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tutti i giorni 4 nuove pagine di articoli presi dai media e dalla rete, opinioni di redazione e approfondimenti





 

gli articoli con la foto accanto al titolo sono completamente originali dei nostri collaboratori

Latino-America

Noticias de Prensa Latina – Exigen hondureños retirada inmediata de agentes de la DEA.

(per tradurre l’articolo, usa il translator posto nella colonna a destra) Tegucigalpa, 17 may (PL) Pobladores de La Mosquitia hondureña exigen hoy la salida inmediata de los agentes del Departamento Estadounidense Antidrogas (DEA) de la zona, donde causaron la muerte de cuatro personas durante un operativo junto a policías locales. El hecho, ocurrido el 11 de mayo, reforzó el rechazo de los lugareños a las fuerzas norteamericanas que actúan en el territorio bajo el supuesto de la lucha contra el narcotráfico y son acusadas de perpetrar estas y otras violaciones de los derechos humanos, según el diario El Heraldo. Este jueves los habitantes de La Mosquitia, poblada en su mayor parte por indígenas, quemaron varias oficinas gubernamentales del área en protesta por el ataque a la canoa que atravesaba el río Patuca. Continua a leggere

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Cile: studenti di nuovo in piazza, 70 arresti.

Nuova imponente marcia degli studenti cileni a Santiago. Nella capitale sono scesi in piazza centomila giovani per una istruzione gratuita, pubblica e di qualità. Scontri alla fine del corteo, 70 arresti e tre feriti.

Cile: studenti di nuovo in piazza, 70 arrestiLe strade di Santiago sono tornate a riempirsi di migliaia di studenti in una nuova manifestazione contro la recente proposta di riforma del settore dell’istruzione annunciata al governo ritenuta insufficiente a garantire un’istruzione “gratuita e di qualità”, richiesta portata avanti con massicce mobilitazioni già dal 2011 dai giovani cileni. Dall’inizio della mobilitazione, più di un anno fa, sono state più di 40 le manifestazioni organizzate dai giovani in tutto il paese, alcune delle quali hanno portato in piazza non solo gli studenti ma anche consistenti settori di lavoratori.
La seconda marcia studentesca dall’inizio dell’anno – sono scesi in piazza in 100.000, secondo gli organizzatori, in 20.000 secondo la polizia – è partita come di consueto da Plaza Italia, sfilando per la Avenida Alameda fino alla Stazione Mapocho, dove i leader della Federazione studentesca del Cile (Fech) hanno chiesto a gran voce al Congresso di respingere il disegno di legge presentato dall’esecutivo di Pinera.
La proposta del governo prevede che sia lo Stato ad assumere la gestione dei prestiti concessi agli studenti universitari per pagare le rette in uno dei sistemi educativi più privatizzati e cari al mondo, a condizioni migliori di quelle offerte finora dalle banche. Invece di indebitarsi con le banche gli studenti, se vorranno continuare la carriera scolastica oltre i primi anni, dovranno farlo con lo Stato. Continua a leggere

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Noticias de Prensa Latina – Vinculan a la DEA con violación a derechos humanos en Centroamérica.

(per tradurre l’articolo, usa il translator posto nella colonna a destra) Tegucigalpa, 17 may (PL) Especialistas de la Oficina de Asuntos Latinoamericanos vinculan hoy el aumento de las violaciones de los derechos humanos en Centroamérica y Suramérica a las acciones de agentes del Departamento Antidrogas estadounidense (DEA) en la zona. La organización, promotora de los derechos humanos en la región, está preocupada porque agentes de la DEA intervienen frecuentemente junto con policías y militares en operaciones antidrogas a lo largo y ancho de esta área geográfica. Hemos visto en los últimos años que cada vez que los militares interactúan con la población, los incidentes de violaciones de derechos humanos se incrementan, expresó el investigador asociado a la institución con sede en Washington, George Withers. Estamos preocupados de que Estados Unidos esté fomentando el uso del ejército para el trabajo policial, afirmó, citado por el diario hondureño La Tribuna. Estas declaraciones concuerdan con las denuncias del Consejo Cívico de Organizaciones Populares e Indígenas (Copinh), autoridades locales y otros movimientos sociales en Honduras, acerca de operaciones conjuntas al este de este país que motivaron la muerte de cuatro personas el viernes último. Entre los fallecidos el 11 de mayo estaban dos embarazadas, que con otros cuatro heridos, fueron impactados por disparos de ametralladoras desde un helicóptero tripulado por policías hondureños y elementos de la DEA. Continua a leggere

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Il Perù sta segretamente e attivamente cercando nuove riserve di gas all’interno delle aree tribali protette, in aperta violazione delle leggi che proibiscono lo sviluppo di progetti simili. La denuncia arriva dalla Ong in difesa dei diritti dei nativi Survival International, e riguarda la Riserva Nahua-Nanti nel Perù sud orientale.

Si tratta di una regione che ospita alcune tribù amazzoniche che hanno vissuto finora isolate, senza mai entrare in contatto con altre civiltà. A metterle a rischio, è la presenza degli ampi giacimenti di gas che fanno gola a Lima, la quale pare intenzionata a sfruttarli, calpestando diritti millenari e leggi vincolanti. Queste esplorazioni, infatti, sono state già inserite in un preciso progetto dal nome Camisea. Questo costringerebbe le tribù a sfollare, sradicandosi dalla propria terra, con la quale vivono da sempre in totale sintonia. E questo provocherebbe loro un grande trauma e molto disagio e rischi di sopravvivenza. Che aumenteranno se questi popoli si troveranno a vis à vis con ‘gli stranieri’, con la conseguenza che potrebbero persino morire per un raffreddore. Continua a leggere

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Colombia, fatti e ipotesi di uno strano attentato – E – il mensile online.

Stella Spinelli

Le autorità colombiane hanno preso in considerazione anche l’ipotesi che a organizzare l’attentato di ieri avvenuto nel cuore di Bogotà contro Fernando Londoño, ministro della Giustizia del governo Uribe, siano stati gruppi di paramilitari e non la guerriglia delle Farc, accusata ancor prima di iniziare a svolgere le indagini. Si è trattato – al di là dei colpevoli – di un episodio molto grave, che ha provocato la morte di due persone e una trentina di feriti. Fra questi Londoño, che fortunatamente versa in condizioni non preoccupanti. Le vittime sono, invece, due uomini della sua scorta.

Chiaramente, da ieri, le ipotesi sugli autori si sprecano, ma quella che individua la matrice paramilitare è stata rivelata a Prensa Latina da una fonte anonima vicina agli investigatori. Alla base ci sarebbe la voglia di alcuni gruppi paramilitari di vendicarsi di quell’ex ministro che li avrebbe traditi non rispettando gli accordi di un controverso processo di pace che avrebbe dovuto reinserirli nella società, e che invece molto spesso li ha abbandonati, lasciando loro solo la via del passato: tornare a formare bande criminali destinate all’intramontabile guerra sucia.
La fonte infatti ha spiegato che il processo avviato con la legge Justicia y Paz voluta nel 2005 dalla coppia Uribe-Londoño aveva permesso la smobilitazione di molti esponenti delle Autodifese unite colombiane (Auc), un grande movimento di ultradestra che ha fatto spesso il gioco dello Stato e dei poteri forti. In cambio aveva offerto benefici e denaro, che nella maggioranza dei casi mai sono arrivati. Con il risultato che 14 grandi capi paramilitari sono stati estradati negli Stati Uniti, e tutti gli altri sono rimasti con un pugno di mosche in mano. E considerandosi traditi da Uribe e compagnia è probabile che abbiano voluto rivalersi sul bersaglio più facilmente arrivabile della tanto odiata coppia. Continua a leggere

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Noticias de Prensa Latina – Aprueban en Colombia marco legal para eventual negociación de paz.

(per tradurre l’articolo, usa il translator posto nella colonna a destra) Bogotá, 16 may (PL) La Cámara de Representante de Colombia aprobó un proyecto de ley que establece un marco legal para la paz en el país y que permitiría una eventual negociación con los grupos armados al margen de la ley.(RadioPL). El proyecto fue ratificado con 126 votos a favor y cuatro en contra, y ahora deberá pasar a los dos últimos debates en Senado de la República. La votación ocurrió luego de una jornada violenta en la capital, donde se registró un atentado con explosivo contra el exministro de Estado Fernando Londoño y fuera desactivado horas antes un carro bomba. En dicho ataque con explosivo resultó herido Londoño, mientras dos de sus escoltas murieron y otra treintena de personas quedaron lesionadas. En tanto, el presidente de la República, Juan Manuel Santos, agradeció al Congreso, través de su cuenta en la red social de Twitter, la aprobación del proyecto pese al ataque. Para el Gobierno esa norma dotaría al mandatario de las herramientas necesarias para buscar un eventual cese del conflicto armado interno mediante una negociación con los grupos armados. Sin embargo, esa iniciativa es fuertemente rechazada por un sector poderoso de la derecha, entre quienes se encuentra precisamente Londoño y el expresidente Álvaro Uribe. Incluso algunos analistas no descartan que el atentado haya estado relacionado con el debate entorno a la iniciativa y su inminente aprobación, como finalmente resultó. Sobre esa hipótesis, observadores sostienen que si bien Londoño es un representante de la derecha, el atentado tendría como fin abortar el proyecto y culpar a la extrema izquierda del atentado. En ese sentido recuerdan que en el asesinato del también político de derecha Álvaro Gómez, aún no resuelto, una de las hipótesis más fuertes siempre ha sido que a los sicarios que ejecutaron el crimen fueron mandados por la corriente más radical de ese sector político.

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Agenzia de stampa latinoamericana Prensa Latina.

Bogotà, 15 mag (Prensa Latina) La Mesa Amplia Estudiantil (MANE) di Colombia parteciperà oggi in una giornata di proteste insieme alle centrali di operai e movimenti sociali contro il trattato di libero commercio (TLC) con gli Stati Uniti.

Gli studenti colombiani considerano che con la messa in vigenza del TLC a partire da questo martedì influirà sulla qualità dell’educazione superiore nel Paese. A questo riguardo, il portavoce della MANE, Jairo Rivera, affermò che attraverso questo trattato entreranno nella nazione sudamericana istituzioni di pessima qualità e alcune costose che nella pratica privatizzeranno l’educazione. Rivera avvertì che i settori meno privilegiati non potranno avere accesso a queste istituzioni costose, mentre si mette a rischio l’educazione pubblica. Il capitolo dei servizi sulle frontiere del TLC fa possibile l’entrata in Colombia di università di quel Paese, ma sfortunatamente saranno istituzioni di cattiva qualità, il cui influirà sui successi raggiunti, espresse. Spiegò che alle poche università di qualità potranno solo accedere le persone con denaro, mentre quelle di poca qualità saranno per coloro che non possano pagare per un’educazione migliore. “Le università corporative con il pretesto di ampliare il raggio d’azione finiranno col generare divergenze, persino con le grandi università del Paese ed alla fine, si toglie il privilegio del pubblico per quanto riguarda il finanziamento dello Stato”, indicò. Per il movimento studentesco colombiano ciò significa un danneggiamento serio per l’università pubblica. Perciò, sottolineò, parteciperemo energicamente in queste giornate di proteste, in cui parteciperanno anche centrali di operai e movimenti sociali. Intanto, la Centrale Unitaria dei Lavoratori (CUT) denunciò che il suddetto TLC, pregiudica gli operai nell’industria e nell’agricoltura, visto che non esistono termini d’uguaglianza per la disparità economica fra i due paesi. La CUT ricordò che solo il 4% dei lavoratori colombiani è sindacalizzato, in un Paese dove sono stati assassinati 30 sindacalisti nel 2011 e altri sette durante quest’anno.

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Come la Chiesa “difende” la vita – Cronache Laiche.

Più o meno in coincidenza con la comparsata clerico-fascista contro la legge 194 – denominata Marcia per la vita e organizzata il 13 maggio a Roma da fascisti vecchi e nuovi (sindaco di Roma compreso), deputati di CL e dell’Opus dei, vescovi e cardinali di curia – si è appreso che il Vaticano ben sapeva la sorte riservata dalla dittatura argentina a decine di migliaia di desaparecidos. «La politica dei “desaparecidos”», ha scritto l’11 maggio su Pagina 12 Horacio Verbitsky (ripreso in Italia da Il fatto quotidiano nella trad. di Carlo Antonio Biscotto) «era nota fin dal 10 aprile 1978 alla Commissione esecutiva della Chiesa cattolica… Tutto questo risulta da un documento rinvenuto nell’archivio della Conferenza episcopale argentina» e «redatto a cura del Vaticano al termine di un pranzo con Videla». Secondo il documento Videla disse che gli scomparsi erano morti ma che dichiararli tali avrebbe fatto sorgere delle domande (dove sono stati sepolti?, da chi? ecc.) cui «le autorità di governo non possono rispondere sinceramente in quanto la cosa coinvolge diverse persone», cioè chi li aveva sequestrati, torturati, uccisi o aveva fatto sparire le spoglie. Il documento riferisce anche le pressioni già allora in atto da parte dei parenti delle vittime per conoscere la sorte dei loro congiunti. Questo dialogo molto franco, osserva l’articolista, «sottolinea la complicità con cui Videla e i responsabili dell’episcopato valutavano e decidevano in che modo rispondere alle denunce della gente avvertite da entrambe le parti come una minaccia». Sono complicità che arrivano al nunzio apostolico Pio Laghi, amico di Videla, e al Vaticano, che il documento fece redigere e al cui vertice c’era allora il santificando Giovanni Paolo II, anche lui molto impegnato nella «difesa della vita». Ancora una volta la Chiesa “difende” solo le vite potenziali, utili per controllare, opprimere e limitare quelle reali, delle donne in primo luogo, mentre è in prima linea, da duemila anni, quando si tratta di eliminare, con l’inquisizione, la caccia alle streghe, le crociate, il sostegno al miliardario o al dittatore di turno, tutte le altre. Walter Peruzzi

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Noticias de Prensa Latina – Anuncian capturas de políticos colombianos por nexos paramilitares.

(per tradurre l’articolo, usa il translator posto nella colonna a destra) Bogotá, 14 may (PL) Las autoridades colombianas confirmaron hoy la detención de 11 de los 70 políticos acusados de establecer pactos con grupos paramilitares y sobre quienes pesan órdenes de capturas. Según la Fiscalía, los procesados mantuvieron vínculos con el extraditado jefe paramilitar de las Autodefensas Unidas de Colombia (AUC) Rodrigo Tovar, alias Jorge 40. Con ese grupo ultraderechista los encartados firmaron los denominados pactos de Chivolo y Pivijay en el departamento de Magdalena, mediante los cuales obtuvieron apoyo de las AUC en la región para las elecciones de 2002. Se desconoce el cargo y calidad de política de cada uno de los capturados, pero recientemente el fiscal general de la Nación, Eduardo Montealegre, refirió que se trataría de concejales, diputados y gobernadores, entre otros. Las órdenes de aprehensión fueron emitidas por un fiscal de la Unidad Antiterrorismo y son ejecutadas por el Cuerpo Técnico de Investigaciones del ente acusador y la Policía en varias zonas del país.

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Ex capo paramilitare colombiano compromette Uribe ed altri politici.

Bogotà, 11 mag (Prensa Latina) Nuove rivelazioni fatte oggi dall’ex capo paramilitare delle Autodifese Unite della Colombia (AUC) Salvatore Mancuso compromette all’ex presidente Alvaro Uribe, ex funzionari e ditte con questa struttura armata. In un’intervista con Caracol Radio, la prima che concede ad un mezzo di comunicazione colombiano, Mancuso ha affermato dagli Stati Uniti che sì si è riunito con Uribe in differenti regioni del paese. Inoltre, l’ex capo paramilitare ha sostenuto che le AUC hanno appoggiato la rielezione dell’ex mandatario con soldi e logistica; tuttavia, si astenne da offrire più dettagli al riguardo per paura della sua sicurezza, quella della sua famiglia e parenti.  Preferisco stare in silenzio, ha detto l’ex comandante delle AUC che si trova recluso in un carcere degli Stati Uniti dopo essere stato estradato nel 2008. Nonostante, Mancuso ha affermato che Uribe ha organizzato una campagna di discredito contro la Corte Suprema di Giustizia con lo scopo di eliminarla e nominarne una per i suoi interessi. Per questo ci aveva ordinato di cercare prove che connettassero i magistrati dell’alto tribunale con narcotrafficanti in feste o baldorie; erano disperati, puntualizzò.  D’altra parte, rivelò che l’ex vicepresidente Francisco Santos ha insistito nella creazione di un blocco delle Autodifese nella capitale del paese.   Ugualmente segnalò che molte ditte nazionali e multinazionali parteciparono alla crescita ed espansione delle AUC.  In questo senso ha indicato che compagnie come Chiquita Brands pagava tre centesimi di dollaro per ogni cassa di banane esportate.  Al principio gli imprenditori non pagavano estorsioni, erano collaborazioni, aggregò.  Al rispetto Mancuso ha sottolineato che a dispetto delle sue rivelazioni, non può consegnarle ad un’autorità giudiziale davanti alla mancanza di garanzie e sicurezze giuridiche per la sua famiglia ed i suoi avvocati.

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Argentina, secondo Verbitsky “la Chiesa sapeva dei desaparecidos dal 1978″

 (Foto da Web, N.R.) Hora­cio Ver­bi­tsky, già autore di inchie­ste come Dop­pio gioco. L’Ar­gen­tina cat­to­lica e mili­tare e L’i­sola del silen­zio. Il ruolo della Chiesa nella dit­ta­tura argen­tina, sostiene di aver sco­perto un docu­mento riser­vato che atte­ste­rebbe come la Chiesa di Bue­nos Aires sapesse almeno dal­l’a­prile del 1978 che il regime dei mili­tari gol­pi­sti impo­sto in Argen­tina nel 1976 e capeg­giato dal dit­ta­tore Jorge Rafael Videla aveva dato il via alla siste­ma­tica ucci­sione dei desa­pa­re­ci­dos. Come si legge su Il Fatto Quo­ti­diano, “il docu­mento fu redatto a cura del Vati­cano al ter­mine di un pranzo con Videla”. Il gior­na­li­sta afferma di essere riu­scito a visio­narlo “in maniera sur­ret­ti­zia dopo che a una for­male richie­sta le auto­rità eccle­sia­sti­che ave­vano rispo­sto con la sor­pren­dente affer­ma­zione secondo cui l’E­pi­sco­pato non avrebbe archivi”. Quindi Videla si incon­trava con diversi espo­nenti della con­fe­renza epi­sco­pale argen­tina, met­ten­doli al cor­rente della repres­sione. In par­ti­co­lare il car­di­nale Raul Fran­ci­sco Pri­ma­te­sta, in quel periodo pre­si­dente del­l’e­pi­sco­pato, avrebbe detto di aver par­lato con Videla assieme ai suoi vice l’ar­ci­ve­scovo Vicente Zazpe e il car­di­nale Juan Aram­buru di alcuni pri­gio­nieri che erano stati ‘fatti spa­ri­re’ dicendo invece che erano stati libe­rati. Tra cui anche alcuni sacer­doti sco­modi, come don Pablo Gaz­zarri, Car­los Bustos e Mau­ri­cio Silva. I pre­lati si inter­ro­gano sul da farsi, avendo rice­vuto ammis­sioni da Videla. E Aram­buru con­clude che occorre “rispon­dere in modo che la gente non con­ti­nui a chie­dere spie­ga­zioni”. Quindi, per non met­tere in cat­tiva luce i gol­pi­sti coi quali ave­vano stretti rap­porti, la Chiesa argen­tina pre­ferì tacere di fatto soste­nendo il governo mili­tare e la sua bru­tale repres­sione. Più pre­oc­cu­pata alle rica­dute sul­l’im­ma­gine della Chiesa e alle fughe di noti­zie che non alla sorte delle vit­time. Anche oggi, l’at­teg­gia­mento reti­cente della Chiesa verso quel periodo e sui rap­porti tra reli­giosi e dit­ta­tura con­tri­bui­sce al calo di con­sensi nella società, come evi­den­zia anche Ver­bi­tsky. Tan­t’è che in que­sti anni stanno pas­sando leggi all’in­se­gna dei diritti e della lai­cità e osteg­giate dalle gerar­chie eccle­sia­sti­che. Come i matri­moni e ado­zioni per le cop­pie gay e, pro­prio di recente, quelle sul fine-vita e sul­l’i­den­tità di genere.

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Sono già 21 i giornalisti assassinati in Honduras dal gennaio 2010.

Tegucigalpa, 8 mag (Prensa Latina) Il corpo senza vita del giornalista honduregno Erick Martinez Avila è stato incontrato questo lunedì in una fogna del villaggio Guasculile, sulla strada che conduce al dipartimento di Olancho (nordest), e con lui sommano già 21 i comunicatori sociali assassinati durante il mandato di Porfirio Lobo. Avila, di 32 anni d’età, era integrante di una comunità che difende i diritti degli omosessuali chiamata Associazione Kukulcan e fondatore del Movimento della Diversità in Resistenza.  Era stato anche scelto come aspirante a deputato per il dipartimento di Francisco Morazan per la corrente Forza di Rifondazione Popolare (FRP), della Partito Libertà e Rifondazione (Libre), sorto dal Fronte Nazionale di Resistenza Popolare (FNRP) che è stato creato dopo il golpe di Stato all’allora presidente Manuel Zelaya, in giugno del 2009.  Fonti della polizia hanno affermato ai mezzi locali che non si è decisa la causa della morte realizzando il sollevamento del cadavere, poiché la vittima non presentava ferite, né colpi. Tuttavia, dopo si è conosciuto che la morte si è prodotta “per asfissia per strangolamento.”. Il corpo del lavoratore della stampa è stato trasportato all’obitorio giudiziale di Tegucigalpa dove è entrato in qualità di sconosciuto poiché non trasportava i suoi documenti personali, e più tardi è stato identificato dai suoi parenti.  Prima di Avila, il caso più recente era stato quello di Fausto Elio Hernandez, di 54 anni, che è stato attaccato in marzo scorso a colpi di machete nella località di Sabà, a 600 chilometri al nordest della capitale.  Honduras ha l’indice d’omicidi più alto del mondo, con 86 persone assassinate per ogni 100 mila. Nel 2010 la cifra è stata di 82. In questa nazione centroamericana si produce una morte violenta ogni 74 minuti, d’accordo con l’Organizzazione delle Nazioni Unite.

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coordinamento:

Ken Sharo-Luna Rossa

Redazionali e Collaborazioni
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quotidiani 22 maggio 2012
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quotidiani esteri del 18 maggio 2012

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