In un giorno estratti vivi più di 100 sopravvissuti. I morti accertati sono 24. Esperti: è molto raro che siano così potenti

New York, 22 mag. (TMNews) – Auto rovesciate e accatastate, case rase al suolo, stracci e desolazione: a Moore, ventiquattr’ore dopo il passaggio del tornado che ha ucciso 24 persone, di cui 9 bambini, i soccorritori cercano ancora fra le macerie eventuali sopravvissuti: “Al momento abbiamo la conferma della morte di 24 persone. Potrebbero aumentare. La notte scorsa il numero dei dispersi era di 48, ma la maggior parte sono stati ritrovati, a parte qualcuno, che stiamo ancora cercando”, ha dichiarato il capo della polizia di Oklahoma City, Bill Citty, in conferenza stampa.
Il capo dei vigili del fuoco, Gary Bird, si è detto certo “al 98%” che fra le macerie non vi siano più sopravvissuti né corpi da recuperare, riporta la Bbc. I soccorritori hanno estratto vivi dalle case distrutte un centinaio di abitanti, il numero dei feriti è di 237. Sette dei nove bambini uccisi dal tornado sono stati trovati nella scuola elementare Plaze, dove la forza del vento ha portato via il tetto e abbattuto le pareti dell’edificio. Secondo le prime stime i danni ammontano ad oltre tre miliardi di dollari. Continua a leggere
Gli uomini decapitati e appesi in Arabia Saudita – Giornalettismo.
L’esecuzione di una banda rapinatori testimonia il medioevo saudita.
LA CONDANNA - Secondo il ministro dell’interno erano autori di diverse rapine e dell’omicidio di un saudita. Prima sono stati decapitati con la spada e poi i loro corpi sono stati appesi a una traversa metallica a sollevata a una decina di metri d’altezza da due gru poste in mezzo a una strada città di Jizan, proprio accanto alla locale università, nella parte sud-occidentale del paese, vicina appunto al confine yemenita. Un foto della truculenta messa in scena, scattata da un astante, è poi stata pubblicata su Twitter.
UN SISTEMA MEDIOEVALE - Non è chiaro se la pratica miri a produrre un effetto didattico e al tempo stesso intimidatorio, ma di sicuro dimostra un gusto e un senso della “giustizia” che rimandano al medioevo più brutale, in coerenza peraltro con la forma di governo vigente, che è quella di una monarchia assoluta ereditaria, spietata e sanguinaria nel reprimere qualsiasi accenno di dissenso, critica o deviazionismo dal potere del sovrano, autonomitatosi “custode dei luoghi santi”.
VERSO UN NUOVO RECORD - Con questi 5 decapitati sono 46 le persone mandate a morte dall’inizio dell’anno in Arabia Saudita, un paese nel quale otre alla democrazia manca anche un sistema giudiziario funzionante, visto com’è esposto all’arbitrio e dedito alle torture, agli abusi e alle condanne sommarie fondate spesso su pretesti.
Ibrhim Hadyya, è stato prelevato con il fratello (rilasciato subito dopo), da un gruppo di uomini armati a Bengasi.

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ll corrispondente locale dell’agenzia francese Afp è stato rapito lunedì notte da un gruppo di uomini armati a Bengasi.
Lo riporta il sito del quotidiano in arabo Al Qods Al Arabi che ha sede a Londra precisando che l’uomo, Ibrhim Hadyya, è stato prelevato con il fratello(rilasciato subito dopo), da un gruppo di uomini armati.
Ibrahim Hadyya, sempre secondo la stessa fonte, sarebbe stato rapito, insieme al fratello, mentre passeggiava. I due sono stati avvicinati da un gruppo di uomini armati che si sarebbero spacciati per agenti di polizia e che li avrebbero costretti a salire su una automobile, che si è poi allontanata ad alta velocità. Il fratello del giornalista è stato rilasciato poco dopo.
Globalist.it | Libia, rapito il corrispondente della France Press.
Gli accordi siglati con Pechino vanno dalle infrastrutture all’informatica, per un piano da 250 miliardi. Ma si moltiplicano i dubbi sui reali effetti benefici per la cittadinanza, mentre la Grecia si impegna ad acquistare le navi del dragone

Ferrovie cinesi già al lavoro per strutturare le nuove reti di trasposto locali, multinazionali interessate agli scali aeroportuali regionali in un’ottica di trasporti aerei rapidi ed economici come negli Usa, l’idea di realizzare in Grecia una nuova vetrina informatica “europea” delle dimensioni della Hewlett Packard e la presenza della cinese Cosco nei cinque nuovissimi moli container nel porto di Pireo, oltre a cento battelli di ultima generazione che Atene acquisterà da Pechino. Sono i primi risultati del viaggio di affari intrapreso in oriente dal premier ellenico Antonis Samaras. Nella settimana dedicata a Pechino e a Baku a caccia di investitori, i numeri spiegano meglio di analisi e di commenti cosa ci guadagna la Grecia da una colonizzazione cinese e quanto i cittadini. Il Die Welt, dopo la Bild, si è addirittura spinto a definire Samaras l’uomo che ha condotto la Grecia del “Grexit” dall’euro a una permanenza più tranquilla. Ma a quale prezzo? Continua a leggere
Premier accusa movimento Ansar Ashariaa

Kairouan, 20 mag. (TMNews) – Un manifestante è stato ucciso da un colpo di pistola durante i violenti scontri che si sono verificati ieri a Tunisi tra i militanti salafiti e le forze di polizia, dopo il divieto di raduno imposto al movimento jihadista Ansar Ashariaa.
IL primo ministro tunisino Ali Larayedh ha definito il gruppo “terrorista” e ha addossato ai suoi militanti la responsabilità delle violenze di ieri: “Ansar Ashariaa è un’organizzazione illegale che sfida e provoca l’autorità dello Stato”, ha dichiarato Larayedh alla televisione pubblica a margine di un viaggio nel Qatar.
Le violenze sono scoppiate nel pomeriggio in diversi quartieri periferici della capitale dove centinaia di manifestanti, armati di pietre, coltelli e molotov si erano rifugiati dopo essere stati cacciati dal centro dalle forze di sicurezza, che hanno fatto ricorso a lacrimogeni, proiettili di gomma e blindati. Il ministero ha riportato “alcune decine di arresti di banditi e di salafiti” in tutta la Tunisia.
Tunisia/ Scontri tra salafiti e polizia:un morto,feriti e arresti.
Lettera a leader dipendenze della Corona, noti paradisi fiscali

Londra, 20 mag. (TMNews) – In vista del G8 in Irlanda del Nord, il premier britannico David Cameron ha rivolto un appello ai leader di dieci territori d’oltremare o dipendenze della Corona britannica, noti per essere paradisi fiscali, a collaborare con Londra per combattere l’evasione fiscale.
In particolare, in un lettera inviata agli stessi, Cameron ha fatto riferimento al “delicato tema” dello scambio di informazioni sui residenti di quei territori che grazie allo status di residenti usufruiscono della bassa imposizione fiscale locale su redditi che invece sono stati generati altrove.
“Come sapete – scrive Cameron – la lotta contro il flagello dell’evasione fiscale è una delle priorità del vertice del G8 che il Regno Unito ospiterà il prossimo giugno”, ha sottolineato Cameron. “A un mese da questo evento, tocca fare ordine intanto a casa nostra”, pertanto “chiedo a tutti i territori d’oltremare e a tutti i territori della Corona di proseguire la loro collaborazione con il Regno Unito su due temi delicati: lo scambio di informazioni fiscali e le leggi sull’usufrutto”, ha proseguito il premier conservatore britannico.
L’ambasciatore americano Micheal McFaul dopo l’incontro
al ministero degli Esteri russo
del capo degli 007 americani
I servizi segreti russi hanno svelato il nome del capo della sezione di Mosca della Cia, in quella che è una rara infrazione di protocollo dell’intelligence. La mossa viene interpretata da Washington come una provocazione, dal momento che arriva a pochi giorni dall’intercettazione e dall’espulsione di una spia della Cia a Mosca. Fare il nome del capo dei servizi segreti degli Stati Uniti in Russia aumenta la percezione che il Cremlino stia giocando una partita politica, solo poche settimane dopo che la Russia e l’America, dopo gli attentati di Boston, hanno presentato un fronte comune contro la guerra al terrorismo islamico.
Parlando dell’arresto e dell’espulsione di Ryan Fogle – catturato mentre cercava di reclutare un funzionario russo dell’antiterrorismo – un portavoce dell’Fsb (ex Kgb) ha detto che nell’ottobre 2011, la Russia ha ufficialmente avvertito il capo della sezione Cia di Mosca che «nel caso di continue e provocatorie azioni di reclutamento nei confronti dei dipendenti dei servizi speciali russi, l’Fsb avrebbe intrapreso azioni simmetriche con i funzionari Cia». Continua a leggere
fotografia da web
Jorge Rafael Videla, il dittatore argentino dei 30.000 desaparecidos, muore in carcere da sconfitto, da ergastolano, da genocida. Come ha detto Estela Carlotto, la leader delle nonne di Plaza de Mayo, «era un uomo disumanizzato» ed è fin troppo semplice applicare a lui la categoria arendtiana di «banalità del male» di chi mise metodicamente in atto un sistematico piano genocidiario, tendente al sequestro di persona di massa, al furto di ogni bene mobile e immobile delle sue vittime, all’assassinio e alla sparizione di persone. Lasciò i figli senza genitori e i genitori senza figli. Ciò succede in molte guerre di sterminio, ma a Videla e ai suoi non bastava. Perciò, peculiarità creola dell’orrore, volle che i morti restassero senza nome, i desaparecidos, e i vivi -i figli di questi, spesso appena neonati- restassero senza identità. Le puerpere venivano lasciate in vita solo fino al parto e centinaia di bambini furono smistati a caso «per salvare la società Occidentale e Cristiana».
Non agiva da solo Jorge Videla. Molti sapevano, moltissimi appoggiavano, come la confindustria, le classi dirigenti, potenti amici come Licio Gelli. Qualcuno benediceva. Il nunzio apostolico Pio Laghi e il cardinale primate Raúl Primatesta erano intimi del genocida. Magari ci fosse un dio a giudicarli. Continua a leggere





