Terza notte di rivolta alla periferia nord di Stoccolma.
4 persone sono in stato di fermo: sarebbero giovani che hanno affrontato la polizia e dato alle fiamme alcune auto parcheggiate nel quartiere dormitorio di Husby abitato all’80% da immigrati.
I giovani avrebbero dato alle fiamme anche un centro ricreativo.
Gli scontri iniziati domenica sera sarebbero la risposta all’uccisione da parte degli agenti di un uomo che brandiva un machete per strada. I giovani e anche diverse associazioni di base considerano sproporzionato il ricorso alla forza degli agenti che avrebbero anche apostrofato i rivoltosi con epiteti razzisti.
Ieri il premier svedese Reinfeldt ha tenuto una conferenza stampa in cui ha definito inaccettabile le violenze che ieri hanno per la prima volta toccato anche altri quartieri della periferia.
Terza notte di scontri alla periferia nord di Stoccolma. Immigrati contro polizia. | euronews, mondo.

Vigili del fuoco al lavoro a Kista, un quartiere di Stoccolma, in Svezia. (Jonathan Nackstrand, Afp)
Terza notte di scontri nelle strade di Stoccolma, in Svezia, tra manifestanti e forze di polizia.
Nella notte tra martedì e mercoledì centinaia di giovani hanno danneggiato negozi, bruciato automobili e preso d’assalto le stazioni di polizia in vari quartieri della capitale svedese. Otto persone sono state arrestate.
Le proteste sono cominciate lunedì a Husby, un quartiere a nord della città abitato soprattutto da immigrati provenienti da Turchia, Libano, Siria, Iraq e Somalia. Gli scontri sono stati scatenati dall’uccisione, il 13 maggio, di un uomo di 69 anni da parte della polizia, che ancora non ha rivelato la nazionalità della vittima. Continua a leggere
Madrid: la polizia contro le donne, due arresti.
Centinaia di attiviste e attivisti hanno protestato ieri sera davanti alle sede centrale del PP e alla casa del Ministro della Giustizia contro la legge che limita il diritto d’aborto. Cariche, botte e arresti. Prende sempre più piede in Spagna la pratica degli escrache, che vede decine o addirittura centinaia di persone concentrarsi davanti alle case di esponenti politici o rincorrerli in bar e ristoranti per protestare contro le politiche di austerity, gli sfratti, la chiusura degli ospedali. Una pratica che deputati e dirigenti del Partito Popolare non hanno affatto preso bene e che ha già portato a cariche, denunce e polemiche sul preunto ‘carattere violento’ di questo tipo di manifestazioni, che alcuni esponenti della destra hanno paragonato addirittura al “terrorismo dell’ETA”. L’ultimo escrache ha preso di mira ieri sera il ministro della Giustizia, Alberto Ruiz-Gallardón, letteralmente assediato in calle Genova a Madrid da centinaia di donne che protestavano contro un progetto di legge che vuole limitare drasticamente il diritto delle donne a poter ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza. Continua a leggere
NdR – a vedere la foto viene da capire delle cose. Intanto sono 2 contro uno, poi capelli lunghi sulle spalle sembra certo che il manganello lo impugni una donna-agente….e così tanto per gradire sull’uguaglianza…. che è sicuramente certa per queste cose, mentre per altre facile che l’agente uomo sia contrario…..figli, divorzio,aborto eccc – macwalt
Il chiassoso debutto del Ministro degli Interni Angelino Alfano ha regalato al paese due giorni di sgomberi e scontri con la polizia, prima a Milano poi a Napoli, per unire gli studenti del nord con quelli del meridione in un comune orizzonte di cariche e manganelli. Giovanna Ferrara

Dall’aula milanese chiamata “libreria ex Cuem” , occupata da alcuni collettivi studenteschi, alle manifestazione davanti alla prefettura di Piazza Plebiscito, convocate proprio in seguito all’irruzione di poche ore prima nell’Università Statale è andata in scena una gestione della piazza dura. Continua a leggere

Le cariche della polizia all’interno della Statale che abbiamo visto ieri sono un fatto molto grave, che a memoria ha un solo precedente negli ultimi 10 anni. Per entrare in università la polizia deve essere chiamata dal rettore, di conseguenza l’amministrazione universitaria ha piena responsabilità di quanto accaduto. Ma questa responsabilità è solo l’ultima di una lunga lista. La prima in questa vicenda è stata far chiudere la Cuem, privando gli studenti di un diritto, una libreria universitaria, e lasciando il monopolio della vendita interna di libri, di fatto, a CL. Da qui nasce l’occupazione. Non contenta, da oltre un anno l’amministrazione sgombera sistematicamente lo spazio occupato: con ieri, lunedì 6 maggio, siamo arrivati al terzo sgombero.
Lascia basiti il modo in cui è stato effettuato stavolta: l’università è stata chiusa da venerdì sera a domenica, con i lavoratori, che il sabato prestano il servizio ordinario nell’ateneo, lasciati a casa con ferie obbligate. In questi tre giorni i locali dell’Ex Cuem sono stati vuotati di tutto, i muri sono stati abbattuti, le porte e le finestre divelte, le piastrelle rimosse e il pavimento spaccato. Continua a leggere






