koodankulam. Si prospetta una nuova repressione sanguinosa, circolano voci che ci saranno migliaia di arresti entro la serata. La protesta sta ottenendo largo consenso con firme ed adesioni da 60 villaggi che si oppongono al progetto nucleare di Koodankulam. Sono stati riconsegnati 24.000 certificati elettorali in segno di protesta contro l’atteggiamento insensibile nei confronti delle centinaia di persone che sono tuttora in sciopero della fame. E’ strano che attivisti gandiani, che stanno attuando forme di protesta non violente e democratiche, vengano considerati dai governi centrali e statali come pericolosi estremisti. Continua a leggere

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Morti di botte, il filo rosso – l’Espresso.

Da Stefano Cucchi a Giuseppe Uva, fino ad Aldo Bianzino: le difficilissime inchieste per stabilire la verità sulle persone che in Italia vengono arrestate e non escono vive dagli interrogatori

(08 maggio 2012)

Stefano CucchiStefano CucchiLuigi Manconi insegna sociologia dei fenomeni politici presso l’Università Iulm di Milano. E’ stato senatore e sottosegretario alla giustizia e garante per i diritti delle persone private della libertà per il Comune di Roma. E’ presidente dell’associazione ‘A Buon Diritto’. Ha scritto, con Valentina Calderone, ‘Quando hanno aperto la cella. Stefano Cucchi e gli altri’ (Il Saggiatore 2011). Cucchi, lo ricordiamo tutti, era un ragazzo romano morto il 22 ottobre del 2009, dopo essere finito in carcere per alcuni grammi di hashish. Ma il suo, purtroppo, non è stato un caso isolato. Manconi si occupa anche della vicenda di Giuseppe Uva, deceduto nel 2008 dopo essere stato fermato e interrogato dai carabinieri a Varese; e di Aldo Bianzino, falegname di 44 anni, trovato morto il 14 ottobre in una cella di isolamento del carcere di Perugia.Cucchi, Uva, Bianzino. Tre morti misteriose accomunate dal fatto di essere avvenute in seguito ad arresti da parte delle forze dellordine, tre vicende ancora non chiarite. Ci sono novità?
«Ce ne sono, di positive e di negative, in tutti e tre i casi».

Da dove cominciamo?

«Cominciamo da una notizia positiva in relazione alla vicenda di Giuseppe Uva, morto a giugno del 2008 nel reparto psichiatrico dell’ospedale di Varese dopo essere stato fermato in stato di ebbrezza dai carabinieri. Lo scorso 23 aprile il Tribunale di Varese ha assolto il medico che fino a oggi era l’unico incriminato per la morte di Uva».Perché questa è una novità positiva?
«Il pubblico ministero aveva accusato due medici del reparto psichiatrico dell’ospedale di Varese di aver somministrato ad Uva degli psicofarmaci incompatibili con il suo stato etilico: il primo era stato prosciolto, e con l’assoluzione del secondo il giudice ha disposto l’invio degli atti alla Procura affinché le responsabilità di quella morte vengano cercate altrove».  Continua a leggere
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Assassinati 7 mila 315 minori di 23 anni in Honduras.

Tegucigalpa, 7 mag (Prensa Latina) Dal 1998 a marzo 2012, sono stati assassinati 7 mila 315 minori di 23 anni di ambedue i sessi in Honduras, ha informato oggi l’Osservatorio dei Diritti dei Bambini, delle Bambine e dei Giovani. La dipendenza dell’organizzazione umanitaria Casa Alleanza, dedicata a vegliare per i diritti di questo segmento sociale vulnerabile, ha spiegato che fra le vittime si incontrano una certa quantità di donne giovani. Quasi il 20% degli omicidi accaduti nell’ultimo anno è stato contro le donne e fra queste, il 70% oscillava fra i 15 e i 35 anni. Le donne costituiscono il 51% della popolazione honduregna e di questa percentuale, quasi il 55% appartiene a queste età. Nel periodo d’amministrazione del presidente Porfirio Lobo, le cifre annuali di crimini commessi contro i giovani si sono quasi raddoppiati se li paragoniamo con quelli registrati sotto i governi precedenti, aggiunge il documento emesso dall’Osservatorio dei Diritti dei Bambini, delle Bambine e dei Giovani. Da novembre del 2009 (dopo l’assassino golpe di stato al presidente Zelaya) fino a marzo del 2012 sono scomparsi per violenza 2 mila 92 minori di 23 anni, il cui supera la cifra di mille 19 vittime notificate durante il mandato di Carlos Flores (1998-2002) o quelle mille 976 registrate durante il mandato di Ricardo Maduro (2002-2006). In Honduras, migliaia di giovani muoiono ogni anno per furto, vendetta e il cosiddetto crimine passionale, fra gli altri, visto che gli assassini sembrano sentirsi intoccabili in un Paese dove il 98% degli omicidi rimane impune, secondo il Centro d’Investigazione e promozione dei Diritti Umani. Il dipartimento di Cortes, con il 39% dei casi, è il più colpito da questa problematica, seguito dal dipartimento di Francisco Morazan (35%) e Atlantida (15%). La dipendenza della Casa Alleanza ha manifestato la sua preoccupazione per il futuro del paese centroamericano di fronte all’ondata di crimini violenti che colpisce specialmente questo gruppo umano. I più colpiti dalla disoccupazione hanno fra i 18 ed i 29 anni, e rappresentano il 42% della popolazione economicamente attiva del Paese. “Crediamo nel fatto che l’inserimento lavorativo dei giovani è la chiave per evitare che si coinvolgano in fatti illeciti”, ha dichiarato il funzionario.

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Globalist.it | Erdogan a Roma spieghi i 100 cronisti in galera.

Cento giornalisti (almeno per metà curdi) sono in prigione per appartenenza ad organizzazioni terroristiche. Accuse totalmente inconsistenti.

 

“La visita che il premier turco Erdogan compie oggi a Roma non può avere come oggetto soltanto l’intensificazione degli scambi commerciali con l’Italia – scrive la Federazione nazionale della Stampa – In Turchia cento giornalisti (almeno per metà curdi) sono in prigione per appartenenza ad organizzazioni terroristiche. Accuse talmente inconsistenti che il recente rapporto di “Reporter sans Frontières” sulla libertà d’informazione colloca la Turchia al 148esimo posto tra i 179 Paesi del mondo; e la Federazione Europea dei Giornalisti (Efj) ha lanciato una campagna per la “adozione” di questi colleghi da parte dell’opinione pubblica internazionale.

Erdogan assicura che la Turchia vuole ancora entrare nell’Unione Europea: “Faremo di tutto per diventarne membri”, ha dichiarato. E’ bene allora che i governi europei gli chiedano di rispettare gli standard europei in materia di libertà di informazione. La Fnsi, il sindacato unitario dei giornalisti italiani, si appella al Presidente del Consiglio, Mario Monti, che dell’idea di Europa è convintissimo sostenitore: chieda ad Erdogan il rilascio di tutti i giornalisti ingiustamente detenuti; faccia avvertire al premier turco che l’Unione Europea è anche un insieme di valori civili, non soltanto una serie di parametri economico-finanziari”.

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Homeland Security e il business del Terrore | Il Prigioniero.   (Pubblichiamo questo articolo per dovere di cronaca, chi volesse produrre documenti in grado di confermare o smentire, è pregato trasmetterceli).

Questa signori e’ una esclusiva del sito del prigioniero tale informazioni non le troverete su nessun sito quindi per adesso l’unica fonte sono proprio io. Girovagando trovo un interessante sito chiamato route1, un sito che vende chiavette criptate (e menate varie) ma scopro che tra i clienti c’e’ anche la famosa DHS il dipartimento della sicurezza della homeland security, girovagando scopro cose abbastanza interessanti. la prima cosa che scopro e che tale gruppo ha partecipato quest’anno una convention la AFCEA. Ora guardando la manifestazione http://www.afcea.org/events/homeland/12/home.asp piu’ che un dipartimento che gestisce la sicurezza antiterrorismo sembra un gruppo di affaristi dato che fanno conventions e fanno planning di gestione di contratti. Innazitutto noterete sul sito nomi noti di aziende che fanno da partnership il che ci chiediamo cosa cavolo c’entrano con la sicurezza antiterroristica americana? Forse uno come me in malafede penserebbe che questi partner stanno li’ per fare bussiness. Gia’ il pericolo del terrorismo e’ un affare e da quello che leggo sul sito nemmeno tanto piccolo! La cosa che al prigioniero salta all’occhio e’ la seguente: Continua a leggere

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coordinamento:

Ken Sharo-Luna Rossa

Redazionali e Collaborazioni
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quotidiani 23 maggio 2012
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quotidiani esteri del 22 maggio 2012

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