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tutti i giorni 4 nuove pagine di articoli presi dai media e dalla rete, opinioni di redazione e approfondimenti





 

gli articoli con la foto accanto al titolo sono completamente originali dei nostri collaboratori

giustizia

Il Tribunale di Pavia: la clandestinità non è reato – www.terrelibere.org.

Il giudice ha deciso l`assoluzione di un cittadino marocchino, imputato del reato ex art. 14 comma 5 ter D. Lgs. 25.07.1998 n. 286, perché, senza giustificato motivo, si tratteneva nel territorio dello Stato, in violazione dell`ordine impartito dal Questore di Pavia. “Il fatto non è più previsto dalla legge come reato” in base alla sentenza della Corte di Giustizia Europea del 28 aprile 2011.

Manifestazione a Ponte Galeria (Roma)

L`art. 14 comma 5 ter D. Lgs. 286/1998, TU immigrazione non prevede più l`applicazione della pena detentiva in carcere, in conseguenza della mancata ottemperanza nei termini all`ordine amministrativo di allontanamento del Questore. L`art. 14 comma 5 ter D. Lgs. 286/1998 TU immigrazione, stabiliva che:

‘Lo straniero che, senza giustificato motivo, permane illegalmente nel territorio dello Stato, in violazione dell`ordine impartito dal questore ai sensi del comma 5-bis, è punito con la reclusione da uno a quattro anni se l`espulsione o il respingimento sono stati disposti per ingresso illegale nel territorio nazionale ai sensi dell`articolo 13, comma 2, lettere a) e c), ovvero per non aver richiesto il permesso di soggiorno o non aver dichiarato la propria presenza nel territorio dello Stato nel termine prescritto in assenza di cause di forza maggiore, ovvero per essere stato il permesso revocato o annullato. Continua a leggere

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Mills: articolo su Web mette a rischio sua testimonianza – Cronaca – ANSA.it.

fotografia da web della redazione N.R.

E’ stato un ‘fuori programma’ inedito quello di oggi al processo Mills. Un fuori programma che, mentre incombe la prescrizione del reato contestato a Silvio Berlusconi e un’istanza di ricusazione sui giudici, ha ritardato ancora la tabella di marcia e costretto il Tribunale, tra le proteste della difesa, a dichiarare chiuso l’esame del legale inglese, uno dei testi chiave sentito in videconferenza da Londra per sei udienze. Non si era mai visto, in un’aula di giustizia, che un articolo pubblicato su un sito web di un quotidiano potesse mandare in tilt per un dibattimento e bloccare un paio d’ore una deposizione ritenuta dai difensori “rilevante” per provare l’innocenza dell’imputato.

Invece è accaduto nel pomeriggio nell’udienza in cui avrebbe dovuto concludersi la testimonianza di Mills, per giorni sottoposto a una raffica di domande dagli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo con lo scopo di dimostrate l’estraneità di Berlusconi.

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Corte internazionale di giustizia

L’Italia, secondo la Corte, ha violato i suoi obblighi di diritto internazionale nei confronti della Germania permettendo che tribunali civili imponessero indennizzi per le vittime dei crimini di guerra nazisti Zoom + +

AuschwitzAuschwitz

L’Aia, 03-02-2012

L’Italia ha violato i suoi obblighi di diritto internazionale nei confronti della Germania permettendo che tribunali civili imponessero indennizzi per le vittime dei crimini di guerra nazisti. Lo ha stabilito la Corte internazionale di giustizia dell’Onu. “La Corte ritiene che l’azione dei tribunali italiani di negare l’immunita’ costituisca una violazione dei suoi obblighi nei confronti dello Stato tedesco”, ha spiegato il giudice Hisashi Owada nel corso di un’udienza pubblica all’Aja. Lo scontro legale era scoppiato nel dicembre 2008 quando Berlino aveva presentato ricorso contro la sentenza della Corte di Cassazione italiana che aveva riconosciuto ai familiari di alcune vittime dei crimini del Terzo Reich il diritto a ricevere indennizzi individuali da parte della Germania. La lettura della sentenza e’ durata 80 minuti. La Corte ha accolto tutti i punti di ricorso presentati dalla Germania che accusava l’Italia e il suo sistema giudiziario di “venire meno ai suoi obblighi di rispetto nei confronti dell’immunità di uno stato sovrano come la Germania in virtù del diritto internazionale”. Continua a leggere

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Nestlé sotto processo. Avrebbe spiato gli attivisti di Attac – www.terrelibere.org.

 

La multinazionale svizzera avrebbe incaricato una società privata di spiare gli attivisti che stavano preparando un libro denuncia. Almeno due agenti sarebbero stati infiltrati nel gruppo, fornendo rapporti riservati. Il processo ricomincia a Losanna, le udienze sono aperte al pubblico. Un`irrepetibile occasione per conoscere il modus operandi di Nestlé.
    Il 25 gennaio la multinazionale Nestlé e l`azienda di sicurezza privata Securitas si sono presentate in tribunale a Losanna, per difendersi dall`accusa di aver spiato il movimento ‘no-global` ATTAC. Questo processo, rimandato da lungo tempo, svelerà finalmente il segreto calato su questo scandalo.
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nocensura.com: Scalfaro, come tradizione, c’è la beatificazione post mortem. Ecco cosa non dicono.

E’ morto a 93 anni Oscar Luigi Scalfaro, ex Presidente della Repubblica italiana. E come da tradizione italiana, dopo la morte si sprecano gli elogi e la “beatificazione” nei suoi confronti. Senza volergli assolutamente mancare di rispetto – anzi: riposi in pace – pubblichiamo un aneddoto che lo riguarda poco conosciuto.

Quando condannò a morte un uomo: “Colpevole? Non lo so” – Scalfaro nel 1945 era magistrato e decise sull’esecuzione di sei presunti fascisti. Alla figlia di uno di loro: “Non ho certezze”

Prima di essere politico, Oscar Luigi Scalfaro era stato magistrato. Indossata la toga nel 1943, ancora su giuramento al Duce e al fascismo, il futuro presidente della Repubblica la indossò di nuovo dopo la Liberazione, dopo aver combattuto da partigiano contro i nazifascisti. Nel clima d’odio post 25 aprile, l’allora 27enne Scalfaro fu chiamato a giudicare sei fascisti “collaborazionisti”. Furono tutti condannati a morte dalla Corte straordinaria di Assise di Novara e Scalfaro partecipò agli interrogatori. Di uno in particolare, il brigadiere Domenico Ricci, era assai intimo. Vicino di casa, la figlia di Ricci Anna Maria lo considerava addirittura un “secondo papà”. Nell’ottobre 2006 quella oscura vicenda torna a galla e Scalfaro non può non ammettere di aver contribuito alla condanna a morte di Ricci e degli altri cinque imputati, anche se nella sentenza si legge: il brigadiere Ricci “insieme al Missiato costituì l’ anima della Squadraccia, della quale, poi, pare abbia assunto il comando ufficiale allo scioglimento di essa”. Continua a leggere
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Corte Aja, Germania non deve risarcire le vittime italiane dei nazisti - Il Messaggero.

Berlino vince ricorso contro Roma

ROMA – La Corte internazionale di giustizia dell’Aja ha accolto il ricorso della Germania contro l’Italia per ottenere il blocco delle indennità alle vittime dei crimini nazisti. Secondo la sentenza l’Italia «ha mancato di riconoscere l’immunità riconosciuta dal diritto internazionale» a Berlino per i reati commessi dal Terzo Reich.

La lettura della sentenza è durata 80 minuti. La Corte ha accolto tutti i punti di ricorso presentati dalla Germania che accusava l’Italia e il suo sistema giudiziario di «venire meno ai suoi obblighi di rispetto nei confronti dell’immunità di uno stato sovrano come la Germania in virtù del diritto internazionale». La Corte dell’Aja ha poi concordato con la richiesta di Berlino di «ordinare all’Italia di prendere tutte le misure necessarie» affinch‚ le decisioni della giustizia italiana che contravvengono alla sua immunità siano prive d’effetto e che i suoi tribunali non pronunzino più sentenze su simili casi.
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Bersani: “E’ stata la destra. A rischio salvataggio Italia”

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      INFOPHOTO<br />
Roma, 3 feb. (TMNews) – Un tuffo nel passato: un voto segreto della Camera, proposto dalla Lega ed evidentemente ‘non sgradito’ al Pdl, ricompatta gli antichi alleati, spacca la fragile maggioranza che sostiene il Governo Monti e riporta i magistrati sul piede di guerra. L’emendamento del leghista Gianluca Pini che introduce la responsabilità civile diretta del magistrato anche per “violazione manifesta del diritto” arroventa le mailing list delle toghe e spinge il segretario dell’Anm Giuseppe Cascini a minacciare “proteste anche estreme”, cioè lo sciopero. In realtà, insieme agli applausi in aula del gruppo del Pdl dopo il voto, l’evento è il frutto, dice la matematica, di una maggioranza al di là dei confini del vecchio centrodestra e di una ex opposizione molto indebolita, rispetto ad altri voti del passato su temi analoghi: 264 sì, 211 no, e c’è chi parla di una “difesa di casta” di fronte alle inchieste che toccano vari partiti. Continua a leggere

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La casta difende la casta. Ma il prezzo lo pagano i cittadini e in moneta sonante. Si può sintetizzare così lo scontro che sistematicamente oppone le camere del parlamento ai magistrati che cercano di processare le malefatte della politica. I parlamentari non cercano di difendersi “nel processo”, ma “dal processo”, impedendo in ogni modo ai giudici di fare il loro mestiere e opponendo i propri privilegi.
Silvio ovviamente docet. Ma quanto ci costa la difesa di Casta di Cosentino & Co.!?
Presto detto: tutte le volte che la Camera si costituisce come “istituzione” per difendere i deputati, paga un avvocato di primo livello coi soldi dei contribuenti e sono tanti soldi, più le altre spese. Come è emerso nella stessa discussione parlamentare sulla difesa di Nicola Cosentino, finora sono stati spesi in questo modo oltre 160 milioni di euro! Continua a leggere
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Dieci domande a Formigoni | Gianni Barbacetto | Il Fatto Quotidiano.

 (Foto da Web, N.R.) Roberto Formigoni è presidente a sua insaputa di una giunta che si sfoglia come un carciofo. Gli stanno arrestando a uno a uno i suoi assessori ed ex assessori (Piergianni Prosperini, Franco Nicoli Cristiani, Massimo Ponzoni), ma lui non si accorge di nulla, non vede alcun problema, non accetta alcuna responsabilità. È in cella anche il suo amico ciellino Piero Daccò, per i magheggi del San Raffaele. Sotto processo sono stati o andranno uomini a lui vicinissimi (da Marco Giulio Mazarino De Petro ad Alberto Perego), eppure “il Celeste” non muove un sopracciglio. Noi proviamo a rivolgergli dieci domande, invitandolo a risponderci, se sa e se può.

1)Presidente Formigoni, perché ha ricandidato Massimo Ponzoni nel 2010, quando già era nota l’indagine per bancarotta a suo carico e già si conoscevano anche i suoi imbarazzanti contatti con uomini indagati per appartenenza alla ’ndrangheta? Continua a leggere

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( nota di redazione-finche le forze dell’ordine non isoleranno i violenti,  avranno il codice sulla divisa e non verranno condannati per le violenze, con l’aggravante di essere delle forze dell’ordine, non potremo mai considerarci un paese democratico, quindi riteniamo utile  dare spazio a questo sfogo a cui diamo piena solidarietà – Ken Sharo)
pubblicata da Scintilla Rossa il giorno martedì 31 gennaio 2012 alle ore 13.05

PAOLO FORLANI, Poliziotto. ASSASSINO.

MONICA SEGATTI, Poliziotta. ASSASSINA.

ENZO PONTANI, Poliziotto. ASSASSINO.

LUCA POLLASTRI, Poliziotto. ASSASSINO.

 

Questi 4 Psicopatici in Divisa, queste 4 Bestie, hanno fermato un ragazzo di 18 anni che stava uscendo da un Centro Sociale. Quel ragazzo si chiamava Federico Aldrovandi. Un ragazzo comune, incensurato, disarmato, che è stato ammanettato, immobilizzato e massacrato letteralmente di botte.

Picchiato fino a spappolargli gli organi interni e i testicoli.

Picchiato fino a spezzargli 2 manganelli addosso. 

Pichiato fino a farlo soffocare col suo stesso sangue.

Nei video girati dagli stessi poliziotti, a cadavere ancora caldo, si vedono gli stessi ridere e sghignazzare sul corpo straziato del povero Federico.

 

La versione ufficiale delle autorità fu che Federico era “Morto per Overdose“. Successivamente fu modificata in “Morto per atti autolesionisti“. Continua a leggere

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I SOLDI DELL’IDV. LA CASSAZIONE DA’ TORTO A DI PIETRO.
PIAZZA CAVOUR HA RESPINTO IL RICORSO DEL LEADER DELL’IDV DICHIARANDO AMMISSIBILE L’OPPOSIZIONE DI ELIO VELTRI ALL’ARCHIVIAZIONE DELLA DENUNCIA SULL’USO DEI FONDI DEL PARTITO DECISA DAL TRIBUNALE DI ROMA. PER L’EX NUMERO DUE DELL’IDV E GLI AVVOCATI MANCUSO E PAOLA, E’ UN SUCCESSO NOTEVOLE PERCHE’ NORMALMENTE LA SUPREMA CORTE DECIDE PER L’INAMMISSIBILITA’. ORA A BREVE GLI ERMELLINI ENTRERANNO NEL MERITO.
Questa decisione non può che far piacere a chi ritiene che si debba fare chiarezza su che cosa è successo nell’Idv fino al gennaio del 2009, quando ad amministrare gli ingenti rimborsi elettorali era un’associazione detta Italia dei valori, che il tribunale civile di Roma nel 2008 ha riconosciuto soggetto diverso dal partito Italia dei valori. Finora due pm della procura capitolina e due Gip hanno ritenuto nel 2008 e nel 2011 che nell’Idv non sia accaduto nulla di strano, archiviando le denunce di Veltri-Chiesa-Occhetto e di Mario Di Domenico. Ora la Cassazione dice che è il caso di andare a vedere se è vero quanto sostengono i legali di Veltri, ovvero che l’inchiesta del pm Pisani non è stata correttamente condotta e archiviata. Continua a leggere
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La Gazzetta del Mezzogiorno.it | Assange: al via ultimo giorno processo.

Verdetto previsto tra “alcune settimane”
(ANSA) – LONDRA, 2 FEB – Ô iniziata alla Corte Suprema britannica la seconda e ultima udienza che deve esaminare il ricorso contro l’estradizione presentato da Julian Assange, il capo di WikiLeaks.
Oggi è la giornata di Clare Montgomery, l’avvocato che rappresenta le autorità svedesi.
Dinah Rose, il legale di Assange, avrà un’ora per replicare.
Quindi i sette giudici si ritireranno per deliberare.
Per il verdetto bisognerà però aspettare “alcune settimane”.
(ANSA).
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coordinamento:

Ken Sharo-Luna Rossa



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quotidiani 04 febbraio 2012
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febbraio ...arriveremo :)

programmazione di Donato Monsellato "INDIGNATOS"

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quotidiani esteri del 4 febbraio

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