Verità e Democrazia: UNA STORIACCIA.
Trappole e nomi falsi, nikename inventati e falsi profili. Una storiaccia appunto! Come quella degenere e anche un poco losca che avviene dalle parti del Popolo Viola. Oggi tocca al No Razzismo Day (quasi 34.000 iscritti)
Pagine false, vecchi fondatori che si fanno tirare in mezzo…giovanotti che inneggiano alle Brigate Rosse e pretendono che nessuno li redarguisca. Anzi impongono la loro linea ad attempati spontaneisti
Storie così normali nefandezze della sinistra italiana. L’uso dei profili falsi è una tradizione pessima dei movimenti nati in rete. L’appropriazione di spazi e pagine e l’uso della calunnia anche.
Verità e Democrazia: ANCORA DUE PAROLE SUL MOVIMENTO VIOLA.
di Giandiego Marigo per AreAAlcuni “contenitori”, blog, ed anche testate della Sinistra Radicale, per esempio Nuova Resistenza.org, ma anche altri.
Il Movimento Viola, ammesso che abbia ancora senso il parlarne, è molto più complesso e composito e non può essere liqudato con la pagina in questione, che nasce fra l’altro da un’occupazione e dall’estromissione di parte dei fondatori con un colpo di mano.
di Giandiego Marigo
Come Lanzichenecchi, selvaggi scendono dalle Alpi ad abbeverasi alle nostre fonti. Come avvoltoi e condor, in larghi cerchi, dall’alto del cielo, si aggirano sul corpo di questa nostra repubblica, pronti a farne saccheggio, perchè chiamati da un funesto imperatore, che così poco ha di regale e che appare, per contro, disposto a svendersi qualsiasi cosa, dalle fonti montane al bagnasciuga, tanto per
permanere nei linguaggi che gli sono cari. Oppure perchè, semplicemente, ritengono propizo il momento per attaccare l’animale ferito Continua a leggere
Distacco, alienazione ed anche un pochino di follia sono gli unici modi in cui riesco a dare definizione d’un ricorrente, quasi patologico male che l’umanità produce al proprio interno.
L’incapacità d’ascolto è una sua prima sintomatologia, cecità di fronte all’evidenza.
Questa impossibilità di rappresentare i bisogni viene sostituita, dal pensiero comune, nutrita di vuota e roboante retorica, inutili slogan, possibilmente di un antagonismo senza senso che non riguardi le vere tematiche sensibili ma che si fermi a formalissime questioni di durezza e compattezza dei propri attributi maschili.(chissà poi perchè maschili…io ho delle idee al proposito, ma voi chiedetevelo).
Si sostituisce con questa tracotanza da tifoso, con un’atteggiamento da linciatore domenicale, con la propensione al cappuccio ed alla croce infuocata, la necessità di qualsiasi ragione, a muovere la propria azione. Continua a leggere
Ululati dalla luna | popoloviola.org#more-919#more-919#more-919#more-919.
di Giandiego Marigo
Io li chiamo ululati alla luna.
Ho avuto la grandissima ed immeritata fortuna nella mia vita di essere vicino a persone di grande rilievo, ho camminato in anni in cui era facile incontrarli e condividere con loro pezzi di strada.
Non voglio enumerare i miei meriti e le mie referenze , non interessano voi e non servono a molto, visto che oggi mi trovo in mezzo agli ultimi,con l’unica salvezza dello scrivere. Fra queste persone una citazione la merita Dario Fo, ho condiviso con lui e con Franca l’esperienza di via Colletta, e poi dei Circoli la Comune, non siamo sempre stati d’accordo su tutto, devo confessarlo, ma ho imparato moltissimo dal loro. Una delle cose importanti che mi hanno insegnato è che davvero ogni cosa, anche la più terribile e preoccupante ha un suo lato grottesco, un suo risvolto che può fare sorridere fra le lacrime. Persino ridere! È cosa che ho imparato bene, che è diventata filosofia di vita e modo in cui affrontare persino le analisi più rigorose nella mia esistenza. Fra parentesi sia sul piano materiale che su quello spirituale, fra l’altro. Continua a leggere
Se fossimo in un paese normale | popoloviola.org.
Di Giandiego Marigo
Se fossimo in un paese normale, sarebbe ovvio che chi possiede tutto il settore della comunicazione rischi influenzarlo.
In un paese normale non si avrebbero dubbi, in un caso similare su chi possa essere a fare uso del proprio “abnorme” potere per influenzare le menti.
In un paese normale, forse, ci si porrebbe il problema che il padrone assoluto della comunicazione non possa, senza provare alcuna vergogna, continuare a sostenere di essere vittima di una congiura mediatica. Non senza essere accusato di sconfinare nel ridicolo. In un paese normale ci si garantirebbe dal fatto ch’egli adoperi la propria mostruosa capacità d’influenza per promuovere sé stesso
Però non siamo in un paese normale, siamo in Italia, il Belparese, la terra del bengodi, il paese dei balocchi.
L’unico posto al mondo in cui l’imperatore, il padrone delle ferriere…il propietario di tutto ciò che si muove nell’etere e nella carta stampata possa , tranquillamente sostenere d’essere vittima di una congiura dei poteri forti…follia pura, inaccettabile che lo dica , ma ancora di più che chi lo ascolta ci creda…e non solo, che lo sostenga poi a spada tratta facendone il proprio cavallo di battaglia. Continua a leggere
Una poltrona non la si nega a nessuno | popoloviola.org.
di giandiego Marigo
Nove poltrone nuove, eh sì, l’ingratitudine non è fra i difetti del nostro mai abbastanza glorificato Imperatore Farlocco.
Quindi sono nove i nuovi sottosegretari nominati su sua precisa proposta nel corso della riunione di governo svoltasi a Palazzo Chigi.
Roberto Rosso va all’Agricoltura, Luca Bellotti al Welfare, Daniela Melchiorre e Catia Polidori allo Sviluppo Economico, Bruno Cesario e Antonio Gentile all’Economia, Aurelio Misiti alle Infrastrutture, Riccardo Villari ai Beni Culturali, Giampiero Catone all’Ambiente. Seguendo, poi , l’antico principio per cui nella prima vituperata repubblica una poltrona da sottosegretario risolveva, sempre i problemi interni all’allora imperante Democrazia Cristiana per l’amico Calearo, folle banderuola stravagante tanto cara a Uolter nostro, gli si inventa una poltrona che gli permetta di incassare il prestigio e lo stipendio di un sottosegretario senza doverne profondere l’impegno “consigliere personale del presidente del Consiglio per il Commercio estero” in modo che non si senta costretto a separarsi dall’ulteriore incasso come “presidente” della Calearo Group…non sia mai che questo governo metta alla fame i propri componenti. Continua a leggere
E’ sorprendente constatare come talune manifestazioni di piazza assumano connotazioni diverse secondo la loro origine. Se infatti è considerato un bagno di folla il manifestare dei sostenitori di Berlusconi, davanti al tribunale di Milano, per esprimere la propria solidarietà al Premier nel processo Mediatrade, è invece considerata “aggressione preorganizzata di cui l’opposizione è complice” la manifestazione indetta dal popolo viola e dalle opposizioni, contro il blitz con cui la maggioranza ha decretato ‘il sorpasso’ nei lavori parlamentari della legge sul processo breve.
Insomma sorrisi a tutta bocca se il popolo azzurro appoggia il presidente del consiglio, mentre rabbia e livore (tale da indurre il ministro La Russa a mandare “affan…” il suo ex camerata e attuale presidente della camera, Gianfranco Fini) se il popolo viola manifesta il suo dissenso nei confronti del governo.
Che sia il “colore” del popolo a condizionare i commenti degli esponenti del governo?
http://wiska-1953.blogspot.com
Non ho mai fatto mistero che trovassi molto simpatico il Fratello Colonnello Gheddafi. Detto in questo tragico momento per il popolo libico suona come una provocazione. E effettivamente lo è, come lo era d’altronde il personaggio di cui parliamo. In un blog come questo, dove l’invettiva e la provocazione sono strumenti quotidiani e dove il “tra le righe” e il “non detto” conta molto di più di ciò che è scritto nero su bianco, Gheddafi era in sé la summa e la quintessenza della provocazione a scopo di denuncia.
Purtroppo l’invettiva, la provocazione e la denuncia è roba per gente che se ne intende e non pretendo che tutti siano in grado di apprezzarne la portata. Ma grazie al suo linguaggio colorito e alle sue originali provocazioni, il Colonnello metteva infatti a nudo la viltà e il doppiopesismo sfacciatamente interessato di molti governi occidentali. Come chiamare diversamente il fatto che sbarcasse in Italia con la foto di un eroe antifascista appuntata – assieme ad una tonnellata di medaglie – sulla divisa, pretendesse di dormire in una tenda beduina – nel bel mezzo di un parco – circondato da amazzoni africane, chiamasse a raccolta – a pagamento – qualche centinaio di hostess a cui impartire dotte lezioni sull’Islam? Continua a leggere









































