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tutti i giorni 4 nuove pagine di articoli presi dai media e dalla rete, opinioni di redazione e approfondimenti





 

gli articoli con la foto accanto al titolo sono completamente originali dei nostri collaboratori

Lavoro

VITTORIA IN CASSAZIONE CONTRO TELECOM CHE HA ESTERNALIZZATO ILLEGALMENTE / Notizie / Home – Cobas.

CONTRO LA CESSIONE DI RAMO DI AZIENDA MPFacility ENTRO LA FINE DI MAGGIO RIENTRANO IN TELECOM!!! VITTORIA! VITTORIA! VITTORIA ! Hanno vinto, abbiamo vinto, grazie a sei colleghe/colleghi che non si sono mai rassegnat*, anzi si sono dat* da fare, hanno fatto le cause e le hanno vinte in 1^grado, in appello e in Cassazione e adesso Telecom Italia non può tirarsi indietro, la legge le impone di reintegrarle in azienda. Telecomhadovutoimmediatamenteconvocareconletterai/

levincenticausaperillororeintegroinaziendaentroilprossimomesedimaggio.

E FINALMENTE ANCHE LA CASSAZIONE CONFERMA LE NOSTRE RAGIONI : ABBIAMO VINTO in quasi tutte le città italiane circa 150 CAUSE IN PRIMO GRADO, CIRCA 30 IN APPELLO, E 2 PER ORA IN CASSAZIONE T.N.T A Torino e ora MPF a Pescara, sono in arrivo le cassazioni a Mestre Firenze Roma e altre città per MPF Telepost HP. QUESTA VITTORIA DOPO CAUSE AVVIATE DA PIU DI 12 ANNI, DEVONO INSEGNARTI CARA TELECOM CHE NON TI CONVIENE ESTERNALIZZARE PERCHE’ CREI AZIENDE SENZA TITOLO E PERDI IN TRIBUNALE, PERCHE’ LE COMMESSE CON LE AZIENDE ESTERNE TI COSTANO DI PIU’, E LO HAI PURE AMMESSO! Continua a leggere

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Il tipico lavoro del giovane italiano è l’addetto ai call center, esso può occuparsi di una gran varietà di impieghi che vanno dalle assistenze alle assicurazioni, dagli help desk alle registrazioni, dalle offerte commerciali alle interviste. Di quest’ultimo caso mi sono occupato io, ponendo a Valentina (nome inventato) qualche informazione in più sul suo lavoro…

 

 

Valentina lavora a Lodi, ha ventuno anni e un attestato di qualifica di terza superiore, ma ci tiene a precisare che con lei lavorano circa altre quaranta persone di ogni tipo, dai giovanissimi ai genitori, dai laureandi agli studenti medi in cerca di qualche spicciolo per ripagarsi le tante spese e anche chi un titolo di studio non l’ha. È entrata nel mondo dei call center lo scorso anno, quando un’agenzia a cui aveva lasciato il curriculum l’ha ricontattata per un colloquio presso un’azienda del cremasco, a cui è subito seguito il colloquio finale presso la sede lavorativa.
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Dopo il successo della protesta nella scuola Primaria e Media il 16 maggio scioperano docenti ed Ata delle Superiori contro i quiz Invalsi / Notizie / Home – Cobas.

Si è conclusa positivamente la prima fase di sciopero contro i ridicoli e deleteri quiz Invalsi. Nonostante le minacce di illegali sanzioni e le bugie diffuse a piene mani dai presidi, istigati dagli Invalsiani e dagli ispettori del MIUR, sull’obbligatorietà degli indovinelli, moltedecine di migliaia di docenti della scuola Primaria e Media e parecchi ATA hanno scioperatorifiutandosi di “somministrare” i quiz, aiutati in questo alle Elementari da migliaia di genitori che hanno lasciato i propri figli a casa, collaborando attivamente al boicottaggio della ridicola procedura. Il MIUR, in grossa difficoltà, ha fatto carte false sui dati dello sciopero, fornendo cifre, peraltro truffaldine (anche lì centinaia di classi non hanno svolto i quiz), solo su circa 3000 classi-campione, omettendo oltretutto di dire agli organi di informazione che: a) le classi-campione, ove si concentrano i Signori Invalsi e le maggiori pressioni dei presidi, sono a malapena un decimo di quelle ove si dovevano svolgere gli indovinelli; 2) molte di queste classi che hanno effettuato i quiz avevano numeri limitatissimi di alunni/e presenti; 3) varie classi sono state accorpate per giungere ad una cifra accettabile di presenti. Continua a leggere

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Al Salone del Libro di Torino, alla presentazione del libro Fai bei sogni di Massimo Gramellini, il manager parla dell’Italia e del suo clima pesante cui occorre reagire. E suggerisce a Monti di identificare le autentiche priorità

 

L'amministratore delegato di Fiat e Chrysler, Sergio Marchionne (ANSA / ANDREA MEROLA)

L’amministratore delegato di Fiat e Chrysler, Sergio Marchionne (ANSA / ANDREA MEROLA)

Torino, 13 maggio 2012 - ”Il rigore nei finanziamenti pubblici e l’austerity legata alle nuove regole fiscali sono cose essenziali, però poi bisogna far ripartire la macchina”. Lo ha detto l’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, arrivato oggi pomeriggio a sorpresa al Salone del Libro di Torino alla presentazione del libro Fai bei sogni (Longanesi) di Massimo Gramellini.
GOVERNO AL BIVIO – Che ne pensa l’a.d. di Fiat del governo Monti? “‘Quello che bisogna fare adesso è aprire la seconda fase – risponde Marchionne -, e portare avanti il programma di sviluppo perché così com’è non basta più”. Continua a leggere

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ROMA – Nei primi quattro mesi del 2012 sono state utilizzate dalle aziende 322 milioni di ore di cassa integrazione per una media di 470.000 lavoratori in cassa a tempo pieno. In media sono stati persi per ogni lavoratore 2.600 euro in busta paga per un totale di 1,2 miliardi di euro. Lo sottolinea la Cgil sulla base dei dati Inps sulla cig nel 2012.

Secondo la Cgil anche il 2012 si chiuderà con circa un miliardo di ore di cassa integrazione al livello del 2011 (953 milioni di ore mentre nel 2010 si era raggiunta quota 1,2 miliardi). Anche per questo 2012, quindi, il quarto anno consecutivo di crisi, «la cassa integrazione si avvia ad attestarsi attorno al miliardo di ore autorizzate – osserva il segretario confederale, responsabile Industria, Elena Lattuada – si continuano a registrare dati negativi che indicano uno stato di profondissima crisi e di inesorabile declino del settore industriale. Senza ripresa – avverte – questi dati peggioreranno tirandosi dietro disoccupazione e desertificazione industriale. Bisogna dare risposte al profondo malessere sociale rimettendo al centro il lavoro». Continua a leggere

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Sentenza Thyssen parlano i protagonisti – Guariniello e Lamacchia: Per la sicurezza sul lavoro serve una svolta.

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Persi 2600 euro in busta paga

Nei primi quattro mesi del 2012 sono state utilizzate dalle aziende 322 milioni di ore di cassa integrazione per una media di 470.000 lavoratori in cassa a tempo pieno. In media sono stati persi per ogni lavoratore 2.600 euro in busta paga per un totale di 1,2 miliardi di euro. Lo sottolinea la Cgil sulla base dei dati Inps sulla cig nel 2012.

Secondo la Cgil anche il 2012 si chiuderà con circa un miliardo di ore di cassa integrazione al livello del 2011 (953 milioni di ore mentre nel 2010 si era raggiunta quota 1,2 miliardi). Anche per questo 2012, quindi, il quarto anno consecutivo di crisi, «la cassa integrazione si avvia ad attestarsi attorno al miliardo di ore autorizzate», osserva il segretario confederale, responsabile Industria, Elena Lattuada – «si continuano a registrare dati negativi che indicano uno stato di profondissima crisi e di inesorabile declino del settore industriale. Senza ripresa – avverte – questi dati peggioreranno tirandosi dietro disoccupazione e desertificazione industriale. Bisogna dare risposte al profondo malessere sociale rimettendo al centro il lavoro».

Ad aprile – sottolinea la Cgil nella sua elaborazione dei dati Inps diffusi nei giorni scorsi – sono stati chiesti 86 milioni di ore (-13,6% su marzo).

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pensionati lettere

Sono circa 87 milioni le persone con più di 65 anni che vivono nei 27 paesi dell’Unione europea. Insieme ai giovani e ai lavoratori sono quelli che hanno pagato il prezzo più alto della crisi economica che ha investito il vecchio Continente e delle politiche liberiste che lo hanno governato fino ad oggi. Di questo e del ruolo che dovrà giocare l’Europa nel prossimo futuro, anche alla luce dei risultati delle recenti elezioni in Francia e in Grecia, se ne parlerà domani al convegno organizzato a Roma dallo Spi-Cgil: «L’Unione europea tra paure e speranze. I pensionati di fronte alle incognite della crisi».

DIRETTA SU UNITA.IT

L’iniziativa si tiene presso il Centro Congressi Frentani (Via dei Frentani, 4) a partire dalle ore 9.30. Partecipano il neo-consulente del governo Giuliano Amato, l’europarlamentare Sergio Cofferati, il Segretario generale Spi-Cgil Carla Cantone, il vice-presidente vicario del Parlamento europeo Gianni Pittella, il segretario Ces Luca Visentini, il segretario confederale Cgil Danilo Barbi e il coordinatore nazionale dell’Unione degli studenti universitari Michele Orezzi. Modera il direttore de L’Unità, Claudio Sardo.

«L’Ue si ricordi dei pensionati»I nodi da sciogliere LA DIRETTA – Italia – l’Unità.

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Il premier: “Determinato a realizzare il mandato”

Alle assemblee di Unindustria Lazio e Rete Imprese Italia illustrate situazione e prospettive del Paese. Il presidente uscente di Confindustria, Emma Marcegaglia, invita il governo a fare presto. “Subito lo sblocco dei crediti d’impresa con la p.a.”

Corrado Passera: "Disagio per la metà del Paese. A rischio la tenuta sociale" (Olycom)

Corrado Passera: “Disagio per la metà del Paese. A rischio la tenuta sociale” (Olycom)

Roma, 10 maggio 2012 - Il momento della crisi “più difficile è ora”, ma l’Italia “ne può uscire” anche se “l’Europa non è ancora capace di fare un passo avanti sulla tenuta finanziaria di se stessa e sulla crescita”.  E ancora più crudo: “Il disagio sociale e diffuso legato alla mancanza di lavoro in Italia è più ampio di quello  che le statistiche dicono. E’ a rischio la tenuta economica e sociale del Paese”. Motivo vero: ”la mancanza di lavoro in Europa in generale e nel nostro paese è più ampia di quello che le statistiche dicono”. Il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, stamattina ha preso il toro per le corna e parlato due volte, in rapida sequenza, prima all’assemblea di Unindustria Roma, Frosinone, Rieti e Viterbo e poi all’assemblea di Reteimprese Italia.

PAROLE FORTI -  ”Siamo a valle di 10 anni di non crescita – ha sottolineato il ministro parlando della crisi che attanaglia l’Italia -. La recessione che ci ha investito da tempo morde. Continua a leggere

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Il ministro dello Sviluppo preoccupato per la “mancanza di lavoro”. “Il disagio sociale è più ampio di quello che dicono le statistiche”. E la sua collega Fornero assicura: “Riforma pensioni molto dure, il governo ne è consapevole”. Il ministro della Salute, Balduzzi: “Momento di difesa, attenzione ai più deboli”. Grilli: “Fondamentali forti, ma alto peso fiscale non aiuta la crescita”

ROMA - Dopo i mesi della risolutezza e del rigore, il governo tecnico di Mario Monti scopre di “avere un cuore”, per riprendere una frase del viceministro dell’Economia, Vittorio Grilli. E, soprattutto, sembra aver preso coscienza delle ricadute delle misure anti-crisi sulle fasce deboli del Paese. Che non sono numeri, ma persone. Tantissime.

“Il disagio sociale e diffuso legato alla mancanza di lavoro in Italia è più ampio di quello che le statistiche dicono. E’ a rischio la tenuta economica e sociale del Paese” perché il disagio investe “metà della nostra società” afferma il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, parlando all’assemblea di Rete Imprese Italia e chiedendo alla Ue di distinguere spese da investimenti.

“Monti – assicura Passera – si farà sentire”. Il ministro del Welfare Elsa Fornero ammette: “La riforma delle pensioni è stata molto dura e ha creato dei problemi a molte persone e molte famiglie”. “Problemi – Fornero, allo stesso tempo, assicura – dei quali il governo è consapevole”. E il ministro della Salute, Renato Balduzzi avverte: “E’ un momento di difesa: attenzione alle fasce fragili”.
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Donne e lavoro, ai tempi della Fornero

Donne e riforma del lavoro

Erica Rampini, Esecutivo Giovani Comunisti Toscana

Ci furono molti aspetti positivi legati all’entrata massiccia delle donne nel mondo del lavoro: pensiamo alla creazione dei servizi del settore terziario come asili, campi solari, centri diurni e case di riposo, servizi di cura ed assistenza, che andavano ad aiutare le donne, sulle quali gravavano la tutela dei figli e degli anziani. Oltre che lasciare la donna libera di uscire dalla sfera privata per entrare in quella pubblica, la creazione di servizi portava anche occupazione spesso a vantaggio di altre donne. Inoltre, nonostante le resistenze dei genitori, che non potevano minimamente accettare che la loro figlia entrasse a lavorare in fabbrica, per anni luogo di perdizione puramente maschile, le donne lo fanno e con questo loro gesto cambia anche la struttura sociale italiana. Vi fu una destrutturazione della famiglia: si passa dalle grandi famiglie patriarcali e numerose, a famiglie nucleari con al massimo 2 figli. Infine, in ultima analisi, ma non in senso di importanza, la donna si emancipa, soprattutto a livello economico, acquista una sua indipendenza che le permette di scegliere, anche se in minima parte, come spendere i soldi faticosamente guadagnati. Questi tasselli portano non solo ad una emancipazione totale della donna ma anche a quello che poi venne chiamato il boom economico: la donna inserita nel mondo del lavoro crea servizi, crea occupazione e fa girare l’economia. Continua a leggere

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Massimo Giannetti
10.05.2012

Le ex tute blu hanno occupato l’ufficio dell’Agenzia delle entrate di Palermo: “Da questo posto lo Stato riscuote le tasse e noi dallo Stato vogliamo risposte”. Gli operai della fabbrica ex Fiat sono in cassa integrazione a zero ore e aspettano al riconversione promessa dall’imprenditore molisano Di Risio, che però è “uccel di bosco”

«Da qui ai prossimi giorni a Termini Imerese se ne vedranno delle belle, la nostra protesta sarà un crescendo…». Sono le quattro del pomeriggio e davanti alla sede dell’Agenzia delle entrate, sul lungomare Cristoforo Colombo, ci sono un sacco di poliziotti. Dentro c’è trambusto, ma non è una protesta di routine, perché la sede locale del fisco è stata clamorosamente occupata da centinaia di ex operai Fiat dopo un’infuocata assemblea mattutina davanti ai cancelli dello stabilimento, chiuso ormai da più di cinque mesi.
«Vogliamo essere ascoltati – dice un battagliero Vincenzo Comella, della Uilm, mentre occupa anche lui l’Agenzia delle entrate – abbiamo scelto questo obiettivo sensibile perché rappresenta lo stato che riscuote le tasse nel territorio, e noi dallo stato vogliamo risposte sul futuro di oltre duemila lavoratori rimasti di fatto con un pugno di mosche in mano». Continua a leggere
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coordinamento:

Ken Sharo-Luna Rossa

Redazionali e Collaborazioni
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quotidiani 22 maggio 2012
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quotidiani esteri del 18 maggio 2012

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