Blog di Beppe Grillo – Il tallone della Cancellieri.
“Uno viene ferito a un tallone e il Governo parla di esercito? La reazione è talmente sproporzionata all’offesa che, a buon diritto, troppi pensano che tutto sia stato preordinato per montare una campagna reazionaria governativa per limitare alcune libertà civili e creare un forte diversivo nell’opinione pubblica demonizzando inesistenti nemici di Stato, in perfetto stile Kossiga o Bush ‘Crea un nemico per incaprettare lo Stato!‘
Si pensi al Patrioct Act, mai corretto e che, con l’alibi di Al Qaeda,ha limitato i diritti civili degli Americani! L’attuale richiamo della Cancellieri all’esercito fa pensare a un atto programmato che sfrutta per un’operazione di disinformazione di massa per far passare delle manovre repressive che potrebbero avere come obiettivo anche censure sui blog, da aspettarsi prima o poi, visto che la televisione è sotto controllo del regime, è la corte del potere, ma il web no, e ciò in pieno stile reazionario e antidemocratico.
Questa manovra infame l’abbiamo visto altre volte in questa sciagurata repubblica e sempre quando il Governo traballava o veniva indicato dalla gente come il maggiore nemico di questo paese. Se pensiamo poi che in una noticina del Trattato di Lisbona c’è la possibilità di ripristinare la pena di morte in caso di rivolte popolari, il quadro è completo. Continua a leggere
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fotografia da web della redazione N.R.
Sono sicuro che usare l’esercito contro i nuovi terroristi è un’ottima idea e produrrà eccellenti risultati.
Se poi qualcuno volesse anche ipotizzare di ridurre un filino il differenziale di cui parla l’Ocse – i manager delle principali aziende che in Italia guadagnano tra le 350 e le 400 volte rispetto ai salari più bassi delle loro aziende – magari la prossima volta l’esercito potrebbe essere lasciato tranquillo.
Bahrain, gli Usa riprendono le forniture d’armi al regime al-Khalifa.
WASHINGTON – Il Dipartimento di Stato americano ha annunciato di aver preso la decisione di riprendere le forniture d’armi all’immondo regime del Bahrain, fedele cane da guardia degli interessi statunitensi nel Golfo Persico.
“Abbiamo deciso di riprendere le forniture nonostante rimangano irrisolte un certo numero di gravi questioni legate ai diritti dell’uomo”, ha detto Victoria Nuland, portavoce del Dipartimento di Stato americano. Tale decisione e’ stata presa dopo l’incontro avvenuto mercoledi scorso a Washington tra il principe ereditario del Bahrain, Salman bin Hamad Al Khalifa, e il Segretario di Stato Hillary Rodham Clinton. L’incontro è venuto un giorno dopo che il regime Al Khalifa ha minacciato di intensificare la repressione nei confronti dei manifestanti anti-governativi.
Argentina, secondo Verbitsky “la Chiesa sapeva dei desaparecidos dal 1978″
(Foto da Web, N.R.) Horacio Verbitsky, già autore di inchieste come Doppio gioco. L’Argentina cattolica e militare e L’isola del silenzio. Il ruolo della Chiesa nella dittatura argentina, sostiene di aver scoperto un documento riservato che attesterebbe come la Chiesa di Buenos Aires sapesse almeno dall’aprile del 1978 che il regime dei militari golpisti imposto in Argentina nel 1976 e capeggiato dal dittatore Jorge Rafael Videla aveva dato il via alla sistematica uccisione dei desaparecidos. Come si legge su Il Fatto Quotidiano, “il documento fu redatto a cura del Vaticano al termine di un pranzo con Videla”. Il giornalista afferma di essere riuscito a visionarlo “in maniera surrettizia dopo che a una formale richiesta le autorità ecclesiastiche avevano risposto con la sorprendente affermazione secondo cui l’Episcopato non avrebbe archivi”. Quindi Videla si incontrava con diversi esponenti della conferenza episcopale argentina, mettendoli al corrente della repressione. In particolare il cardinale Raul Francisco Primatesta, in quel periodo presidente dell’episcopato, avrebbe detto di aver parlato con Videla assieme ai suoi vice l’arcivescovo Vicente Zazpe e il cardinale Juan Aramburu di alcuni prigionieri che erano stati ‘fatti sparire’ dicendo invece che erano stati liberati. Tra cui anche alcuni sacerdoti scomodi, come don Pablo Gazzarri, Carlos Bustos e Mauricio Silva. I prelati si interrogano sul da farsi, avendo ricevuto ammissioni da Videla. E Aramburu conclude che occorre “rispondere in modo che la gente non continui a chiedere spiegazioni”. Quindi, per non mettere in cattiva luce i golpisti coi quali avevano stretti rapporti, la Chiesa argentina preferì tacere di fatto sostenendo il governo militare e la sua brutale repressione. Più preoccupata alle ricadute sull’immagine della Chiesa e alle fughe di notizie che non alla sorte delle vittime. Anche oggi, l’atteggiamento reticente della Chiesa verso quel periodo e sui rapporti tra religiosi e dittatura contribuisce al calo di consensi nella società, come evidenzia anche Verbitsky. Tant’è che in questi anni stanno passando leggi all’insegna dei diritti e della laicità e osteggiate dalle gerarchie ecclesiastiche. Come i matrimoni e adozioni per le coppie gay e, proprio di recente, quelle sul fine-vita e sull’identità di genere.
E’ arrivata la rivendicazione della gambizzazione di Adinolfi: si tratta della FAI, sigla della Federazione Anarchica Informale. “Informale” proprio non lo so che significa, forse solo che scherzano con le parole come con le vite. No, forse scherzano con le vite perché scherzano con le parole. Chi prende sul serio le parole pensa che ci si può costruire un futuro migliore e allora non mette mano alla pistola: gli bastano quelle e le idee che rivestono. Mi aspettavo “Italiana”, ma poi mi sono detta che questi sono internazionalisti. Il che significa solo che puntano, se gli riesce, a fare sfracelli su scala planetaria, non che hanno un programma politico internazionale. Perché a leggere quei pochi slogans a uno gli viene la curiosità di domandargli: “Bene, immaginiamo che, fatti fuori tutti i capitalisti e i loro servi, avete vinto voi e quindi ci dovete dire adesso che si fa”. Credo che non si siano posti il problema neppure della convivenza civile in un condominio nel “day after” la rivoluzione. Continua a leggere

MESSAGGIO URGENTE DA KOODANKULAM: LA POLIZIA BLOCCA DI NUOVO IDINTHAKARAI
Mentre aumenta il consenso popolare alle proteste contro la centrale nucleare di Koodankulam, cresce in fretta anche la repressione più violenta. Subito dopo le assemblee dei giorni scorsi con gli abitanti dei villaggi, sono stati emessi nuovamente ordini di coprifuoco. Migliaia di agenti di polizia sono stati inviati in fretta a Koodankulam. Si prospetta una nuova repressione sanguinosa, circolano voci che ci saranno migliaia di arresti entro la serata. La protesta sta ottenendo largo consenso con firme ed adesioni da 60 villaggi che si oppongono al progetto nucleare di Koodankulam. Sono stati riconsegnati 24.000 certificati elettorali in segno di protesta contro l’atteggiamento insensibile nei confronti delle centinaia di persone che sono tuttora in sciopero della fame. E’ strano che attivisti gandiani, che stanno attuando forme di protesta non violente e democratiche, vengano considerati dai governi centrali e statali come pericolosi estremisti. Continua a leggere




Stefano Cucchi


































