Da lunedì a università dei gesuiti Gregoriana, presenti vittime

Roma, 4 feb. (TMNews) – I rappresentanti di oltre cento conferenze episcopali di tutto il mondo si riuniranno da lunedì a giovedì alla Pontificia università Gregoriana per il primo simposio internazionale sulla pedofilia dei preti sponsorizzato dal Vaticano e intitolato ‘Verso la guarigione e il rinnovamento’. Tra gli appuntamenti, una veglia “penitenziale” alla presenza di alcune vittime di abuso. Dopo che lo scandalo della pedofilia è esploso nel 2010 in diversi paesi del mondo, a partire da Irlanda, Germania, Belgio e Stati Uniti, dopo la dura lettera del Papa ai vescovi irlandesi, e dopo che lo stesso Benedetto XVI ha fatto dimettere diversi presuli ed ha incontrato gruppi di vittime in quasi tutti i suoi ultimi viaggi internazionali, ora l’ateneo romano guidato dai gesuiti, d’accordo con la Curia romana, organizza un appuntamento che intende aiutare gli episcopati di tutto il mondo alla stesura di linee-guida anti-pedofilia che la stessa Santa Sede ha chiesto per maggio prossimo. Continua a leggere
Dieci domande a Formigoni | Gianni Barbacetto | Il Fatto Quotidiano.
(Foto da Web, N.R.) Roberto Formigoni è presidente a sua insaputa di una giunta che si sfoglia come un carciofo. Gli stanno arrestando a uno a uno i suoi assessori ed ex assessori (Piergianni Prosperini, Franco Nicoli Cristiani, Massimo Ponzoni), ma lui non si accorge di nulla, non vede alcun problema, non accetta alcuna responsabilità. È in cella anche il suo amico ciellino Piero Daccò, per i magheggi del San Raffaele. Sotto processo sono stati o andranno uomini a lui vicinissimi (da Marco Giulio Mazarino De Petro ad Alberto Perego), eppure “il Celeste” non muove un sopracciglio. Noi proviamo a rivolgergli dieci domande, invitandolo a risponderci, se sa e se può.
1)Presidente Formigoni, perché ha ricandidato Massimo Ponzoni nel 2010, quando già era nota l’indagine per bancarotta a suo carico e già si conoscevano anche i suoi imbarazzanti contatti con uomini indagati per appartenenza alla ’ndrangheta? Continua a leggere
di Giorgio Bongiovanni - antimafiaduemila.com.
C’era da aspettarselo. Non poteva passare sotto silenzio l’ottima puntata de “Gli intoccabili” dedicata alla corruzione in Vaticano.
La Santa Sede infatti, in un comunicato ufficiale a firma del direttore della sala stampa vaticana Federico Lombardi, ha contestato duramente la trasmissione criticandone i metodi e giudicandola faziosa. Senza preoccuparsi tuttavia di smentire o sconfessare nel merito l’inchiesta che invece si basava su dati e documenti precisi e circostanziati.
E senza nemmeno prendere in considerazione che l’impeccabile Nuzzi, per equilibrare la puntata, aveva interpellato ben tre voci interne alla santa sede: il vescovo Giorgio Corbellini e il cardinale Velasio De Polis intervistati nelle proprie sedi e il direttore del “l’Osservatore Romano” Giovanni Maria Vian, presente invece in studio.
La stizza vaticana è tuttavia ben comprensibile poiché “carta canta” nessuno dei tre ha potuto sminuire il contenuto esplosivo dei documenti presentati da Nuzzi. Si tratta infatti di un carteggio riservato che l’ex segretario generale del Governatorato Carlo Maria Viganò invia a Papa Benedetto XVI nel quale rappresenta le conclusioni del proprio lavoro assegnatogli dallo stesso Pontefice. Continua a leggere
Von Wernich e la messa del prete assassino | Maurizio Chierici | Il Fatto Quotidiano.
(Foto da Web, N.R.) Nei giorni della memoria, la Chiesa argentina dimentica la sua “piccola” Shoah: 30 mila morti, come gli ebrei scelti uno per uno, quasi sempre ragazzi. Giovani madri uccise nei lager segreti appena mettevano al mondo la creatura. Bambini da vendere alle coppie sterili o regalati se il capo famiglia era in divisa. Le nonne di piazza di Maggio hanno restituito la memoria rubata a più di cento adulti cresciuti nell’inganno da chi aveva ucciso i genitori. E la ricerca continua.
Ma se fra i protagonisti del genocidio c’è un sacerdote sepolto dalla giustizia dietro le sbarre, i vescovi discutono e non trovano l’accordo: sospenderlo a divinis o lasciar maturare chissà quale pentimento? E il prete resta prete. Può confessare e dir messa come ogni sacerdote dal cuore innocente. Confessa e assolve assassini che gli somigliano. Continua a leggere
Bertone vacilla dopo il caso Viganò – Repubblica.it.
Il cardinale Bertone non ci pensa proprio. Eppure dopo la vicenda delle lettere di monsignor Viganò, il tema delle dimissioni del Segretario di Stato ha ripreso a circolare tra i Sacri Palazzi. Sarebbero “gradite”, si ammette a mezza bocca in più di un ambiente vaticano, “per riportare dignità, ordine e serenità nella gestione degli affari correnti dello stato”. Il timore di molti prelati è che l’attuale pontificato, “rischi di essere penalizzato dai pasticci del Segretario di Stato”. Le 1l 2ettere di Viganò ampiamente diffuse dai mass media e la pubblicazione sull’Osservatore Romano dell’intervista al presidente del Consiglio Mario Monti, con l’omissione la firma dei giornalisti della Radiovaticana che l’hanno realizzata, sono la conferma – si commenta nei palazzi d’oltretevere – di una “spaccatura tra la Segreteria di Stato e il mondo Vaticano”. Persino la nota del portavoce della Santa Sede, voluta da Bertone, conferma – secondo gli esegeti dei Palazzi – l’esistenza di un pericolo corruzione negli affari interni: “Non una riga della nota fa riferimento al contenuto delle lettere-denuncia di monsignor Viganò”. Continua a leggere
Mons. Viganò scriveva al card. Bertone: “Calunnie da personalità in Vaticano per cacciarmi”
(Foto da Web, N.R.) Dopo le indiscrezioni sugli scontri tra ambienti del Vaticano e il prelato anti-corruzione Carlo Maria Viganò, cui è stata dedicata la recente puntata de Gli Intoccabili su La7 condotta da Gianluigi Nuzzi, è arrivata la netta presa di posizione del Vaticano. Dal canto suo, Nuzzi difende la neutralità della sua inchiesta e non arretra. Ieri ha rilanciato Il Fatto Quotidiano, rendendo nota una lettera inviata a maggio dallo stesso mons. Viganò al cardinale e segretario di Stato Tarcisio Bertone, ma non citata nella trasmissione di Nuzzi. Viganò in quest’ultima missiva lamenta di essere vittima di “gravi calunnie”, ribandendo comunque la “lealtà e spirito di collaborazione”. Quindi snocciola ciò che “persone degne di fede” hanno rivelato a lui e al suo vice, mons. Corbellini. Parla di una vera e propria “strategia messa in atto per distruggermi agli occhi di Vostra Eminenza”, che comprende anche articoli pubblicati su Il Giornale, non firmati, “contenenti giudizi e malevole insinuazioni contro di me”. Secondo il prelato, personalità vicine al Vaticano come il presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi, il direttore de L’Osservatore Romano Gian Maria Vian e il già vaticanista de Il Giornale Andrea Tornielli “avevano accertato con evidenza uno stretto rapporto della pubblicazione di detti articoli con il dott. Marco Simeon, almeno come tramite di veline provenienti dall’interno del Vaticano”. Continua a leggere
Coppie di fatto, ‘Avvenire’ a Pisapia “Sta violando la nostra Costituzione” – Milano – Repubblica.it.
Nel mirino del quotidiano dei vescovi la decisione di concedere i fondi anticrisi anche
alle coppie, eterosessuali o gay, che non sono sposate. “Impari la lezione di don Milani”
“Porre sullo stesso piano coppie che, sposandosi civilmente o religiosamente, assumono un preciso impegno pubblico e persone che, per scelta o per impossibilità, non rendono vincolanti i propri legami ‘affettivi’, significa violare la lettera e lo spirito della nostra Carta fondamentale”: lo scrive Avvenire, il quotidiano della Conferenza episcopale italiana, commentando la decisione della giunta Pisapia a Milano di destinare i fondi anticrisi anche alle coppie di fatto.
Pisapia a ‘Che tempo che fa’: presto il registro delle coppie di fatto Continua a leggere
USA, organizzazioni religiose dovranno fornire contraccezione gratuita agli impiegati
(Foto da Web, N.R.) Il Vaticano e l’amministrazione Obama si stanno scontrando in questi giorni sulla decisione del segretario della sanità Kathleen Sebelius di obbligare anche le organizzazioni religiose a fornire ai propri impiegati una copertura sanitaria che comprenderà tutti i farmaci approvati dalla FDA, compresi quelli contraccettivi e abortivi. I vescovi cattolici sono in rivolta e accusano Obama di violare la libertà di coscienza e la separazione tra Stato e Chiesa. Lo stesso Benedetto XVI, in udienza coi vescovi una settimana fa, li ha messi in allerta sui “tentativi di limitare” la libertà religiosa e l’obiezione di coscienza. Il giorno dopo Sebelius ha annunciato che non abbandonerà il progetto di richiedere la piena assicurazione sanitaria gratuita anche per i dipendenti degli enti religiosi.
Castellammare e la processione del santo patrono: «Le Iene» a casa del boss/Video - Il Mattino.
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CASTELLAMMARE – «Tagliamo la testa al toro…il Santo non si deve fermare qua sotto…non si ferma più, va bene? Va bene?». Renato Raffone detto «Battifredo», il boss 78enne balzato agli onori delle cronache per il «caso» della processione del Santo Patrono, che sosterebbe tutti gli anni nei pressi della sua abitazione come forma di rispetto, incalzato da Giulio Golia de «Le Iene», vorrebbe ma non riesce a replicare. Alla fine cede e allarga il braccio come a dire «come volete voi».
L’incontro tra la Iena, Raffone e suo genero Stanislao Somma, condannati entrambi per camorristica, è avvenuto il19 gennaio, giorno di San Catello, poche ore dopo la processione abbandonata dal sindaco Luigi Bobbio proprio per la sosta sotto il balcone dell’anziano esponente del clan D’Alessandro.
La vicenda in città si è chiusa due giorni dopo, quando il 21 gennaio l’Arcidiocesi di Sorrento e Castellammare ha diramato una nota con la quale ha fatto sapere che il vescovo Felice Cece metterà mano «al riordino della processione di San Catello affinché sia chiaro che si tratta di un atto di fede, che non ha nulla a che vedere con comportamenti ambigui». Continua a leggere
Manifestazione per Emanuela Orlandi ‘attenzionata’ da gendarme (e fotografo) vaticano
(Foto da Web, N.R.) Particolarmente ‘osservati’ i manifestanti che sabato scorso hanno partecipato alla mobilitazione organizzata dal fratello di Emanuela Orlandi, Pietro, per chiedere al Vaticano di far luce sulla scomparsa della giovane. Un uomo è stato infatti notato mentre fotografava, con una certa insistenza, i manifestanti raccolti davanti alla basilica di Sant’Apollinare. In particolare chi distribuiva volantini e gli striscioni. Nella chiesa in questione è sepolto, col beneplacito della Chiesa, il boss della Banda della Magliana ‘Renatino’ De Pedis. Si è scoperto che il curioso fotografo è un gendarme del Vaticano in borghese, riconosciuto da diverse persone che hanno contattato mercoledì sera il programma Chi l’ha visto?. Il caso è arrivato anche in Parlamento. Walter Veltroni (Pd), che già aveva contestato la sepoltura del malavitoso nella chiesa e chiesto lo spostamento della salma, ha presentato una interrogazione al ministro dell’Interno. Per sapere se le autorità italiane fossero a conoscenza della questione e “se non si ritenga improprio e pregiudizievole l’atteggiamento delle forze di sicurezza vaticane”. Intente, ricorda Veltroni, “a identificare cittadini che manifestavano nel territorio italiano” in maniera pacifica.































