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Macwalt

Son nati comunisti vogliono morire democristiani  

Le parole dell’oggi non riescono a riempir tutto questo presente per raccontare cos’è stata e come è Stato questo Paese di voltagabbana, essenzialmente diverso soltanto pochi anni fa. Cominciò il cavalier Benito a raccontar balle sulla riforma dello Stato in senso repubblicano; tant’è che le sue squadracce rifiorirono la Giovine Italia cara al Mazzini e poi con un golpe si inchinò alla  monarchia e firmò  patti lateranensi, facendo marameo ai Sansepolcristi che gli avevano dato parvenza di moralità…   .di w.maccari

Sulla stessa falsariga per anni ne ebbe furore il Msi che dai banchi e dalle strade ricordava l’alleato germanico lasciato da solo a saccheggiar l’Europa, mentre  loro  neri dentro s’erano riuniti a rimuginar col colore dei preti  addormentando coscienze e vendendo regioni intere di voti alle forze armate democristiane, nel tentativo ben riuscito di riciclarsi sui banchi del Parlamento oltraggiato. Continua a leggere

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 Un’inverno

 

 

Nascosto in un Universo privato

tra la pagina 55 e la fine del Mondo

tra l’amore e la sensibilità

 

Specchio d’uomo contemporaneo

che cerca, protesta e lotta,

tra consenzienti manette colorate

e sogni indorati di libertà obbligata

 

Accarezzo  musica  e la fissità

di un antico  sentimento

Sento che i sentieri della vita

hanno per entrambi percorsi uguali e differenti

 

Questo partecipare i momenti che ci avvolgono

sono la grazia del nostro incontro

e mi adatto nel mi confà

come pane imburrato che accoglie la marmellata

 

Poi senza scopo ne’ direzione

tra statistiche e collezioni, mi arrovello

chiamando amore una prigione modellata

di buone intenzioni

 

 

walter maccari – (@disegno di Sestilio Crespi)

 

 

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Grillo non ha scelto, ha lasciato scegliere a chi è iscritto nei Mitap e tra i nominativi, persone che avevano partecipato a precedenti elezioni, comunali o regionali.

http://www.europaquotidiano.it/2013/03/05/che-cosa-pensate-dei-neoeletti-di-grillo/

Molti che conosco non hanno voluto provarci per la coerenza di non essere dentro un contenitore guidato dal Beppe che sta altrove e vuol fare e disfare..

Ora neanche più in rete sta il Tribuno populars se non nel suo blog, e così i neo eletti di cui molti non sanno niente di politica e che si ritrovano Deputati o Senatori quasi per gioco, subiranno sia l’aut-aut della dirigenza a due (Casaleggio pare un formaggio della bassa) sia le lusinghe a diversi zeri del cavaliere ed anche quell’idealità che resiste all’interno del PD.

Si mettessero d’accordo Grillo & Bersani in 100 giorni cambierebbero questo Paese. Pochi punti, non 8, ne’ ottantotto, ma Anti-trust, legge anti elegibilità degli inquisiiti, legge elettorale, conflitto di interessi, liberalizzazioni e lavoro, sarebbe già una rivoluzione.   Magari succede che l’intera faccenda viene bene e piace e così potermmo arrivare alla fine della legislatura.

Magari invece non piace ma però quella manciata di leggi passano e viene deciso di tornare al voto, andrebbe bene lo stesso. Però ecco non vorrei che il Grillo nazionale volesse la maggioranza assoluta così tanto per strafare, perché poi io so’ che gli darebbe alla testa e noi non ce lo togliamo più dalla stanza dei bottoni e questo Paese si ritroverebbe nel caos più totale, perché l’inesperienza politica sprofonderebbe i nuovi eletti nella bagarre del mercato dei rappresentanti e la destra cialtrona sul modello De Gregorio, Scilipoti avrebbe l’agio di rovinare il tutto.  Continua a leggere

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. E’ la voglia dirompente che un popolo intero ha di cambiare 

Sono 24 ore che sento sparlare di Governabilità . Da destra ne fanno eco .perché hanno essenzialmente paura. Da sinistra viene sostenuta perché non sanno ancora portare avanti la grande e bella idea del cambiamento, ancora non hanno compreso che è arrivato il momento di fare una Rivoluzione legale, senza spari e violenza.

Dalle ultime elezioni il centrodestra ha perso il 18% circa, sono 6 milioni di voti, di persone di fiducia e credibilità. Eppure li sento da 24 ore sparlare di vittoria e di rimonta. Non sanno contare. Certo che no, non possono affermare di essere ridotti di 1/3 avendo pure perso per strada molte liste civetta e organizzazioni trasversali che occupando numero e percentuali riportano a casa poltrone e prebende.

Il partito dei Pensionati per esempio…..solo pochi anni fa se ne parlava come una forza importante, poi chissà come si sono schierati a destra e sono all’1% neanche 47.000 voti, non rappresentano davvero i pensionati d’Italia.

La poltrona del Presidente della Camera dei Deputati porta male, gli ultimi tre sono alla frutta. Casini in ambasce rientrerà con la lista Monti. Bertinotti è andato a fare il nonno e il delfino maximo Fini se ne va mestamente dopo 30 anni di parole, di posture sbagliate, di ragionamenti che mangian le persone e le enciclopedie. Nessuno ha creduto alla sua proposta di una destra liberale moderna ed europea. Lui col passato da fascista non poteva, gli altri suoi antichi scherani non lo hanno compreso, i liberal’s non si sono fidati.  Non penso ci mancherà ma si puo’ dire almeno che in vecchiaia si è ripreso ed ha capito, i suoi antichi sodali invece hanno declamato la loro disposizione d’esser dei “bravi” e scherani del “siure & siura” lasciando danni e macerie, e certo non ci dolerà stare a non più risentirli.  Continua a leggere

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. Sono entrambi rumore

 foto dal web)

Ecco Nemesis si è rivelata. Chi pensava o anche credeva (formule del tutto differenti, antropologicamente diverse, come tra l’esistenza di dio e ragione) che la consultazione popolare sarebbe servita a dipanare le diseguaglianze è servito.

In un Paese senza memoria, in una mescola regionale che non è mai cresciuta come Stato, l’affidamento popolare è mantenuto intatto come formula di disuguaglianza sociale e si è riformulata sopra bisogni e sogni. Appiattendoci tutti sull’idea del formale normale, neanche conoscessimo tutte le leggi casuali della Natura.       La pancia piena di pretesa e certezze aleatorie, alleatasi ad una nuova organizzazione politica ha distrutto strati sociali proletari e precari confermando le proprie lobbie’s di potere ed economiche. Populismo e fascismo si ritrovano a braccetto anche se non lo volevano questa volta, seppur da decenni sono camerati, ma l’alkimia è fatta, strana e scortese, come figlia bastarna di difesa egoistica e potere, la quale si è sempre fatta pretesa quando dal basso un popolo si mette a gridare e a cercare.   Continua a leggere

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Con Restart Project si impara ad aggiustare pc e radio invece di buttarle via

Riparare, e imparare a riparare, per contrastare la crisi e dare una mano all’ambiente, rispolverando competenze artigiane dimenticate invece di buttare via quello che non funziona più.

Per chi non ha dimestichezza con cacciaviti e fili elettrici, e per chi invece vuole mettere a disposizione degli altri le proprie capacità, nasce The Restart Project (therestartproject.org), progetto di condivisione di informazioni e capacità che ha l’obiettivo di stimolare un modo più responsabile di utilizzare gli apparecchi elettrici ed elettronici, dal pc alle radio. Continua a leggere

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Nei tempi antichi, e chissà perché mi è venuto  in mente : “ nei bei tempi  andati” che niente toglierebbe all’idea che mi sono fatto assistendo, purtroppo con poche possibilità di essere influente, alle odierne diatribe che riempiono le cronache internazionali. Nei tempi antichi  non è che fossero poi molte le occasioni  per dimostrare alla comunità conosciuta, che rispetto ad avvenimenti cruenti e dolorosi come la guerra ( ma all’epoca erano detti:  giorni gloriosi) qualcosa di più grande era instillato nelle coscienze individuali e nazionali che permetteva alle città-stato ( espressione delle odierne comunità nazionali) di mantenere intatta la propria umanità. Continua a leggere

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Il bisogno di una politica pulita

               .

Evapora la partitocrazia per la spinta riformista del Movimento 5 stelle del “comico” Beppe Grillo, che conquista d’acchito un sindaco e un comune, e già il PD unico partito che resiste allo tsunami del cambiamento si dice preoccupato della dissolvenza del suo principale antagonista di centro-destra. La lega nord perde anche in casa del senatur Bossi, e in Sicilia il famoso 61 a zero è già divenuto un sogno del rimpianto di : “..quando eravamo grandi..”.

Nel PdL vanno formandosi decine di correnti e molti deputati sono pronti a passare sorreggendosi a vicenda nell’UDC di Casini, che vede naufragare il sogno dei moderati nazionalisti e forse capisce che l’alleanza del terzo polo con Futuro e Libertà di Fini non ha futuro. Continua a leggere

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