Noticias de Prensa Latina – Vinculan a la DEA con violación a derechos humanos en Centroamérica.
(per tradurre l’articolo, usa il translator posto nella colonna a destra) Tegucigalpa, 17 may (PL) Especialistas de la Oficina de Asuntos Latinoamericanos vinculan hoy el aumento de las violaciones de los derechos humanos en Centroamérica y Suramérica a las acciones de agentes del Departamento Antidrogas estadounidense (DEA) en la zona. La organización, promotora de los derechos humanos en la región, está preocupada porque agentes de la DEA intervienen frecuentemente junto con policías y militares en operaciones antidrogas a lo largo y ancho de esta área geográfica. Hemos visto en los últimos años que cada vez que los militares interactúan con la población, los incidentes de violaciones de derechos humanos se incrementan, expresó el investigador asociado a la institución con sede en Washington, George Withers. Estamos preocupados de que Estados Unidos esté fomentando el uso del ejército para el trabajo policial, afirmó, citado por el diario hondureño La Tribuna. Estas declaraciones concuerdan con las denuncias del Consejo Cívico de Organizaciones Populares e Indígenas (Copinh), autoridades locales y otros movimientos sociales en Honduras, acerca de operaciones conjuntas al este de este país que motivaron la muerte de cuatro personas el viernes último. Entre los fallecidos el 11 de mayo estaban dos embarazadas, que con otros cuatro heridos, fueron impactados por disparos de ametralladoras desde un helicóptero tripulado por policías hondureños y elementos de la DEA. Continua a leggere
Colombia, fatti e ipotesi di uno strano attentato – E – il mensile online.
Stella Spinelli
Le autorità colombiane hanno preso in considerazione anche l’ipotesi che a organizzare l’attentato di ieri avvenuto nel cuore di Bogotà contro Fernando Londoño, ministro della Giustizia del governo Uribe, siano stati gruppi di paramilitari e non la guerriglia delle Farc, accusata ancor prima di iniziare a svolgere le indagini. Si è trattato – al di là dei colpevoli – di un episodio molto grave, che ha provocato la morte di due persone e una trentina di feriti. Fra questi Londoño, che fortunatamente versa in condizioni non preoccupanti. Le vittime sono, invece, due uomini della sua scorta.
Chiaramente, da ieri, le ipotesi sugli autori si sprecano, ma quella che individua la matrice paramilitare è stata rivelata a Prensa Latina da una fonte anonima vicina agli investigatori. Alla base ci sarebbe la voglia di alcuni gruppi paramilitari di vendicarsi di quell’ex ministro che li avrebbe traditi non rispettando gli accordi di un controverso processo di pace che avrebbe dovuto reinserirli nella società, e che invece molto spesso li ha abbandonati, lasciando loro solo la via del passato: tornare a formare bande criminali destinate all’intramontabile guerra sucia.
La fonte infatti ha spiegato che il processo avviato con la legge Justicia y Paz voluta nel 2005 dalla coppia Uribe-Londoño aveva permesso la smobilitazione di molti esponenti delle Autodifese unite colombiane (Auc), un grande movimento di ultradestra che ha fatto spesso il gioco dello Stato e dei poteri forti. In cambio aveva offerto benefici e denaro, che nella maggioranza dei casi mai sono arrivati. Con il risultato che 14 grandi capi paramilitari sono stati estradati negli Stati Uniti, e tutti gli altri sono rimasti con un pugno di mosche in mano. E considerandosi traditi da Uribe e compagnia è probabile che abbiano voluto rivalersi sul bersaglio più facilmente arrivabile della tanto odiata coppia. Continua a leggere
Noticias de Prensa Latina – Aprueban en Colombia marco legal para eventual negociación de paz.
(per tradurre l’articolo, usa il translator posto nella colonna a destra) Bogotá, 16 may (PL) La Cámara de Representante de Colombia aprobó un proyecto de ley que establece un marco legal para la paz en el país y que permitiría una eventual negociación con los grupos armados al margen de la ley.(RadioPL). El proyecto fue ratificado con 126 votos a favor y cuatro en contra, y ahora deberá pasar a los dos últimos debates en Senado de la República. La votación ocurrió luego de una jornada violenta en la capital, donde se registró un atentado con explosivo contra el exministro de Estado Fernando Londoño y fuera desactivado horas antes un carro bomba. En dicho ataque con explosivo resultó herido Londoño, mientras dos de sus escoltas murieron y otra treintena de personas quedaron lesionadas. En tanto, el presidente de la República, Juan Manuel Santos, agradeció al Congreso, través de su cuenta en la red social de Twitter, la aprobación del proyecto pese al ataque. Para el Gobierno esa norma dotaría al mandatario de las herramientas necesarias para buscar un eventual cese del conflicto armado interno mediante una negociación con los grupos armados. Sin embargo, esa iniciativa es fuertemente rechazada por un sector poderoso de la derecha, entre quienes se encuentra precisamente Londoño y el expresidente Álvaro Uribe. Incluso algunos analistas no descartan que el atentado haya estado relacionado con el debate entorno a la iniciativa y su inminente aprobación, como finalmente resultó. Sobre esa hipótesis, observadores sostienen que si bien Londoño es un representante de la derecha, el atentado tendría como fin abortar el proyecto y culpar a la extrema izquierda del atentado. En ese sentido recuerdan que en el asesinato del también político de derecha Álvaro Gómez, aún no resuelto, una de las hipótesis más fuertes siempre ha sido que a los sicarios que ejecutaron el crimen fueron mandados por la corriente más radical de ese sector político.
Noticias de Prensa Latina – Anuncian capturas de políticos colombianos por nexos paramilitares.
(per tradurre l’articolo, usa il translator posto nella colonna a destra) Bogotá, 14 may (PL) Las autoridades colombianas confirmaron hoy la detención de 11 de los 70 políticos acusados de establecer pactos con grupos paramilitares y sobre quienes pesan órdenes de capturas. Según la Fiscalía, los procesados mantuvieron vínculos con el extraditado jefe paramilitar de las Autodefensas Unidas de Colombia (AUC) Rodrigo Tovar, alias Jorge 40. Con ese grupo ultraderechista los encartados firmaron los denominados pactos de Chivolo y Pivijay en el departamento de Magdalena, mediante los cuales obtuvieron apoyo de las AUC en la región para las elecciones de 2002. Se desconoce el cargo y calidad de política de cada uno de los capturados, pero recientemente el fiscal general de la Nación, Eduardo Montealegre, refirió que se trataría de concejales, diputados y gobernadores, entre otros. Las órdenes de aprehensión fueron emitidas por un fiscal de la Unidad Antiterrorismo y son ejecutadas por el Cuerpo Técnico de Investigaciones del ente acusador y la Policía en varias zonas del país.
Ex capo paramilitare colombiano compromette Uribe ed altri politici.
Bogotà, 11 mag (Prensa Latina) Nuove rivelazioni fatte oggi dall’ex capo paramilitare delle Autodifese Unite della Colombia (AUC) Salvatore Mancuso compromette all’ex presidente Alvaro Uribe, ex funzionari e ditte con questa struttura armata. In un’intervista con Caracol Radio, la prima che concede ad un mezzo di comunicazione colombiano, Mancuso ha affermato dagli Stati Uniti che sì si è riunito con Uribe in differenti regioni del paese. Inoltre, l’ex capo paramilitare ha sostenuto che le AUC hanno appoggiato la rielezione dell’ex mandatario con soldi e logistica; tuttavia, si astenne da offrire più dettagli al riguardo per paura della sua sicurezza, quella della sua famiglia e parenti. Preferisco stare in silenzio, ha detto l’ex comandante delle AUC che si trova recluso in un carcere degli Stati Uniti dopo essere stato estradato nel 2008. Nonostante, Mancuso ha affermato che Uribe ha organizzato una campagna di discredito contro la Corte Suprema di Giustizia con lo scopo di eliminarla e nominarne una per i suoi interessi. Per questo ci aveva ordinato di cercare prove che connettassero i magistrati dell’alto tribunale con narcotrafficanti in feste o baldorie; erano disperati, puntualizzò. D’altra parte, rivelò che l’ex vicepresidente Francisco Santos ha insistito nella creazione di un blocco delle Autodifese nella capitale del paese. Ugualmente segnalò che molte ditte nazionali e multinazionali parteciparono alla crescita ed espansione delle AUC. In questo senso ha indicato che compagnie come Chiquita Brands pagava tre centesimi di dollaro per ogni cassa di banane esportate. Al principio gli imprenditori non pagavano estorsioni, erano collaborazioni, aggregò. Al rispetto Mancuso ha sottolineato che a dispetto delle sue rivelazioni, non può consegnarle ad un’autorità giudiziale davanti alla mancanza di garanzie e sicurezze giuridiche per la sua famiglia ed i suoi avvocati.
Argentina, secondo Verbitsky “la Chiesa sapeva dei desaparecidos dal 1978″
(Foto da Web, N.R.) Horacio Verbitsky, già autore di inchieste come Doppio gioco. L’Argentina cattolica e militare e L’isola del silenzio. Il ruolo della Chiesa nella dittatura argentina, sostiene di aver scoperto un documento riservato che attesterebbe come la Chiesa di Buenos Aires sapesse almeno dall’aprile del 1978 che il regime dei militari golpisti imposto in Argentina nel 1976 e capeggiato dal dittatore Jorge Rafael Videla aveva dato il via alla sistematica uccisione dei desaparecidos. Come si legge su Il Fatto Quotidiano, “il documento fu redatto a cura del Vaticano al termine di un pranzo con Videla”. Il giornalista afferma di essere riuscito a visionarlo “in maniera surrettizia dopo che a una formale richiesta le autorità ecclesiastiche avevano risposto con la sorprendente affermazione secondo cui l’Episcopato non avrebbe archivi”. Quindi Videla si incontrava con diversi esponenti della conferenza episcopale argentina, mettendoli al corrente della repressione. In particolare il cardinale Raul Francisco Primatesta, in quel periodo presidente dell’episcopato, avrebbe detto di aver parlato con Videla assieme ai suoi vice l’arcivescovo Vicente Zazpe e il cardinale Juan Aramburu di alcuni prigionieri che erano stati ‘fatti sparire’ dicendo invece che erano stati liberati. Tra cui anche alcuni sacerdoti scomodi, come don Pablo Gazzarri, Carlos Bustos e Mauricio Silva. I prelati si interrogano sul da farsi, avendo ricevuto ammissioni da Videla. E Aramburu conclude che occorre “rispondere in modo che la gente non continui a chiedere spiegazioni”. Quindi, per non mettere in cattiva luce i golpisti coi quali avevano stretti rapporti, la Chiesa argentina preferì tacere di fatto sostenendo il governo militare e la sua brutale repressione. Più preoccupata alle ricadute sull’immagine della Chiesa e alle fughe di notizie che non alla sorte delle vittime. Anche oggi, l’atteggiamento reticente della Chiesa verso quel periodo e sui rapporti tra religiosi e dittatura contribuisce al calo di consensi nella società, come evidenzia anche Verbitsky. Tant’è che in questi anni stanno passando leggi all’insegna dei diritti e della laicità e osteggiate dalle gerarchie ecclesiastiche. Come i matrimoni e adozioni per le coppie gay e, proprio di recente, quelle sul fine-vita e sull’identità di genere.

Le strade di Santiago sono tornate a riempirsi di migliaia di studenti in una nuova manifestazione contro la recente proposta di riforma del settore dell’istruzione annunciata al governo ritenuta insufficiente a garantire un’istruzione “gratuita e di qualità”, richiesta portata avanti con massicce mobilitazioni già dal 2011 dai giovani cileni. Dall’inizio della mobilitazione, più di un anno fa, sono state più di 40 le manifestazioni organizzate dai giovani in tutto il paese, alcune delle quali hanno portato in piazza non solo gli studenti ma anche consistenti settori di lavoratori.






































