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tutti i giorni 4 nuove pagine di articoli presi dai media e dalla rete, opinioni di redazione e approfondimenti





 

gli articoli con la foto accanto al titolo sono completamente originali dei nostri collaboratori

Internet

Google e James Cameron lanciano progetto esplorazione spazialeGoogle e James Cameron lanciano progetto esplorazione spaziale

Sarà presentato martedì a Seattle

San Francisco, 22 apr. (TMNews) – Dopo gli abissi del mare, lo spazio: il regista americano di ‘Avatar’, James Cameron, lancerà martedì prossimo a Seattle, insieme al co-fondatore di Google, Larry Page, un progetto di esplorazione spaziale con l’obiettivo di ridefinire il termine “risorse naturali”.

Il progetto si chiamerà Planetary Resources e punterà a “creare una nuova industria”, si legge in un comunicato stampa. “L’azienda andrà a coprire due settori importanti, l’esplorazione spaziale e le risorse naturali, per aggiungere trilioni di dollari alla ricchezza mondiale”, si legge ancora nel testo.

viaTMNews – Google e James Cameron lanciano progetto esplorazione spaziale.

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Wall Street 2.0: tutti azionisti con FacebookWall Street 2.0: tutti azionisti con Facebook

La strada che porta al capitalismo diffuso passa per i social network. Da giugno le società potranno vendere le proprie azioni direttamente dalla loro pagina su Facebook, senza bisogno di alcuna intermediazione ne’ di commissioni. E chiunque potrà acquistare i titoli con tre semplici click di mouse. A renderlo possibile è la piattaforma di Loyal3, una startup della Silicon Valley, che ha come missione quella di democratizzare il mercato azionario, rendendo sempre più accessibile l’investimento in titoli e azioni anche per i singoli cittadni. Continua a leggere

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Antonio Di Pietro, leader dell’Idv, ha affermato: «E’ grave che nella bozza sulle intercettazioni sia rispuntata l’odiosa norma ammazza blog, voluta già dal governo Berlusconi. Il web è un baluardo della democrazia, uno dei pochi spazi che consente ai cittadini di avere informazioni e di dire la propria. L’Italia dei Valori si batterà affinché sia rispettato l’articolo 21 della Costituzione».

Diritto di Polemica: Di Pietro: «Rispunta la norma ammazza blog. Mi batterò per il rispetto della Costituzione».

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Dice Agenda Digitale, e scuote la testa. E’ l’atteggiamento che finora si è avuto in Italia nei confronti della lista di cose da fare stilata dall’Unione Europea per «sfruttare al meglio il potenziale delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) così da favorire l’innovazione, la crescita economica e il progresso». Una wishful list per molti, che però presto si è trasformata in lettera morta.

L’Unità vi ha dedicato uno dei numeri di Unitag (CLICCA E SCARICA L’INSERTO). Sono stati organizzati convegni, tavole rotonde, piattaforme, commissioni e via discutendo, ma poco (o nulla) finora si è fatto. Il governo Berlusconi l’ha ignorata (e molti dicono: meno male), e la stessa Commissaria europea per l’agenda digitale, Neelie Kroes, ha finora evitato di partecipare a discussioni pubbliche nel nostro Paese.

Un’Agenda digitale per l’Italia:
bonus, sgravi e certificati on line di Luca Landò
 

Fino a oggi. Fino agli impegni del nuovo governo. Fino al convegno organizzato stamattina da Confindustria digitale all’Auditorium Parco della Musica di Roma a cui hanno partecipato, tra gli altri, de membri di questo stesso governo, Corrado Passera e Francesco Profumo.

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Esiste un’altra Internet. Parallela e anonima. Dove si trova Silk Road, “il sito che non esiste” a cui accedere con procedure clandestine. E dove con i “bitcoin”, valuta virtuale, si può comprare qualsiasi cosa. Dall’ecstasy alle armi. Perché niente è proibito, nel “dark web”, nato per essere libero e pirata, ma cresciuto dentro i confini del crimine di RICCARDO LUNA

HO visto un sito che voi umani non potete neanche immaginare. Ho visto Silk Road. Non è la nuova Via della Seta. È il più grande mercato nero del mondo. Il posto dove comprare ogni tipo di droga. E documenti falsi. E pornografia. In assoluta sicurezza. Anonimato totale. Nessuno sa chi fa cosa. Nessuno sa cosa fai. Eppure quel sito non esiste.

Se digitate il suo indirizzo nella barra del vostro browser – una serie infinita di lettere e numeri senza alcun senso apparente – oppure chiedete notizie a Google o a un altro motore di ricerca, la risposta sarà sempre la stessa: quel sito non esiste. Sbagliato. Sarebbe più giusto dire: ci dispiace, non sappiamo dov’è, perché è in quella sconfinata zona oscura della rete dove arrivano solo i più esperti. I temerari. Gli amanti della libertà a costo della vita. E i contrabbandieri di ogni tipo.

“Il lato oscuro di Internet è non averlo”, disse una volta Nicholas Negroponte, il guru della cultura digitale. Aveva ragione. Ma solo perché non aveva ancora visto the dark web. Sotto la superficie di miliardi di siti che possiamo navigare, ce ne sono molti di più dove nessuno sa cosa accade. Continua a leggere

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Intervista al Ministro del Lavoro: “Io non ho voluto censurare proprio nulla e sto cercando di saperne di più”
Tornata dalle due giornate di festa pasquale, ho trovato su Twitter svariati messaggi che mi segnalano l’oscuramento inspiegato del sito della Direzione Provinciale del Lavoro di Modena. In effetti sulla home page del sito campeggia questo messaggio:

“Il Segretario generale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con una nota del 5 aprile 2012, indirizzata anche alla DTL di Modena, ha stabilito che:

“al fine di garantire una rappresentazione uniforme delle informazioni istituzionali e con riferimento agli obblighi di trasparenza ed ai profili di comunicazione e pubblicazione delle informazioni di interesse collettivo anche per quanto attiene agli Uffici territoriali, si chiede alle SS.LL. di provvedere alla immediata chiusura del sito internet www.dplmodena.it”.

Conseguentemente, a partire da oggi (6 aprile 2012), il sito www.dplmodena.it cessa la propria attività informativa.

Nato il 19 febbraio 2001, come strumento di supporto all’Ufficio relazioni con il pubblico, è stato visitato, in questi anni, da circa 18 milioni di utenti.”
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Rilevato il colosso per un miliardo di dollari

Facebook annuncia di aver raggiunto un accordo di acquistare Instagram, società specializzazione nella condivisione di foto online, per un miliardo di dollari. Facebook si aspetta di concludere l’affare nel corso di questo trimestre

Facebook rileva Instagram per un miliardo di dollari (Afp)

Facebook rileva Instagram per un miliardo di dollari (Afp)

San Francisco, 9 aprile 2012 – Facebook annuncia di aver raggiunto un accordo di acquistare Instagram, società specializzazione nella condivisione di foto online, per un miliardo di dollari. Facebook si aspetta di concludere l’affare nel corso di questo trimestre.

“Per anni – scrive Mark Zuckerberg, il numero uno di Facebook, annunciando l’accordo – abbiamo cercato di focalizzare la nostra esperienza nella condivisione di foto di amici e familiari”. “Adesso – spiega – saremo in grado di lavorare più da vicino con la squadra di Instagram per offrire la migliore esperienza nella condivisione di bellissime foto sulla telefonia mobile”. Zuckerberg definisce l’acquisizione di Instagram “un’importante pietra miliare per Facebook, perché è la prima volta che acquistiamo un prodotto e una compagnia con così tanti utenti. Non abbiamo in programma molte altre azioni del genere, anzi probabilmente non ne faremo piu’”. Continua a leggere

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omenica 08 Aprile 2012 – 19:43

di Debora Attanasio

ROMA – Massimo D’Alema ha comprato un’isola intera ai Caraibi tutta per sé. La leggenda metropolitana di Pasqua, partita da gruppo Facebook Gazzetta del presidio, è stata rapidamente condivisa da molti utenti che l’hanno ripubblicata sul proprio profilo senza verificarne la veridicità. L’isola in questione sarebbe Canouan, nell’arcipelago delle Grenadine, a sud della capitale dell’arcipelago Saint Vincent, e ospita un migliaio scarso di ignari abitanti. Canouan è nota per essere una costosa meta turistica molto ambita fra milionari di tutto il mondo, tanto che lo stesso Donald Trump ha degli interessi economici sul suo territorio, ma mai prima d’oggi era stata accostata al nome di Massimo D’Alema. Continua a leggere

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Ne parla Alberto Flores d’Arcais su Repubblica, riprendendo un articolo del Wall Street Journal che ieri ha lanciato l’allarme: Facebook vende i nostri dati alle aziende:

 

Esaminando un centinaio tra le più popolari “app” del social network più frequentato al mondo, ha scoperto che tra i dati personali richiesti ci sono non solo l’indirizzo email o la località, ma anche gli orientamenti sessuali, politici e religiosi. E non solo degli utenti che scaricano l’applicazione, ma anche dei loro “amici” di Facebook. Tra i casi citati ci sono celebri società come Yahoo e Skype e altre meno conosciute, tutte con un obiettivo comune: saperne di più della nostra vita e dei nostri interessi.

C’è l’inghippo però: Continua a leggere

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E’ un provvedimento di una gravità inaudita e senza precedenti quello con il quale il Ministro del Lavoro ha ordinato alla Direzione Provinciale del lavoro di Modena l’immediata chiusura del proprio sito internet.
“Al fine di garantire una rappresentazione uniforme delle informazioni istituzionali e con riferimento agli obblighi di trasparenza ed ai profili di comunicazione e pubblicazione delle informazioni di interesse collettivo anche per quanto attiene agli Uffici territoriali, si chiede alle SS.LL. di provvedere alla immediata chiusura del sito internet www.dplmodena.it“.

E’ questo il contenuto della nota che il Segretario generale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha indirizzato lo scorso 5 aprile all’ufficio territoriale del proprio Ministero.

Un’iniziativa, quella del Ministro Fornero, politicamente inaccettabile e giuridicamente illegittima, sbagliata del metodo e nel merito.

Cominciamo dal metodo. Continua a leggere

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Una fonte: “Non è finita, in futuro ulteriori tagli”

Yahoo cambia strategia dopo anni di crescita piatta. Il piano di ristrutturazione prevede duemila licenziamenti a livello globale, pari al 14% della sua forza lavoro

 

Il logo di Yahoo! nel giardino del quartiere generale nella Silicon Valley (Olycom)

Il logo di Yahoo! nel giardino del quartiere generale nella Silicon Valley (Olycom)

Roma, 4 aprile 2012 – Yahoo lacrime e sangue. Il colosso di internet ha annunciato questa mattina un piano di ristrutturazione che prevede circa 2.000 licenziamenti a livello globale, pari al 14% della sua forza lavoro, nel tentativo di tagliare i costi e cambiare strategia, dopo anni di crescita piatta.

Secondo il Wall Street Journal, che cita una fonte ben informata, ulteriori tagli saranno effettuati in futuro.
La misura consentirà un risparmio di circa 375 milioni di dollari all’anno, mentre comporterà un onere straordinario nel secondo trimestre compreso tra i 125 e i 145 milioni di dollari.

Yahoo presenterà i risultati per il primo trimestre del 2012 il 17 aprile, quando rilascerà ulteriori informazioni sulle mosse future.

Yahoo lacrime e sangue: duemila licenziamenti – Quotidiano Net.

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Il problema di fare una legge è quello di prevenire tutti i modi in cui potrà essere aggirata o, peggio ancora, strumentalizzata. La nuova Delibera Agcom sul Diritto D’Autore, di cui mi sono già occupato in passato ma che ora si avvia al tour de force finale, permetterà ai censori di scorrazzare liberamente tra i contenuti di informazione libera sgraditi e farli a fettine.

Il principio è semplice (qui tutti i dettagli): se all’interno di un post o di un video includi un qualsiasi frammento di informazione multimediale che deriva da fonti esterne, compresi virgolettati di articoli apparsi sui quotidiani o magari uno spezzone di TG per commentarlo, il proprietario di quel contenuto, magari imbeccato dai poteri particolari che il tuo articolo infastidisce, potrà richiederti di rimuovere immediatamente i contenuti che hai pubblicato, ovvero di eliminare il tuo post e il tuo video. Se non lo farai entro un termine brevissimo, potrà rivolgersi all’AGCOM che, dopo una procedura rapida e sommaria, ordinerà al gestore dei contenuti (per esempio Youtube nel caso di un video o il gestore dei servizi di hosting nel caso di un post) di rimuoverli al posto tuo. E potrà persino rendere completamente irraggiungibile il tuo sito. La magistratura? Superata. In Spagna si sono incazzati per molto meno.   Continua a leggere

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coordinamento:

Ken Sharo-Luna Rossa

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quotidiani 22 maggio 2012
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quotidiani esteri del 18 maggio 2012

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