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In Usa e Uk si sperimenta l’uso della tecnologia per prevenire i crimini – LASTAMPA.it

In Usa e Uk si sperimenta l’uso della tecnologia per prevenire i crimini – LASTAMPA.it.

FEDERICO GUERRINI
Un fotogramma del film 'Minority report'Prevenire il crimine prima che venga commesso. Il sogno di ogni poliziotto e lo spunto alla base di film di grande successo popolare, come il futuristico Minority Report, non è più solo fantascienza, come possono testimoniare i poliziotti americani e inglesi, i cui rispettivi corpi hanno adottato un software chiamato Crush (acronimo di Criminal Reduction Utilising Statistical History), che, sulla basa di un modello predittivo statistico creato da Ibm, analizza la percentuale di crimini in una certa zona geografica, i rapporti delle pattuglie e dell’intelligence, i profili psicologici di persone con precedenti penali e perfino fattori esterni, come le condizioni climatiche, per fornire degli indizi su dove è più probabile che si verifichino dei reati.

Il software è stato testato a lungo nell’area di Memphis, Tennesee, dove secondo il dipartimento di polizia, il suo utilizzo ha contribuito a ridurre del 30 % nel complesso i reati e del 15 % quelli di tipo violento, contribuendo anche tenere alto il morale degli agenti, aumentando il numero di arresti effettuati e dando un nuovo senso al loro lavoro. “È uno strumento che serve a combattere il crimine in maniera attiva, piuttosto che intervenire quando i reati si sono già verificati. Serve a far trovare i poliziotti sul posto nel momento in cui i delitti vengono commessi – ha spiegato John Williams, dell’Unità di Analisi del Crimine di Memphis”.

Visto il successo, Crush sta venendo testato ora anche da due distretti di polizia inglesi, i cui nomi non sono stati resi noti. Accanto agli indubbi vantaggi della tecnologia, come sempre, ci sono alcuni lati oscuri, legati a particolari utilizzi dei modelli statistici predittivi. In Florida, ad esempio, il Dipartimento di Giustizia sta cominciando a usare un software di questo tipo per “predire” quali fra i giovani criminali abbiano più possibilità di essere recidivi. Lo scopo è quello di inserire i soggetti più a rischio in appositi programmi di recupero, in modo da assicurarsi che non abbandonino la retta via.

I difensori dei diritti civili fanno notare però, che l’uso di questo tipo di programmi di analisi potrebbe minare alla base uno dei principi alla base della civiltà giuridica, quello della presunzione di innocenza. Altre preoccupazioni derivano da un annuncio della stessa Ibm secondo cui in futuro, fra i dati da dare in pasto ai software predittivi saranno inclusi anche le riprese di telecamere posizionate in luoghi pubblici e i commenti sui social network, come i post di Facebook. Una società in cui ogni comportamento viene schedato e analizzato per individuare possibili illeciti, sembra ormai dietro l’angolo.

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Posted 2 days, 17 hours ago.

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Santoro torna in onda a settembre. Masi: ‘Prima parli con me’

Santoro torna in onda a settembre. Masi: ‘Prima parli con me’.

 

di Pasquale Giordano

ROMA – Santoro torna in Rai, o meglio, dalla Rai non si è mai realmente allontanato, ma adesso ha la certezza che dal 23 settembre sarà in video su RaiDue. Da fonti interne al Cda Rai erano arrivate nel primo pomeriggio di giovedì 22 luglio delle rassicurazioni sulla presenza televisiva di Santoro nel prossimo autunno. Nell’estremo tentativo di salvare capra e cavoli (non necessariamente in quest’ordine) qualcuno ha voluto chiarire che lo spazio/Santoro (così lo hanno chiamato) non necessariamente sarà occupato da una nuova edizione di ‘Annozero’.

 

Nemmeno lo stesso Santoro ha confermato o smentito. «Noi dal 23 settembre andremo regolarmente in onda, come il pubblico si aspetta da noi», dice Santoro all’Ansa, senza però chiarire ulteriormente «Andare in onda è l’unica cosa che conta. Sono molto felice di questo». L’unico che non ha dubbi sembra essere il Direttore Generale della Rai, Mauro Masi, che frena gli entusiasmi: «So bene che esiste una sentenza del Giudice che prevede la messa in onda di un programma con Michele Santoro – dice Masi – ma, come per ogni altro dipendente Rai, se Santoro intende andare in onda dalla fine di settembre dovrà essere ora lui a trovare un accordo con me». Insomma lo ‘spaziosantoro’ si è trovato, adesso tocca vedere come riempirlo. Sembra comunque difficile che nel giro di soli due mesi, con la pausa vacanze in mezzo, Santoro e i suoi possano riuscire a creare ex-novo un programma diverso da Annozero. Sarà del gruppo anche Marco Travaglio che tuttavia ritiene «singolare che sia stata usata una formula equivoca: Annozero non viene infatti indicato, neanche fosse una parolaccia.» Il consigliere di minoranza Nino Rizzo Nervo fa presente: «Come si potrebbe rinunciare ad una trasmissione come Annozero senza determinare un obiettivo danno economico per l’azienda?» Il senatore Pancho Pardi, capogruppo Idv in commissione di Vigilanza Rai commenta: «Il ritorno di Michele Santoro su Raidue a settembre e la conferma del programma di Serena Dandini sono una vittoria della tv di qualità e un atto dovuto nei confronti dei milioni di telespettatori che seguono le loro trasmissioni. Ci auguriamo sia consentito loro di lavorare liberamente e di fare i programmi che vogliono». Infine Pardi ha avuto un pensiero per Rainews24 “Adesso aspettiamo anche la conferma di Mineo alla direzione di Rainews”.

Ghedini: ‘Santoro deve andare in onda’. Confalonieri: ‘lo prenderei a Mediaset’

Succede che Santoro un giorno è un pericoloso sovversivo da eliminare (mediaticamente parlando) e il giorno dopo sia uno i cui diritti devono essere difesi fino allo stremo delle forze. In questo senso fanno capolino Niccolò Ghedini e Fedele Confalonieri, intervenuti entrambi nel programma radiofonico di Radio2 ‘Un giorno da pecora’. Ghedini, avvocato di professione e azzecagarbugli berlusconiano per vocazione, ha detto: “Santoro deve andare in onda l’anno prossimo. Non va assolutamente chiuso. Andare da Vespa è piacevole ma da Santoro ci si diverte di più perché è una battaglia”.
Confalonieri, presidente Mediaset, non ha dubbi: “Santoro lo riprenderei a Mediaset. È un signor giornalista. Uno che ti fa il 20% ci pensi su tremila volte, poi lo prendi”. Così mentre in Rai il suo omologo  Masi pretende un contatto con Santoro, Confalonieri apre le porte di Mediaset. “Se venisse da noi – dice Confalonieri – almeno non farebbe più il martire.”

Un programma per la Busi su RaiTre

Via libera dal Consiglio di amministrazione per Serena Dandini che mantiene quattro seconde serate su Raitre con il suo ‘Parla con me’, in onda regolarmente in autunno dal martedì al venerdì sulla terza rete. Masi ha voluto puntualizzare anche in questo caso: «stiamo ragionando con la conduttrice e con Raitre su come realizzare insieme un programma più equilibrato e pluralista». Da ricordare che dal 1 gennaio 2011 in seconda serata su Raitre andranno in onda anche i programmi per i 150 Anni dell’Unità d’Italia.
Conferme dal CdA per un programma condotto da Maria Luisa Busi il venerdì sera in prima serata su RaiTre e per il piano fiction che però vede scoppiare un caso Barbareschi. L’attore e produttore, deputato Pdl di area finiana, aveva presentato un progetto per girare “Il sogno del maratoneta”, la storia su Dorando Pietri che vedrebbe nel cast Luigi Lo Cascio, Laura Chiatti e molti altri. “Il titolo non sarebbe passato per technicality – dice Barbareschi –  ma potrebbe passare al prossimo Cda, il 28 luglio, ma da mesi me lo dicono e alle banche questo non basta
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Continua questa orrida barzelletta, che finisce a mio parere per essere parte di quella Distrazione mediatica che sta coprendo i veri problemi del paese, per carità siamo tutti con Annozero , non c’è dubbio, ma io personalmente ho già affrontato molte volte questo argomento…stiamo sempre parlando di profumatissimi stipendi e di star…, con ingenti dosi di personalismo e di narcisismo. A prescindere da questo Masi mi schifa, con questa sua pretesa d’esse persino peggio del suo padrone, sembra l’arte preferita dai servi dell’imperatore Buffone quella di cercar d’essere persino peggio di lui ed alla Rai Masi e Minzolini, ispirati dall’arte sopraffina di Vespa sembrano essere assoluti interpreti di di questa mai troppo apprezzata arte…La lingua d’oro nuovo premio proprosto dalla Rai al posto dei vecchi ed obsoleti telegatti, avrebbe fieri competitori e verrebbe forzatamente assegnato ad ex equo(giandiego)

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Posted 6 days, 4 hours ago.

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Perquisizioni al Secolo XIX Fnsi: «Siamo preoccupati»| Liguria | Genova| Il SecoloXIX

Perquisizioni al Secolo XIX Fnsi: «Siamo preoccupati»| Liguria | Genova| Il SecoloXIX.

In occasione della sottoscrizione a Genova del primo protocollo in Italia sul tema dell’informazione e della giustizia minorile, con la nascita di un osservatorio che avrà tra i suoi compiti anche quello della formazione e di un corretto rapporto sul delicato tema della giustizia minorile, il segretario generale della Fnsi Franco Siddi e quello della Associazione Ligure dei Giornalisti, Marcello Zinola, hanno affrontato anche il tema dell’indagine e delle perquisizioni che coinvolgono cinque giornalisti del Secolo XIX.

«L’indagine in corso a Genova (5 giornalisti del Secolo XIX indagati, sequestrati pc di redazione e a casa, memorie telefoniche “lette” nelle loro rubriche e traffico telefonico, perquisite scrivanie e abitazioni) preoccupa fortemente il sindacato dei giornalisti – affermano Siddi e Zinola – perché cade in una piazza dove, dal dopo G8 del 2001, diversi colleghi di diverse testate locali e no, sono stati oggetto di denunce e provvedimenti anche se la perquisizione della scorsa settimana ha avuto caratteristiche uniche ed è senza precedenti. Non si capisce il senso di questa indagine contro i giornalisti, se non con l’obiettivo di azzerare la loro credibilità e la loro professione. Come accaduto in altre situazioni verificatesi in Italia».

«Indagini sulla criminalità comune, sul malaffare politico, le vicende del G8, hanno visto globalmente una quindicina di colleghi sottoposti a provvedimenti giudiziari. In molti casi poi smentiti dall’esito dei processi – dicono ancora Siddi e Zinola -. Il tema al centro dell’indagine sui 5 giornalisti del Secolo XIX è inquietante: i colleghi indagati hanno scritto e approfondito, per mesi, fatti e vicende collegati o collegabili al malaffare politico, ai sospetti rapporti tra `ndrangheta, mafia e imprenditoria e politica».

L’indagine «preoccupa perché si ha la netta sensazione che l’inchiesta a carico dei colleghi vada bel al di là delle presunte violazioni di segreti istruttori, puntando ad azzerare la storia professionale dei colleghi, la loro rete di credibilità – dicono Siddi e Zinola -. Collegamenti e contatti, sempre spesi in buona fede e con onestà intellettuale come del resto hanno fatto gli altri colleghi indagati negli ultimi anni a Genova. La Fnsi e l’Associazione Ligure dei Giornalisti ritengono che la battaglia contro i bavagli e per i diritti del fare e ricevere informazione e del lavoro, condotta anche in difesa dei diritti investigativi della magistratura, non contrasti con la denuncia, decisa, contro l’intimidazione messa in atto a Genova».

Le fonti di un giornalista e la loro tutela sono da sempre al centro delle iniziative dei giornalisti italiani e della Federazione internazionale della stampa che le considerano un patrimonio indisponibile per il libero giornalismo investigativo dice ancora il sindacato dei giornalisti. «La Fnsi e l’Associazione Ligure dei Giornalisti seguono, e seguiranno, la vicenda con la tutela dei colleghi oggi coinvolti così come hanno fatto e faranno in qualsiasi altra situazione che vede giornalisti nel mirino perché responsabili solo di aver fatto il loro lavoro»

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Posted 1 week, 1 day ago.

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“Licenziato operaio Fiat di Termoli, partecipò al presidio di Pomigliano” – Economia – L’Unione Sarda

“Licenziato operaio Fiat di Termoli, partecipò al presidio di Pomigliano” – Economia – L’Unione Sarda.

Fa parte del coordinamento provinciale dello Slai Cobas di Campobasso che il 22 giugno aveva partecipato al presidio a Pomigliano. Il sindacato annuncia un’azione legale.

L’ ennesimo licenziamento di un operaio Fiat riaccende lo scontro sindacale attorno all’azienda torinese. Giovanni Musacchio, del coordinamento provinciale dello Slai Cobas di Campobasso, è stato licenziato per aver partecipato ad un presidio a Pomigliano, in occasione del referendum, pur essendo in permesso per motivi familiari. Ad “incastrarlo” ci sarebbe una foto in prima pagina sul quotidiano “La Repubblica”, che lo ritrae assieme ad un altro esponente del sindacato, davanti alla fabbrica. “Avevo chiesto un permesso per accompagnare mia figlia dal pediatra – ha spiegato – nel pomeriggio ho raggiunto i miei colleghi a Pomigliano”.

NUOVO SCONTRO. Con quello di oggi, sale a cinque il numero di operai licenziati dalla Fiat in una sola settimana, ed in quattro casi si tratta di delegati sindacali: tre della Fiom ed uno, quello di oggi, del coordinamento dello Slai Cobas. Licenziamenti che hanno portato la Fiom ad indire due ore di sciopero per venerdì 23 luglio, e lo Slai Cobas, ad annunciare forme di protesta in tutti gli stabilimenti del gruppo.

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Posted 1 week, 1 day ago.

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Ricordando Carlo Giuliani “ucciso dallo Stato”. Un odioso commento del Corsera

Ricordando Carlo Giuliani “ucciso dallo Stato”. Un odioso commento del Corsera.

Genova, Piazza Alimonda, ore 17,20 del venti luglio del 2001. Scontri fra carabinieri e manifestanti. Protesta di piazza contro il G8 che si tiene nel capoluogo ligure. Le forze dell’ordine, si fa per dire visti i fatti, vogliano impedire a un gruppo di giovani di avvicinarsi alla “zona rossa”.

Carlo Giuliani è fra coloro che manifestano. Rimarrà ucciso, colpito a morte da un proiettile sparato da un carabiniere. Un vicequestore, Adriano Lauro, urla  prendendo di mira un manifestante: “Bastardo! Lo hai ucciso tu, lo hai ucciso! Bastardo! Tu l’hai ucciso, col tuo sasso, pezzo di merda! Col tuo sasso l’hai ucciso! Prendetelo!” E’ il primo immediato tentativo di depistaggio. Quel “bastardo” che viene inseguito per finta, ovviamente, non verrà mai preso. Il tentativo di addebitare la morte di Carlo ai manifestanti si sgonfia immediatamente.

A sparare è stato un carabiniere quando ha visto che Carlo teneva in mano un estintore. Si dice che abbia avuto paura e fatto partire due colpi. Carlo era a quattro metri di distanza. Difficile che l’estintore potesse diventare un’arma micidiale.

Carabinieri e polizia perdono la testa

Carabinieri e polizia perdono la testa, una camionetta passa due volte sul corpo di Giuliani il cui cuore batte ancora. Il colpo di pistola lo ha raggiunto sotto lo zigomo sinistro per fuoriuscire dalla nuca. Carlo muore. Divampano le polemiche, compaiono filmati che raccontano la verità, il carabiniere che ha sparato viene assolto per legittima difesa. Ma nell’arco degli anni emerge con sentenze che condannano i vertici della polizia quale era e chi costruì un clima di violenza, violenza di Stato. Bugie, false testimonianze, selvagge incursioni alla caserma Diaz e a Bolzaneto, pestaggi di giovani fermati. In quel clima Carlo venne ucciso. Genova ogni anno lo ricorda, rende omaggio alla sua memoria.

L’ articolo di Pigi Battista: un’offesa alla memoria

Questa volta  l’omaggio l’ha anticipato un giornalista noto come il principe dei cerchiobbotisti, Pierluigi Battista, detto Pigi, vicedirettore del Corriere della Sera, sempre più spostato verso chi comanda. Un “omaggio” velenoso, di cattivo gusto per non dire di peggio cui risponde con grande dignità il padre di Carlo, Giuliano Giuliani che vorrebbe solo che “si ricordasse che suo figlio è stato ucciso dallo Stato”. Battista ignora proprio questo. Ha preso spunto dalle parole pronunciate da Nichi Vendola ai giovani che partecipavano alle “fabbriche”, definendo eroi Falcone, Borsellino e, con loro, Carlo Giuliani. Il Battista ha visto rosso e ha ben pensato di rimettere le cose a posto, facendo una lezioncina come è nel suo stile. Lui, solo lui, è in possesso della verità di quei drammatici momenti vissuti a Genova. Lui sa chi era Carlo. Certo, dice, era un ragazzo degno di rispetto ma ecco, dopo il colpo al cerchio arriva quello alla botte.

“Stavano dando l’assalto ai carabinieri”

“Faceva parte di un gruppo di manifestanti (non tutti i manifestanti) – scrive il Pigi – che stava dando l’assalto a un gruppo di carabinieri con bastoni, spranghe, estintori, coperti da fazzoletti e passamontagna., in tenuta da guerriglia urbana”. Carlo era uno di loro, un “guerrigliero urbano”, di fatto. E Battista dopo aver riportato quasi fedelmente il verbale della questura, non sia mai che si metta in dubbio la parola delle autorità, grida: “No, Giuliani non era un eroe. Il comportamento di Giuliani non può essere un esempio: fu solo l’antefatto di una tragedia, la vita di un giovane stroncata in circostanze drammatiche che non si dovrebbe ripetere”. E poi a proposito delle parole di Vendola parla di “concessione a una retorica estremistica” di “un richiamo alla vecchia identità della sinistra”. Non solo lascia intendere che proprio Carlo fu tra coloro che provocarono  gli incidenti prima delle violenze nelle caserme per le quali si sono avute decine di condanne di appartenenti alla forze dell’ordine. Così giustifica anche i poliziotti che si scagliarono bestialmente contro i fermati. Non ci si sono parole a commento di un articolo che ha fatto bella mostra di sé sul più grande quotidiano italiano.

La risposta del padre di Carlo

Forse sarebbe il caso che il direttore chiedesse scusa alla famiglia, ai genitori di Carlo. Giuliano, il padre, ci dice che non meriterebbe neppure una risposta, quanto ha scritto Battista anche se “questa volta ha detto che Carlo è degno di rispetto, il che  per lui è già un passo avanti”. “Io ringrazio Vendola – prosegue Giuliano Giuliani – per la sensibilità, l’omaggio alla memoria di Carlo.  Io non ho mai detto di mio figlio che era un eroe, per me era solo un ragazzo che si batteva per affermare le sue idee, la difesa delle libertà e dei diritti delle persone, idee che raccontano la storia del mondo. Vorrei solo una cosa: che si ricordasse, non si dimenticasse mai che Carlo è stato ucciso dallo Stato”. Così anche noi lo ricordiamo.

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Se si deve fare un tentativo per cambiare il racconto della storia è persino ovvio lo si faccia con un giornale e da un pulpito che millanta equidistanza. Ed eccolo il Corriere a svolgere il suo storico ruolo, perchè, suvvia non dimentichiamolo in questi trmpi così confusi…giornale come il Corriere hanno un ruolo, lo… hanno sempre avuto e non è mai stato di appoggio agli ultimi. Falcone , Borsellino e Giuliani…eroi moderni…cosa ha dato fastidio? Che carlo fosse antagonista, arrabbiato? Che avesse reagito all’attacco, al tentativo di azzerare il dissenso che era in atto a Genova in quel giorno? Non possiamo dimenticare e diciamolo, perchè serve chi ci fosse quel giorno in cabina di regia a Genova…ricordi Gianfranco dov’eri quel giorno? Dott. Fini noi ce lo ricordiamo. Anche oggi che lei veste le piume della colomba riusciamo a vedere il suo becco da falco. Oggi molti diranno parole su Carlo, questo stesso giornale sta pubblicando molto essendo così vicino al movimento che produsse tutto questo, a me però risulta difficile…solo un saluto. Ciao Carlo(giandiego)

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Posted 1 week, 2 days ago.

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CIE Torino, un altro recluso si taglia – Indymedia piemonte

CIE Torino, un altro recluso si taglia – Indymedia piemonte.

dopo l’autolesione compiuta da un prigioniero mercoledi scorso (che è stato trasferito a Roma, ove tuttora si trova) oggi un altro recluso del CIE di Torino si è tagliato per protesta contro la possibile espulsione; portato all’ospedale e poi di nuovo al CIE

è arrivato in Italia dal mare, subito preso dalla polizia è finito a Crotone e poi a Torino

è al CIE da 5 mesi e 24 giorni

l’unica cosa che chiede è la libertà e la possibilità di tentare di farsi una vita qui

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Posted 1 week, 3 days ago.

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presidio sotto il CIE di corso Brunelleschi – Indymedia piemonte

presidio sotto il CIE di corso Brunelleschi – Indymedia piemonte.

anche la terza domenica di luglio si è svolto il presidio mensile di solidarietà coi reclusi del CIE di Torino, partecipato da una trentina di persone, alla fine di una lunga settimana di mobilitazioni e lotte contro questi nuovi lager

come sempre per un paio d’ore circa musica slogan striscioni e cori, ai quali i reclusi rispondono con urla e fischi

tra un susseguirsi di notizie su Gradisca, Milano e la Libia, si apprende che i reduci della rivolta di mercoledi sono ancora stipati nell’area viola, tra le cattive condizioni di detenzione e il comportamento strafottente di alcuni crocerossini; la rabbia dei detenuti di questa sezione si sente anche attraverso le testimonianze ai microfoni di radio blackout, che li intervista in diretta durante il presidio

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Posted 1 week, 3 days ago.

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Quotidiano Net – Enna, fermato dai carabinieri finisce all’ospedale

Quotidiano Net – Enna, fermato dai carabinieri finisce all’ospedale.

Carabinieri (foto Donzelli)
Carabinieri (foto Donzelli)

Enna, 16 luglio 2010 – Operato d’urgenza per emorragia interna e lesioni all’intestino, un quarantaquattrenne di Nissoria (Enna) si trova ora in prognosi riservata all’ospedale di Nicosia. L’uomo fermato per guida in stato di ebbrezza e resistenza a pubblico ufficiale domenica sera, 12 ore dopo essere passato dalla caserma dei carabinieri e dal carcere di Nicosia è stato trasportato all’ospedale in gravissime condizioni e sottoposto ad un delicato intervento chirurgico d’urgenza. Francesco Cremona, 44 anni, carpentiere di Nissoria è un uomo descritto come gran lavoratore con il solo vizio dell’alcool da quando ha avuto alcuni problemi familiari.

Non è chiaro cosa sia accaduto da quando i carabinieri hanno prelevato Cremona per condurlo in caserma, da dov’è stato poi trasferito all’ospedale di Leonforte per l’alcool test, quindi nuovamente in caserma a Nissoria dove ad un certo punto viene chiamata l’ambulanza perchè, secondo la versione dei militari, il fermato ha avuto uno svenimento durato 15 minuti per un calo di pressione. Intorno a mezzanotte viene portato al carcere di Nicosia.
Cremona starebbe già male, un medico lo visita ma dopo essere rimasto in osservazione viene portano in cella dove gli altri detenuti si accorgono della situazione e rimangono a vegliarlo fino a quando interviene nuovamente il medico che dispone il ricovero in ospedale. È la mattina di lunedì e Cremona viene al “Basilotta” e sottoposto a una Tac che accerta l’emorragia interna. Operato dall’addome i chirurghi aspirano oltre un litro di sangue, quindi asportano un tratto di intestino che presenta gravi lesioni da trauma. Il referto viene trasmesso al Commissariato di Nicosia che immediatamente apre un fascicolo, acquisisce la deposizione di Cremona e trasmette l’informativa alla Procura della Repubblica che dovrà adesso accertare i fatti.

I familiari si sono limitati a dire di volere la verità. Secondo la versione ufficiale dei carabinieri Cremona sarebbe stato incrociato da una pattuglia alla guida di un motofurgone “Ape” in evidente stato di ebbrezza. I militari lo hanno raggiunto quando era entrato già nel bar dopo avere parcheggiato il motocarro e qui Cremona avrebbe reagito alla vista dei militari aggredendoli. Nessuna dichiarazione su quanto accaduto successivamente in caserma. I familiari hanno nominato un legale che depositerà una dettagliata denuncia. La vicenda è emersa solo 4 giorni dopo l’intervento cui il carpentiere è stato sottoposto. Cremona è cosciente ma ancora in prognosi riservata.
Martedì scorso, nel frattempo, il Gip del tribunale di Nicosia, mentre Cremona era ancora sotto l’effetto dell’anestesia per il lungo intervento chirurgico effettuato nella serata di lunedì, aveva disposto la scarcerazione per mancanza degli elementi che motivano la custodia cautelare.

agi

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Posted 1 week, 6 days ago.

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Israele: gravi abusi ai danni dei minori in carcere. Infopal Agenzia stampa informazione Palestina, Territori palestinesi occupati, Striscia di Gaza

Israele: gravi abusi ai danni dei minori in carcere. Infopal Agenzia stampa informazione Palestina, Territori palestinesi occupati, Striscia di Gaza.

Ramallah – InfoPal. Secondo quanto riferito da Ra´fat Hamduna, direttore del Centro per gli studi dei detenuti, la direzione generale delle carceri israeliane e i servizi segreti dello Shabak commettono frequenti atti di terrorismo nei confronti dei detenuti al di sotto dei 18 anni.

 

Quasi 50 minorenni finiscono in manette ogni mese, ha proseguito Hamduna, e vengono normalmente arrestati di fronte ai cancelli delle scuole, o nelle strade mentre giocano, o ancora nelle loro stesse case, invase nottetempo dall´esercito d´occupazione.

Tali atti di terrorismo, secondo l´attivista palestinese, consistono nell´utilizzo di “circa 100 tipi diversi di torture fisiche e psicologiche, durante le quali si fa sedere [il ragazzo] con le mani e i piedi legati, gli si pone in testa un sacco maleodorante, gli s´impedisce di dormire, lo si continua a scuotere violentemente, lo si getta in cella d´isolamento per settimane, lo si sottopone a intensi pestaggi con vari tipi di arnesi, gli si spengono le sigarette sulla pelle, gli vengono negate le cure mediche, lo si denuda per perquisirlo, si minaccia di arrestare sua madre o sua sorella, e altro ancora (…) senza il minimo riguardo per i diritti dei minori e per gli accordi internazionali a difesa degli esseri umani”.

Hamduna ha quindi chiesto il rilascio del piccolo Ahmad Diyaa Ghayt, 11 anni di Silwan (distretto di Gerusalemme). Ahmad è stato trascinato alla stazione di polizia dopo che i servizi segreti hanno circondato la zona in cui abita, domandando a lui e ad altri suoi coetanei come si chiamavano.

 

L´attivista ha inoltre rivolto un appello alle organizzazioni che si occupano delle questioni dei detenuti e dei minori, proponendo il lancio di una vasta campagna di solidarietà che aiuti i ragazzini rinchiusi in cella e salvaguardi la loro innocenza, la loro dignità e i loro diritti.

 

A questo proposito ha anche citato un incidente avvenuto circa una settimana fa nel carcere di Megiddo, dove un´aggressione lanciata a un gruppo di minori ha causato 27 feriti.

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Quello che sta continuando ad avvenire in Palestina peserà sulle nostre coscienze…quando alla fine ci renderemo conto di quanto sia passato davvero sotto i nostri occhi di quanto sia stato permesso in onore di un malinteso senso di autodifesa…bhè sarà tardi per far altro che piangere, ma a far quello siamo bravissimi e molto abituati…peccato che serva così a poco

 

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Posted 1 week, 6 days ago.

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