PAOLO FORLANI, Poliziotto. ASSASSINO.
MONICA SEGATTI, Poliziotta. ASSASSINA.
ENZO PONTANI, Poliziotto. ASSASSINO.
LUCA POLLASTRI, Poliziotto. ASSASSINO.

Questi 4 Psicopatici in Divisa, queste 4 Bestie, hanno fermato un ragazzo di 18 anni che stava uscendo da un Centro Sociale. Quel ragazzo si chiamava Federico Aldrovandi. Un ragazzo comune, incensurato, disarmato, che è stato ammanettato, immobilizzato e massacrato letteralmente di botte.
Picchiato fino a spappolargli gli organi interni e i testicoli.
Picchiato fino a spezzargli 2 manganelli addosso.
Pichiato fino a farlo soffocare col suo stesso sangue.
Nei video girati dagli stessi poliziotti, a cadavere ancora caldo, si vedono gli stessi ridere e sghignazzare sul corpo straziato del povero Federico.
La versione ufficiale delle autorità fu che Federico era “Morto per Overdose“. Successivamente fu modificata in “Morto per atti autolesionisti“. Continua a leggere
Ultimo scandalo – G8, ultimo scandalo: archiviato il tentato omicidio| Liguria | Genova| Il SecoloXIX.
Genova – È l’ultimo scandalo, il colpo di spugna finale. Mark Cowell, il giornalista inglese che finì in coma dopo il pestaggio della scuola Diaz, nei giorni del G8 di Genova del 2001, «fu vittima di un’aggressione brutale», «dagli esiti potenzialmente letali». Un’azione commessa da «rappresentanti delle forze dell’ordine», avvenuta «nel contesto di un’operazione organizzata e programmata dalla polizia». Una condotta, che «per la sua gravità», profila gli estremi di un «tentato omicidio».
Ma l’inchiesta molto probabilmente si chiude qui. Perché, scrivono i pm Enrico Zucca e Vittorio Ranieri Miniati nella loro richiesta di archiviazione, non ci sono prove sufficienti per identificare gli autori materiali. L’indagine, scrivono, si è scontrata «con una certa volontà di nascondere fatti e responsabilità», e un «malinteso senso dell’onore dell’istituzione».
In parallelo però, va avanti il procedimento civile e Cowell potrebbe diventare il primo manifestante a essere risarcito. Continua a leggere
Pubblichiamo qui di seguito un articolo scritto da Livio Pepino, noto magistrato ora in pensione e fino al 2010 membro del Consiglio Superiore della Magistratura, l’organo di autogoverno dei giudici. In passato ha ricoperto i ruoli di consigliere di Cassazione, sostituto procuratore generale a Torino e presidente di Magistratura Democratica. Un nome che conta, insomma, nell’ambito giudiziario e che non ha esitato ad attaccare l’operazione messa in piedi dal Procuratore Capo Caselli in un articolo pubblicato oggi sul Manifesto. Nell’articolo viene sostanzialmente data ragione al Movimento che sostiene la tesi di come quest’operazione sia un attacco al dissenso popolare e alla protesta No Tav. Sarà ben arrabbiato Caselli…
Di Livio Pepino, da Il Manifesto
L’emissione, nei giorni scorsi, della misura cautelare nei confronti di alcune decine di esponenti No Tav per fatti avvenuti sette mesi fa non è una forzatura soggettiva (e, anche per questo, sono sbagliate le polemiche e gli attacchi personali). È qualcosa di assai più grave: una tappa della trasformazione dell’intervento giudiziario da mezzo di accertamento e di perseguimento di responsabilità individuali (per definizione diversificate) a strumento per garantire l’ordine pubblico. Provo a spiegarmi con qualche esempio. Continua a leggere
Il procuratore capo di Torino, Gian Carlo Caselli, dice: nella indagine contro gli attivisti della NO-TAV non vi è nulla contro la Valle, il movimento No Tav, e le legittime manifestazioni di dissenso che restano nei limiti della legge.
Sempre Gian Carlo Caselli afferma che i soggetti che la procura ha individuato e fatto arrestare sono autori, ad avviso della procura, di specifici episodi di reato.
Mi chiedo: perché i giornalisti da cortile e di corte non domandano a Gian Carlo Caselli se questi numerosi arresti si sono svolti entro i limiti che consente la legge?
Esiste per tutti gli arrestati il pericolo di fuga?
Chi è stato arrestato potrebbe reiterare il reato?
Inoltre perché i cortigiani dell’informazione non domandano a Gian Carlo Caselli se in questo caso più che in altri la carcerazione preventiva è utilizzata per incutere timore piuttosto che per difendere il giusto?
Non si dovrebbe aspettare almeno la sentenza di primo grado prima di deportare delle persone nelle carceri Italiane? Continua a leggere
Don Gallo: ”Sono solidale con arrestati” – Video Repubblica – la Repubblica.it.
Don Andrea Gallo si dichiara solidale con i No Tav arrestati: “Il primo ministro Monti ha parlato di continuità con tutti i governi che l’hanno preceduto e la continuità c’è in tutti i sensi, anche nella repressione. Siamo in una perfetta repressione poliziesca. Si vogliono bloccare le aspirazioni della gioventù. Per questo sono solidale con tutti gli arrestati”
Retata in tutta Italia, 25 arresti
(5:20)

| Videocommenti (5) su: “Il Movimento No Tav in ga …” |
Un’operazione di geometrica potenza è avvenuta in Italia. La polizia ha eseguito 26 arresti su tutto il territorio nazionale. L’ora segnata dal destino (gli arresti sono avvenuti verso le 5 nelle dimore dei criminali) è scoccata nel cielo della nostra Patria. Notificati 15 obblighi di dimora. Perquisiti tre centri sociali. Il ripristino della legalità è avvenuto in Val Susa, oltre a Asti, Biella, Cremona, Milano, Torino, Trento, Palermo, Roma, Padova, Genova, Pistoia, Macerata, Bergamo, Parma e Modena. Persino in Francia con un arresto internazionale. Il PIL esulta, le cooperative rosse e bianche esultano, Bersani e Fassino esultano. Monti e Passera esultano insieme alle banche e alla Confindustria. La ‘ndrangheta esulta. Gli italiani e il debito pubblico un po’ meno. La Tav per il trasporto delle merci costerà 22 miliardi di euro a nostro carico per la creazione di un tunnel inutile in un percorso che vede da decenni una costante diminuzione del traffico. Io sono valsusino! Sarà dura!
Intervista a Alberto Perino, leader movimento No Tav
“Quella di oggi non è stata una sorpresa perché era da prima di Natale che noi aspettavamo questo blitz. Questo blitz è stato fatto per due motivi ben precisi: 1) è per dare all’Italia un messaggio sbagliato, ma volutamente sbagliato in cui si fa credere alla gente che il movimento No Tav non è più un movimento popolare, ma è un movimento inquinato da un sacco di antagonisti di tutta Italia, non a caso hanno arrestato due persone della valle e tutti gli altri in giro per l’Italia, ma soprattutto questo messaggio è stato fatto qui dove oggi, ora, per dare un segnale fortissimo a tutti quelli che in questo momento stanno cercando di alzare la testa contro il Governo Monti e contro le porcate di Monti, per dire: “Cari signori state calmi, tranquilli, fatevi tosare in assoluto silenzio, perché chi si permette di contestare verrà sbattuto in galera“. Continua a leggere
Blitz anti-No Tav, il leader Perino: “Operazione mediatica contro di noi” Stasera la fiaccolata a Bussoleno- LASTAMPA.it.
La condanna degli attivisti:
«Il governo vuole ostacolare la
nostra azione di protesta sociale»
Il leader del movimento No Tav Alberto Perino
Dopo il maxi blitz delle forze dell’ordine che ha portato all’arresto di decine di attivisti No Tav in tutta Italia, i vertici del movimento contro l’alta velocità si sono riuniti per valutare le prossime mosse. In mattinata si è tenuta una riunione nella sala comunale del Comune di Villar Focchiardo dove è stato arrestato un consigliere comunale legato al movimento.
Alberto Perino, uno dei leader dei comitati, attacca: «E’ un’operazione mediatica per dividere il movimento in buoni e cattivi e per colpire la protesta sociale che sta dilagando in tutta Italia. Il governo Monti ha voluto dare un messaggio contro chiunque voglia contestare questa manovra». Il movimento ha deciso di organizzare una fiaccolata di solidarietà con i fermati che si terrà questa sera alle 20.30 a Bussoleno.





























