
Depositata la proposta di legge che inasprisce le pene per l’occupazione delle case.
Di fronte a un dramma sociale che esplode l’unica soluzione che propone il potere politico è quella dell’inasprimento delle pene. Ancora una volta la dimostrazione che nei palazzi romani vivono in un mondo parallelo, lontano dal popolo e a fianco degli interessi delle lobby e degli interessi dei potenti. Una legge a marchio Lega Nord, quindi poco credibile come chi la propone ma che fa capire bene come si muove il palazzo di fronte ad un emergenza sociale.

di Teatro Valle Occupato
La cultura è capacità di esercitare senso critico. Siamo convinti che l’ignoranza produca qualunquismo e dunque derive autoritarie.
Che cosa intendiamo quando parliamo di legalità, di partecipazione, di cultura?
Vogliamo rispondere alle dichiarazioni di Marcello De Vito – candidato sindaco del Movimento 5 Stelle – invitando a una discussione più seria.
1. Che cosa intendiamo quando parliamo di legalità?
Ciò che è legale e ciò che è legittimo non sempre coincidono: questo è particolarmente vero per chi pratica la disobbedienza civile e il dissenso per conquistare e difendere diritti fondamentali per tutte/i.
Un reato di mafia vale quanto violare un divieto a manifestare? Corrompere e dissipare le risorse pubbliche per profitti personali equivale a bloccare la costruzione di un’opera inutile e dannosa come la Tav?
I palazzinari che speculano col cemento lo fanno nella legalità dei piani regolatori, chi occupa case sfitte è denunciato e processato.
Nel 1938 la discriminazione razziale divenne legge: chi decise di resistere non si fece intimorire dalla legalità formale. Continua a leggere
Sgombero a Tor Tre Teste – foto Dinamo Press
Triste cronaca dei primi di maggio, dal report di Bob Fabiani
All’indomani dello Tsunami Tour del 6A, il sindaco Alemanno aveva scritto al questore di Roma inducendolo agli “Sgomberi immediati” delle occupazioni perché, secondo il primo cittadino uscente, sono da considerare “illegittimi”. Bene, dopo tre settimane e, per dare corpo a una campagna elettorale fiacca e quasi anonima ecco che è arrivata, puntuale, l’unica politica che questa Giunta, è riuscita ad applicare in questi cinque anni: la politica degli sgomberi. Senza naturalmente curarsi se, le persone, le famiglie, vengono buttate letteralmente in mezzo alla strada. Continua a leggere
La proprietà si impegna: entro il 30 giugno la richiesta del Prodi bis. Le dipendenti non si fidano: lo sciopero continuerà finché la procedura non si concluderà
di ILARIA CIUTI
L’occupazione dello stabilimento finisce che è notte, ieri sera. Le operaie della Mabro di Grosseto hanno incassato una prima vittoria. Ieri a Firenze, in un lungo e non facile incontro tra l’assessore al lavoro toscano Gianfranco Simoncini, il presidente della Regione Grosseto, Leonardo Marras, il sindaco della città, Emilio Bonifazi e il proprietario Barontini, quest’ultimo si è finalmente impegnato, con tanto di firma scritta, a presentare entro il 30 giugno la richiesta di concessione del Prodi bis. Ossia la procedura per cui lui verrà interamente sostituito da un commissario nominato dal tribunale e uscirà di scena. Barontini ha per ora chiesto e ottenuto il concordato in bianco per cui verrebbe affiancato dal commissario ma resterebbe in azienda. Il Prodi bis al posto del concordato in bianco è quanto le operaie vogliono. Eppure non si fidano. Abbandonano la fabbrica. Ma continuano lo sciopero che avevano iniziato a fine aprile fin tanto che non vedranno la richiesta del Prodi bis sul tavolo del tribunale. Un verbale scritto non gli basta. E’ un passo avanti. Ma vogliono i fatti. Continua a leggere








