Simone Canettieri
Dopo la festa, a Parma ora i grillini devono fare i conti con un debito di 600 milioni di euro. Se le banche non sono disposte a rinegoziare, il piano B è l’Università Bocconi, dove due economisti eretici hanno messo a punto un progetto di valuta complementare all’euro. É questo l’asso che è pronto a giocarsi il neo sindaco Pizzarotti che ora corre il rischio che la Regione isoli la nuova Parma, lontanissima dalla filiera rossa Pci-Pds-Ds-Pd.

22 maggio 2012 – 12:40
PARMA- Non la smettono di frinire. La sbornia di Parma, dalle 17.15 di lunedì la Stalingrado grillina d’Italia, è durata tutta la notte tra bandiere e trombette. Nei bar di via Farini e nelle trattorie solo culatello e torta fritta. Gioia in versione Wi-Fi, cioè senza fili, con il quartier generale di Genova. «É l’alba della Terza repubblica», dice Federico Pizzarotti in versione Pifferaio di Hamelin inseguito dalla stampa di mezzo globo e accolto ovunque dagli osanna dei suoi ragazzi. «É la svolta», suggerisce un po’ scarmigliato Giovanni Favia, proconsole in Regione del Movimento Cinque Stelle. Adesso, però, viene il bello. O il brutto, dipende. Il partito anti-partito deve fare subito i conti con il debito monstre del Comune (600 milioni di euro, si calcola), con il profondo rosso del Teatro Regio (dai 7 ai 12 milioni) e con la penale (180 milioni) di Iren per rimettere nel cassetto un inceneritore fresco di pacca. Cifre – e grane padane – da capogiro per un municipio di nemmeno 200mila abitanti. É come un esame di maturità per un bambino che esce dalle elementari. E come si fa? Come dimostrare alle signore che si fermano in bici a raccomandarsi «di non far come gli altri» che qui il tempo delle battute è finito? Continua a leggere
NELLO STAFF DEL SINDACO FEDERICO PIZZAROTTI NOMI DI CARATURA ANCHE INTERNAZIONALE
CHE COLLABORERANNO PER PARMA A TITOLO GRATUITO
Per la prima la volta nella storia della politica parmigiana, le lobby e le segreterie dei partiti non potranno piazzare amici e parenti sulle poltrone di potere. Il MoVimento 5 Stelle di Parma ha avviato un metodo nuovo di selezione, aperto alle intelligenze individuali e collettive. Per attuarlo abbiamo chiesto aiuto ai cittadini tramite la Rete. Sul nostro sito sono così arrivati oltre 150 curriculum che sono stati analizzati.
Stiamo immaginando la Giunta del futuro, valutando l’organizzazione delle squadre di esperti che lavoreranno insieme per raggiungere gli obiettivi, ascoltare le proposte dei cittadini e metterle in pratica.
Inoltre, abbiamo fatto un piccolo regalo alla città, un gruppo di consiglieri del Sindaco, noti a livello nazionale ed internazionale, che offriranno, gratuitamente, le proprie consulenze.
Parma potrà essere un modello di Comune a cinque stelle, da esempio per le altre amministrazioni, con una nuova visione delle comunità, più in armonia con l’ambiente, con maggiore equità, dove il buon senso sia sovrano e si affermi un nuovo paradigma culturale che ha come asse portante la partecipazione diretta dei cittadini alla vita quotidiana della città.
Avremo almeno tre consiglieri del Sindaco, a titolo completamente gratuito.
Loretta Napoleoni, economista di fama internazionale che collaborerà sul tema dell’economia partecipata. Il professor Maurizio Pallante, noto saggista e divulgatore, che tra l’altro ha contribuito alla redazione del Piano Energetico del Comune di Reggio Emilia, si occuperà di economia ed energia senza sprechi. Il dottor Pierluigi Paoletti, analista finanziario, dal 2008 è presidente nazionale dell’associazione senza scopo di lucro Arcipelago SCEC, che si occupa di ricostruire le economie locali e le comunità sociali attraverso lo strumento dei Buoni locali della Solidarietà ChE Cammina (SCEC) e si occuperà di pianificazione delle attività produttive.
Altri professionisti importanti, sia locali che nazionali, potranno aggiungersi dopo l’esito del voto sui temi quali agricoltura, mobilità sostenibile, sociale, cultura, rifiuti, energie, acqua pubblica e servizi, rapporti con le aziende multiservizi. Continua a leggere
#ballottaggi #m5s: A Comacchio siamo al 75%, a Budrio al 50,25%, Mira al 54,15%, Garbagnate al 47,41% e a parma al 59,9%.

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Stasera, venerdì 18 maggio dalle ore 21 circa, seguite la diretta dell’evento di Parma su Corriere.it (immagini di Parmasera.it)
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Gli inceneritori uccidono. Lo affermano i medici, lo testimonia l’aumento delle incidenze di tumore nelle zone adiacenti. Come si può allora definire un aspirante sindaco pdmenoellino che vuole costruire un inceneritore e proprio a Parma, nella Food Valley, spargendo diossina nell’aria e nel cibo?
“In un auditorium stracolmo di cittadini, i candidati a sindaco di Parma faccia a faccia sull’inceneritore. Le posizioni sono emerse in modo inequivocabile.
Vincenzo Bernazzoli, candidato del centrosinistra, ha confermato il suo sì incondizionato all’inceneritore, mai però è entrato nel merito della proposta GCR, mai ha contestato le cifre che dimostrano che senza inceneritore non solo si può ma è anche conveniente, mai ha dimostrato le tesi con prove concrete. In Italia si sta andando verso la soluzione senza inceneritore: Reggio Emilia, la Sicilia, la Provincia di Lucca. L’Europa prevede dal 2020 il divieto di bruciare materiali riciclabili o compostabili. Continua a leggere
C’è un tal Yuri Tassoni che, almeno su facebook, pare un sostenitore piuttosto accanito del Movimento 5 Stelle. Tal Yuri Tassoni, sempre su facebook, così commenta la notizia pubblicata dalla Repubblica di Parma secondo cui il candidato del centrosinistra Bernazzoli, diventasse sindaco, vorrebbe portare in città il GayPride.

Ora, seppur Grillo non può certo esser ritenuto responsabile di quanto ogni suo sostenitore dice o fa, di come tratta la gente, se picchia la moglie, se non cede il posto sul bus ad anziani e donne incinta, se si mette le dita del naso, fa gestacci o se, appunto, si cimenta in prestazioni di rara omofobia, permetterete che si possa considerare, senza far torto a nessuno, il gesto del tal Yuri Tassoni come una conseguenza diretta del «At salut, buson!» gridato da Beppe Grillo dal palco di Bologna l’otto maggio scorso, e ripreso da centinaia di telecamere e quindi rimbalzato per televisioni e canali youtube. Continua a leggere
SAREGO. Il sindaco Roberto Castiglion ha reso nota la squadra degli assessori che lo affiancheranno nelle decisioni. Manuela Luzi, Ivano Tregnaghi, Diego Burinato, Marco Zordan sono tutti consiglieri eletti «Nutro in loro estrema fiducia»
Sarego. È stata nominata la nuova Giunta di Sarego. Il neosindaco Roberto Castiglion del Movimento 5 Stelle ha sciolto la riserva e ha reso noti degli assessori che lo affiancheranno nelle decisioni più importanti da prendere riguardo l’amministrazione del Comune.
La squadra è stata interamente scelta tra i consiglieri senza la presenza di componenti esterni. I quattro, che hanno tutti accettato l’incarico, sono: Manuela Luzi, Ivano Tregnaghi, Diego Burinato e Marco Zordan. «Ho tenuto conto soprattutto delle competenze dei singoli, sentendo le disponibilità che ciascuno mi aveva manifestato – ha spiegato il sindaco Castiglion -. Continua a leggere
Gli inciuci grillopiediellini di questa tornata elettorale non fanno più notizia, ne abbiamo fatto ampia analisi e ce ne siamo fatti pure una ragione: Grillo ricalca il paradigma di Berlusconi, magari non nei dettagli, ma nell’essenziale sì. Possono scontrarsi su qualche specifico tema, ma il modello di Repubblica che hanno davanti agli occhi è lo stesso: un corpo sociale portatore di istanze individuali, territoriali, corporative, tematiche, tutte le istanze possibili, che però elude lo scontro uguaglianza/disuguaglianza di cui sono attori i partiti, picconati prima da Berlusconi e ora da Grillo. Per cui non stupisce che gli elettori pidiellini si siano spostati in massa verso le 5 Stelle: Grillo ha urlato alle stesse orecchie rintronate di retorica anti politica, antipartitica, antiparlamentare, anti, anti e anti.
E’ uno scoop invece l’inciucio grilloselpidiellino che si sta consumando a Comacchio, dove pure SEL e Rifondazione Comunista partecipano all’ammucchiata a sostegno di Fabbri del Movimento 5 Stelle. E questa notizia invece dobbiamo ancora metabolizzarla. Non incominciamo a pensare male, per cui scartiamo l’ipotesi che si tratti di un affare di poltrone (per insufficienza di prove). Vediamo se ci può essere una spiegazione un po’ meno indecente.
Non appartego alla scuola di quelli che distinguono tra dirigenza e base di un partito o movimento che sia: le adesioni avvengono perché ci si riconosce nelle parole del leaders. E allora se a uno non gli fa schifo sentir dire che la Montalcini è una vecchia baldracca vuol dire che non è un campione di senso civico. Ma nel caso di Grillo in effetti l’immagine della base in qualche caso è più gradevole e qualche grillino fa pure qualcosa di interessante.
Sono la novità politica del momento. Nei sondaggi veleggiamo oltre le due cifre e anche nel Nord-Reno Vestfalia, la regione più ricca e popolata della Germania, domenica hanno portato a casa il 7,7 per cento. Parliamo del Piratenpartei, naturalmente, il partito dei pirati informatici tedeschi. Si battono per la difesa della privacy e del file sharing, prendono le distanze da Grillo ma, soprattutto, con la loro formazione “hacker” puntano tutto su strumenti informatici di confronto orizzontale. Di ciò abbiamo parlato con Carlo Von LynX.
Carlo, come è cominciato tutto?
I politici erano sempre molto interessati ai temi digitali,ma poi alla fine facevano sempre quello che dicevano i lobbisti. Quando in Germania hanno proposto una legge che con la scusa di colpire la pedopornografia voleva censurare Internet, ci siamo dati da fare.
Tu come ti sei avvicinato? Continua a leggere
Ha scritto il responsabile Enti Locali del Pd Davide Zoggia: “Non e’ un buon segnale che il candidato a sindaco del Movimento 5 Stelle Federico Pizzarotti si sia sottratto al faccia a faccia con il candidato del centrosinistra Bernazzoli”.
Non è un buon segno, ma è un segno dei tempi. Un tempo (ma quanto tempo è passato!) un gesto del genere avrebbe decretato la sconfitta alle urne. Non c’era neanche bisogno di aprirle. Ma era proprio una bocciatura, non essere rimandati a settembre, una roba che non ti potevi più presentare nemmeno ad un’assemblea di un condominio di due piani, perché l’onta ti avrebbe inseguito anche nell’intimità famigliare. Al massimo ti potevi confrontare con te stesso mentre ti facevi la barba davanti allo specchio del bagno. Perché il confronto era radicato nelle basi della democrazia dalla notte dei tempi, affondava in un bisogno ancestrale della convivenza civile, il mito lo faceva addirittura risalire ad Eracle. Quel bestione con la pelle di leone e la clava, che però tanto incivile non era: gli uomini vivevano sugli alberi come le scimmie, allora lui disboscò un’area, chiamò gli uomini e disse: “Questa è una radura. Quando avete un problema venite qui e confrontatevi. E vedete, senza tirarvi le pietre altrimenti non ne venite a capo, chi ha ragione”. E inventò la politica che è, appunto, confronto per selezionare l’idea di governo migliore. Continua a leggere




































