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tutti i giorni 4 nuove pagine di articoli presi dai media e dalla rete, opinioni di redazione e approfondimenti





 

gli articoli con la foto accanto al titolo sono completamente originali dei nostri collaboratori

economia

Grecia, morire di lunedì o di morte lenta? – E – il mensile online.

Margherita Dean

Come nella favola di Esopo.

Puntuale, ogni fine settimana, da mesi e mesi, sembra essere quello cruciale, quello della svolta, quello della salvezza o perdizione. A seconda di come vanno trattative, incontri, ricatti, minacce. Poi viene il momento in cui la crisi del 2 percento del Pil europeo, di una Grecia piccola diventata importante per la maldestra politica europea e per la criminale gestione economica nazionale di due decenni, si trasforma in un brusio di sottofondo. Noioso, antipatico e marginale, fors’anche da abbandonare a se stesso: anche il lunedì che verrà, potrebbe essere l’ultimo della Grecia nell’area euro, addirittura nell’Ue.

Tra oggi o domani, il primo ministro, Loukàs Papadimos, incontrerà i tre capi dei partiti che sostengono il suo governo. Si tratta di carpire il consenso del Parlamento alle misure che verranno, le misure più pesanti da che, in Grecia, si parla solo e ossessivamente di crisi economica.

I tempi sono serratissimi: l’orizzonte era costituito da lunedì 6 febbraio e dalla riunione dell’Eurogruppo, prevista per quella data. È di poco a la notizia, confermata da Jean-Claude Juncker, che la riunione è rimandata a quando Atene sarà pronta. Continua a leggere

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Su costi bancari, farmacie e telefoni Prodi ha fatto meglio dei professori   – Economia e Finanza con Bloomberg – Repubblica.it.

I piani dell’allora ministro Bersani e del premier Monti a confronto. L’attuale segretario del Pd ha aperto il cantiere delle liberalizzazioni nel ’98, poi sono arrivate le sue famose “lenzuolate” nel 2006/2007. Un piano organico e abbastanza aggressivo che ha prodotto vantaggi visibili in termini di posti di lavoro e risparmi per gli italiani. Monti era partito con pari convinzione, ma le lobby si oppongono con vigore alla sua azione    di ROBERTO MANIA

ROMA - Il governo Prodi, con Bersani ministro, batte Monti. Almeno sulle liberalizzazioni. Il comunista di Bettola, formatosi alla scuola dell’amministrazione locale, con le sue “lenzuolate” ha fatto di più e meglio per aprire il mercato italiano, per ridurre i prezzi per i consumatori e migliorare i servizi, del professore bocconiano che da Commissario europeo alla Concorrenza colpì con una multa stratosferica il monopolista Bill Gates. Diciamo che se fosse un match di pugilato, il segretario del Pd vincerebbe ai punti.

I CONTI CORRENTI
Bersani, tra il 2006 e il 2007, ha abolito i costi fissi per le ricariche telefoniche (2 miliardi di risparmi l’anno per i consumatori), ha aperto il mercato delle parafarmacie, ha eliminato le spese fisse per la chiusura dei conti correnti bancari e dei depositi titoli, ha tolto ai notai l’esclusiva negli atti di compravendita delle auto. Monti è intervenuto sulle assicurazioni, sulle banche, sui taxi, sulle farmacie, sui distributori di benzina, sui notai e anche sugli avvocati, ma è difficile per ora valutare i benefici per i consumatori.
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Persino nel paese dal capitalismo più spinto si ammette che il capitalismo va cambiato, produce troppe differenze sociali e troppa povertà, qualche miliardario democratico riconosce che non è giusto che i suoi dipendenti paghino più tasse di lui.
In Italia no, abbiamo affidato il governo ad un professore del capitalismo integrale, un talebano della finanza parassita che si sta rivelando peggiore anche di Reagan e la Thatcher sommati insieme, un ibrido che delira sino a superare il fascismo economico, la dittatura della finanza parassita e delle banche private.
Oltre alla fissa dell’art. 18, che bloccherebbe gli investimenti secondo il vampiro, tesi tra l’altro smentita più volte da esperti di economia che hanno studiato alla stessa università di Monti ma non si sono rincoglioniti. Continua a leggere

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(Ansa)(Ansa)

 

Il testo definitivo del decreto sulle semplificazioni è stato approvato dal Consiglio dei ministri, riunito oggi a Palazzo Chigi. Il testo, già licenziato venerdì scorso, è tornato sul tavolo del Governo per alcune riformulazioni tecniche. Le modifiche, secondo le indiscrezioni della vigilia, riguarderebbero l’istruzione e gli aeroporti.

 

Nuovo esame in Cdm per limature tecniche
Il nuovo passaggio in Cdm si sarebbe reso necessario per alcune limature tecniche chieste dalla Ragioneria generale dello Stato, come ha spiegato ieri il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà. Gli interventi investirebbero in particolare due capitoli: la riscrittura delle norme sulla scuola e una nuova disposizione sulle concessioni aeroportuali. Ma novità potrebbe esserci anche sul fronte dei magistrati e dei rapporti con le Regioni. Continua a leggere

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La Norvegia non ha debito pubblico. Perchè? | Reset Italia.

di Ezio Alessio Gensini

Non ha aderito all’euro. La moneta Norvegese e’ la Corona. Non ha privatizzato le aziende energetiche: petrolio (Statoil), energia idroelettrica (Statkraft). Alluminio (Norsk Hydro), la principale banca del paese (DnB NOR), e le telecomunicazioni (Telenor). Circa il 30% di tutte le aziende quotate alla borsa di Oslo è statale. I titoli di stato rendono il 6,75% netto ai risparmiatori. Pur essendo il principale produttore di petrolio europeo, NON fa parte dell’OPEC.

Per la cronaca, l’Italia è il secondo produttore europeo e in Basilicata è stato individuato il più grande giacimento d’Europa su terraferma.

Naturalmente, in Norvegia, non si sognano di parlare di privatizzazione dell’acqua o privatizzazione della raccolta di rifiuti, come fanno i nostri politici e NON hanno alcun debito pubblico. Hanno un avanzo di bilancio statale del 10%, mentre noi, che abbiamo privatizzato quasi tutto, abbiamo un debito pubblico pari al 115% del nostro PIL…

 

Domande a cui dobbiamo tutti dare una risposta.

 

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Ieri sera ho visto il lavoratore Fiat che non viene richiamato dalla cassa integrazione in quanto iscritto alla Fiom. Erano tutti stupiti da Santoro a Travaglio, è anticostituzionale, ma come è possibile una cosa del genere.
Gli unici non stupiti erano il lavoratore in questione e la Camusso che queste cose le vive con i lavoratori tutti i giorni.
Nemmeno io ero stupito per il semplice fatto che nel Pci queste cose si sapevano e per chi come me non è mai stato in fabbrica, le scrivevano nei libri.
Ogni tanto cito il libro, Fiat confino, Storia dell’O.S.R.. officina sussidiaria ricambi che i lavoratori Fiat della Fiom ribattezzarono in Officina Stella Rossa.
Ma non c’è solo quello, c’è anche un libro documento edito dall’Unità che si intitola: Fiat La modernità dietro i cancelli leggendo il quale Marchionne sembra un sincero democratico. Continua a leggere

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E’ ormai provato che, anche i professori, hanno studiato tanto per niente, o meglio, sono talmente imbevuti di capitalismo finanziario e parassita che non si rendono conto di quello che dicono.
Purtroppo, a loro vantaggio, c’è il fatto che nemmeno la massa se ne rende conto.
Ovvio che la massa non è laureata, non è formata da professori di economia capitalistica spinta, molti hanno lavorato per decenni in fabbrica e non hanno ancora capito niente, nel senso che non conta solo lo stipendio ma anche come viene gestito un rapporto di lavoro, in modo democratico e costituzionale oppure no.
Certo non si può sperare  che i titoli di stato vengano acquistati dai precari, i giovani e meno giovani disoccupati, i cassaintegrati o i pensionati e quindi, se li massacri, ne guadagna il mercato perchè, massacrando loro, puoi risparmiati di fare una patrimoniale ed i ricchi famosi, ma in modo particolare quelli anonimi, possono investire in titoli di Stato e non nella produzione. Continua a leggere

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Grecia: il terzo mondo dietro l’angolo.

Grecia: il terzo mondo dietro l'angolo

La Grecia precipita nel terzo mondo: i suoi bambini restano con lo stomaco vuoto, mentre i turisti che visitano il paese possono godersi a basso prezzo i souvlaki e le insalate greche al suono dei bouzouki.

Dopo le pressioni dei presidi delle scuole, delle associazioni di genitori e dei media, il ministero della Pubblica istruzione ha riconosciuto i casi di bambini malnutriti e ha annunciato ieri che dalla settimana prossima comincerà la distribuzione di «piccoli pasti» a 18 istituti che hanno sede nei quartieri più disagiati di Atene e nel suo hinterland. Il programma si estenderà in seguito ad altri quartieri abitati storicamente da operai e popolazione con bassi redditi, immigrati e zingari. I bambini vanno alle elementari dalle 8 fino alle 13 o alle 14. Ma possono fermarsi fino alle 16 su richiesta dei genitori. Solo che non sono previsti servizi di mensa. I bambini sono costretti così a portarsi il pranzo da casa. Continua a leggere

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Parlamento Europeo Ombra

Non è sensazionalismo, nè catastrofismo. Il dubbio che ci è sorto è un dubbio legittimo, supportato da passaggi oscuri e manovre sotto silenzio mediatico istituzionale.

Citando gli Art. 1, 90 e 91 della Costituzione Italiana, che trattano rispettivamente di “Sovranità Popolare” e di “Alto Tradimento  e Attentato alla Costituzione”, indichiamo il Presidente della Repubblica, il Premier Monti, i suoi Ministri e le due Camere, quella dei Deputati e del Senato, quali responsabili  e co responsabili di quanto starebbe per accadere sul piano economico italiano ed europeo. Continua a leggere

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Lavoro, i sindacati: l’art.18 non si tocca La Cgil: i disoccupati effettivi all’11,4% - Il Mattino.

Vertice fra Confindustria e Cgil-Cisl-Uil in vista dell’incontro
di giovedì con il governo: non c’è una posizione comune

 

ROMA – Nel 2011 il numero dei disoccupati, degli inattivi e dei lavoratori in cig a zero ore è arrivata a sfiorare i tre milioni di persone (2.996.936), portando il tasso di disoccupazione complessiva all’11,4%. Lo calcola la Cgil, che evidenzia il rischio di una «disoccupazione di massa» e chiede una vera politica industriale.

L’incontro Confindustria-sindacati. Incontro informale oggi tra Confindustria e Cisl, Uil in vista dell’incontro con il governo di giovedì per avviare la trattativa sulla riforma del lavoro. «Abbiamo cominciato uno scambio di opinioni. Abbiamo ragionato sui problemi che ci sono, sulle ipotesi condivise. Ragioneremo anche in base all’agenda che il governo domani dovrebbe indicare», ha affermato il leader della Cgil, Susanna Camusso. «Non stiamo costruendo una trattativa parallela, il confronto è con il governo», ha sottolineato Camusso. Continua a leggere

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Vendono di tutto, vestiti, scarpe, casalinghi, profumi, detersivi, elettrodomestici, insomma è inutile  stare qui a fare l’elenco.
Sono andato a fare un giro e, credetemi, c’è da risparmiare parecchio soprattutto per la casa, le cose di consumo quotidiano che alle quali non puoi rinunciare.
Diffidente da sempre, non comprerò mai un ferro da stiro da 1800 watt a 10 euro, sono andato a fare un giro e sono rimasto basito.
Ci sono moltissimi prodotti italiani di marca a prezzo inferiore dei supermercati nostrani, una marea di cose cinesi con l’etichetta dell’importatore, italiano, città, provincia ed indirizzo. Continua a leggere

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Borse in parità, risale lo spread – Il Sole 24 ORE.

 

Dopo il rally della vigilia sulle principali borse europee prevalgono le prese di beneficio. I listini aprono in rialzo per poi rallentare dopo la prima mezzora di contrattazioni. Gli indici Ftse Mib e Ftse It All Share di Piazza Affari sono sul filo della parità a metà seduta. Lo stesso vale per Parigi, Madrid, Londra e Francoforte. (Segui gli indici nel box in basso a destra).

Focus Piazza Affari
A Piazza Affari continuano gli acquisti sui titoli del credito. Bene in particolare Banca Pop Mi, Banca Mps, Banco Popolare. Accelera anche Parmalat a Piazza Affari. I titoli del gruppo di Collecchio accelerano fino a +6,76% prima di entrare in asta di volatilità. Consistenti anche gli scambi, già pari a 1,8 milioni di pezzi passati di mano a fronte degli 1,2 di media in un’intera seduta dell’ultimo mese. Secondo un operatore si tratta di «speculazione dopo l’opa di Edizione su Benetton: il mercato si concentra su quelli che ritiene possano essere i prossimi target per un delisting, anche se di concreto non c’é nulla». Continua a leggere

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coordinamento:

Ken Sharo-Luna Rossa



Redazionali e Collaborazioni
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quotidiani 04 febbraio 2012
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febbraio ...arriveremo :)

programmazione di Donato Monsellato "INDIGNATOS"

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  • Non dimentichiamo la Grecia
    Sono convinto che la sinistra europea e i sindacati europei non potranno e non dovranno mai perdonarsi di aver abbandonato al proprio destino la Grecia, le nostre compagne e i nostri compagni, le nostre sorelle e i nostri fratelli di questo meraviglioso e glorioso Paese.Di aver consentito, muti e immobili, che su di essi si abbattessero con tutta la loro fer […]
    Maurizio Zaffarano
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  • Troppo silenzio degli uomini: la violenza sessuale è maschile!
    Il clamore della sentenza della Cassazione ha fatto danni e mietuto vittime un po’ ovunque sia nella disinformazione più totale che nella troppa informazione da abuso di cavilli burocratici. Ieri era tutto un pullulare di notizie false e fuorvianti: buona parte dei media mainstream hanno purtroppo rilanciato la notizia che per il reato dello stupro […]
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quotidiani esteri del 4 febbraio

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