infoaut.org – Sostieni Luca, licenziato perché NOTAV.
Luca è stato arrestato il 26 gennaio insieme ad altri NOTAV per avere difeso la nostra terra e il nostro futuro.
Benchè privato della sua libertà, Luca insieme ad altri detenuti NOTAV, ha partecipato a delle proteste per rivendicare i diritti negati all’interno del carcere delle Vallette (in particolare veniva contestata la riduzione delle ore di socialità e d’aria, che spettano ai detenuti per legge, nonché la natura fortemente restrittiva di quelle concesse). Gli sviluppi di queste proteste hanno portato a delle ulteriori misure repressive dei NOTAV e alla loro dispersione in diverse carceri piemontesi.
Ormai da tre mesi Luca si trova rinchiuso nel carcere di Ivrea e fino ad oggi non è dato sapere ancora per quanto tempo. Anche qui continua a tenere alta la testa e a ribellarsi davanti alle ingiustizie. 

In seguito alle denunce di Giorgio Rossetto sulla sua e altre condizioni di carceramento nella sez. Isolamento del carcere di Saluzzo e alla campagna Freedom4notav, la direzione tenta di ostacolare la campagna dei detenuti prendendo, di accordo con la Procura, di mira Giorgio infliggendogli la censura alla posta in entrata ed in uscita per 6 mesi con l’accusa di “aver tenuto un comportamento di “istigazione alla ribellione” di altri detenuti, anche in accordo con soggetti esterni al carcere”.
Qui di seguito, l’ultima lettera di Giorgio dal carcere:
Saluzzo, 13 aprile 2012
Ieri giovedì 12 aprile al sottoscritto è stato notificato un provvedimento del tribunale di Torino (sez. G.I.P.) in cui mi si applica per mesi sei “alla corrispondenza epistolare in entrata e in uscita il visto di controllo”, in quanto avrei fatto opera di “istigazione alla ribellione”: in poche parole per sei mesi il direttore, il comandante o chi per lui controllerà la mia posta. Continua a leggere
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Una notizia incredibile ma vera: la Procura di Torino – quella di Caselli – indaga Alberto Perino per ‘vilipendio alle forze armate’. Un reato d’opinione. Invece a Giaglione il sindaco del PRC che voleva sgomberare i No Tav
Alberto Perino, uno dei portavoce del movimento No Tav della Val di Susa, risulta indagato dalla Procura di Torino – diretta da Giancarlo Caselli – per vilipendio delle forze armate.
La notizia è riportata oggi dal quotidiano torinese ‘La Stampa’: la contestazione riguarderebbe alcune dichiarazioni rilasciate da Perino e pubblicate lo scorso 11 luglio sullo stesso quotidiano, in particolare rispetto al passo «abbiamo le truppe nazifasciste di occupazione» riferendosi ai circa duemila poliziotti, carabinieri, finanzieri e militari inviati dal governo a militarizzare la valle e reprimere le proteste degli abitanti.
Secondo quanto riporta l’articolo, la Procura ha notificato ieri a Perino l’avviso di conclusione indagini dopo l’autorizzazione a procedere del ministro della Giustizia, necessario per procedere in questo tipo di reato. Ora il leader No Tav ha venti giorni a disposizione per chiedere di essere interrogato o produrre memorie difensive. Continua a leggere
L’ennesima denuncia per aver espresso le proprie opinioni colpisce un notav, Alberto Perino nella fattispecie, che in un’intervista a La Stampa ha detto quello che pensiamo tutti, e che qualsiasi persona dotata di cuore e vista, condivide appieno, basta che venga in Valle di Susa.
«Purtroppo abbiamo le truppe di occupazione nazifasciste e, come all’epoca, serve il pass per spostarsi». La Stampa, 11 luglio scorso. Il cronista de La Stampa : «Non le pare di esagerare con i termini?». «Come allora, serve il pass. Anzi: se parla con i vecchi della Valle, le diranno che ai tempi del nazifascismo il pass non era nemmeno indispensabile».
Queste sono le dichiarazioni contestate ad Alberto, nelle quali ci riconosciamo tutti. In Valle di Susa, in Clarea i diritti costituzionali sono sospesi da tempo, dietro una parvenza di ” legalità” ed “interessa nazionale” si celano veri e propri atti di cancellazione dei diritti civili sanciti dalla costituzione.
E poi guardate le foto in allegato…e fatevi un’ idea, come le chiamereste le truppe schierate?

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/450770/
Infoaut.org – Alberto Perino denunciato per vilipendio alle forze armate? Io sto con Alberto!.
Pubblicato da Susanna Schimperna
Un sindaco da sempre contrario alla linea Torino-Lione, e dunque ragionevolmente definibile NoTav, scrive un’ordinanza per chiedere una verifica su una piccola casa ritrovo dei NoTav sorta abusivamente nella piazzetta centrale del suo paese, ma ottiene invece come risposta l’espulsione dal proprio partito. Il partito è Rifondazione Comunista, a cui Ezio Paini è iscritto dal 1991, dopo ventotto anni di militanza Pci.
Il luogo è Giaglione, circa 700 abitanti in stragrande maggioranza di sinistra e contrari al Tav, ma a disagio nel quotidiano perché l’unica strada per raggiungere il cantiere dell’alta velocità di Chiomonte è un sentiero che passa di lì, e la casetta di legno e lamiera sorta da qualche mese vicino alla scuola ospita spesso persone giudicate (da Paini e, pare, dalla cittadinanza) “brutta gente”, “pericolose”, “che fanno paura”. Il sindaco non può fare a meno di ascoltare le lamentele della sua comunità (a lamentarsi soprattutto le madri dei bambini che frequentano la scuola), e scrive. Che sia un legalista lo si sa da sempre, al punto che – come ricorda lui stesso al segretario in una lettera – Paolo Ferrero lo aveva soprannominato “Di Pietro”. «Non ho cambiato di una virgola la mia intransigenza contro chi compie violazioni di qualsivoglia natura» aggiunge, sempre nella lettera. Continua a leggere
Da ieri il movimento no tav è in attesa dell’arrivo della CMC (cooperativa muratori e costruttori di Ravenna) presidiando il cancello della centrale idroelettrica, ma oggi gli unici a presentarsi sono stati un paio di dipendenti della cooperativa per firmare delle carte e sparire il prima possibile. Ben poca cosa rispetto alle prospettive che i media pro tav dipingevano dopo gli espropri di mercoledì scorso. Infatti, leggendo certi giornali o guardando il TgR, sembrava imminente l’arrivo in forze degli operai della CMC, l’apertura del cantiere e l’inizio dei lavori per il tunnel geognostico – salvo poi una serie di contraddizioni e smentite tra CMC ed Ltf sulle reali tempistiche. Oggi i molti no tav presenti si sono trovati di fronte ad una realtà ben diversa da quella raccontata dai media: nessun lavoro iniziato, nessuna trivella in azione. Si vedono i soliti operai di Italcoge e Martina (imprese indagate nell’operazione Minotuaro…) che, per dare da scrivere a qualche giornalaccio pro tav, si cimentano nel lavoro di distruzione che ha contraddistinto il loro operato fino a questo momento: abbattono piante e spianano i terreni appena espropriati (alla faccia degli espropri temporanei). Continua a leggere

No il cantiere non l’abbiamo ripreso, e gli esprori non li abbiamo fermati, però…
E’ in questo però che c’è il senso dell’ 11 aprile. Nella giornata in cui ancora una volta lo stato e la ragion dello stesso si dimostrano per quello che sono: puro esercizio di potere e nulla di più, la valsusa ha dimostrato ancora una volta di essere all’altezza della sfida che ha davanti, dimostrando consapevolezza, forza e capacità di scegliere da se i momenti e i tempi delle proprie mobilitazioni.
La lotta notav è politica a prescindere, così rotti i divieti ieri sera, in un numero incredibile, sotto la neve d’aprile si è andati alle reti del cantiere/lager per dimostrare ulteriormente il controllo del territorio e la volontà di non cedere mai. Oggi in quella farsa della giornata organizzata dai carrozzoni del Tav, il movimento ha raggiunto tutti gli obbiettivi che si era prefissato, cioè intralciare i lavori e dimostrare la giusta ostilità contro quello che non è più il momento di non definirlo “invasor”. Continua a leggere
domenica 15 aprile 2012
CRONACA DI UNA CONTESTAZIONE OCCULTATA

“In questi giorni sto ricevendo molti abbracci e ringraziamenti dal popolo NO TAV, dalla mia gente della valle e di tutta Italia. Ma io ritengo doveroso ringraziare tutti per essere stati vicino a noi proprietari NO TAV (una decina) e i tecnici e gli avvocati che hanno svolto egregiamente il loro lavoro.Un ringraziamento a tutti quelli che, a ogni chiamata, vanno alle reti; alle tre donne che, dopo il taglio delle reti, sono entrate nel fortino e sono state denunciate; alle altre donne che, al di là delle reti, mi sono state vicino e mi hanno tenuto la mano e, durante la carica della polizia, non si sono mosse, a costo di essere manganellate e a coloro che hanno resistito alla carica e non sono indietreggiati.Un grazie a tutti gli arrestati che, per essere venuti in Valle Susa, pagano per noi un caro prezzo, in particolare a Giorgio, Luca e Guido, che hanno vissuto con noi per molti mesi l’esperienza della Repubblica della Maddalena, e a Luca per la paura che mi ha fatto prendere e per il culo che ha avuto, nonostante tutto quello che sta passando in questo periodo. Continua a leggere
” Anonymous vuole spostare nuovamente l’attenzione mediatica verso la linea ad alta velocità Torino-Lione unendosi per solidarietà e virtuale attivismo ai manifestanti che continuano a combattere contro quest’opera, non soltanto inutile, ma persino dannosa, vogliamo ricordare che a pochi metri dalla Maddalena di Chiomonte vi sono numerose miniere di uranio,Secondo le stime (non fatte da manifestanti No-TAV ma fatte sia dallo stato Italiano che dall’Agip negli anni ’70, alla ricerca di pechblenda, minerale contenente forti quantitativi d’uranio-238) la Valsusa ha il più grande filone uranifero di tutta Europa.
(riportiamo per intero questa mail pervenutaci dalla corrispondenza da Gaza)
appello per una campagna di boicottaggio verso Israele riferita in particolare agli armamenti, e alle tecnologie e mezzi di repressione e controllo. Nell’appello è già scritto tutto, e vi invito a leggere quello più che le quattro righe che mi permetto di scrivere qui come introduzione.
Ciononostante, vorrei provare a rispondere ad una semplice domanda: perchè un appello di questo tipo? Perchè diamine dovrebbe essere importante cercare di metterci in rete per condivedere dapprima conoscenze e poi pratiche di lotta? In fondo, le armi che commerciamo con Israele non sono peggiori o migliori delle altre. Sono armi come tutte, e come tutte creano morte e distruzione.
Però non esiste sistema al mondo basato sulla repressione e sulla guerra tanto quanto quello israeliano. E di conseguenza i nostri governi ed apparati militari-repressivi prendono esempio dall’entità sionista. Imparano tecniche e conoscenze, importano strumenti ed armi, come, per dirne una, i radar di profondità che stanno installando in Sardegna. Più di tutto tentano di riprodurre qui il “modello” israeliano, e il modello israeliano è abominevole.
E non solo i nostri governi importano, anche esportano armi verso Israele. Le radici dell’oppressione palestinese sono nelle nostre industrie belliche, sono nelle esercitazioni militari congiunte di Decimomannu, sono negli f35 che venderemo all’entità sionista e che si stanno costruendo a Cameri, sono nelle armi di Finmeccanica…
E questa esportazione del modello israeliano non si riferisce solo alle armi. È tutto un modello di società, sono le telecamere milanesi ed i loro softwer per identificare movimenti sospetti, sono gli strumenti per le intercettazioni telefoniche, le tecniche psicologiche per individuare persone con particolari caratteristiche, agenzie di sicurezza, tecniche di addestramento dei marines…
Scrivo questo per mettere in evidenza un concetto semplice quanto essenziale: Israele è, per chi sta al potere, un laboratorio di pratiche e mezzi. La lotta contro il sistema militare non può essere slegata dalla lotta contro il sistema Israele, e viceversa.
Mettiamoci in rete.
Ecco l’appello. Con preghiera di capillare diffusione.
Continua a leggere































