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Medio Oriente

(Fotogramma)

Impregilo, alla guida di un consorzio di imprese con una quota del 41,25%, si è aggiudicata la gara promossa dalla Qatar Railways Company per la progettazione e realizzazione di una linea della metro di Doha.

Il progetto
La «Red Line North» si svilupperà per circa 13 km con la costruzione di 7 stazioni sotterranee. Il nuovo progetto, insieme ad altre tre linee metropolitane, si inserisce nel sistema di mobilità infrastrutturale promosso dal Qatar nell’ambito del Piano Nazionale di Sviluppo per il 2030. Il valore totale del contratto ammonta a 1,7 miliardi di euro, di cui 630 milioni relativi alla progettazione e opere civili e 1,1 miliardi a opere propedeutiche, impianti elettromeccanici e opere architettoniche delle stazioni.

La «Red Line North» si svilupperà per circa 13 chilometri dalla stazione di Mushaireb in direzione nord con la costruzione di sette nuove stazioni sotterranee.

Qatar, a Impregilo maxi-commessa per una linea della metro di Doha – Il Sole 24 ORE.

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In Palestina a poco valgono gli “sforzi” targati John Kerry. Mentre il segretario di Stato statunitense prosegue sulla strada della rivitalizzazione di un processo di pace sepolto da tempo, Israele continua unilateralmente con i cosiddetti facts on the ground, fatti sul terreno.

Il governo israeliano ha deciso, infatti, di “legalizzare” quattro insediamenti in Cisgiordania, considerati illegali anche per la stessa legge interna. A darne la notizia è stata oggi l’associazione israeliana per i diritti umani Peace Now: in una dichiarazione presentata alla Corte Suprema contro la petizione di Peace Nowil governo di Tel Aviv ha affermato di aver assunto una serie di misure per riconoscere retroattivamente la legalità di quattro insediamenti fuorilegge, ovvero costruiti dai coloni senza il permesso delle autorità statali su terre di proprietà privata palestinese. Continua a leggere

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http://www.infiniteunknown.net/2010/07/05/now-truth-is-bad-for-you-obama-warns-erdogan-international-gaza-flotilla-probe-bad-for-turkey/

La Siria, le armi chimiche di Bashar al Assad, ma anche Israele e l’Iran. Non erano pochi i temi sul tappeto nell’incontro fra il presidente americano Barack Obama e il premier turco Recep Tayip Erdogan a Washington. Nella conferenza stampa a latere dell’incontro, e sotto una pioggia quasi battente, si è sottolineata la volontà di proseguire in questa collaborazione fra Ankara e gli USA. Poco si è detto sulle presunte prove che Erdogan avrebbe portato, circa l’utilizzo di armi chimiche da parte del regime di Assad.

Erdogan ha anche aggiunto che la sua visita prevista alla citta palestinese assediata di Gaza si terrà quasi certamente nelle prossime settimane. Un passo avanti nel tentativo di normalizzare i rapporti con Israele dopo i fatti della Mavi Marmara 4 anni fa e la morte di pacifisti turchi per mano di forze speciali israeliane.

Ankara e Washington sempre più unite contro terrorismo | euronews, mondo.

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Strage di Reyhanli: sulla Siria Erdogan gioca sporco?.

Strage di Reyhanli: sulla Siria Erdogan gioca sporco?Per Ankara gli autori della strage di sabato nel sud della Turchia sono i servizi segreti siriani. Ma curdi, opposizioni turche e popolazione locale puntano il dito contro il governo e contro i jihadisti siriani. Opposizione all’attacco inTurchia dopo la strage di Reyhanli (59 morti nel duplice attentato di sabato, secondo la versione ufficiale) contro la politica siriana del premier Recep Tayyip Erdogan, che oggi a Washington vedrà Barack Obama e chiederà misure più aggressive contro il regime Assad. A partire dall’imposizione di una no-fly zone che Ankara chiede a gran voce ormai dall’inizio degli scontri in Siria, e che costituirebbe il preludio ad un intervento diretto delle potenze straniere contro Damasco. Il governo turco ha accusato il governo di Damasco di essere dietro le bombe di Reyhanli, città situata a pochi chilometri dal confine sud della Turchia, abitata in prevalenza da popolazioni arabe e di origini siriane da sempre contrarie al ruolo destabilizzante di Erdogan nel paese confinante. Dopo l’esplosione delle autobombe nel centro della città che ha provocato una strage che secondo alcune fonti è assai più grave di quella ammessa dal regime turco, le forze di sicurezza turche hanno arrestato 13 persone, che secondo la stampa turca farebbero parte di un piccolo gruppo di tendenze marxiste, Acilciler, descritto come ‘al soldo di Damasco’. L’accusa nei confronti degli arrestati è di aver compiuto o favorito l’attentato, operando al servizio di Damasco, ma il leader del gruppo preso di mira ha negato risolutamente ogni coinvolgimento nella strage, mentre la tesi del compolotto di Damasco é stata definita ”una fantasia” dal deputato curdo Ertugrul Kurku. Continua a leggere

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Iran/ presidenziali,100 deputati chiedono l’esclusione Rafsanjani.

Iran/ presidenziali,100 deputati chiedono l'esclusione RafsanjaniTEHERAN – Circa cento deputati hanno chiesto al Consiglio dei guardiani, l’organo che vaglia le candidature, di escludere l’ex-presidente Ali Akbar Hashemi Rafsanjani dalla lista dei candidati per le prossime elezioni presidenziali in Iran.

La richiesta e’ stata inviata all’ayatollah Yazdi, componente del Consiglio dei Guardiani della Costituzione.

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Siria, Cia: alle prossime elezioni Assad otterra’ il 75% dei voti.

Siria, Cia: alle prossime elezioni Assad otterra' il 75% dei votiWashington – L’agenzia centrale d’intelligence degli Stati Uniti ritiene che il presidente Bashar al-Assad potra’ contare su 75% dei voti del popolo siriano se correra’ alla presidenza del 2014.

Inoltre Assad rimarra’ al potere in Siria fino al 2020. L’ha detto ancora la Cia in base alle informazioni raccolte e ai sondaggi di opinione effettuati all’interno del Paese.

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FSA Insurgent Eats Heart of Syrian Soldier – YouTube.

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Nena News Agency | 20 anni dopo. Accordi di Oslo: un fallimento per i palestinesi, un risultato per Israele.

Settembre 1993, Yitzhak Rabin e Yasser Arafat dopo la firma a Washington degli Accordi di Oslodi Adam Hanieh. Roma, 11 maggio 2013, Nena News – Quest’anno ricorre il ventesimo anniversario della firma degli Accordi di Oslo tra l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) e il governo israeliano. Ufficialmente conosciuta come Dichiarazione dei Principi sulle Disposizioni di Autogoverno Temporaneo, gli Accordi di Oslo sono stati saldamente sistemati nel quadro della soluzione a due Stati, che annuncia “la fine di decenni di scontro e di conflitto”, il riconoscimento di “mutua legittimità e diritti politici” e l’obiettivo di raggiungere “una coesistenza pacifica e reciproca dignità e sicurezza e …una pace giusta, durevole e globale.” I suoi sostenitori hanno affermato che sotto Oslo, Israele avrebbe ceduto gradualmente il controllo sul territorio nella West Bank e nella Striscia di Gaza, con la neocostituita Autorità Palestinese che alla fine vi avrebbe costituito uno Stato indipendente. Lo sviluppo dei negoziati e i successivi accordi tra OLP e Israele hanno aperto invece la strada all’attuale situazione esistente nella West Bank e a Gaza. L’Autorità Palestinese che ora governa su circa 2,6 milioni di palestinesi nella West Bank è diventata l’architetto chiave della strategia politica palestinese. Le sue istituzioni traggono legittimità internazionale da Oslo e nello stesso contesto l’obiettivo dichiarato di “costituire uno Stato palestinese indipendente” resta fissato al terreno. Gli incessanti appelli per un ritorno al negoziato, fatti quasi quotidianamente da leader americani ed europei, danno ascolto ai principi fissati nel settembre del 1993. Dopo due decenni, è ormai comune sentire Oslo descritto come un “fallimento” a causa della realtà in atto rappresentata dall’occupazione israeliana. Il problema di questo giudizio è che confonde gli obiettivi dichiarati di Oslo con i suoi veri scopi. Continua a leggere

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