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tutti i giorni 4 nuove pagine di articoli presi dai media e dalla rete, opinioni di redazione e approfondimenti





 

gli articoli con la foto accanto al titolo sono completamente originali dei nostri collaboratori

Repressione

( nota di redazione-finche le forze dell’ordine non isoleranno i violenti,  avranno il codice sulla divisa e non verranno condannati per le violenze, con l’aggravante di essere delle forze dell’ordine, non potremo mai considerarci un paese democratico, quindi riteniamo utile  dare spazio a questo sfogo a cui diamo piena solidarietà – Ken Sharo)
pubblicata da Scintilla Rossa il giorno martedì 31 gennaio 2012 alle ore 13.05

PAOLO FORLANI, Poliziotto. ASSASSINO.

MONICA SEGATTI, Poliziotta. ASSASSINA.

ENZO PONTANI, Poliziotto. ASSASSINO.

LUCA POLLASTRI, Poliziotto. ASSASSINO.

 

Questi 4 Psicopatici in Divisa, queste 4 Bestie, hanno fermato un ragazzo di 18 anni che stava uscendo da un Centro Sociale. Quel ragazzo si chiamava Federico Aldrovandi. Un ragazzo comune, incensurato, disarmato, che è stato ammanettato, immobilizzato e massacrato letteralmente di botte.

Picchiato fino a spappolargli gli organi interni e i testicoli.

Picchiato fino a spezzargli 2 manganelli addosso. 

Pichiato fino a farlo soffocare col suo stesso sangue.

Nei video girati dagli stessi poliziotti, a cadavere ancora caldo, si vedono gli stessi ridere e sghignazzare sul corpo straziato del povero Federico.

 

La versione ufficiale delle autorità fu che Federico era “Morto per Overdose“. Successivamente fu modificata in “Morto per atti autolesionisti“. Continua a leggere

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I lavoratori provano a bloccare la strada. Picchiati sotto la Prefettura. Guarda il video.

Gli agenti, in assetto antisommossa, hanno caricato una settantina di manifestanti in piazza Vanvitelli, angolo corso Giannone. E’ accaduto ieri intorno alle 11. Sul posto l’inviato di Tv Luna 2 Antonio Iorio. Già ieri i dipendenti della St e della Cogepi avevano organizzato un sit-all’interporto. Era stato proposto loro di recarsi stamattina in Prefettura intorno alle 8, ma, fino alle 11, non sono stati ricevuti. Continua a leggere

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Ultimo scandalo – G8, ultimo scandalo: archiviato il tentato omicidio| Liguria | Genova| Il SecoloXIX.

Il momento dell’irruzione alla scuola Diaz

Il momento dell’irruzione alla scuola Diaz

Genova – È l’ultimo scandalo, il colpo di spugna finale. Mark Cowell, il giornalista inglese che finì in coma dopo il pestaggio della scuola Diaz, nei giorni del G8 di Genova del 2001, «fu vittima di un’aggressione brutale», «dagli esiti potenzialmente letali». Un’azione commessa da «rappresentanti delle forze dell’ordine», avvenuta «nel contesto di un’operazione organizzata e programmata dalla polizia». Una condotta, che «per la sua gravità», profila gli estremi di un «tentato omicidio».

Ma l’inchiesta molto probabilmente si chiude qui. Perché, scrivono i pm Enrico Zucca e Vittorio Ranieri Miniati nella loro richiesta di archiviazione, non ci sono prove sufficienti per identificare gli autori materiali. L’indagine, scrivono, si è scontrata «con una certa volontà di nascondere fatti e responsabilità», e un «malinteso senso dell’onore dell’istituzione».

In parallelo però, va avanti il procedimento civile e Cowell potrebbe diventare il primo manifestante a essere risarcito. Continua a leggere

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C’era una volta internet indipendente. iNTERNET con acta viene UCCISO DA CONCETTI VECCHI e da aziende che propongono leggi preistoriche che non tengono presente la necessita’ dei social network e senza che la popolazione ne sappia niente.

ACTA, siamo al bivio! I cittadini europei devono reclamare in occasione del possibile colpo di mano ACTA un processo democratico, contro le influenze delle multinazionali. Ci saranno diverse votazioni al Parlamento Europeo prima del voto finale di quest’estate.

ACTA avrà un impatto negativo sulla libertà di espressione, l’accesso alle medicine ma anche alla cultura e alla conoscenza.
USIAMO I SOCIAL NETWORK PER VOTARE E FAR SENTIRE LA NOSTRA VOCE.

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Submitted by on 29 gennaio 2012 – 18:49

Pubblichiamo qui di seguito un articolo scritto da Livio Pepino, noto magistrato ora in pensione e fino al 2010 membro del Consiglio Superiore della Magistratura, l’organo di autogoverno dei giudici. In passato ha ricoperto i ruoli di consigliere di Cassazione, sostituto procuratore generale a Torino e presidente di Magistratura Democratica. Un nome che conta, insomma, nell’ambito giudiziario e che non ha esitato ad attaccare l’operazione messa in piedi dal Procuratore Capo Caselli in un articolo pubblicato oggi sul Manifesto. Nell’articolo viene sostanzialmente data ragione al Movimento che sostiene la tesi di come quest’operazione sia un attacco al dissenso popolare e alla protesta No Tav. Sarà ben arrabbiato Caselli…

Di Livio Pepino, da Il Manifesto

L’emissione, nei giorni scorsi, della misura cautelare nei confronti di alcune decine di esponenti No Tav per fatti avvenuti sette mesi fa non è una forzatura soggettiva (e, anche per questo, sono sbagliate le polemiche e gli attacchi personali). È qualcosa di assai più grave: una tappa della trasformazione dell’intervento giudiziario da mezzo di accertamento e di perseguimento di responsabilità individuali (per definizione diversificate) a strumento per garantire l’ordine pubblico. Provo a spiegarmi con qualche esempio. Continua a leggere

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Megaupload: ecco l’appello di Anonymous (sub ita) – YouTube.

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Il procuratore capo di Torino, Gian Carlo Caselli, dice: nella indagine contro gli attivisti della NO-TAV non vi è nulla contro la Valle, il movimento No Tav, e le legittime manifestazioni di dissenso che restano nei limiti della legge.
Sempre Gian Carlo Caselli afferma che i soggetti che la procura ha individuato e fatto arrestare sono autori, ad avviso della procura, di specifici episodi di reato.

Mi chiedo: perché i giornalisti da cortile e di corte non domandano a Gian Carlo Caselli se questi numerosi arresti si sono svolti entro i limiti che consente la legge?
Esiste per tutti gli arrestati il pericolo di fuga?
Chi è stato arrestato potrebbe reiterare il reato?

Inoltre perché i cortigiani dell’informazione non domandano a Gian Carlo Caselli se in questo caso più che in altri la carcerazione preventiva è utilizzata per incutere timore piuttosto che per difendere il giusto?

Non si dovrebbe aspettare almeno la sentenza di primo grado prima di deportare delle persone nelle carceri Italiane? Continua a leggere

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Don Gallo: ”Sono solidale con arrestati” – Video Repubblica – la Repubblica.it.

Don Andrea Gallo si dichiara solidale con i No Tav arrestati: “Il primo ministro Monti ha parlato di continuità con tutti i governi che l’hanno preceduto e la continuità c’è in tutti i sensi, anche nella repressione. Siamo in una perfetta repressione poliziesca. Si vogliono bloccare le aspirazioni della gioventù. Per questo sono solidale con tutti gli arrestati”

 

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Retata in tutta Italia, 25 arresti

redazione
Il governo Monti non piange più e mostra i denti. Violento attacco contro i No Tav: all’alba, retata della polizia in tutta Italia con 25 arresti e una quindicina di altri provvedimenti cautelari nei confronti di esponenti del movimento e di partecipanti alle manifestazioni dell’estate scorsa. Solidarietà da Fiom e Prc. Ieri a Roma botte ai pescatori

 

Blitz della polizia all’alba in diverse città d’Italia per eseguire 25 provvedimenti di custodia cautelare in carcere, 15 misure di obbligo di dimora, un provvedimento di custodia cautelare ai domiciliari e una misura di divieto di dimora nei confronti di attivisti No Tav, per una serie di reati in relazione agli incidenti avvenuti quest’estate durante le manifestazioni in Val di Susa. Le accuse vanno dalla violenza alla resistenza a pubblico ufficiale, a lesioni e danneggiamento. Le ordinanze sono state emesse dal gip di Torino su richiesta del procuratore aggiunto, Andrea Beconi, che coordina le indagini. L’esecuzione dei provvedimenti è in corso in tutta Italia, la maggior parte in Piemonte. 
Le città interessate dall’operazione, che ha toccato anche la Francia, sono Torino, Asti, Milano, Trento, Palermo, Roma, Padova, Genova, Pistoia, Cremona, Macerata,Biella, Bergamo, Parma e Modena. Fra le decine di arresti, alcuni riguardano frequentatori del Centro sociale torinese Askatasuna e di case occupate a Milano. Un ordine di custodia è stato emesso anche per un militante No Tav attivista di un comitato di Bussoleno, in Val Susa. Continua a leggere
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Il Movimento No Tav in galera
(5:20)

notav_galera.jpg

Un’operazione di geometrica potenza è avvenuta in Italia. La polizia ha eseguito 26 arresti su tutto il territorio nazionale. L’ora segnata dal destino (gli arresti sono avvenuti verso le 5 nelle dimore dei criminali) è scoccata nel cielo della nostra Patria. Notificati 15 obblighi di dimora. Perquisiti tre centri sociali. Il ripristino della legalità è avvenuto in Val Susa, oltre a Asti, Biella, Cremona, Milano, Torino, Trento, Palermo, Roma, Padova, Genova, Pistoia, Macerata, Bergamo, Parma e Modena. Persino in Francia con un arresto internazionale. Il PIL esulta, le cooperative rosse e bianche esultano, Bersani e Fassino esultano. Monti e Passera esultano insieme alle banche e alla Confindustria. La ‘ndrangheta esulta. Gli italiani e il debito pubblico un po’ meno. La Tav per il trasporto delle merci costerà 22 miliardi di euro a nostro carico per la creazione di un tunnel inutile in un percorso che vede da decenni una costante diminuzione del traffico. Io sono valsusino! Sarà dura!

Intervista a Alberto Perino, leader movimento No Tav

“Quella di oggi non è stata una sorpresa perché era da prima di Natale che noi aspettavamo questo blitz. Questo blitz è stato fatto per due motivi ben precisi: 1) è per dare all’Italia un messaggio sbagliato, ma volutamente sbagliato in cui si fa credere alla gente che il movimento No Tav non è più un movimento popolare, ma è un movimento inquinato da un sacco di antagonisti di tutta Italia, non a caso hanno arrestato due persone della valle e tutti gli altri in giro per l’Italia, ma soprattutto questo messaggio è stato fatto qui dove oggi, ora, per dare un segnale fortissimo a tutti quelli che in questo momento stanno cercando di alzare la testa contro il Governo Monti e contro le porcate di Monti, per dire: “Cari signori state calmi, tranquilli, fatevi tosare in assoluto silenzio, perché chi si permette di contestare verrà sbattuto in galera“. Continua a leggere

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Il Movimento No Tav in galera – Alberto Perino – YouTube.

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Blitz anti-No Tav, il leader Perino: “Operazione mediatica contro di noi” Stasera la fiaccolata a Bussoleno- LASTAMPA.it.

La condanna degli attivisti:
«Il governo vuole ostacolare la
nostra azione di protesta sociale»

Il leader del movimento No Tav Alberto Perino

maurizio tropeano
torino

Dopo il maxi blitz delle forze dell’ordine che ha portato all’arresto di decine di attivisti No Tav in tutta Italia, i vertici del  movimento contro l’alta velocità si sono riuniti per valutare le prossime mosse.  In mattinata si è tenuta una riunione nella sala comunale del Comune di Villar Focchiardo dove è stato arrestato un consigliere comunale legato al movimento.

Alberto Perino, uno dei leader dei comitati, attacca: «E’ un’operazione mediatica per dividere il movimento in buoni e cattivi e per colpire la protesta sociale che sta dilagando in tutta Italia. Il governo Monti ha voluto dare un messaggio contro chiunque voglia contestare questa manovra». Il movimento ha deciso di organizzare una fiaccolata di solidarietà con i fermati che si terrà questa sera alle 20.30 a Bussoleno.

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coordinamento:

Ken Sharo-Luna Rossa



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febbraio ...arriveremo :)

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