Da 21 mese l’Italia è in recessione. La decrescita è stata del 2,3 per cento in un anno. La Germania, in campagna elettorale, non è pronta a concedere il ribaltamento, necessario, della politica economica europea. La Francia di Hollande, indecisa a tutto, non se la sente di guidare il pacchetto di mischia dei paesi mediterranei contro le scelte di Berlino. La fine della crisi verrà, ma quando nessun lo sa. Ragion per cui, domani Letta varerà per decreto la sospensione dell’IMU ma “solo per la prima casa”, come titolano Sole24Ore e Stampa. Allora? Allora parliamo d’altro.
Con sobria e vibrante disapprovazione, il Corriere della Sera racconta: ”Il PDL vuol cambiare le intercettazioni, il Pd si oppone. Non è questa la priorità”. Continua a leggere
Meno male! Pensavo avessero fatto la Rivoluzione, senza di me – ci sarei rimasta malissimo – invece dopo due giorni, ho dedicato due ore alla lettura dei giornali e dei social network, scoprendo con somma soddisfazione, che tutto è esattamente come deve essere. Fermo.
Tranne i morti – che abbondano – tutto è uguale a sempre, persino l’ennesima richiesta mafiosa sul bavaglio, sulle intercettazioni, sulla rincorsa all’impunità di un sempre più vecchio debosciato, sempre più malavitoso, sempre più ripugnante e vomitevole. Meno male, non mi son persa proprio nulla, se non la voglia di riflettere sull’opportunità di compiere ancora strenuamente il proprio dovere, sempre ammesso che si riesca a comprendere quale esso sia. Continua a leggere
A margine. Ma soprattutto dai margini.
Perchè se la narrazione mediatica e politica ha repentinamente delimitato la contestazione al leader Pdl Silvio Berlusconi alla manifestazione dei “soliti centri sociali”, a noi sembra, oltre che una bugia, più che altro una comoda semplificazione; proviamo dunque a cogliere, almeno in parte, la complessità di quanto accaduto con un paio di riflessioni.
Dicevamo “dai margini” perchè la piazza che ha coperto di fischi la cricca di Berlusconi non è stata affatto quella descritta, come del resto spesso accade: è fuori di dubbio che molti di noi hanno attraversato la contestazione, ma è altrettanto sicuro che nessuno l’abbia convocata né tantomeno coordinata. E’ evidente che la descrizione più comoda e facile di quanto accaduto sia allo stesso tempo la più falsa e grossolana. Troppo facile ascrivere una piazza rabbiosa, combattiva e soprattutto spontanea, oltre che partecipata da centinaia e centinaia di persone, al solito rumoroso passatempo dei ricorrenti, agitati, avventurosi e famosi giovani dei centri sociali. Chi scrive o dichiara questo (dalla stampa al sindaco Adriano Paroli), ne siamo certi, ha in realtà la situazione ben chiara. Continua a leggere
“Si vince insieme, ma si perde da soli”. Si dice anche “La vittoria ha tanti padri, la sconfitta nessuno”, ma non si addice a quella brava persona che è Bersani. Uomo serio in un Paese di buffoni: non si nasconde dietro a scuse. La verità è che la sconfitta viene sempre addebitata a quello che rimane con il cerino in mano. Specialmente se è tanto responsabile da rischiare di scottarsi le dita invece di buttarlo e chissenefrega se brucia tutto.
Si dice pure, oggi voglio dare la stura ai proverbi, che tutti i nodi vengono al pettine e non sempre è facile pettinarli. Bersani, che oggi è il classico capro espiatorio, quei nodi li aveva individuati, ma quelli che non sospettano neanche l’esistenza di quei nodi ora danno addosso a lui.
Quei nodi risalgono alla fondazione e si chiamano partito-che-mette-insieme-tante-belle-idee-ma-mi-raccomando-alla-rinfusa. Continua a leggere

“State molto attenti adesso a fare dossier su famiglie, figli, a pubblicare indirizzi di casa. Ora lo faremo anche noi. Non è un consiglio, è proprio una minaccia”. Bene bene. Ecco un fascista anni ’70 con tendenze golpiste? No, è Beppe Grillo oggi rivolto ai giornalisti.
E questa sarebbe “l’eccesso di democrazia” di cui parlava ieri Grillo? Ma non prendiamoci per culo. Questo è un megalomane presuntuoso e violento (nel linguaggio e nelle conseguenze che da quel linguaggio giungono a cascata) che minaccia (reato), intimidisce (reato) e istiga i suoi soldatini di piombo a commettere gli stessi reati. Che mi mandi a fare in culo un giorno si e il giorno dopo pure non me ne può fregare di meno. Ma che minacci e tenti di intimidire la stampa (intesa non solo come giornalisti ma come blogger e citizen) di dossieraggi etc Continua a leggere
Se vi piacciono le favole, questo è il vostro giorno, tuffatevi nella lettura dei giornali. “Berlusconi, condanna e proteste”, scrive il Corriere della Sera. Condanna perché? Corre in soccorso Il Giornale: “Sentenza impresentabile”. “Procedure anomale – spiega Sallusti -, esclusione di testimoni chiave, non rispetto dei diritti della difesa, pene sproporzionate e tempistiche regolate per interferire sulla vita politica…” Insomma, procuratori di mezz’Italia, giudici di corte d’assise e d’appello si sarebbero messi d’accordo per far fuori Berlusconi e riuscire là dove la sinistra aveva fallito, escluderlo dalla vita politica. Persino La Repubblica sembra sorpresa “Un’altra condanna”! “4 anni, prevista l’interdizione dai pubblici uffici” – spiega il Corriere che però aggiunge: “l’ultima parola alla Cassazione” Continua a leggere
Per fortuna ho molto da fare in questi giorni. Così tanto che mi resta poco tempo per pormi domande, per cercare ancora il senso delle cose. Ieri, per esempio, più volte mi tornava in mente il tragico e triste anniversario della morte del Compagno Peppino Impastato, ucciso dalla mafia democristiana; avrei voluto mettere su carta quei pensieri, ma la sintesi alla fine sarebbero state due parole per chiedere scusa, per vergognarmi, per sentirmi ancora vinta. Certo avrei potuto sorridere insieme a quasi tutti della morte di Andreotti, ma a che sarebbe servito, se chi è vivo è forse assai peggiore di lui?





