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tutti i giorni 4 nuove pagine di articoli presi dai media e dalla rete, opinioni di redazione e approfondimenti





 

gli articoli con la foto accanto al titolo sono completamente originali dei nostri collaboratori

tasse e fisco

Importante sentenza (sent. n. 7344/2012 del 11.05.2012) della Corte di Cassazione: i cittadini possono impugnare davanti al giudice anche i cosiddetti “avvisi bonari” dell’Agenzia delle Entrate, mentre fino ad oggi era necessario attendere la cartella esattoriale, che preveda oneri aggiuntivi.


di seguito l’articolo di Angelo Greco per laleggepertutti.it

Un’importantissima sentenza della Cassazione [1] ha appena previsto la possibilità per il contribuente di impugnare davanti al giudice anche un semplice avviso bonario dell’Agenzia delle Entrate, senza perciò dover aspettare – come era stato sino ad oggi – la successiva cartella esattoriale, con tutte le sue maggiorazioni.
Prima di tale pronuncia, gli avvisi bonari del Fisco erano considerati mere comunicazioni, aventi solo lo scopo di “ricordare” al cittadino il suo debito; ma se quest’ultimo avesse avuto di che dolersi della richiesta, non poteva ancora ricorrere al giudice tributario, ma doveva aspettare la notifica della cartella di pagamento, che sarebbe comunque giunta maggiorata delle sanzioni da ritardo e degli interessi.
Tutt’al più, il contribuente poteva presentare dei chiarimenti e richieste al fisco, ma senza la garanzia di un giudice terzo e imparziale. Continua a leggere
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Terremoto Emilia, Legambiente “La tassa sulle calamità sia nazionale. L’emergenza beni culturali dimostra che è lo Stato a dover intervenire. Le nostre squadre pronte a partire” | Legambiente.

 (Foto da Web, N.R.) Roma, 21 maggio 2012 – “Se deve esserci una tassa per far fronte ai danni provocati dalle calamità naturali allora che sia nazionale. C’è una responsabilità dello Stato nel non aver predisposto interventi per migliorare la qualità antisismica delle costruzioni e le conseguenze non possono ora gravare solo sulle spalle delle Regioni colpite dal terremoto. Basti pensare che i beni culturali sono un patrimonio nazionale, e che la situazione di pericolo in cui si trovano i tantissimi beni culturali oggi in Emilia è emblematica e può essere affrontata solo in uno sforzo nazionale. E’ compito dello Stato, infatti recuperare e tutelare il patrimonio artistico e architettonico del Paese e questo va fatto con il contributo di tutti”. Così il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza esprime la solidarietà dell’associazione alle popolazioni colpite dal terremoto in Emilia, annunciando la disponibilità dei volontari dei gruppi di Legambiente Protezione Civile a raggiungere i territori colpiti dal sisma per mettere in salvo le tantissime opere artistiche in pericolo. “Alle popolazioni dell’Emilia esprimiamo tutta la nostra solidarietà – ha aggiunto Cogliati Dezza – e diamo fin da adesso la disponibilità a mandare nei territori più colpiti le nostre squadre di protezione civile preparate all’intervento d’emergenza per la salvaguardia dei beni artistici e culturali. E’ urgente però che lo Stato risolva una volta per tutte la questione dei danni procurati dalle calamità naturali – conclude il presidente di Legambiente – che per il patrimonio artistico e architettonico ha bisogno di una soluzione statale”.

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Nuova vittima della crisi in Emilia Romagna. Un ex imprenditore del settore tessile, Luigi Bignardi, di 68 anni, si è impiccato ieri mattina nel suo appartamento a Carpi, dove viveva solo, lasciando una lettera destinata a moglie e figli in cui faceva riferimento ad un debito di circa 250mila euro accumulato, così sembrerebbe, anche nei confronti di Equitalia.

Secondo quanto riferiscono i media cittadini, la polizia avrebbe sequestrato la lettera e alcune cartelle di documenti. La famiglia dell’imprenditore sarebbe stata a conoscenza del debito, risalente a diversi anni fa, ma convinta che il problema fosse sotto controllo, dal momento che l’imprenditore aveva la possibilità di saldarlo tramite alcune operazioni di compravendita.

Ancora da mettere a fuoco la natura del debito, verso quali enti, e quale parte della cifra dovesse essere riscossa dal Fisco. L’uomo aveva rilevato, con il figlio, alla fine degli anni Ottanta l’azienda Centertex e l’aveva trasformata in una ditta produttrice di tessuti per la vendita diretta. Aveva poi lasciato l’attività al figlio e si era dedicato all’edilizia, per poi cambiare nuovamente settore rilevando un prosciuttificio.

Debiti con il Fisco, a Carpi imprenditore si toglie la vita – Il Sole 24 ORE.

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tasse, cani , gatti, pdl , governo

 

Quando pensi di avere già visto tutto il peggio del peggio da parte di questa classe politica marcia è inconcludente ecco che nel loro insta cabile lavoro di annientare il paese se ne inventano un’altra la tassa sugli animali da compagnia…

Immagino già i salti di gioia dei cittadini che già si devono sobbarcare il mantenimento dei costi per il loro amato cagnolino oltre al costante aumento della spesa alimentare e veterinaria si  vedranno caricare anche di questa ennesima tassa… Continua a leggere

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Difesa. Non è “spending review” ma “spendi di più”.

armiFinalmente si taglia. I cacciabombardieri F35 passano da 131 a 90. I soldati passano da 190.000 a 150.000. Uno sente queste cose e pensa: finalmente si tagliano le spese militari. E invece no. Quella del ministro Di Paola è una “riforma” che comporterà l’aumento della spesa pubblica e delle spese militari.Altro che scure sulla Difesa. Altro che “spending review”! Questa è una “spendi di più”.Sottoposto a una fortissima pressione morale ed economica, il ministro della Difesa ha dovuto annunciare la revisione di tutti i programmi di armamento delle forze armate e dell’intero apparato militare. Per ottemperare a questo impegno il ministro ha depositato al Senato un disegno di legge con il titolo “Delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale”. Cosa dice il ministro? Non c’è alcun bisogno di ridefinire il modello di difesa, perderemmo solo un sacco di tempo. Il Parlamento deve solo delegarci e noi taglieremo dappertutto: spese, personale, caserme, sprechi, armamenti. Alla fine avremo delle FFAA più efficaci ed efficienti “senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, neppure nella fase iniziale del processo”. Meglio di così? Dov’è il problema?

Di problemi non ce n’è uno ma molti. Ecco un primo elenco.

1. Il progetto comporta non una riduzione ma un aumento della spesa pubblica. Il ministro vuole liberarsi di circa 33.000 militari scaricando il loro costo sulle altre amministrazioni dello stato. Allo stesso tempo pretende di mantenere inalterato il bilancio a sua disposizione. Ma se il saldo della Difesa resta invariato vuol dire che aumenterà la spesa degli altri ministeri.

2. Il progetto comporta non una riduzione ma un aumento della spesa militare. Il principio-guida è: meno soldati più armi. Ci teniamo gli stessi soldi, riduciamo il personale e investiamo i “risparmi” per comprare nuove armi. Continua a leggere

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Dove finisce il tuo 8 per mille – l’Espresso.

La Chiesa ne spende solo un quinto in opere di carità: il grosso finisce per costruire parrocchie e stipendiare i sacerdoti. Valdesi e Avventisti invece ne danno il 90 per cento in aiuti umanitari. E Lo Stato? Un po’ finanzia la Protezione civile e un po’ la costruzione di nuove carceri: nemmeno un euro alle Onlus

(16 maggio 2012)

Spot in televisione, allestimenti nelle stazioni, cartelli alle fermate dell’autobus, poster nelle chiese: le prime settimane di maggio, in corrispondenza con la consegna delle dichiarazioni dei redditi, è quasi impossibile non incappare nella pubblicità con cui i culti religiosi chiedono ai fedeli di destinare loro l’otto per mille. La quota dell’Irpef che per legge viene riservata alle chiese, o ad alcuni progetti statali, costituisce infatti un tesoro che nel 2010, ultimo anno di cui sono disponibili i dati completi, valeva poco meno di un miliardo e 150 milioni di euro. E a cui nessuno vuole rinunciare.L’Espresso ha analizzato i bilanci e i rendicontipresentati dai vari culti per realizzare una breve guida informata, in modo da capire come vengono investiti ed utilizzati i soldi dei contribuenti dalle diverse comunità. Se infatti sulla fede e sul credo personale non si discute, sulla gestione dei denari dei contribuenti la vigilanza è sempre necessaria.

La torta. Il funzionamento della ripartizione dell’otto per mille è da anni al centro delle polemiche: ogni firma corrisponde a un voto che va a influenzare la quota dell’intero gettito da destinare a un culto, quindi in realtà nessuno destina direttamente la propria parte.

Ancora più criticata è però la decisione di ripartire in modo proporzionale anche le scelte non espresse (oltre la metà): in questo modo la Chiesa Cattolica conquista l’85 percento dei fondi (circa un miliardo di euro) grazie al 36 percento delle firme a suo favore (vedi tabella). Questo meccanismo finisce per favorire tutti i culti, tranne le assemblee di Dio, le uniche che nel 2012 rinunceranno alla parte di gettito per cui non sono state espresse delle scelte e che per questo sono l’unica comunità a raccogliere meno di un milione di euro l’anno. A pagare le spese di questo meccanismo è però lo Stato italiano, che “rinuncia” a circa 600 milioni di euro. Continua a leggere

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536411 392732807445927 121696874549523 1197808 804244714 n Equitalia è lo Stato!

Non è che ci voleva il viceministro per l’Economia Vittorio Grilli per saperlo, Equitalia è al 49% dell’agenzia delle entrate e al 51% dell’Inps…e quindi dello Stato, ma la sua precisazione cade, come si suol dire, a fagiolo.  Rimarca il ministro della giustizia Severino che :  “pagare le tasse è un dovere” al quale non ci si può sottrarre.

Il dubbio è sciolto! Ora tutti noi sappiamo che quel mare di gabelle e tasse che ci piovono addosso arrivano sempre e comunque da un unico soggetto… l’indecente pressione fiscale è decisa solo ed esclusivamente da quella sovrastruttura che noi chiamiamo Stato e che non restituisce nulla ai propri cittadini.

Ed il punto sarebbe qui, se ancora qualcuno lo nota. L’imposizione fiscale, che in Italia arriva a circa il 50% del reddito di ognuno di noi, dovrebbe servire per il funzionamento di quelle strutture e l’attivazione di quelle “azioni”  utili ai cittadini, come la scuola pubblica, la sanità, i trasporti, l’efficienza amministrativa, la solidarietà alle persone in difficoltà, l’assistenza ai malati ed agli anziani…ma nulla di tutto questo…la grossa parte della spesa pubblica va in tutt’altra direzione e si concentra negli sprechi, nelle corruzioni, nel lussuoso sostentamento della classe politica e dei dirigenti pubblici, in spese militari e in mille altri rivoli. Continua a leggere

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Una franchigia al posto del ticket: ecco la proposta del ministro Balduzzi. Tutti pagano, fino a quando non viene raggiunto un limite calcolato su reddito. Pd: «Altra tassa». Codacons: «Un danno per gli onesti».

ticket, sanità
  • Una franchigia al posto del ticket. È la proposta lanciata ieri dal ministro della Sanità, Renato Balduzzi, per trovare « una nuova equità» nel servizio sanitario nazionale. Ma l’idea, per quanto ancora appena abbozzata, non piace ai sindacati e lascia perplessa la politica.
Balduzzi ieri ha detto che il governo sta lavorando su « una forma di franchigia che avrebbe tanti vantaggi per tutti, riducendo in maniera drastica gli svantaggi. Siamo prossimi a formalizzare una proposta compiuta per rimodulare il sistema dei ticket. L’introduzione della franchigia risolverebbe il problema delle esenzioni non legate al reddito e risponderebbe ai criteri di trasparenza, equità e tendenziale omogeneità». Continua a leggere
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equitalia

 

 

 

 

 

 

Stalking, associazione a delinquere ed estorsione: sono questi i reati per cui un noto avvocato di Catanzaro,  Concetta Nunnari, ha denunciato Equitalia che le aveva pignorato e messo all’asta la casa. La donna si è rivolta alla questura «sperando che un pubblico ministero affronti una questione che non è solo un fatto personale”. Per la Nunnari, proprietaria di un appartamento di trenta metra quadri sul centralissimo corso Mazzini di Catanzaro, la decisione della società di riscossione dei tributi è un “atto illegittimo perché fondato su crediti inesistenti o perché si riferisce a cartelle esattoriali annullate con sentenze passate in giudicato”, cioè definitive, “o sospese con provvedimenti del giudice civile”.

L’avvocato, una professionista affermata e nota in città che proprio contro Equitalia ha collezionato non poche vittorie, dice di voler dedicare questa battaglia proprio “a coloro che non si chiamano Concetta Nunnari e che non possono chiamare i giornalisti”: pensionati sprovveduti o «della gente – osserva il commercialista Pasquale Raffa, che accompagna il legale in questa battaglia – che non può permettersi di rivolgersi a noi commercialisti e che tante volte paga per crediti prescritti”. Continua a leggere

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Gli Stati Uniti demoliscono il segreto bancario. Gran Bretagna, Germania, Austria e ora Italia vogliono le tasse non pagate dagli evasori che hanno esportato capitali. E un intero sistema, quello della Svizzera, inizia a crollare

banca svizzera interna nuova.

“Sentito che cosa ha detto quella? Qui è finita per tutti. È solo questione di tempo, qualche anno, e poi ci costringono a chiudere bottega. La Svizzera intera può chiudere bottega”. Il cielo cupo sopra Lugano in una domenica di pioggia ispira pensieri tristi, ma il banchiere che si fuma l’ennesima sigaretta seduto a un tavolo con vista lago non ha l’aria, e neppure il curriculum, dell’uomo sentimentale. Se la prende con una donna, la maledice senza neppure nominarla. Continua a leggere

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Il Mattino Video: Tensione prima della battaglia di corso Meridionale.

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ROMA – Addio ai ticket, largo alla franchigia dal 2 al 4 per mille (o anche più) sui redditi lordi familiari per tutte le prestazioni sanitarie, anche spazzando via le esenzioni per patologia. E poi una tassa da 3 centesimi su ogni bottiglietta (da 33 cl) di bibite zuccherate e gassate per un incasso annuo di 250 milioni, ma nessuna tax food. Non sarà solo la spending review a tagliare le unghie agli sprechi della spesa pubblica per la salute.

Ad annunciare le misure in cantiere col prossimo «Patto» per la salute, è stato ieri in prima persona il ministro Renato Balduzzi. Misure tutte ancora da verificare con Governo e Regioni. Anche perché, ad esempio, sulla rivoluzione per i ticket sia i governatori che il ministero dell’Economia non sarebbero esattamente in sintonia con Balduzzi. Mentre l’eventuale tassa sulle bibite, nonostante lo stop del ministro a quella sul cosiddetto “cibo spazzatura”, ha subito scatenato la protesta di produttori e commercianti.
La rivoluzione della compartecipazione degli italiani alla spesa sanitaria, i ticket appunto, sarà socialmente delicata da gestire, oltreché di non facilissima applicazione. Continua a leggere

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coordinamento:

Ken Sharo-Luna Rossa

Redazionali e Collaborazioni
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quotidiani 22 maggio 2012
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quotidiani esteri del 18 maggio 2012

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