Get Adobe Flash player

tutti i giorni 4 nuove pagine di articoli presi dai media e dalla rete, opinioni di redazione e approfondimenti





 

gli articoli con la foto accanto al titolo sono completamente originali dei nostri collaboratori

Mafia

Il comune di Ventimiglia

Il comune di Ventimiglia

Genova - Tutti a casa. Il consiglio dei ministri ha sciolto oggi l’amministrazione comunale di Ventimiglia (Imperia) per sospette infiltrazioni di tipo mafioso. Un provvedimento che arriva 11 mesi esatti dopo lo scioglimento di Bordighera dove, lì come a Ventimiglia, «sono state riscontrare – sostiene il Consiglio dei Ministri – forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata». Continua a leggere

Share

“Borsellino sapeva di morire ma scelse di sacrificarsi” – Palermo – Repubblica.it.

La rivelazione è del colonnello Umberto Sinico, citato come teste a difesa nel processo a carico del generale Mori. I carabinieri avevano riferito al giudice che era in preparazione un attentato

Share
In Italia, secondo l’ultimo rapporto della DIA, mafia e ‘ndrangheta si “nutrono” di opere pubbliche. Più sono grandi, più sono forti i rapporti di scambio tra mafiosi-pubblici amministratori. In Italia si sono cambiati le regole per rendere tutto più semplice. Con buona pace di chi pensa che ci siano i controlli anti-mafia nelle OOPP. Le aziende che vincono l’appalto sono tenute a presentare il certificato antimafia. Ma non lo è tutta la “filiera” delle aziende coinvolte nei lavori. A MAFIA SPA piace vincere facile. Eppure un modo per uscirne ci sarebbe, almeno secondo il rapporto della DIA. Scaricatelo (è pesante, ma la mafia è molto più pesante) e leggete pagg 320,321,322….
Quello che non capisco è perché NON VIENE APPLICATO.
Christian Abbondanza, tu che sei sempre in prima linea contro mafia e ‘ndrangheta, sai spiegarmi perché questo “auspicio” è stato “recepito”, ma non è attuato?

http://www.interno.it/dip_ps/dia/semestrali/sem/2011/1sem2011.pdf

Share
di Nicola Pepe

BARI – Al termine della riunione ha detto che si «è arricchita di una serie di conoscenze che porterà a Roma». Il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, ha da poco concluso il cosiddetto vertice di coordinamento con le forze dell’ordine e i capi delle procure di Bari, Trani, Lucera e Foggia, accompagnata dai capi nazionali di polizia, carabinieri e Guardia di finanza (c’erano anche il direttore della Dia e il capo dello Sco). Entra nella stanza del prefetto di Bari, Mario Tafaro e, dopo pochissimi minuti di «sintesi» dei lavori appena conclusi, risponde alle domande dei giornalisti. Parla di disoccupazione giovanile come segnale d’allarme che arriva da tutti i suoi «colleghi» prefetti pugliesi, fa riferimento a problemi ambientali (come quello di Taranto) e sull’immancabile riferimento alla criminalità organizzata cita le «risposte significative» riferendosi ai dati (pubblicati a fianco) di contrasto ai clan baresi e foggiani.

Resta il fatto che a Bari e provincia, nel solo mese di gennaio, si sono registrati ben cinque morti ammazzati: un dato che fa riflettere e che è sintomo di un ripresa della faida tra i clan per la spartizione delle attività illecite. Sulla lotta alla mafia, il ministro ha aggiunto che «è fondamentale l’humus culturale, la capacità della gente di respingere la mentalità mafiosa. Lavoreremo anche su questo». Insomma, il ministro ha rilanciato il modello di quell’antimafia sociale di cui si è fatto portavoce in più occasioni lo stesso procuratore capo di Bari, Antonio Laudati. Continua a leggere

Share

Dieci domande a Formigoni | Gianni Barbacetto | Il Fatto Quotidiano.

 (Foto da Web, N.R.) Roberto Formigoni è presidente a sua insaputa di una giunta che si sfoglia come un carciofo. Gli stanno arrestando a uno a uno i suoi assessori ed ex assessori (Piergianni Prosperini, Franco Nicoli Cristiani, Massimo Ponzoni), ma lui non si accorge di nulla, non vede alcun problema, non accetta alcuna responsabilità. È in cella anche il suo amico ciellino Piero Daccò, per i magheggi del San Raffaele. Sotto processo sono stati o andranno uomini a lui vicinissimi (da Marco Giulio Mazarino De Petro ad Alberto Perego), eppure “il Celeste” non muove un sopracciglio. Noi proviamo a rivolgergli dieci domande, invitandolo a risponderci, se sa e se può.

1)Presidente Formigoni, perché ha ricandidato Massimo Ponzoni nel 2010, quando già era nota l’indagine per bancarotta a suo carico e già si conoscevano anche i suoi imbarazzanti contatti con uomini indagati per appartenenza alla ’ndrangheta? Continua a leggere

Share

Nel nome del padrino | Società.

 

vaticanopiovra-webdi Nicola Tranfaglia – 2 febbraio 2012

Ci sono, nella storia dell’Italia, problemi che gran parte degli storici e dei mezzi di comunicazione di massa evitano con molta cura di affrontare. Tra di essi, a mio avviso, ha un posto di rilievo una questione che si incontra più volte se si ha a che fare con il Novecento, quello che lo storico inglese Eric Hobsbawm volle definire, nel 1989, il secolo breve. E, se si affrontano in particolare, le vicende che riguardano nello stesso secolo l’Italia meridionale e le isole maggiori della Penisola.

Stiamo parlando, per chi non lo avesse ancora capito, dei rapporti che la Chiesa cattolica ha intessuto da molto tempo con le associazioni mafiose. In un saggio apparso presso le edizioni Baldini, Castoldi, Dalai (I preti e i mafiosi. Storia dei rapporti tra mafie e Chiesa cattolica pagg. 367, euro 18.50) Isaia Sales ripercorre – sulla base di fonti tratte dalla stampa nazionale e locale, ma anche relative a processi penali – una storia tormentata che gli italiani (o la maggior parte di loro) sembrano aver dimenticato e che pone ancora oggi problemi di difficile soluzione. Continua a leggere

Share

Guerre di potere in Vaticano.

di Giorgio Bongiovanni - antimafiaduemila.com.

vaticorruzC’era da aspettarselo. Non poteva passare sotto silenzio l’ottima puntata de “Gli intoccabili” dedicata alla corruzione in Vaticano.

La Santa Sede infatti, in un comunicato ufficiale a firma del direttore della sala stampa vaticana Federico Lombardi, ha contestato duramente la trasmissione criticandone i metodi e giudicandola faziosa. Senza preoccuparsi tuttavia di smentire o sconfessare nel merito l’inchiesta che invece si basava su dati e documenti precisi e circostanziati.

E senza nemmeno prendere in considerazione che l’impeccabile Nuzzi, per equilibrare la puntata, aveva interpellato ben tre voci interne alla santa sede: il vescovo Giorgio Corbellini e il cardinale Velasio De Polis intervistati nelle proprie sedi e il direttore del “l’Osservatore Romano” Giovanni Maria Vian, presente invece in studio.

La stizza vaticana è tuttavia ben comprensibile poiché “carta canta” nessuno dei tre ha potuto sminuire il contenuto esplosivo dei documenti presentati da Nuzzi. Si tratta infatti di un carteggio riservato che l’ex segretario generale del Governatorato Carlo Maria Viganò invia a Papa Benedetto XVI nel quale rappresenta le conclusioni del proprio lavoro assegnatogli dallo stesso Pontefice. Continua a leggere

Share

Il silenzio su Scampia prigioniera del coprifuoco – Repubblica.it.

Si è ripreso a sparare nei territori di Gomorra. E i clan, per evitare morti innocenti, “consigliano vivamente” di stare in casa la sera, di non uscire. Ma il clan scissionista è spaccato e un movimento dal basso, sul modello degli Occupy americani, vuole riprendersi le piazze. E si dà appuntamento nel centro di Scampia. Per non far calare il silenzio    di ROBERTO SAVIANO

 

Accade che un ordine dato da un clan imponga il coprifuoco e che il resto del Paese quasi non se ne accorga. Accade a Secondigliano, Scampia, Melito, Giugliano, in un territorio che raggiunge quasi 300 mila persone. I clan danno l’ordine: entro le sette, sette e mezza di sera bisogna chiudere i negozi. Entro le otto tornare a casa. I bar al massimo entro le 22 devono avere le saracinesche chiuse.

Accade anche che si dica dopo poco che questo coprifuoco non esiste, che è un inutile allarmismo, un’invenzione. Le associazioni si spaccano, i magistrati indagano, i messaggi di diverso segno iniziano a diffondersi.

È un coprifuoco anomalo. Lo consigliano piuttosto che imporlo. Lo consigliano caldamente. E il calore dell’intimidazione prevede un’unica cosa: dichiarazione di guerra. Le ragioni del coprifuoco sembrano infatti le ragioni tipiche di ogni conflitto, e siccome nel 2004 la faida che scoppiò interna al clan Di Lauro di Secondigliano generò molti morti innocenti, questa volta i clan chiedono a chi vive lì di non diventare un bersaglio sbagliato. O forse non lo chiedono affatto. Accade che le persone si comportino così sentendo paura e basta. Continua a leggere

Share

I capimafia attaccano Ponzoni: “Quello lì di porcate ne ha fatte” – Il Giorno – Monza Brianza.

Intercettazione tra Pio Candeloro, presunto capo della Locale di Desio, e due imprenditori edili: “Ha rovinato più di mille persone”

Massimo Ponzoni

Massimo Ponzoni

Monza, 31 gennaio 2012 – “Comunque vedrete che Ponzoni, ancora no, però appena scendono appena appena vedrete che attaccano pure a lui”. “Qualche mattina vedi quello che succede”. “Di porcherie ne ha fatte“. A parlare sono, a gennaio 2010, pochi mesi prima degli arresti dell’operazione Infinito che ha scardinato i gangli della ’ndrangheta in Brianza, uno dei presunti capi della Locale di Desio, Pio Candeloro, attualmente in carcere, e due imprenditori edili, uno dei quali sospettato di essere amico dei clan ma non indagato come l’altro.

I tre parlano ancora una volta di Massimo Ponzoni e delle sue presunte malefatte, le stesse denunciate nella lettera testamento dell’ex socio Sergio Pennati. Tra le frasi più significative: “Questo Ponzoni ha rovinato più di mille persone…“, e “Ha fatto una cena a luglio, 25.000 euro e non gli ha dato un centesimo e l’ha chiamato pure. Ha detto: sì, non ti preoccupare, vai tranquillo. Purtroppo adesso è diventato intoccabile”.

Share

Bertone vacilla dopo il caso Viganò – Repubblica.it.

Il cardinale Bertone non ci pensa proprio. Eppure dopo la vicenda delle lettere di monsignor Viganò, il tema delle dimissioni del Segretario di Stato ha ripreso a circolare tra i Sacri Palazzi. Sarebbero “gradite”, si ammette a mezza bocca in più di un ambiente vaticano, “per riportare dignità, ordine e serenità nella gestione degli affari correnti dello stato”. Il timore di molti prelati è che l’attuale pontificato, “rischi di essere penalizzato dai pasticci del Segretario di Stato”. Le 1l 2ettere di Viganò ampiamente diffuse dai mass media e la pubblicazione sull’Osservatore Romano dell’intervista al presidente del Consiglio Mario Monti, con l’omissione la firma dei giornalisti della Radiovaticana che l’hanno realizzata, sono la conferma – si commenta nei palazzi d’oltretevere – di una “spaccatura tra la Segreteria di Stato e il mondo Vaticano”. Persino la nota del portavoce della Santa Sede, voluta da Bertone, conferma – secondo gli esegeti dei Palazzi – l’esistenza di un pericolo corruzione negli affari interni: “Non una riga della nota fa riferimento al contenuto delle lettere-denuncia di monsignor Viganò”. Continua a leggere

Share

Rating Antimafia, Ingroia: «La politica deve fare di più» – Italia – l’Unità.

 

ingroia
Di Massimo Franchi

30 gennaio 2012

Un’ottima idea che dà continuità alle proposte di Confindustria. Ora però tocca alla politica raccogliere il testimone e comportarsi allo stesso modo: iniziando ad espellere i collusi con Cosa Nostra». Antonio Ingroia, magistrato della procura distrettuale antimafia di Palermo, commenta così la proposta di un rating antimafia per le aziende, lanciata dalle colonne de l’Unità dal vicepresidente di Confindustria Antonello Montante.

Dottor Ingroia, da magistrato in prima fila nella lotta a Cosa Nostra, crede che il rating antimafia possa essere uno strumento importante nella battaglia per la legalità?
«Credo proprio di sì. Mi sembra una proposta che va nella giusta direzione in un solco già tracciato dalle ultime iniziative di Confindustria Sicilia. Il salto di qualità sul fronte antimafia è stato fatto attraverso proposte che cercano di rendere conveniente lo stare dentro le regole. Ecco, l’ idea di costruire un rating antimafia per le aziende va proprio in questa direzione. Non soltanto punendo quelle colluse con la criminalità o affidando il tutto a richieste di facciata per il rispetto dell’eticità, ma premiando quelle che invece si impegnano per la legalità intesa come rispetto delle regole. L’economia illegale è la palla al piede, la zavorra della Sicilia; l’economia legale al contrario deve diventare conveniente anche dal punto di vista economico».

IN EDICOLA IL SEGUITO DI QUEST’ARTICOLO, OPPURE CLICCA QUI

Share

Formigoni, il cerchio si stringe – l’Espresso.

Ecco i dossier in arrivo dalla Svizzera sugli uomini del presidente della Lombardia. Che smistavano mazzette nel segno di Comunione e Liberazione. Mentre, fra cosche e tangenti, gli arresti mettono in ginocchio la giunta regionale

(26 gennaio 2012)

Massimo Ponzoni, consigliere e sottosegretario regionale Pdl, straordinario collettore di voti per “il grande capo Formigoni” in Brianza, già assessore lombardo all’Ambiente e alla Protezione civile: arrestato dai magistrati di Monza per una valanga di tangenti urbanistiche e per due bancarotte immobiliari, con imprese svuotate per finanziare le campagne elettorali. Franco Nicoli Cristiani, ras del Pdl a Brescia, consigliere regionale e assessore all’Ecologia nelle prime giunte Formigoni: incarcerato dai giudici di Brescia e Milano subito dopo aver intascato una mazzetta di 100 mila euro (e ne aspettava altri 100 mila) per autorizzare una discarica fuorilegge di scorie d’amianto. Pierangelo Daccò, imprenditore-faccendiere internazionale di stretta osservanza ciellina, proprietario dello yacht di una delle tante vacanze gratuite del governatore lombardo: arrestato da altri magistrati milanesi per traffici milionari di fondi neri, prelevati dalle casse dell’indebitatissimo ospedale San Raffaele.Tre nomi, tre inchieste che marcano solo alcuni dei passaggi più recenti delle tempeste giudiziarie che da mesi scuotono i vertici della Regione Lombardia. Imbullonato dal 1995 alla poltrona di presidente, Roberto Formigoni da Lecco, 64 anni, oggi è un politico assediato dagli scandali. Se n’è accorto anche Umberto Bossi (“Ormai ne arrestano uno al giorno”) che ha rumorosamente minacciato di togliere l’appoggio della Lega e far crollare la giunta. Continua a leggere
Share

coordinamento:

Ken Sharo-Luna Rossa



Redazionali e Collaborazioni
  • .
  • .
  • .
  • .
  • .
  • .
  • .
  • .

 

quotidiani 04 febbraio 2012
  • .
  • .
  • .
  • .

 

 

 

febbraio ...arriveremo :)

programmazione di Donato Monsellato "INDIGNATOS"

    Translate to:

  • Non dimentichiamo la Grecia
    Sono convinto che la sinistra europea e i sindacati europei non potranno e non dovranno mai perdonarsi di aver abbandonato al proprio destino la Grecia, le nostre compagne e i nostri compagni, le nostre sorelle e i nostri fratelli di questo meraviglioso e glorioso Paese.Di aver consentito, muti e immobili, che su di essi si abbattessero con tutta la loro fer […]
    Maurizio Zaffarano
  • I Comuni virtuosi a “Striscia la notizia”
    Salviamo il paesaggio, stop al consumo di suolo e i comuni virtuosi a “Occhio allo spreco”, la rubrica di Cristina Gabetti in onda sabato 4 febbraio, intorno alle 20.35 su Canale 5, a “Striscia la notizia”. L’esperienza dei Comuni virtuosi torna in prima serata su Canale 5, con le iniziative in campo ambientale nel rispetto del territorio, sperimentate da de […]
    Pennywise
  • Il mare di Renata Fonte è in pericolo
    di Mauro Miccolis Il mare di Renata Fonte è quello nella foto sopra S.Caterina,Nardò provincia di Lecce, nei pressi della baia di porto Selvaggio, uno dei posti più belli, suggestivi ed incontaminati del Salento. Chi era Renata Fonte ,lo descrive brevemente Wikipedia: Renata Fonte (Nardò, Lecce, 10 marzo 1951 – Nardò, 31 marzo 1984) è […]
    Dott.Ing. Mauro Miccolis
  • 2012: un anno eccezionale!
    Sarà sicuramente eccezionale! Con tutte le pessime previsioni che ha addosso mostrerà senza dubbio le qualità di un anno fuori dal comune. Un anno di transizione con cambiamenti imprevedibili, al di là delle previsioni più funeste! Mio Papà mi diceva sempre: “se Dio vuole” per rammentare che la nostra volontà è sempre importante, ma in […]
    giosby
  • Troppo silenzio degli uomini: la violenza sessuale è maschile!
    Il clamore della sentenza della Cassazione ha fatto danni e mietuto vittime un po’ ovunque sia nella disinformazione più totale che nella troppa informazione da abuso di cavilli burocratici. Ieri era tutto un pullulare di notizie false e fuorvianti: buona parte dei media mainstream hanno purtroppo rilanciato la notizia che per il reato dello stupro […]
    anarcofem

Wikio - Top dei blog

Wikio - Top dei blog - Politica


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

quotidiani esteri del 4 febbraio

  • .
  • .
  • .
  • .
  • .
  • .

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



 

 

 









Accedi per connetterti con gli altri utenti di nuova resistenza:


Elenco iscritti

Powered by Small Mingle Icon Mingle

236 Utenti - Mostra tutto

Powered by Small Mingle Icon Mingle