Waleed Hammad si è prestato a un esperimento per un programma tv. Truccato e vestito da ragazza (sia con velo che senza) ha ricevuto pesanti apprezzamenti o richieste di prestazioni sessuali. “Anche camminare per strada è uno sforzo”. Un autore: “Volevamo che un uomo si immedesimasse nell’altro sesso”
Cairo, un giorno qualunque. Una ragazza senza velo cammina per le trafficatissime strade della città. Nel suo breve tratto viene seguita da un uomo che mentre parla al telefono le chiede la tariffa per una prestazione sessuale. Passano pochi minuti e altri due ragazzi si accostano in auto e fanno dei complimenti pesanti. Seconda scena, una ragazza velata passeggia per le vie del centro della capitale egiziana. Anche in questa situazione diversi uomini si avvicinano alla donna e le sussurrano commenti osceni. Il tutto viene filmato dalle telecamere del canale egiziano OnTv, ma di fiction c’è ben poco perché le due donne sono in realtà un uomo, Waleed Hammad, un attore che si è prestato a un esperimento per il programma d’inchiesta “Awel el Khayt” (“Il primo filo”). Continua a leggere
Kabul (Afghanistan), (LaPresse/AP) – Dura battuta d’arresto alla legge contro la violenza sulle donne in Afghanistan. Il dibattito in Parlamento è stato bloccato da un gruppo di deputati religiosi conservatori, convinti che i provvedimenti in discussione costituiscano una violazione dei principi islamici e incoraggino la disobbedienza delle donne. La legge contro la violenza sulle donne è in realtà in vigore dal 2009, ma solo grazie a un decreto del presidente Hamid Karzai. A portarla ora in Parlamento è stata la deputata Fawzia Kofi, attivista per i diritti delle donne e aspirante candidata alla presidenza nel 2014, che mirava a ottenere un voto in aula per rafforzare la legge evitandone ogni potenziale ribaltamento da parte dei futuri presidenti.
PROTESTE IN AULA E STOP AL DIBATTITO. A raccontare come sono andate le cose è uno dei parlamentari conservatori, Khalil Ahmad Shaheedzada, originario della provincia di Herat. La legge, spiega, è stata ritirata poco dopo l’inizio del dibattito a causa di una rumorosa protesta di alcuni partiti religiosi, secondo i quali la legge va contro l’islam. “Di tutto ciò che è contro la legge islamica non è neanche necessario parlare”, sostiene Shaheedzada. La forte opposizione alla legge evidenzia come, a 12 anni dalla cacciata del regime talebano, i diritti delle donne rimangano deboli. Continua a leggere
Madrid: la polizia contro le donne, due arresti.
Centinaia di attiviste e attivisti hanno protestato ieri sera davanti alle sede centrale del PP e alla casa del Ministro della Giustizia contro la legge che limita il diritto d’aborto. Cariche, botte e arresti. Prende sempre più piede in Spagna la pratica degli escrache, che vede decine o addirittura centinaia di persone concentrarsi davanti alle case di esponenti politici o rincorrerli in bar e ristoranti per protestare contro le politiche di austerity, gli sfratti, la chiusura degli ospedali. Una pratica che deputati e dirigenti del Partito Popolare non hanno affatto preso bene e che ha già portato a cariche, denunce e polemiche sul preunto ‘carattere violento’ di questo tipo di manifestazioni, che alcuni esponenti della destra hanno paragonato addirittura al “terrorismo dell’ETA”. L’ultimo escrache ha preso di mira ieri sera il ministro della Giustizia, Alberto Ruiz-Gallardón, letteralmente assediato in calle Genova a Madrid da centinaia di donne che protestavano contro un progetto di legge che vuole limitare drasticamente il diritto delle donne a poter ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza. Continua a leggere

Mentre Toscani ci regala un’altra delle sue paternali per insegnarci come stare al mondo, da non truccate, per non “sedurre” troppo i violenti (sia mai che ci si vesta come ci pare e non ci si appioppino le azioni altrui… giriamo la questione alle ragazze che procedono nelle slut walk e vediamo che ne pensano), fortuna che c’è Monica Pepe, di ZeroViolenzaDonne. it, che gli dice che si tratta di una strizzatina d’occhio ai moralismi mentre c’è da fare progredire le relazioni, giacché le violenze nascono nei contesti intimi, dove hai le ciabatte, i capelli spettinati e il trucco sfatto, e parla poi, cosa che condivido molto, di “un problema di fragilità sociale, la crisi economica sta peggiorando le condizioni di vita, il femminicidio è segno di grande fragilità dell’identità e della cultura di coppia, e quando uomini e donne hanno solo relazioni conflittuali e mortificanti tra di loro non c’è alcuna felicità possibile”.
E si torna al problema di sempre. Come risolvere la questione della violenza di genere, includendo le violenze di stampo omofobico e transfobico, sapendo che è una violenza che parte da una cultura e che può essere commessa da chiunque, senza prestare il fianco giusto a quei moralismi e paternalismi di cui abbiamo piene le tasche? Noi abbiamo proposto un appello che senza l’aiuto di nessun grosso media ha già raggiunto 700 firme [Firmate!], che va certamente contestualizzato ma tenta un ragionamento che è necessario fare. Continua a leggere

Proprio il 12 maggio vengono a provocare nelle nostre strade.
I peggiori, la peggior feccia che la nostra società è stata in grado di mettere al mondo, già “mettere al mondo”:
gli antiabortisti, i marciatori per la vita, quell’esercito di becchini che ama marciare sul corpo delle donne e sulle loro scelte,
in nome degli embrioni, del sange di cui son sporche le mani degli obiettori di coscienza.
Io non ho pietà per questa gente, non ce l’ho come donna, non ce l’ho come donna che ha abortito sia per scelta che per obbligo (come donna che ha conosciuto entrambi quei dolori e sa conviverci ogni suo istante) e come – soprattutto- madre.
Nessuna pietà come loro non l’hanno avuta per me.
Per me e per le mie sorelle, madri e figlie.
Proprio il 12 maggio poi, una data simbolica, dolorosa ed importante per questa città e soprattutto per le donne di questa città:
l’anniversario di un’enorme manifestazione per il divorzio, finita con il corpo di una ragazza a terra,
ammazzata dal piombo di una pistola di Stato: Giorgiana Masi.
Proprio il 12 maggio a loro è permesso “marciare”, mentre la questura vieta il corteo in ricordo di Giorgiana e contro questo scempio medievale che è anche solo la loro esistenza Continua a leggere









