Nel 2012 fatte quasi 2.400 dichiarazioni di trasporti transfrontalieri di denaro in entrata o in uscita dal Vaticano superiori ai diecimila euro. Nel primo rapporto del’Autorità di informazione finanziaria sei segnalazioni per sospetti di riciclaggio. In corso monitoraggio dei conti dello Ior
Ior e riciclaggio, il Papa faccia pulizia | Giorgio Bongiovanni.
(Foto da WEB) di Giorgio Bongiovanni – 20 maggio 2013
Trame occulte, illeciti finanziari, mafia, riciclaggio. E’ questo il peso della storia che la banca del Vaticano, l’Istituto per le opere di religione (Ior) porta con sé e con cui si trova a dover fare i conti Papa Francesco. Nuovi elementi investigativi sorgono dall’inchiesta su illecite compravendite di valute e lingotti d’oro per decine di milioni di euro, condotta dalla Guardia di Finanza e dalla Procura di Palermo, sfociata ieri in oltre trenta ordini di arresto (tra gli arrestati Gianni Lapis, ex prestanome della famiglia Ciancimino e il giudice del Tar del Lazio Franco Angelo De Bernardi ndr).
C’è un’intercettazione, datata 19 dicembre 2011, in cui Mario Brandani, uno dei faccendieri arrestati, sostiene di avere entrature fino al Vaticano e di avere un rapporto d’amicizia con il direttore generale dello Ior, Paolo Cipriani.
“Parlo con Cipriani per sapere se c’è la disponibilità, mi faccio dare l’appuntamento. La persona che viene con me neanche sbatte il passaporto… non gli serve. Entra con me ed io faccio fare un bonifico da Ior Lussemburgo al tuo conto estero, che potrebbe essere Montecarlo, Singapore, Svizzera. Dove ti pare. Tu ricevi transfer value, chiami la tua banca: “È arrivato” Prendi, scendi e te ne vai. Questa operazione io ce l’ho al 4 per cento”. E poi aggiunge: “Il rischio è zero, perché tu, i tuoi soldi, dentro l’ufficio di Cipriani li lasci solo dopo che avrai la ricevuta”. A quel punto il finanziere infiltrato all’interno del meccanismo criminale prova a saperne di più: “Ma poi chi me lo dice che i miei soldi, da là dentro?”. Continua a leggere
Tav e legalità: chi controlla le infiltrazioni mafiose nelle società appaltatrici?.
L’attenzione dell’opinione pubblica è concentrata sul sabotaggio di alcune macchine del cantiere da parte di attivisti No Tav. Intanto, però, una delle società appaltatrici è a rischio di infiltrazioni mafiose.
(Foto da WEB) Quando si parla di illegalità, gli occhi della grande informazione italiana finiscono inevitabilmente e costantemente in Val di Susa: tra le montagne piemontesi, secondo la stragrande maggioranza di politici e opinionisti, si anniderebbero sacche di cittadini dediti alla violenza, addestrati alla guerriglia, nostalgici del terrorismo e pronti praticamente a tutto pur di non far procedere un’opera “strategica” (per chi?) come la linea ad Alta Velocità Torino-Lione. In tema di legalità, non più di due giorni fa il ministro degli Interni Angelino Alfano ha invocato – a nome del Governo – provvedimenti speciali per impedire che i No Tav compiano altre azioni di sabotaggio al cantiere de La Maddalena: in un territorio già ampiamente militarizzato, si vorrebbe rinforzare ulteriormente la presenza di forze di polizia e ampliare la zona rossa, come se le misure repressive possano servire a piegare un movimento che da più di 20 anni pratica – anche attraverso azioni illegali, rivendicate e concordate in assemblee pubbliche – la resistenza verso un’opera considerata inutile e dannosa.
Ma chi controlla la regolarità delle ditte che partecipano ai lavori dell’alta velocità? Continua a leggere
Quegli uomini di Chiesa che onorano gli uomini “d’onore” – UAAR Ultimissime.
L’ultimo caso noto, balzato agli onori delle cronache, è quello di Parete, in provincia di Caserta. Come avviene non di rado al Sud, la processione religiosa in onore di Maria Santissima della Rotonda, protettrice del paese, ha fatto tappa davanti all’abitazione di uomo dei clan, in questo caso un parente del boss Francesco Bidognetti. Un gesto di omaggio a un affiliato dei casalesi, contro cui il sindaco Raffaele Vitale (Pd) ha protestato togliendosi la fascia tricolore. Non è la prima volta che un primo cittadino si indigna per le processioni che si fermano davanti alle case di camorristi e mafiosi. Vien da dire che persino i tanti vituperati politici sono meglio degli esponenti ecclesiastici. I vertici campani sono corsi ai ripari. O almeno così si scrive. Il cardinale Crescenzio Sepe e i vescovi della Campania hanno pubblicato di recente un appello per “evangelizzare” le feste religiose popolari, ovvero mettere un po’ d’ordine in pratiche che non mancano di essere pittoresche, superstiziose e che sfuggono al controllo della Chiesa. Sebbene questa se ne avvalga poi per rivendicare il proprio radicamento nella società e tale religiosità spontanea venga spesso esaltata come genuina.
non si parla esplicitamente di contrasto alla malavita, come scrivono diversi giornali
In realtà non si parla esplicitamente di contrasto alla malavita, come scrivono diversi giornali che si fidano delle dichiarazioni di facciata senza approfondire il testo in questione. Continua a leggere
La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni e per altre 11 persone coinvolte nell’inchiesta sulla Fondazione Maugeri. Formigoni è accusato di associazione per delinquere e corruzione. Giusto ieri Formigoni, diventato senatore del Pdl dopo aver lasciato il Pirellone, è stato eletto presidente della commissione agricoltura di Palazzo Madama.
Le indagini sulla struttura sanitaria di Pavia sono state chiuse a febbraio. Secondo l’accusa, l’allora governatore lombardo sarebbe stato il “promotore e organizzatore” dell’associazione a delinquere e avrebbe garantito stabilmente tra il 1997 e il 2011 favori alla Fondazione Maugeri e tra il 2002 e il 2011 al San Raffaele, oggetto quest’ultimo di un’indagine parallela. Un ingente flusso di finanziamenti regionali è stato garantito ai due centri di eccellenza, secondo i pm in cambio di favori goduti da Formigoni tramite il faccendiere ciellino Pierangelo Daccò, ritenuto l’uomo cerniera tra strutture private accreditate e la politica regionale. Favori consistiti nelle ormai celebri vacanze “di gruppo” ai Caraibi, tra yacht e resort. Continua a leggere
L’operazione ha portato all’arresto di 21 persone. I trafficanti sardi avevano un ruolo nella gestione delle spedizioni di droga dalla Spagna.
Traffico internazionale di droga e associazione di stampo mafioso: queste le accuse formulate nei confronti di 21 persone, tra loro anche tre sardi, arrestati all’alba dai carabinieri. L’Operazione “Esilio”, condotta dai militari di Torino, ha avuto sviluppi nell’Isola, in alcuni centri della Gallura. Continua a leggere
Uomini e misteri dello Ior “speculatore” nel nuovo libro di Aldo Maria Valli – Il Fatto Quotidiano.
Uomini e misteri dello Ior “speculatore” nel nuovo libro di Aldo Maria Valli
Il vaticanista del Tg1 traccia una storia delle finanze vaticane dell’ultimo secolo e fa emergere tutte le contraddizioni tra il dettato evangelico e la gestione economica della Chiesa di Roma. Anche e soprattutto durante il Pontificato di Ratzinger, in particolare per colpa dell’operato del suo Segretario di Stato, il salesiano Tarcisio Bertone
I focolarini con i soldi offshore – l’Espresso.
Nel database sui paradisi fiscali spuntano il movimento cattolico, il barone Taxis di Bordonia e un industriale accusato di truffa allo Stato
(18 aprile 2013)
I focolarini. Un nobile discendente dei baroni Taxis di Bordonia e Valnigra. Il manager di una tv privata di grandi ambizioni, poi finita in liquidazione. Per la terza settimana “l’Espresso” nel numero in edicola domani prosegue nella pubblicazione dei file sui paradisi fiscali messi a disposizione da “The International Consortium of Investigative Journalists” (Icij).A sorpresa, tra i beneficiari del Cosmo Trust costituito nelle Cook Islands polinesiane compare il Focolare Movement (Italy) ossia il movimento cattolico dei focolarini. Il trust risulta aperto con la consulenza di una delle più importanti società di revisione, la PricewaterhouseCoopers. Un portavoce dei Focolarini precisa che nel 1987 la “Focolare Ltd”, fondata nel 1970, si è trasformata in “Focolare Movement”, per raccogliere donazioni a Hong Kong da una banca locale. Ma – dichiara – non ha ricevuto elargizioni da parte del “Cosmo Trust”.
Invece il manager romano Guido Fienga risulta beneficiario di una società nelle British Virgin Islands. Fienga è stato amministratore delegato di Dahlia tv. E’ singolare come Fienga abbia avuto in passato incarichi in Wind ed è poi transitato in una società al centro dell’inchiesta sulle presunte tangenti nella vendita della compagnia telefonica: anche un altro commercialista romano citato nel database offshore venne indagato per il caso Wind. Ma l’istruttoria è stata archiviata per prescrizione perché le rogatorie sui movimenti di denaro all’estero non hanno ricevuto risposta. Continua a leggere






