
In una fabbrica del complesso del Rana Plaza a Savar, fuori Dhaka, Bangladesh, 9 maggio 2013. (Andrew Biraj, Reuters/Contrasto)
Il 24 aprile 2013 nel crollo dello stabilimento tessile Rana Plaza a Savar, fuori Dhaka, la capitale del Bangladesh, sono morte 1.127 persone. È stato il più grave incidente nella storia di questo settore industriale. In che condizioni lavorano gli operai in Bangladesh? E quali responsabilità hanno le aziende occidentali?
Secondo la Banca mondiale, nel 2010 il Bangladesh è stato il paese in cui gli operai guadagnavano di meno al mondo. Lo stipendio medio di un operaio bangladese equivale a meno di 30 euro al mese, anche se alcuni stabilimenti pagano qualcosa di più per attirare manodopera.
Da una ricerca fatta da War on want, un’organizzazione non profit del Regno Unito, gli operai sono maltrattati dai datori di lavoro. Le operaie incinte in genere sono costrette a lavorare fino all’ultima settimana prima del parto e, se non perdono il posto dopo la nascita del figlio, la metà delle volte non ottengono i cento giorni di maternità previsti dalla legge. Continua a leggere
Sei feriti ma fra le macerie potrebbero esservi molti dispersi

Phnom Penh 16 mag. (TMNews) – E’ di almeno due morti e sei feriti il bilancio delle vittime del crollo del tetto di una fabbrica di calzature avvenuto nel sud della Cambogia: lo hanno reso noto fonti della polizia locale, precisando che sotto le macerie potrebbe trovarsi un numero elevato di dispersi.
Secondo alcune testimonianze infatti nella fabbrica lavorano almeno un centinaio di operai, anche se non è chiaro quanti si trovassero nell’edificio al momento del crollo. Continua a leggere
Proposta ex capo guardie rosse ritenuto responsabile scontri ’89
13 maggio, 18:08

(ANSA) – SHANGHAI, 13 MAG – Un ex leader delle Guardie Rosse ha detto pubblicamente che il ritratto di Mao Zedong dovrebbe essere rimosso da Piazza Tiananmen. L’ affermazione e’ stata fatta da Kuai Dafu durante una conferenza all’universita’ Tsinghua di Pechino. Durante il contestato periodo della rivoluzione culturale di Mao, Kuai Dafu aveva guidato le Guardie Rosse denunciando, tra gli altri, Deng Xiaoping. Kuai fu ritenuto responsabile nell”89 degli scontri causati dalle Guardie Rosse all’universita’
Internazionale » The defector interactive.
Ad accompagnare la diffusione nei festival internazionali del documentario The defector: escape from North Korea di Ann Shin c’è questo sito, basato sulle testimonianze dirette di sei disertori, in cui siamo invitati a simulare in prima persona un tentativo di fuga dal paese. Non mancano informazioni sulla realtà della vita in Corea del Nord, sulla repressione e sulle carestie.
Centinaia di nordcoreani rischiano ogni anno di essere catturati e torturati, pochissimi riescono a passare il confine con la Cina, ma anche lì non sono ancora al sicuro: il regime di Pyongyang ha spie e collaboratori sul territorio cinese, e le donne finiscono spesso per essere vittime della prostituzione.

Sharif-Nawaz – Imran-Khan (Reuters)
L’ex premier e leader della Lega musulmana, Nawaz Sharif, è stato eletto deputato nel parlamento federale nella circoscrizione della sua roccaforte, il Punjab, dove l’affluenza è stata molto alta. Sharif, candidato favorito alle elezioni politiche che si sono svolte oggi in Pakistan, è stato eletto nella circoscrizione di Sargodha, ha riferito il portavoce del suo partito, Siddiqul Farooq. Nel frattempo, un ordigno è esploso durante la manifestazione di Syed Khadim Hussain, candidato indipendente della provincia pachistana del Baluchistan, con un bilancio di 14 morti e 20 feriti. Illeso il candidato. Lo riferisce Samaa Tv. Quest’ultimo attentato porta a 39 il numero dei morti nei numerosi attacchi promessi alla vigilia dai talebani.
L’ex campione di cricket Imran Khan, leader del partito Pti e antagonista di Sharif ha vinto il seggio parlamentare per il quale concorreva a Peshawar, nel Pakistan nord occidentale. Lo riferisce l’emittente tv Dunya, che cita i risultati parziali delle elezioni di oggi. Continua a leggere
Un terremoto di magnitudo 6,2 ha scosso il sud dell’Iran, almeno 11 feriti, mezzaluna rossa in azione. Poi una serie di scosse di assestamento di magnitudo compresa tra 4,1 e i 5,2
Teheran, 11 maggio 2013 - Un terremoto di magnitudo 6,2 ha scosso il sud dell’Iran e ha causato almeno 11 feriti e ha raso al suolo numerose case in cinque villaggi. L’epicentro del sisma è stato localizzato a una profondita’ di 36 chilometri, non distante dalla citta’ meridionale di Minab. Fonti della Mezzaluna Rossa hanno riferito che squadre di soccorso sono gia’ in azione nell’area colpita.
Il Centro simico iraniano ha registrato una serie di scosse di assestamento di magnitudo compresa tra 4,1 e i 5,2. L’Iran si trova in una zona di collisione tra placche tettoniche e per questo è un’area altamente sismica.
Forte terremoto in Iran: magnitudo 6,2: rase al suolo le case di cinque villaggi – Quotidiano Net.
fotografia da web
Ultimi preparativi a poche ore dal voto per le politiche in Pakistan. Per la prima volta dal 47 e cioè dalla nascita del Paese, con la separazione dall’India, il potere passa da un governo di civili ad un altro. Una strada democratica intrapresa con difficoltà:
i talebani che hanno annunciato attentati kamikaze in tutto il paese.
“Le donne sono spaventate a causa di questa minaccia, in molte si sono rifiutate di recarsi ai seggi” – racconta uan residente della capitale. La campagna elettorale è stata contrassegnata da ripetute violenze, è stato rapito il figlio dell’ex premier Yusuf Raza Gilani e nelle ultime ore un check point al confine con l’Afghanistan è stato attaccato, tra forze di sicurezza e militanti sono morte nove persone.
Candidato favorito della consultazione Nawaz Sharif, leader del partito di opposizione, la Lega musulmana, nemico del Partito popolare e della dinastia dei Bhutto. Continua a leggere
Diciassette giorni ricerche, cadaveri in stato di decomposizone

Dacca, 10 mag. (TMNews) – Il bilancio del peggior incidente industriale della storia del Bangladesh ha superato ormai i 1.000 morti, dopo la scoperta dei altri cadaveri sotto le macerie dell’edificio di otto piani crollato il 24 aprile scorso. “Il numero dei morti ha raggiunto 1.006″ dopo 17 giorni di ricerche fra rovine dell’edificio che ospitava diversi laboratori tessili a Savar, periferia industriale di Dacca, la capitale del Bangladesh.
I cadaveri, ormai in stato di avanzata decomposizione, vengono identificati grazie ai cellulari o alle carte di identità ritrovati nelle tasche o attorno al collo. “La maggior parte delle vittime sono donne, operaie dei laboratori”, confermano i soccorritori.
Altre 2.437 persone sono scampate al crollo, ma molte di loro, un migliaio, hanno subito ferite gravi e amputazioni di arti, effettuate per estrarli dalle macerie.






