Roma, 03 febbraio 2012, Nena News – Intensi negoziati fra i quindici membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite che hanno avviato il dibattito su una bozza di risoluzione sulla crisi siriana presentata dalla Lega araba e dal Qatar, e sponsorizzata dall’Occidente (era intervenuta di persona il segretario di sato Usa Hillary Clinton a sostenerla) ma contrastata dalla Russia che, dopo il caso Libia, ha minacciato l’uso del veto. Ieri nei corridoi del Palazzo di vetro newyorkese circolava una nuova versione della bozza di risoluzione arabo-occidentale, messa a punto dal Marocco. Il documento annacqua alcuni dei passaggi-chiave della precedente versione, considerati «inaccettabili» dalla Russia. Soprattutto il punto che chiedeva-imponeva ad Assad di dimettersi immediatamente in favore del suo vice, Farouk al Sharaa, che avrebbe dovuto formare un governo di unità nazionale con l’opposizione per fermare la spirale di violenze e traghettare il paese verso «la democrazia». Un punto che per Mosca costituiva il via libera a un (altro) «regime change». Il testo rivisto in sostanza elimina i punti definiti «inaccettabili» dalla Russia e, oltre al riferimento al cambio di regime, è stato cancellato anche quello al flusso di armi verso la Siria (Mosca è il tradizionale rifornitori di armamenti al suo alleato siriano). Continua a leggere