Confini segnati dal filo spinato
Speranze finite, disperse e bruciate.
Ridotte nel fumo d’un oscuro camino.
Una neve d’orrenda fattura
che cade d’intorno.
Nessuno si scordi!
Nessuno si chiami di fuori
Nessuno, alla fine, è davvero innocente
Che resti di monito!
E Sebbene non serva e non paghi vendetta.
Che resti per sempre
nei nostri
nei vostri
ed in tutti i racconti.
Ricordo dev’essere, ho detto!
ma senza rancore.
Memoria !
La nostra memoria però, non potrà…
non dovrà cancellare
Che serva!…
Perché sia bagaglio
sia ai figli che ai padri.
Che serva per tutti
a noi come a voi
Perché poi nessuno ripeta follia
di nuovo a insozzare la terra
Adducendo ragioni
cercando motivi
Non c’è scusa all’orrore
Non esiste un motivo
Paura dell’altro,superbia?
D’orrenda arroganza
macchiammo il cammino
Nella casa dell’uomo c’è posto
per tutti
Non si serri il portone,
non si chiuda di fuori nessuno
nella mensa c’è pane e c’è il vino
non c’è prediletto o secondo arrivato
né figlio cadetto
Questa casa ha dovizia di doni
Per ciascuno di noi
Che strana storia, che buffo racconto
narrar di nostra vita i fallimenti
non è mai facile, non rende
non si fa. Siam più bravi a vantarci
che narrar di nostra strada i lati oscuri
gli angoli in cui cademmo
in cui inciampando noi rovinammo a terra
anche l’abito che esibiamo
e quel della riuscita, non dar credibilità
a chi non ha successo.
Io che narrando a voi della mia vita
annovero più cadute che trionfi.
Ricordo! Noi impariamo nel dolore
nel fallimento cresciamo
e col ginocchio a terra noi apprendiamo
il come e il quando
Subendo conquistiamo libertà.
Uomini d’i(n)successo Continua a leggere
La riflessione mi sovviene dagli avvenimenti riguardanti la corruzione al “Comune di Milano” sulle colonie infantili…una nota di sdegno, una di schifo.
Il pensare che la corruttela si spinga sino ai nostri piccoli, che si possa mercanteggiare anche sulla loro felicità, sulla loro salute e sulla loro felicità…purtroppo ormai non ci stupisce più nulla ed è forse questo il dato peggiore.
La riflessione quindi verte sull’arte della “politica tradizionale” di esulare dalle proprie responsabilità, nel gioco dell’Io non c’entro, passavo di qui per caso. Continua a leggere
Non capisco, questa alzata di scudi, che senso abbia forse che esiste una “autorizzazione alla menzogna strumentale” per i direttori di giornale? Mi si spieghi dove sia l’attentato alla democrazia. Forse nel fatto che un giornalista può, volendo, mentire e non renderne conto…”menzogna cosciente” non refuso od errore. Quindi libertà di stampa significa libertà di mentire strumentalmente? Oppure è palese che un lanzichenecco, un mercenario, un pennivendolo non lo faccia per sè, ma su ordinazione, per conto di altri ed allora, in fondo , fa il proprio dovere, quello per cui viene pagato. Il dovere morale di informarsi e di riferire la verità è questo il grave attentato alla democrazia che provoca questa alzata di scudi? I pri
vilegi della casta giornalistica mi hanno sempre lasciato perplesso…dovremmo scendere in piazza per difendere la loro possibilità di mentire sapendo di farlo? Questa la pretesa di FNSI, della politica e di tutti i direttori di testata. O forse si pretende che per i giornalisti la legge sia sospesa, come per i politici e la regolazione di queste “magagne” sia affidata ad organismi diversi, altri ed interni all’ordine o all’albo…ma questo non è anti-costituzionale non nega quel “la legge è uguale per tutti” già così ridicolizzato e poco credibile? Davvero mi sfugge il senso di questa difesa, se non in chiave di casta e di sospensione della giustizia…personalmente ho deciso che non scenderò mai più in piazza per la difesa degli interessi di casta di una categoria…questa non è libertà di stampa e di opinione è un’autorizzazione a mentire. (giandiego)

Di Giandiego Marigo
Le ultime dichiarazioni di Bersani ci dimostrano come egli non sappia quel che dice…oppure, peggio ancora, quanto egli menta sapendo di farlo e come usi “strumentalmente” ed “elettoralisticamente” termini in cui non crede affatto, ch’egli stesso sa obsoleti ed inutili. Come “Destra e Sinistra”.
Egli gioca sull’equivoco e confida nella crassa ignoranza, reale o gentilmente offerta, di chi lo ascolta e di chi si allea con lui, esibendo una inutile prosopopea di sinistra.
“Alternativi alla destra” quale? Se egli quotidianamente si appella a quelli che chiama moderati che poi corrispondono a Casini, Fini, Rutelli, ma volendo anche a chiunque allontanadosi dal PDL volesse vendere alcune fette di dignità. Un’area che di riferimenti , soprattutto culturali, di destra ne ha vagonate e ne spreca quotidianamente quantità industriali?
Quali se la stessa politica interna del partito si sposta gradualmente verso posizioni sempre più “liberal” che sono storicamente definibili come di destra? Continua a leggere

di Giandiego Marigo
Io lascio a voi il pragmatismo, il romanzo verista, la logica stringente. Vi lascio la deduzione coerente e l’emendamento. Tenetevi il potere, la forza delle armi, la vostra selezione, la meritocrazia, la prevalenza del migliore e dell’adatto. Appropiatevi pure di tutto il palazzo. Vi concedo la razionalità ed il calcolo. Vostro l’illuminismo e la rivoluzione francese. Vi lascio il senso pratico, l’oggettività, jl migliore dei mondi….la crescita. Lascio volentieri la vostra finanza, il senso che voi date alle cose , vi lascio moralismi e regole e vi regalo il PIL con cui distruggeste il mondo. Porto con me, rifugiandomi nella lucida follia, soltanto l’utopia, l’amore, il sogno e l’anarchia ed è con questi sassi che distruggerò il vostro castello
con grande affetto Giandiego
Di Giandiego Marigo
Sono davvero moltissimi gli amici che ci stanno provando in tutte le maniere e mi dispiace vederli arabbattarsi, sbattersi ed ogni volta profondere entusiasmo su un qualsiasi nuovo progetto e bisogna pur dire che ne nascono moltissimi e con sorprendente rapidità.
Rilanciando ogni volta la speranza che si ricreino le condizioni ed il contesto nel quale inizi ad agire e si qualifichi un Nuovo Soggetto di Sinistra.
Mentre i più si macerano nell’incertezza e nell’attesa in Spagna ed in Grecia…qualcosa, pur nella sua scarsa influenza, avviene, mentre qui da noi invece regna il silenzio più umiliante. o al limite il balletto istituzionale,“dell’io sono la vera sinistra”.
Nel frattempo quelli che si auto-definiscono appunto “sinistra” (anche se ormai come nelle parole troppo ripetute sfugge il vero significato) modulano unicamentre un “racconto fatto di alleanze d’opportunità” che ha per finalizzazione, unicamente, il loro rientro in parlamento(alla faccia delle masse popolari e delle rivoluzioni che continuano a richiamare inutilmente). Continua a leggere
di Giandiego Marigo
Avrei voglia di urlare tutto il mio disappunto per tutta questa energia positiva sprecata, per questa capacità di comunione, di unità negli intenti buttata al vento.
Per chi, come me, non segue il calcio ed anzi sottilmente disapprova questa “passione nazionale” è sempre molto educativo guardarsi attorno nei giorni di “mobilitazione calcistica”. Il mondo, attorno cambia, si svuota…resta sospeso per 90 minuti , diventa un non luogo, in un assurdo silenzio, una immobilità innaturale ed insolita…impossibile per qualsiasi altra occasione ed evenienza. Nulla riesce a compiere questo miracolo di desertificazione silenziosa..null’altro.
Questo dovrebbe far riflettere, al di là delle ottime ragioni che, pure, esistevano per boicottare questi europei.
La “capacità di mobilitare” di “allineare” tutti, dietro ad una bandierina, pronti, obbedienti e “tendenzialmente sodali” non appartiene al mondo delle cose serie, non alla chiesa, non allo stato né ai Re, non alle rivoluzioni né alle fedi, non alle emergenze ed ai terremoti. A nessuna di queste cose…è appannaggio unico, indiscutibile della “nazionale di calcio”.
Una idea vuota, vaqua, vaga ed anche un poco sciocca…eppure essa piega la volontà persino dei più tenaci moralisti, degli intellettuali e dei militanti, cripto marxisti più severi…unificandoli dietro all’inutile, facendoli urlare come ossessi per undici ragazzotti molto viziati, sicuramente super pagati e molto vuoti, che corrono, senza nemmeno troppa convinzione, dietro ad un pallone.
A prescindere dall’innegabile fatto che ognuno è libero di farsi il bidè con in mano una pistola carica, senza sicura…se crede.
Resta, altrettanto innegabile la realtà di città vuote avvolte in un silenzio grottesco rotto solo dal riverberare delle voci dei cronisti attraverso migliaia di televisori che trasmettevano in contemporanea.
E’ in momenti come questo che si capisce d’avere perso davvero. Il Potere ha in mano i nostri cervelli e ne fa quel che meglio crede…loro sanno annichilire ed unificare tutti dietro un bandiera inutile ed inventata…nessun altro sa farlo, non c’è reazione, non esiste alternativa, mai come con il calcio questo è chiaro, palese e totalizzante.
Anzi gli intellettuali militanti, sopracitati, si arrabattano a giustificare questa sospensione della razionalità quasi fosse un diritto fondamentale dell’essere umano…che so da annoverare nella “carta dei diritti dell’uomo”. Continua a leggere












