Ancora una nuova giornata di protesta per le tute blu di Termini Imerese che da giorni ormai sono in mobilitazione “perenne” per strappare i fondi necessari per la riconversione dello stabilimento produttivo di Termini, passato a Dr Motors dopo la chiusura da parte della Fiat e il rispetto degli accordi presi nella capitale. Questa mattina, dopo un’assemblea gli operai si erano dati appuntamento alla stazione ferroviaria di Termini per raggiungere Palermo e sfilare in corteo fino alla Banca d’Italia, nuovo obiettivodella protesta. Gli operai non avevano però fatto i conti con Trenitalia. Continua a leggere

MESSAGGIO URGENTE DA KOODANKULAM: LA POLIZIA BLOCCA DI NUOVO IDINTHAKARAI
Mentre aumenta il consenso popolare alle proteste contro la centrale nucleare di Koodankulam, cresce in fretta anche la repressione più violenta. Subito dopo le assemblee dei giorni scorsi con gli abitanti dei villaggi, sono stati emessi nuovamente ordini di coprifuoco. Migliaia di agenti di polizia sono stati inviati in fretta a Koodankulam. Si prospetta una nuova repressione sanguinosa, circolano voci che ci saranno migliaia di arresti entro la serata. La protesta sta ottenendo largo consenso con firme ed adesioni da 60 villaggi che si oppongono al progetto nucleare di Koodankulam. Sono stati riconsegnati 24.000 certificati elettorali in segno di protesta contro l’atteggiamento insensibile nei confronti delle centinaia di persone che sono tuttora in sciopero della fame. E’ strano che attivisti gandiani, che stanno attuando forme di protesta non violente e democratiche, vengano considerati dai governi centrali e statali come pericolosi estremisti. Continua a leggere

Massimo Giannetti
10.05.2012
Le ex tute blu hanno occupato l’ufficio dell’Agenzia delle entrate di Palermo: “Da questo posto lo Stato riscuote le tasse e noi dallo Stato vogliamo risposte”. Gli operai della fabbrica ex Fiat sono in cassa integrazione a zero ore e aspettano al riconversione promessa dall’imprenditore molisano Di Risio, che però è “uccel di bosco”
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La Procura di Napoli ha rinviato a giudizio otto attivisti del movimento dei disoccupati e dei movimenti sociali per l’occupazione simbolica di una sede di Equitalia. Una intimidazione evidente contro chi alza la testa contro le misure e le istituzioni antipopolari. Un appello alla massima solidarietà
La Procura della Repubblica di Napoli, nella persona del sostituto procuratore Urbano Mozzillo, ha chiesto il rinvio a giudizio per 8 attivisti dei movimenti sociali (Michele Franco, Monteleone Luigi, Bianco Paola, Fierro Salvatore, Iovine Gennaro, Rescigno Francesco, Corvo Giuseppe e Fucile Antonio) accusati di presunte devastazioni ed interruzioni di servizio che sarebbero avvenute nella sede di Equitalia Spa sita al Corso Meridionale a Napoli. Continua a leggere


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