
Taggia – Un operaio edile, morto per una caduta da un ponteggio o da un tetto, il cui corpo è stato poi gettato nel torrente Argentina per farlo sparire. Probabilmente lontano dal luogo in cui è avvenuto l’incidente.
È questa l’agghiacciante ipotesi alla quale stanno lavorando procura e carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Sanremo per risolvere il giallo del cadavere trovato una settimana fa, a Taggia, in località Bruxa, all’altezza del ponte dell’Autofiori, immerso in circa mezzo metro d’acqua.
La possibilità che si tratti di un lavoratore del settore edile sarebbe emersa incrociando una serie di dati, primo tra tutti la causa della morte, accertata attraverso l’autopsia eseguita sabato scorso dal medico legale Francesco Traditi: l’uomo è deceduto per un “trauma precipitativo”,ossia per le conseguenze di una caduta da notevole altezza, che ha provocato gravi lesioni alla colonna vertebrale ed agli organi interni. Continua a leggere

L’uomo, 51 anni, è caduto da un’impalcatura al terzo piano di un fabbricato. Stava lavorando nel cantiere di un residence alla periferia di Rocca di Cambio. Il cantiere è stato posto sotto sequestro dai Carabinieri.
L’Aquila, 01-05-2012
Cade dall’impalcatura al terzo piano e muore nel giorno della Festa del Lavoro: la vittima e’ un operaio romeno, Vasile Copil, di 51 anni, che stava lavorando in un cantiere a Rocca di Cambio (L’Aquila), nonostante la giornata di festa.
L’operaio, dipendente della cooperativa ‘Rocca di Cambio’ di Roma, stava lavorando nel cantiere di un residence alla periferia del paese: Copil si e’ sporto per prendere alcuni materiali all’impalcatura del piano superiore, perdendo l’equilibrio e cadendo a terra. A dare l’allarme e’ stato un altro operaio.
Sul posto e’ intervenuto l’elisoccorso del 118 dell’Aquila, ma l’uomo e’ morto pochi minuti dopo l’arrivo dei sanitari. Il cantiere e’ stato posto sotto sequestro dai Carabinieri.
Il sindaco di Rocca di Cambio, Gennaro Di Stefano, e’ impressionato dalla morte, nel giorno della Festa del Lavoro, dell’operaio romeno che lavorava in un cantiere del paese. “Non lo conoscevamo di persona, visto che la ditta e’ di Roma – ha spiegato Di Stefano – ma c’e’ il dolore forte in paese per questa morte. Purtroppo incidenti sul lavoro continuano a capitare per l’incuria, l’incoscienza, la mancanza di un minimo di protezione, accortezza e rispetto delle regole. Piu’ succedono – ha aggiunto – e piu’ non si prendono provvedimenti”.
Otto morti in cinque mesi più quattro feriti gravi. Mentre il Governo si infervora con l’”uscita flessibile” a Torino, la città del ministro del Lavoro Elsa Fornero, si “esce” che più tragicamente non si può. A poco valgono le cosiddette disperazioni di “Elsa-così-diversa” (Pier Paolo Pasolini) che quando “ha un attimo” tra un acquisto di scarpe e foulard con tanto di scorta armata per i vicoli intorno a via Roma, va pure a trovare i feriti. Sembra non voler capire, Fiornero, che il problema sono i controlli. L’ultima storia ha del paradossale. E mette in luce proprio questo aspetto. L’incidente è avvenuto pochi giorni fa nello stesso cantiere e ditta di un altro infortunio mortale, avvenuto il 3 marzo: La ditta “Edil Due”, opera pubblica costruzione di un gassificatore. E sempre di sabato.
“Chiudere immediatamente il cantiere”, chiedono i sindacati. Non per due giorni, ma fino a quando non sarà fatta chiarezza e non saranno ripristinate le condizioni di sicurezza. Perché, dicono i rappresentanti dei lavoratori, è assurdo che nello stesso cantiere e nella stessa ditta avvenga per due volte lo stesso incidente, per di più sempre di sabato. E poi perché l’escalation è inquietante. Continua a leggere
Il cantiere dell’inceneritore (Foto di archivio)
E’ la seconda vittima in un mese
Ancora un incidente sul lavoro nel torinese: tre operai che stavano lavorando al cantiere dell’inceneritore del Gerbido, a Grugliasco (To), sono caduti da un ponteggio, da un’altezza di circa 40 metri.
Uno degli operai, un uomo tra i 40 e i 50 anni di cui ancora non si conoscono le generalità, è morto mentre gli altri due sono stati trasportati con l’elisoccorso del 118 all’ospedale Cto in gravi condizioni.
L’incidente è avvenuto intorno alle 10,30 di questa mattina e sul posto oltre al 118 è intervenuta la polizia.. Della vicenda se ne sta occupando il pm Guariniello.
Giù dal ponteggio dell’inceneritore Torino, un operaio morto e 2 feriti- LASTAMPA.it.
Le tragedie di lavoro per i palcoscenici di Jovanotti e Pausini
L’eco delle loro morti è più forte quando a travolgerli sono i palcoscenici delle star della musica italiana, ma il sordo rumore della morte dei giovanissimi lavoratori si avverte ovunque nel nostro Paese. TROPPE VITE SPEZZATE. LA probabilità di un evento mortale per il giovane lavoratore adolescente e ventenne è il 62 per cento più alta rispetto alle fasce intermedie d’eta. E L’OSSERVATORIO SICUREZZA SUL LAVORO VEGA ENGINEERING LANCIA UN APPELLO: “PIÙ COSCIENZA TRA I DATORI DI LAVORO E PIÙ FORMAZIONE PER LE GIOVANI LEVE”
L’eco delle loro morti è più forte quando a travolgerli sono i palcoscenici delle star della musica italiana – è accaduto in dicembre a Francesco Pinna (20 anni) a Trieste prima del concerto di Jovanotti; e qualche giorno fa a Reggio Calabria a Matteo Armellini (31) nel corso del montaggio del palco di Laura Pausini. Ma il sordo rumore della morte dei giovanissimi lavoratori si avverte, purtroppo, ovunque nel nostro Paese.
“Nel biennio 2010 – 2011, la probabilità di morire sul lavoro per un giovane dai 15 ai 24 anni è stata oltre il 60 per cento più alta rispetto alle fasce intermedie d’età – spiega Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering – E questo è un dato inquietante se si pensa che i ragazzi non sono nelle condizioni esperienziali di esprimere un giudizio sui requisiti di un lavoro in sicurezza e sono quindi totalmente dipendenti dai propri preposti o datori di lavoro che, in tal modo, diventano dei veri e propri decisori delle giovani vite”. Continua a leggere
Crolla il palco della Pausini: morto un operaio – Quotidiano Net.
Tragedia a Reggio Calabria, altri due feriti. “Siamo venuti giù di botto”
L’uomo, 31 anni, stava fissando le illuminazioni insieme ad alcuni colleghi quando la struttura, crollando, lo ha colpito, uccidendolo sul colpo. Il palco è stato posto
Reggio Calabria, 5 marzo 2012 - Tragedia a Reggio Calabria, dove un operaio Matteo Armelini, 31 anni, di Roma, è rimasto ucciso nel crollo di una parte del palco, montato all’interno del Palacafiore, che stasera avrebbe dovuto ospitare il concerto di Laura Pausini a Reggio Calabria.
Un dramma-fotocopia di quello avvenuto nel dicembre scorso a Trieste alla vigilia del concerto di Jovanotti, che annullò la serata in segno di lutto.
Nel caso di Reggio calabria, l’operaio era impegnato a fissare le illuminazioni insieme ad alcuni colleghi quando la struttura, crollando, lo ha colpito, uccidendolo sul colpo.
Nel crollo sono rimasti feriti altri due operai che attualmente si trovano ricoverati in ospedale. Continua a leggere
Edili in corteo a RomaContro la crisi e le morti bianche – Economia – l’Unità.
È partito il corteo dei lavoratori edili di Cgil, Cisl e Uil che dalla Bocca della Verità arriverà nelle vicinanze dell’Arco di Costantino, presso il Colosseo. Lungo il percorso migliaia di caschi blu e gialli. Obiettivo della protesta è ottenere interventi a favore delle costruzioni in crisi. Ma è anche una protesta contro le morti bianche che affliggono chi lavora nel settore.
È la prima di tre manifestazioni oggi a Roma: nel pomeriggio sfilano i No-Tav contro la costruzione della linea ferroviaria ad Alta velocità Torino-Lione e la Destra di Francesco Storace contro il governo Monti.
La manifestazione indetta da Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil chiede «un tavolo di crisi sulle drammatiche condizioni del settore», ma anche per avere «più sicurezza nei cantieri». “In piazza per costruire il futuro” vuole lanciare «la piattaforma rivendicativa da presentare al governo, per affrontare uno stato che l’intera filiera non viveva dall’immediato dopoguerra». Continua a leggere
Fermata Termano – Piovono rane – Blog – L’espresso.
Quello che potete vedere qui sopra è un videodossier realizzato poche settimane fa dal sindacato Fillea-Cgil sulle condizioni di lavoro nella linea C della metropolitana romana. Turni di notte, buste paga farlocche o inesistenti, operai che dormono dentro le baracche del campo base e spostati da un cantiere all’altro per svolgere mansioni senza alcuna formazione sulle competenze.
Stiamo parlando della costruzione della metropolitana di Roma, non di un palazzotto abusivo in un paesino sperduto della Calabria o del Veneto.
Ieri a Roma un operaio della linea C è morto cadendo in un pozzo. Stava lavorando nella zona di Torre Maura, periferia sudest della capitale. Si chiamava Luigi Termano, aveva 26 anni. Continua a leggere
Guariniello: “Dal caso Eternit una Procura contro le morti bianche”.
di Elisa Bellardi
«Nel nostro procedimento per omicidio verranno presi in considerazione i morti tra i lavoratori e i cittadini non solo di Casale Monferrato e Cavagnolo ma anche di Rubiera e di Bagnoli». Il sostituto procuratore di Torino Raffaele Guariniello, intervenuto a Radio Anch’io su Radio 1, ha rivolto queste parole agli abitanti di Rubiera e Bagnoli, delusi perché, nel loro caso, il reato di “disastro” è stato considerato prescritto. Una sentenza storica quella pronunciata dal tribunale del capoluogo piemontese contro i manager Eternit, ma che ha suscitato la rabbia e lo sgomento di chi, per tanti anni, ha aspettato che venisse fatta giustizia e si è sentito tagliato fuori.
Eppure, ora si procederà per l’accusa di omicidio. «L’esito di questa sentenza può influenzare anche l’impostazione» di questo nuovo procedimento» ha detto Guariniello. Questa, ha aggiunto, potrebbe essere l’occasione di istituire una procura nazionale contro le morti bianche. «Conto molto sull’iniziativa del ministro della Giustizia, che è grande esperto di processi e di diritto penale d’impresa». Continua a leggere































