Noticias de Prensa Latina – Rusia y China insisten en solución política en Siria.
| per tradurre l’articolo, usa il translator posto nella colonna a destra | |
Naciones Unidas, 4 feb (PL) Rusia y China reiteraron hoy que continuarán sus esfuerzos para una solución política a la crisis Siria y cuestionaron el proyecto de resolución sometido a votación en el Consejo de Seguridad por las potencias occidentales. Las delegaciones de Moscú y Beijing utilizaron este sábado su derecho de veto en ese órgano para impedir la adopción de un texto que respaldaba la idea de la Liga Árabe de reclamar la salida del poder del presidente sirio, Bashar al-Assad. Al explicar la postura de su país, el representante permanente de Rusia, Vitaly Churkin, criticó los intentos de algunos miembros del Consejo de Seguridad que pretendían ese cambio de régimen en Siria. Asimismo, consideró que el documento rechazado constituía una mala señal hacia el conflicto y para los esfuerzos de avanzar hacia una solución política, al no considerar que los grupos opositores también son responsables de la violencia en ese país. Por su parte, el embajador de China, Li Baodong, respaldó las propuestas hechas por Rusia para enmendar el texto en discusión y lamentó que el proyecto haya sido sometido a votación sin tenerlas en cuenta. El representante de Beijing reiteró la necesidad de propiciar una solución política a la crisis siria, a través del diálogo para restaurar la estabilidad en ese país. La idea de un cambio de régimen no contribuye a un arreglo, sino que complica la situación en un Estado de gran importancia para la región del Medio Oriente, indicó. El proyecto rechazado recibió los votos positivos de los otros 13 países miembros del Consejo de Seguridad: (Estados Unidos, Francia, Gran Bretaña, Alemania, Portugal, India, Colombia, Guatemala, Marruecos, Paquistán, Suráfrica, Togo y Azerbaiyán). |
Merkel in Cina: premier Wen Jiabao dice ‘no’ a sanzioni contro Iran.
PECHINO – Gran bella batosta per lady Merkel che in Cina incassa un secco ‘no’ del premier Wen Jiabao sull’adesione alle sanzioni contro l’Iran: “Pechino è seriamente contraria alla politicizzazione del commercio ed alle sanzioni illegali contro le nazioni”, ha detto il premier cinese alla cancelliera tedesca. Secondo l’IRIB, per via della risposta negativa della Cina alle richieste di Merkel, i media europei stanno cercando di far passare in sordina la visita che è invece la prima notizia di tutti i media cinesi. Wen Jiabao, riferisce l’agenzia Xinhua ha pure detto alla Merkel che le sanzioni contro l’Iran non avranno alcun risultato e qualsiasi azione violenta e militare non farà altro che scatenare il caos in Medioriente, situazione che non è favore di nessuno. Wen Jiabao ha inoltre affermato che il suo paese manterrà salde le relazioni con Teheran ed ora che l’Iran è disposto al dialogo sul nucleare, l’Occidente dovrebbe pensare ad un dialogo serio dato che la trattativa è l’unica via per risolvere il problema sorto intorno al nucleare iraniano. La Merkel, ha incontrato nelle prime ore di stamane, Venerdì, pure il presidente Hu Jintao ma non sono ancora stati resi noti ulteriori particolari sul colloquio.
Brasile:sciopero agenti,29 morti a Bahia – Top News – ANSA.it.
Dispiegati 2.500 militari, ma saccheggi e aggressioni dilagano
04 febbraio, 14:48
Nonostante la presidente Dilma Roussef abbia inviato 2500 militari per affrontare la situazione, il bilancio dei morti e’ salito a 29, mentre nelle strade si registrano scene di panico e saccheggi. Tra le vittime anche una donna con un neonato, aggredita da sconosciuti.
Presidente Evo Morales respinge ingerenza degli USA in Bolivia.
La Paz, 3 feb (Prensa Latina) Il presidente Evo Morales condannò oggi la politica provocatrice degli Stati Uniti e segnalò che questo paese non ha morale per processare la Bolivia, in un discorso durante l’atto per il 118° anniversario della fondazione del municipio Riberalta, a Beni. Il mandatario respinse affermazioni generate nella nazione settentrionale che lo definiscono autoritario e segnalò che nessun presidente con queste caratteristiche convocherebbe ad un incontro con tutte le organizzazioni sociali del paese per stabilire un’agenda di sviluppo come quella realizzata agli inizi di questo anno in Bolivia. Gli Stati Uniti continuano ad accusare i paesi e le proposte ideologiche, programmatiche e culturali anticapitaliste ed antimperialiste, reiterò il capo di Stato dopo rimarcare che l’unico paese autoritario e dominante sono gli Stati Uniti che intervengono con le loro truppe in diverse parti del mondo. L’impero non è nessuna soluzione, il capitalismo non è la soluzione per l’umanità, (…) per questo motivo i movimenti sociali devono pensare ad una nuova tesi politica per salvare l’umanità dall’imperialismo e dal capitalismo, ha riflettuto il dignitario boliviano.
Afghanistan: ipotesi fine missione combattimento Usa in anticipo.

KABUL -Washington sembra aver colto di sorpresa il governo di Kabul, dopo aver annunciato che sta valutando la possibilità di terminare la missione di combattimento in Afghanistan prima di quanto previsto, mentre un rapporto segreto ritiene i talebani sicuri di poter riprendere il controllo del paese. Ieri il segretario Usa alla Difesa, Leon Panetta, ha detto che gli Usa metteranno fine alle operazioni “combat” prima della fine del 2013.
“Una decisione di anticipare la fine delle operazioni di un anno getta all’aria l’intero piano di transizione. La transizione era stata pianificata in previsione di una tabella di marcia, e questo fa accelerare tutti i nostri preparativi”, ha detto oggi un alto dirigente della sicurezza afghana, che preferisce restare anonimo perché non è stato autorizzato a parlare della questione. “Se gli americani si ritirano dal combattimento, ciò avrà certamente un effetto sulla nostra prontezza e sul nostro addestramento, e sull’equipaggiamento della forza di polizia”, ha detto l’ufficiale, aggiungendo che il governo afghano non era stato informato delle modifiche al piano. Gli Stati Uniti, che hanno guidato l’invasione dell’Afghanistan nel 2001, avevano annunciato in precedenza che avrebbe posto fine alla gran parte delle operazioni di combattimento entro la fine del 2014. Continua a leggere
Fars News Agency :: China Renews Opposition to Use of Force against Iran.
|
|||||||||
|
|||||||||
|
The issue was raised by Chinese Premier Wen at a joint press conference with visiting German Chancellor Angela Merkel in Beijing on Thursday. China believes dialogue and cooperation is the only correct and effective solution to resolve the Iran nuclear issue and that sanctions will not fundamentally address the problem, he stated. He described the Iranian nuclear issue as sensitive and said the use of force against Iran will cause turbulence and turmoil in the Middle East and the world, which would be to the detriment of all parties. He welcomed Iran’s willingness to resume dialogue with the G5+1 (Britain, China, France, Russia, and the United States plus Germany). He urged all parties to seize the opportunity and seek a comprehensive, long-term and appropriate solution to the issue through dialogue and negotiation. As a permanent member of the council, China wields a veto and has cautioned that the United States and European Union should not impose sanctions beyond the UN resolutions. The United States may face a tough sell with China, Japan or India, the top three buyers of Iranian crude by country. |
|||||||||
E’ di 101 morti in sette giorni, di cui 38 nelle ultime 24 ore, il numero delle vittime dell’ondata di gelo che sta flagellando l’Ucraina. In almeno 64 casi si trattava di senzatetto
Kiev, 3 febbraio 2012 – L’eccezionale ondata di gelo continua a provocare vittime in Europa, e in particolare in Europa dell’Est. Il bilancio delle vittime ha superato quota 200, secondo quanto riportano le autorità dei paesi interessati. La situazione peggiore continua a essere in Ucraina dove, dall’inizio dell’ondata di freddo, almeno 101 persone sono morte assiderate. Alcune in casa o in ospedale, ma per lo più asi tratta di senza fissa dimora morti per strada. Sono oltre 1.600 le persone che hanno fatto ricorso alle cure mediche. Le temperature sono scese ampiamente al di sotto dei -30 gradi. Continua a leggere
La Norvegia non ha debito pubblico. Perchè? | Reset Italia.
Non ha aderito all’euro. La moneta Norvegese e’ la Corona. Non ha privatizzato le aziende energetiche: petrolio (Statoil), energia idroelettrica (Statkraft). Alluminio (Norsk Hydro), la principale banca del paese (DnB NOR), e le telecomunicazioni (Telenor). Circa il 30% di tutte le aziende quotate alla borsa di Oslo è statale. I titoli di stato rendono il 6,75% netto ai risparmiatori. Pur essendo il principale produttore di petrolio europeo, NON fa parte dell’OPEC.
Per la cronaca, l’Italia è il secondo produttore europeo e in Basilicata è stato individuato il più grande giacimento d’Europa su terraferma.
Naturalmente, in Norvegia, non si sognano di parlare di privatizzazione dell’acqua o privatizzazione della raccolta di rifiuti, come fanno i nostri politici e NON hanno alcun debito pubblico. Hanno un avanzo di bilancio statale del 10%, mentre noi, che abbiamo privatizzato quasi tutto, abbiamo un debito pubblico pari al 115% del nostro PIL…
Domande a cui dobbiamo tutti dare una risposta.
Iran: conferenza Hollywoodismo, Ahmadinejad invoca ‘nuovo ordine mondiale’.
TEHERAN – Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha auspicato la nascita di un nuovo ordine mondiale basato sulla volontà di giustizia delle nazioni che possa rimpiazzare l’esistente ordine dominato dall’Occidente. Secondo Press TV, il presidente iraniano lo ha detto giovedì nel discorso d’inaugurazione della seconda conferenza internazionale “Hollywoodismo e Cinema” a Teheran. Il capo dell’esecutivo iraniano ha ricordato che le potenze dominanti del mondo si comportano in maniera prepotente con le nazioni più piccole e creano per loro problemi con altri paesi che in realtà non esistono. Secondo Ahmadinejad, il nuovo ordine mondiale deve basarsi sulla cooperazione di numerosi paesi e non deve essere dominato da una singola nazione. 48 accademici provenienti da Francia, Stati Uniti, Canada, Belgio, Grecia, Spagna, Tunisia, Italia, Egitto, Russia, Libano, Azerbaijan, Palestina e Regno Unito partecipano alla conferenza che è parte del Festival Internazionale del Film Fajr del 2012.
Visiones Alternativas – La Ciberguerra contra Cuba y sus modalidades.
|
La acelerada revolución de la información, entre otros adelantos tecnológicos, han modificado sustancialmente la agresividad de Estados unidos hacia países y movimientos progresistas, mediante la implementación de un nuevo y eficaz modelo de agresión: las llamadas: “ciberguerra” (cyberwar) y la “guerra-en-red” (netwar), partiendo como base el concepto de que, el desvirtuar a su libre albedrío el contenido de la información, permite un efecto positivo en sus pretensiones hegemónicas, mediante la creación de falsas percepciones sobre un país, creación de confusión generalizada, satanización de figuras políticas y de naciones, así como la creación de condiciones para desestabilizar y fomentar la desobediencia social. En el caso de la cyber guerra se relaciona más estrechamente a conflictos bélicos y a la preparación y creación de condiciones para su desarrollo, mientras que la netwar se vincula mayormente al accionar en el plano ideológico, buscando posicionamientos en la opinión pública dentro de algunos países o a nivel internacional. De esta forma, la ciberguerra, apoyada en la llamada Revolución tecnológica Militar, permite la anticipación al conflicto o desarrollarlo, según los intereses de una potencia. Todo depende sobre cómo se use esta tecnología, cómo se organice su uso y se haga un empleo racional de la información como un recurso táctico estratégico. El propio presidente Barack Obama ha reconocido la importancia de la ciberguerra, particularmente en su discurso del 29 de abril de 2010, cuando reconoció públicamente: “Nuestra ventaja tecnológica es clave para el dominio militar de EE.UU”. Fue por ello que meses después, en octubre de 2010, ordenó la activación del cibercomando de EE.UU., arguyendo supuestas amenazas informáticas contra la seguridad nacional de su país. os Estados Unidos ostentan pleno control de las patentes del sector de las TIC, a la par que su control de la infraestructura de la Internet y los sistemas de hardware y software le otorgan la privilegiada capacidad de manipular la red a su antojo. En el caso de la Netwar, encaminada a implementarse dentro de la red a partir de lograr un posicionamiento dentro de la batalla de ideas, está bien claro que sus ejecutores deben tener bien claro no solo los contenidos ideológicos, la forma más adecuada de articular sus mensajes, sino también sus potenciales receptores. Aquí, desde luego, se buscan alianzas, divisiones, conflictos de opinión, manejo mediático y desfiguración de una realidad, así como la promoción de divergencias entre grupos sociales, satanización de individuos y proyectos sociales; todo ello elaborado con una sistematicidad permanente y organizada desde centros de definida identidad política. No obstante, no hay que ver separadas la ciberguerra de la Netwar, en la medida en que ambas se complementan mutuamente, en última instancia, a motivaciones políticas. Continua a leggere |
SIRIA: MOSCA LA SPUNTA, MODIFICATA BOZZA RISOLUZIONE ONU | NENA NEWS | NEAR EAST NEWS AGENCY.
Eliminati diversi passaggi critici dal testo arabo-occidentale, messa a punto dal Marocco, su indicazione di Qatar e Arabia saudita. In particolare quello che chiedeva l’uscita di scena immediata di Bashar Assad.
Roma, 03 febbraio 2012, Nena News – Intensi negoziati fra i quindici membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite che hanno avviato il dibattito su una bozza di risoluzione sulla crisi siriana presentata dalla Lega araba e dal Qatar, e sponsorizzata dall’Occidente (era intervenuta di persona il segretario di sato Usa Hillary Clinton a sostenerla) ma contrastata dalla Russia che, dopo il caso Libia, ha minacciato l’uso del veto. Ieri nei corridoi del Palazzo di vetro newyorkese circolava una nuova versione della bozza di risoluzione arabo-occidentale, messa a punto dal Marocco. Il documento annacqua alcuni dei passaggi-chiave della precedente versione, considerati «inaccettabili» dalla Russia. Soprattutto il punto che chiedeva-imponeva ad Assad di dimettersi immediatamente in favore del suo vice, Farouk al Sharaa, che avrebbe dovuto formare un governo di unità nazionale con l’opposizione per fermare la spirale di violenze e traghettare il paese verso «la democrazia». Un punto che per Mosca costituiva il via libera a un (altro) «regime change». Il testo rivisto in sostanza elimina i punti definiti «inaccettabili» dalla Russia e, oltre al riferimento al cambio di regime, è stato cancellato anche quello al flusso di armi verso la Siria (Mosca è il tradizionale rifornitori di armamenti al suo alleato siriano). Continua a leggere
Naciones Unidas, 4 feb (PL) Rusia y China reiteraron hoy que continuarán sus esfuerzos para una solución política a la crisis Siria y cuestionaron el proyecto de resolución sometido a votación en el Consejo de Seguridad por las potencias occidentales. Las delegaciones de Moscú y Beijing utilizaron este sábado su derecho de veto en ese órgano para impedir la adopción de un texto que respaldaba la idea de la Liga Árabe de reclamar la salida del poder del presidente sirio, Bashar al-Assad. Al explicar la postura de su país, el representante permanente de Rusia, Vitaly Churkin, criticó los intentos de algunos miembros del Consejo de Seguridad que pretendían ese cambio de régimen en Siria. Asimismo, consideró que el documento rechazado constituía una mala señal hacia el conflicto y para los esfuerzos de avanzar hacia una solución política, al no considerar que los grupos opositores también son responsables de la violencia en ese país. Por su parte, el embajador de China, Li Baodong, respaldó las propuestas hechas por Rusia para enmendar el texto en discusión y lamentó que el proyecto haya sido sometido a votación sin tenerlas en cuenta. El representante de Beijing reiteró la necesidad de propiciar una solución política a la crisis siria, a través del diálogo para restaurar la estabilidad en ese país. La idea de un cambio de régimen no contribuye a un arreglo, sino que complica la situación en un Estado de gran importancia para la región del Medio Oriente, indicó. El proyecto rechazado recibió los votos positivos de los otros 13 países miembros del Consejo de Seguridad: (Estados Unidos, Francia, Gran Bretaña, Alemania, Portugal, India, Colombia, Guatemala, Marruecos, Paquistán, Suráfrica, Togo y Azerbaiyán).



Percy Francisco Alvarado Godoy (Blog de Percy)(per tradurre l’articolo, usa il translator posto nella colonna a destra)



























