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Panorama, inchiesta shock su preti gay Il Vaticano: è puro scandalismo - Il Messaggero.
ROMA (22 luglio) – Preti sorpresi a frequentare i locali di ritrovo dei gay romani, filmati con una telecamera nascosta durante feste notturne con prostituti e perfino durante un rapporto omosessuale con un partner casuale: è questo il risultato di una inchiesta condotta dal settimanale Panorama, che nel prossimo numero sbatte in copertina «Le notti brave dei preti gay», con tanto di foto di due mani giunte su un rosario con lo smalto alle unghie. «Per venti giorni – afferma il settimanale – un giornalista di Panorama, affiancato da un complice gay, si è infiltrato nelle serate brave di alcuni preti che, a Roma, conducono una sorprendente doppia vita: di giorno sono sacerdoti in abito talare; di notte, smessa la tonaca, sono uomini perfettamente integrati negli ambienti omosessuali della capitale».
Panorama afferma di avere individuato «numerosi casi» e di averne raccontati «tre in particolare», usando nomi di fantasia: Paul, sacerdote francese di 35 anni, Carlo, sui 45, e Luca, «abbordato» su internet e poi ripreso in casa sua durante un rapporto omosessuale con il complice del cronista. L’inchiesta racconta del primo incontro, avvenuto secondo Panorama il 2 luglio, tra il cronista e il suo complice gay con padre Paul, in un locale del quartiere romano di Testaccio, presente anche Carlo.
Davanti a loro, «due escort uomini hanno ballato seminudi» con vari uomini, tra cui Paul, facendo poi sesso con alcuni di loro. Usciti dal locale, il complice gay del cronista di Panorama viene invitato a casa di Paul, gli chiede di indossare l’abito talare e ha un rapporto omosessuale, filmato con la telecamera. Tutti i filmati a corredo dell’inchiesta – precisa il settimanale – saranno disponibili da domani sulla versione digitale di iPanorama sull’iPad.
La sera successiva, racconta sempre Panorama, Paul e Carlo si rivedono con il cronista di Panorama e il suo complice al Gay village di Roma, «mostrando -sottolinea il settimanale – di trovarsi a loro agio in quell’ambiente». Il giorno dopo, domenica 4 luglio, sempre secondo Panorama, Paul ha celebrato la messa su un tavolino della propria abitazione, alla presenza del cronista di Panorama e del suo complice. Panorama sostiene di aver verificato «che Paul è effettivamente un prete».
Con Carlo c’è un secondo incontro in un ristorante del centro di Roma, «abitualmente frequentato da gay». Alla fine del pranzo, «Carlo ha portato il complice di Panorama nel suo appartamento, che è collegato a una grande struttura ecclesiastica, e ha avuto con lui un rapporto sessuale», anche questo ripreso dalla telecamera nascosta. «Il cronista di Panorama – afferma ancora il settimanale – ha anche filmato Carlo mentre celebrava messa in una chiesa non lontana dal suo appartamento». Il terzo prete, Luca, è stato avvicinato da Panorama attraverso internet, su una chat omosessuale: dopo un approccio esplicito, cui è seguito un appuntamento, l’incontro è avvenuto il 6 luglio «davanti alla chiesa di una missione cattolica».
È «puro scandalismo», secondo autorevoli fonti vaticane, l’inchiesta sui preti gay svolta da Panorama. Nessun commento alla notizia è giunto dalle fonti ufficiali, ma in ambienti della Santa Sede, la notizia è apparsa «priva di prove concrete e circostanziate» ed è stata vista come «un tentativo di trovare ad ogni costo argomenti forti per svegliare i lettori sotto l’ombrellone», come fosse «un serpente di mare». «E quand’anche si volesse sviscerare un argomento così complesso e delicato quale la sessualità dei sacerdoti – aggiunge la fonte – non basterebbe un’inchiesta di 15 giorni, per quanto accurata».
L’inchiesta di Panorama sui preti gay è documentata: lo precisa il direttore, Giorgio Mulè, replicando alle osservazioni di fonti vaticane che parlano di notizia «priva di prove concrete e circostanziate». «Le anonime ma autorevoli fonti vaticane citate relativamente all’inchiesta di Panorama sulle notti brave dei preti gay a Roma – sottolinea Mulè – parlano di una notizia priva di prove concrete e circostanziate ed è bollata come un tentativo di trovare ad ogni costo argomenti forti per svegliare i lettori sotto l’ombrellone».
«Desidero rassicurare le anonime fonti vaticane invitandole a recarsi in edicola per leggere l’inchiesta. Ove non fosse sufficiente sarò lieto di fornire loro nomi, cognomi e indirizzi dei sacerdoti che hanno compiuto atti sessuali, peraltro documentati da riprese video incontrovertibili. I nostri lettori, inoltre, saranno sicuramente svegliati dalla nostra inchiesta. Ma le anonime fonti mi credano: avremmo preferito non disturbare il loro riposo piuttosto che raccontare questa squallida storia».
....birra? Posted 6 days, 14 hours ago. Add a comment

Modifiche al ‘Delicta graviora’, il “segreto pontificio” non fermi la denuncia
15 luglio, 17:08 – ANSA
CITTA’ DEL VATICANO – Giro di vite da parte del Vaticano per combattere i delitti dei preti pedofili: la prescrizione per tali reati passa adesso da 10 a 20 anni, gli abusi sessuali sugli handicappati psichici vengono equiparati a quelli sui minori e si introduce il “delitto di pedopornografia”. Sono in sintesi le modifiche al documento ‘Delicta Graviora’ uscito nel 2001.
Il Vaticano, nelle nuove norme sui delitti di pedofilia, afferma che in casi particolarmente gravi si può procedere “per decreto extragiudiziale”, e o per decisione papale in modo che il sacerdote colpevole venga punito immediatamente. La novità, contenuta nelle nuove regole di riforma del documento del 2001 sui “delicta Graviora”, recepisce quanto già pubblicato su Internet dal Vaticano nelle linee guide dello scorso aprile. Mons. Scicluna, promotore della Giustizia vaticana per tutti i casi di pedofilia ecclesiastica, ha spiegato che i casi gravi rappresentano il 20% del totale.
Anche i laici potranno fare parte dei tribunali ecclesiastici incaricati di pronunciarsi sui casi di preti pedofili: e’ questa una delle novita’ contenute nella revisione del documento del 2001 sui ‘Delicta Graviora’ . Il Vaticano prevede adesso di avvalersi ”come membri del personale dei tribunali, o come avvocato o procuratori, non solo piu’ di sacerdoti, ma anche laici”. Cio’ specialmente nel caso di abusi sui minori, ha precisato il procuratore della Giustizia vaticana, mons. Charles Scicluna.
VATICANO POTRA’ GIUDICARE ANCHE CARDINALI – Nei delitti contro la fede e in quelli “più gravi” contro i costumi e la morale (in cui rientra la pedofilia) , la Congregazione per la Dottrina della fede “ha il diritto” di giudicare anche i cardinali. E’ quanto stabilisce la nuova normativa vaticana presentata oggi in aggiornamento del documento sul ‘delicta graviora’ del 2001.
SEGRETO PONTIFICIO NON FERMI DENUNCIA – Il “segreto pontificio”, a confidenzialità che deve accompagnare i processi canonici sui preti accusati di pedofilia, non deve mai impedire la denuncia alle autorità civili: è quanto ha ribadito oggi il procuratore della Giustizia vaticana, mons. Charles Scicluna, illustrando ai giornalisti le nuove norme vaticane che modificano e aggiornano il documento sui Delicta Graviora del 2001. Bisogna “obbedire alle leggi civilì senza aspettare l’esito del processo canonico, ha ripetuto mons. Scicluna. Anche se nell’aggiornamento presentato oggi non vi è alcuna menzione sulla collaborazione con la giustizia ordinaria, il presule ha precisato che le linee guida pubblicate dal Vaticano lo scorso aprile imponevano tale collaborazione, con obbligo di denuncia nel caso le normative nazionali la prevedano. Mons. Scicluna ha spiegato che ciò non è contemplato nella nuove regole dei ‘Delicta Graviora’ in quanto si tratta di un documento canonico concentrato sulle competenze della Congregazione per la Dottrina della fede. Del resto, ha commentato, il rispetto delle leggi dello Stato è un precetto che risale a San Paolo.
VATICANO: DONNE PRETE DELITTO GRAVISSIMO CONTRO FEDE – Il tentativo di ordinare le donne prete è un delitto gravissimo contro la fede, e per tale motivo, se ne occuperà, in appello, l’ex Sant’Uffizio. Tuttavia , nel presentare le nuove regole che aggiornano il documento del 2001 sui “delicta graviora”, i responsabili della Santa sede hanno precisato che si tratta di un delitto “gravissimo” contro la fede, ma non può essere equiparato a quelli di pedofilia, che riguardano la dimensione morale.
....birra? Posted 1 week, 6 days ago. Add a comment
Ratzinger di fronte a uno dei momemti più difficili che un Papa abbia mai dovuto affrontare
LUIGI LA SPINA
CITTA’ DEL VATICANO
In queste calde serate, con le finestre del palazzo aperte, è possibile sentire il suono di un pianoforte che diffonde sul lago le note di Haydn, di Mendelssohn, di Mozart. E’ il Papa, dentro le mura di Castel Gandolfo, che si esercita nei passaggi più difficili tra le opere dei suoi autori preferiti.
Quest’anno le vacanze di Benedetto XVI, cominciate qualche giorno fa, non prevedono né passeggiate sui monti alpini, né incontri pubblici, ma una semiclausura, tra studio e musica, nella residenza estiva dei pontefici, eretta nel XVII secolo sulle rovine della grande villa dell’imperatore Domiziano, soprannominato «Nerone il calvo».
La scelta di chiudersi a Castel Gandolfo per preparare un’altra enciclica e scrivere un nuovo libro sull’infanzia di Gesù corrisponde alle predilezioni caratteriali di Joseph Ratzinger. Ma potrebbe anche essere assunta a simbolo di quell’assedio alla Chiesa nell’«annus horribilis» del suo pontificato. Un anno che, sul piano internazionale, ha visto l’estendersi dello scandalo sui preti pedofili dagli Stati Uniti a mezz’Europa e che, in Italia, ha coinvolto il Vaticano in brutte storie di complicità affaristiche nei casi Balducci, gentiluomo di Sua Santità, e nelle vicende legate all’attività della Congregazione di Propaganda Fide, quand’era diretta dal cardinale Crescenzio Sepe.
Eppure, la suggestione del pianoforte che suona mentre il Titanic affonda è davvero lontana dalla realtà di un Papa più abituato a guardare i tempi lunghi della storia e meno agli affanni delle contingenze quotidiane. Così nessuno, né nel mondo ecclesiastico né in quello del laicato cattolico, accetta l’immagine di una Chiesa assediata. Tanto meno osa pronunciare quella parola, «complotto», che spesso viene spontanea sulle labbra di chi si sente circondato e bersagliato dal fuoco concentrico delle accuse. Soprattutto perchè è stato proprio Benedetto XVI, nel momento più drammatico dello scandalo per i preti pedofili, a escluderlo e a riconoscere che «la più grande persecuzione della Chiesa non viene dai nemici fuori, le sofferenze della Chiesa vengono proprio dall’interno della Chiesa, dal peccato che esiste nella Chiesa».
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....birra?
La cena da Vespa preceduta da contatti di Letta con la Santa Sede. Monsignor Fisichella emissario per Casini.Oltretevere non si nasconde “la preoccupazione per la tenuta dell’intero sistema Paese”
di ORAZIO LA ROCCA e CARMELO LOPAPA
CITTA’ DEL VATICANO – Apprensione e cautela. E il convincimento di fondo che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al cospetto di una crisi più grave del previsto, “rischia di non farcela”. Il Segretario di Stato Tarcisio Bertone è figura di grande equilibrio, ha accettato l’invito di giovedì sera a casa Vespa, alla presenza tra gli altri del premier Berlusconi e del leader Udc Casini, “non certo per benedire una trattativa politica ma solo per amichevole cortesia”, raccontano al Palazzo apostolico. Ma questa versione “diplomatica” non cancella un’altra verità: e cioè che ai vertici della Segreteria di Stato e della Conferenza episcopale italiana serpeggia una certa preoccupazione per la “tenuta dell’intero sistema Paese”. Le mobilitazioni di piazza, la manovra finanziaria contestata dagli enti locali, la prospettiva di pesanti ricadute sociali sulle fasce più deboli, hanno alzato il livello di attenzione anche Oltretevere. La pagina di pesanti critiche ai tagli dell’assistenza ai disabili, pubblicata pochi giorni fa dall’Avvenire, è stato l’ultimo campanello di allarme. E perfino il “duro” Giulio Tremonti ne ha dovuto tenere conto.
L’incontro a casa Vespa – occasione per il faccia a faccia tra il capo del governo e l’ex alleato Casini, sotto lo sguardo di Bertone – è avvenuto dopo una serie di contatti telefonici e dialoghi tra emissari del governo e dei centristi ai quali gli ambienti della Curia non sono rimasti estranei. Al termine della messa per i 50 anni di sacerdozio del segretario di Stato, martedì scorso in San Pietro, alcuni dei politici invitati si sono trattenuti per sondare il terreno di un confronto. Erano Gianni Letta, Maurizio Lupi, Gianni Alemanno e Lorenzo Cesa.
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....birra? Posted 2 weeks, 3 days ago. Add a comment
Ha interrotto un funerale per riprendere due donne vestite in modo non “consono” e mandarle via dalla chiesa. E’ successo al Cuore Immacolato, a Sassari. Protagonista del gesto, un giovane prete di appena 30 anni: don Salvatore Mangatia
di Luigi Soriga

Il cartello di divieto all’ingresso del Cuore Immacolato
SASSARI. Guai a scoprire le braccia nella casa del Signore. Il prete in fatto di decoro non concede indulgenze, a costo di interrompere la cerimonia funebre.
Sul portone della chiesa del Cuore Immacolato un cartello ammonisce i fedeli: una croce sull’immagine di canottiera, gonna e calzoncini, e un avvertimento: «E’ un luogo Sacro, entrare vestiti in maniera adeguata, evitando abiti sbracciati, trasparenti e scollati, gonne o pantaloni corti».
Manuela è appena uscita dall’ufficio, ha un pancione rotondo di 8 mesi, una maglietta bianca, smanicata, che lascia libere le spalle. Anche la mamma, con l’estate che alita a 30 gradi, indossa un vestito sbracciato che si allunga sin sotto il polpaccio.
Don Salvatore Mangatia ha appena ultimato la predica, resta per un attimo in silenzio, poi posa lo sguardo sulle due donne e dice in tono severo: «Coloro che indossano magliette sbracciate si coprano o sono invitate ad uscire dalla chiesa».
Madre e figlia si guardano sbalordite, poi danno un’occhiata intorno e si rendono conto che tutte le altre donne portano sulle spalle stole nere e bianche. Restano ugualmente sedute nelle ultime file, ma la messa non riprende. Gli occhi di un’intera chiesa gli si rovesciano sopra, addosso cola un mix di disagio e senso di colpa. Incredule preferiscono alzarsi e uscire.
Ma dopo una decina di minuti rientrano, fermandosi in piedi davanti al portone. Una signora si avvicina porgendo una stola per coprire le loro “nudità”.
Restano in esilio sull’uscio sino al momento delle condoglianze, quindi si avvicinano ai parenti del defunto. Don Mangatia, 30 anni ben foderati da un moderno integralismo, sbotta: «Siete ancora qui? Uscite immediatamente». La risposta è durissima: «I preti pedofili possono continuare a dir messa, e io vengo cacciata per una magliettina?».
08.07.2010 – fonte: http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=69a00a35ec389da9
....birra?
300.000 euro dal comune di Verona alle scuole cattoliche – AgoraVox Italia.

Il dirigente del settore istruzione del comune di
Verona, con la determina di impegno n.291 del 9/6/2010, premesso, considerato, ritenuto varie motivazioni, verificata la necessaria copertura finanziaria, visti alcuni provvedimenti, rilevato che vi sono state certe deliberazioni, ha determinato l’erogazione di 300.000 euro a favore degli istituti paritari associati all’
A.GE.S.C. (associazione genitori scuole cattoliche della provincia di Verona) come contributo per l’anno scolastico 2009/10. I beneficiari sono: Sorelle Minime della Carità Maria Addolorata detto Istituto Campostrini, Procura Generale dell’Istituto religioso delle Religiose Carmelitane della Carità-Roma (per l’istituto De Vedruna), Istituto Salesiano Don Bosco, Istituto Don Mazza, Seminario Vescovile di Verona (per l’istituto Gian Matteo Giberti), Suore della Compagnia di Maria per l’educazione delle sordomute ( Fortunata Gresner), Istituto Sorelle della Misericordia, Congregazione delle Figlie di Gesù, Cooperativa Cultura e Valori, Casa Generalizia del Pio Istituto Piccole Suore Sacra Famiglia, Congregazione Piccole Figlie di S. Giuseppe, Scuole Aportiane, Istituto Figlie del Sacro Cuore di Gesù, Scuola Apostolica Bertoni, Scuola Carmelitane di S. Teresa di Firenze, Istituto Antonio Provolo. La spesa di 300.000 euro viene imputata al cap.9100-000 del bilancio 2010 (contributo scuole primarie e secondarie di primo grado pubbliche non statali), che non ha subito nessun taglio.
In occasione del decennale della legge sulla parità scolastica, l’AGESC organizza questa sera a Montecitorio un incontro a cui parteciperà anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini.
....birra? Posted 3 weeks, 1 day ago. Add a comment
Napoli, prete adesca 15enne in chat sorpreso a fare sesso in Tangenziale - Il Mattino.
NAPOLI (6 luglio) – Un sacerdote è stato sorpreso in Tangenziale a Napoli, mentre in auto consumava un rapporto sessuale con una liceale di 15 anni, adescata via chat. Secondo quanto pubblica oggi il quotidiano Leggo, la ragazza non sapeva di trovarsi con un sacerdote: si tratta di M.D.M., che da religioso opera a San Giorgio a Cremano, nel Napoletano, e che per ora è stato denunciato a piede libero per violenza sessuale in danno di minori.
Nell’auto dell’uomo è stato trovato anche l’abito talare. Il prete, sotto la quarantina, aveva corteggiato la ragazzina per mesi, sostenendo di essere un professore – questo è quello che ha raccontato la quindicenne – e diventando un punto di riferimento per lei, figlia di genitori separati, con qualche problema nel relazionarsi ai coetanei.
Ieri è stato sorpreso sul fatto dalla Polstrada di via Cinthia a Fuorigrotta, e identificato. «Credevo fosse mio amico – ha detto la minorenne all’assistente sociale con cui si è confrontata dopo la denuncia prima di essere riaffidata alla madre – non immaginavo fosse un prete». Intanto le indagini continuano, con la perquisizione della casa dell’uomo.
....birra? Posted 3 weeks, 2 days ago. 3 comments

Foto proibite nell’arcivescovado belga “Quei dossier non erano della Chiesa” – LASTAMPA.it.
I magistrati di Bruxelles al lavoro sulle carte spuntate dai faldoni sequestrati dopo il blitz di giugno
MARCO ZATTERIN
BRUXELLES
Cosa ci facevano nell’archivio dell’arcivescovado di Malines le foto dei corpi appena esumati dalle vittime di Marc Dutroux? E decine di immagini delle piccole Julie e Melissa che dovevano essere blindate negli archivi segreti della magistratura belga?
Secondo il quotidiano fiammingo Het Laatste Nieuws sono queste due delle domande su cui si stanno arrovellando i magistrati del parquet di Bruxelles, gli stessi che giovedì 24 giugno hanno ordinato la discussa perquisizione nella sede della Chiesa cattolica belga.
Dall’esame dei 475 dossier su casi di presunti preti pedofili sequestrati alla Commissione di inchiesta istituita dall’episcopato belga, sono spuntati centinaia di documenti che in apparenza non hanno nulla a che fare con l’oggetto dell’’inchiesta. “rapporti della magistratura destinati alla Giustizia e non alla Chiesa”, scrive il quotidiano.
Colpiscono le “centinaia di foto” sull’affare Dutroux, il più tristemente noto fra i pedofili del paese piatto, e decine di immagini dei due corpicini scattate nel momento del drammatico ritrovamento.
Cosa ci facevano nei dossier della Chiesa? I giudici indagano. L’inchiesta diventa sempre più intricata.
....birra? Posted 3 weeks, 2 days ago. Add a comment

Il nucleare è cosa buona e giusta. L’undicesimo comandamento suonerebbe così, secondo l’opuscolo dal messianico titolo Energia per il futuro : quarantasette pagine di omelia incondizionata a favore dell’energia dell’atomo, confezionate dalla MAB.q – agenzia che cura la comunicazione dell’Enel – e distribuite urbi et orbi in allegato con i periodici ufficiali di diverse diocesi italiane, da Oristano a Trento, da Agrigento a Padova. La benedizione atomica, si legge nell’opuscolo, arriverebbe proprio dal Pontefice il quale «ha auspicato l’uso pacifico della tecnologia nucleare». Nessun dubbio: qualche riga più in là emerge ancora più netto l’orientamento della Chiesa, «la cui posizione ufficiale in materia è stata espressa dal cardinale Renato Raffaele Martino, presidente emerito del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace: “La Santa Sede è favorevole e sostiene l’uso pacifico dell’energia nucleare, mentre ne avversa l’utilizzo militare”». Seguono quaranta e più pagine di spot cuciti addosso all’idea che l’atomo sia una scelta salvifica: pulita, sicura, poco costosa, capace di rinfilare l’Italia dentro i tetti fissati dal protocollo di Kyoto. Peccato che se e quando si metteranno in moto i reattori nucleari, l’Italia sarà già in ritardo per il rispetto degli accordi sul clima. Ma tant’è: quale sponsor migliore, per l’atomico made in Italy, di un viatico religioso? Scopri lo sponsor I giornali delle diocesi prendono le distanze dai contenuti: non sono stati loro a redarre l’opuscolo, si sono limitati a ospitarlo come una pubblicità, anche se in nessuna pagina sta scritto che si tratta di un’inserzione a pagamento e men che meno da chi è finanziata. Per capire chi in realtà abbia firmato questa operazione di sdoganamento catto-nucleare, facendola passare per un’obiettiva e asettica informazione, bisogna scivolare fino all’ultima pagina. Qui, nel retrocopertina, si scopre che a curare la pubblicazione è stata tale MAB.q, ermetica sigla dietro cui si nasconde l’agenzia di comunicazione di Egidio Maggioni, responsabile del Centro Tv Vaticana, che nel suo portafoglio clienti vanta un intero filone religioso – Radio Vaticana, Fondazione Giovanni Paolo II per lo Sport, Teleradio Padre Pio, Azione Cattolica, Comune di Lourdes – ma anche nomi di peso come Fondazione Cariplo, Regione Lazio ed Enel. Enel, appunto, che della torta nucleare si accaparrerà una fetta consistente: suoi quattro degli otto reattori che sorgeranno in Italia. L’Ente nazionale energia elettrica nell’opuscolo figura più o meno come una comparsa nei titoli di coda, sfuggente, pressoché invisibile: risulta aver messo a disposizione solo il suo archivio fotografico ed offerto la collaborazione di un suo esperto, ma è intuibile chi abbia ispirato il progetto, attraverso il suo braccio operativo Sviluppo Nucleare Italia. Ed è intuibile che MAB.q sia l’anello di congiunzione tra l’Enel e la Chiesa. Del resto, quando Radio Vaticana aprì le porte alla pubblicità, è stato proprio il gigante dell’energia elettrica l’inserzionista di punta. Quanto abbia fruttato l’allegato ai periodici diocesani non è dato sapere: alcuni di loro, di fronte alle proteste dei lettori, si sono affrettati a prendere il largo dai contenuti e a giustificare la scelta con le difficoltà economiche causate dall’abolizione delle tariffe postali agevolate per la stampa. Nessuna smentita o distinguo sono arrivati invece dal Vaticano, a cui non potrebbe essere sfuggita una strumentalizzazione, se di questo si trattasse, delle parole del Papa, a cui viene attribuita una netta posizione pro-nucleare. Singolare, e chissà quanto casuale, è poi notare che nella geografia scomposta della distribuzione del libretto compaiano alcuni fra i territori più accreditati per l’installazione delle centrali come Oristano, che si candida a ospitare un impianto nella piana di Cirras, e Agrigento, dove designato sarebbe il centro di Palma di Montechiaro. Qui, semmai dovessero sorgere, i reattori saranno avviati con tanto di aspersione dell’acqua santa. 
06.07.2010 – L’Unità.it
....birra? Posted 3 weeks, 2 days ago. 3 comments