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tutti i giorni 4 nuove pagine di articoli presi dai media e dalla rete, opinioni di redazione e approfondimenti





 

gli articoli con la foto accanto al titolo sono completamente originali dei nostri collaboratori

Diritti sociali

La chiesa è compatibile con la democrazia? – Cronache Laiche.

Con tutta la simpatia per l’ottimo lavoro analitico del professor Michele Martelli dobbiamo dire che purtroppo la domanda che dà il titolo al suo libro “La chiesa è compatibile con la democrazia?” è malposta.
Il libro infatti analizza con dovizia di particolari tutte le ragioni che portano inconfutabilmente a dire che la Chiesa non è una democrazia. Ma se questo era l’intento il lavoro di Martelli, è senza dubbio interessante quanto inutile.
Interessante perché fa sempre bene ricordare tutto quello che i mass media unificati non ci dicono mai: concordati con i peggiori regimi fascisti, repressione della libertà di parola e di stampa, la perenne guerra alle eresie dai Catari al modernismo fino a giungere al relativismo (guerre combattute con mezzi diversi solo perché non è permesso loro attuare le persecuzioni medievali), il mancato sostegno ai diritti umani dell’ONU, l’affossamento del Concilio Vaticano II da parte degli ultimi due pontefici, le parole di Ratzinger sorprendentemente uguali a quelle di papi di secoli orsono e che ci vengono spacciate dagli illustri vaticanisti come “grandi novità” eccetera eccetera. Inutile perché nella “scoperta” che la Chiesa non è una democrazia non c’è niente di nuovo, Karol Woytjla e Joseph Ratzinger l’avevano detto chiaramente, quindi bastava leggere le loro dichiarazioni. La domanda è malposta, dicevamo, perché lascia presupporre che si affronti una questione che nel libro invece non si tratta in alcun modo, ovvero l’eterna discussione sul tollerare gli intolleranti oppure no. Continua a leggere

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Il Tribunale di Pavia: la clandestinità non è reato – www.terrelibere.org.

Il giudice ha deciso l`assoluzione di un cittadino marocchino, imputato del reato ex art. 14 comma 5 ter D. Lgs. 25.07.1998 n. 286, perché, senza giustificato motivo, si tratteneva nel territorio dello Stato, in violazione dell`ordine impartito dal Questore di Pavia. “Il fatto non è più previsto dalla legge come reato” in base alla sentenza della Corte di Giustizia Europea del 28 aprile 2011.

Manifestazione a Ponte Galeria (Roma)

L`art. 14 comma 5 ter D. Lgs. 286/1998, TU immigrazione non prevede più l`applicazione della pena detentiva in carcere, in conseguenza della mancata ottemperanza nei termini all`ordine amministrativo di allontanamento del Questore. L`art. 14 comma 5 ter D. Lgs. 286/1998 TU immigrazione, stabiliva che:

‘Lo straniero che, senza giustificato motivo, permane illegalmente nel territorio dello Stato, in violazione dell`ordine impartito dal questore ai sensi del comma 5-bis, è punito con la reclusione da uno a quattro anni se l`espulsione o il respingimento sono stati disposti per ingresso illegale nel territorio nazionale ai sensi dell`articolo 13, comma 2, lettere a) e c), ovvero per non aver richiesto il permesso di soggiorno o non aver dichiarato la propria presenza nel territorio dello Stato nel termine prescritto in assenza di cause di forza maggiore, ovvero per essere stato il permesso revocato o annullato. Continua a leggere

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L’ARTICOLO 18? ECCO A COSA SERVE. LETTERA A MONTI SU UNA STORIA INCREDIBILE – ControLaCrisi.org.

A cosa serve l’articolo 18? Caro presidente del Consiglio Mario Monti, abbia la pazienza di ascoltare questa storia, che arriva dal profondo Nord. Una di quelle storie che fanno riflettere, a meno di non avere il cervello obnubilato dalla eccessiva monotonia (non è il suo caso) del posto fisso, sull’importanza dell’Art. 18.
La vicenda si svolge a Mantova, città di Emma Marcegaglia, la presidente degli industriali italiani. Un’azienda, la Primafrost, che opera nella filiera del settore alimentare, ha licenziato una ventina di lavoratori che protestavano per le proibitive condizioni di lavoro a cui erano sottoposti. Per carità il loro non era un “lavoro fisso” quindi, per cortesia, non si indisponga. Diciamo che era ragionevolmente continuativo. Va bene così? Ci segua in questo istruttivo racconto e scoprirà delle cose che da “tecnico”, quale lei si qualifica, forse nemmeno immaginava. Lo vede che c’è sempre qualcosa da imparare nella vita?
A dirla tutta, questi lavoratori, che “godono” (anzi, godevano) di un lavoro ragionevolmente continuativo, non hanno grandi motivi per annoiarsi. Continua a leggere

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L’assessore regionale alla Protezione civile, fratello di Ignazio, propone di fare come a Como,
dove gli immigrati hanno lavorato gratis per ringraziare il Comune di averli accolti e ospitati

 

 

 

“Come ha già giustamente sperimentato il Comune di Como, invito gli amministratori locali a valutare concretamente la possibilità di utilizzare per le operazioni di pulizia delle strade, rimozione del ghiaccio e spargimento del sale, gli oltre 3.000 profughi che, in attesa di sapere se la loro domanda di asilo politico sarà accolta, sono ospitati in hotel e strutture ricettive lombarde senza essere impegnati in alcuna attività professionale”. Continua a leggere

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Corte internazionale di giustizia

L’Italia, secondo la Corte, ha violato i suoi obblighi di diritto internazionale nei confronti della Germania permettendo che tribunali civili imponessero indennizzi per le vittime dei crimini di guerra nazisti Zoom + +

AuschwitzAuschwitz

L’Aia, 03-02-2012

L’Italia ha violato i suoi obblighi di diritto internazionale nei confronti della Germania permettendo che tribunali civili imponessero indennizzi per le vittime dei crimini di guerra nazisti. Lo ha stabilito la Corte internazionale di giustizia dell’Onu. “La Corte ritiene che l’azione dei tribunali italiani di negare l’immunita’ costituisca una violazione dei suoi obblighi nei confronti dello Stato tedesco”, ha spiegato il giudice Hisashi Owada nel corso di un’udienza pubblica all’Aja. Lo scontro legale era scoppiato nel dicembre 2008 quando Berlino aveva presentato ricorso contro la sentenza della Corte di Cassazione italiana che aveva riconosciuto ai familiari di alcune vittime dei crimini del Terzo Reich il diritto a ricevere indennizzi individuali da parte della Germania. La lettura della sentenza e’ durata 80 minuti. La Corte ha accolto tutti i punti di ricorso presentati dalla Germania che accusava l’Italia e il suo sistema giudiziario di “venire meno ai suoi obblighi di rispetto nei confronti dell’immunità di uno stato sovrano come la Germania in virtù del diritto internazionale”. Continua a leggere

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Profughi di guerra e guerra ai profughi | senzafrontiere.

by faiantirazzisti

Le scelte del governo nell’ultimo anno sono state un mix di criminalità e cialtroneria.
È stato un anno di “emergenze” costruite per poter meglio modellare un dispositivo securitario, che punta sul disciplinamento del lavoro migrante, come grimaldello per eliminare ogni tutela per tutti i lavoratori, immigrati o “indigeni”.
Il 21 gennaio Monti è andato in Libia per discutere, di soldi, ENI, petrolio ed immigrati. In ballo è la ripresa della cooperazione nel respingimento in mare di profughi e migranti. Con il governo Gheddafi – prima che l’Italia entrasse guerra – le cose andavano a gonfie vele per i razzisti: respingimenti di massa, detenzione nelle galere libiche, netta riduzione degli sbarchi in Sicilia.

Tripoli faceva il lavoro sporco, Roma pagava. Chi fuggiva da guerre e persecuzioni trovava galere, torture, stupri e ricatti. Il ministro della difesa Di Paola ha sottoscritto una lettera di intenti con il collega libico Osama al-Juwali per addestrare 300 poliziotti libici in Italia e per il controllo elettronico delle frontiere.

La prossima volta andrà in Libia il ministro dell’interno Cancellieri per fissare il nuovo accordo sui flussi migratori. Tutto cambia perché tutto resti uguale. Continua a leggere

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Circa un terzo della popolazione ha ancora bisogno di aiuto

Circa un terzo della popolazione ha ancora bisogno di aiuto

Nairobi, 3 feb. (TMNews) – Le Nazioni Unite hanno dichiarato oggi la fine dello stato di carestia in Somalia, sottolineando però che circa un terzo della popolazione ha ancora bisogno degli aiuti di emergenza. “Le Nazioni Uniti dichiarano la fine delle condizioni di carestia in Somalia”, hanno annunciato l’agenzia Onu Somalia Food Security Nutrition Analysis Unit (Fsnau) e la rete americana di allerta carestia Fews Net in un comunicato. Lo stato di carestia era stato dichiarato lo scorso luglio, a fronte di un alto tasso di mortalità, una grave malnutrizione e il difficile accesso all’acqua, tra i principali indicatori usati dalle Nazioni Unite. (fonte Afp)

 

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I lavoratori provano a bloccare la strada. Picchiati sotto la Prefettura. Guarda il video.

Gli agenti, in assetto antisommossa, hanno caricato una settantina di manifestanti in piazza Vanvitelli, angolo corso Giannone. E’ accaduto ieri intorno alle 11. Sul posto l’inviato di Tv Luna 2 Antonio Iorio. Già ieri i dipendenti della St e della Cogepi avevano organizzato un sit-all’interporto. Era stato proposto loro di recarsi stamattina in Prefettura intorno alle 8, ma, fino alle 11, non sono stati ricevuti. Continua a leggere

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Strasburgo, 26 gennaio 2012. Sì al testamento biologico, ma un fermo no all’eutanasia e al suicidio assistito. Questo il concetto chiave contenuto nella risoluzione votata dall’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa in cui si chiede ai governi dei 47 Stati membri di emanare leggi che permettano ai loro cittadini di esprimere la propria volontà sui trattamenti e le cure che desiderano ricevere in caso che nel momento in cui i medici debbano prendere una decisione non siano più in grado di indicare cosa desiderano. Nel documento arrivato in aula mancava qualsiasi riferimento all’eutanasia o al suicidio assistito, ma un certo numero di parlamentari, tra cui gli italiani Luca Volontè (Udc) e Renato Farina (Pdl) hanno insistito per avere una sorta di clausola che specificasse che la risoluzione non trattava queste due questioni e che «l’eutanasia, intesa come l’uccisione volontaria o per omissione di un essere umano dipendente per il suo supposto beneficio dovrebbe essere sempre proibita». Continua a leggere

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IL MANIFESTO – attualità – Fiat, armi pesanti contro la Fiom.

Loris Campetti
02.02.2012

La strategia contro il sindacato che pretende di rappresentare i lavoratori e non l’azienda: non vi facciamo avere i soldi degli iscritti. Nuovo contratto alla mano, Marchionne tenta di cancellare ogni forma di critica. Contro le discriminazioni, il sindacato di Maurizio Landini ha già annunciato un ricorso alla magistratura.
Anno nuovo vita nuova. La novità è targata Fiat e il fatto che fosse attesa non ne diminuisce l’impatto devastante. Grazie all’accordo separato voluto da Sergio Marchionne tra l’azienda e i sindacati postmoderni dell’era «Dopo Cristo», la Fiom non ha più diritto di svolgere attività sindacale in tutti i siti Fiat italiani e non le vengono riconosciute le Rsu che ora sono sostituite dalle Rsa di nomina delle sole organizzazioni firmatarie del nuovo contratto che cancella il contratto nazionale. Ma c’è di più: la multinazionale di Detroit-Torino da gennaio non raccoglie più le trattenute sindacali per la Fiom, avendo strappato le deleghe sulla cessione del credito come previsto dall’accordo separato. Non basta: da martedì anche le Rsl (i rappresentanti per la sicurezza) della Fiom, elette dai lavoratori, sono state sostituite dalle Rsa dei sindacati firmatari. Continua a leggere
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Forza Nuova: al rogo il libro di Altan- LASTAMPA.it.

La copertina del libro di Marco Tullio Altan, creatore della Pimpa

Il Pd: negli asili il “Piccolo uovo”
con alcuni protagonisti gay
Sul web lo sfogo dell’ultra-destra
“Odiosa cultura omosessuale”
Le associazioni: censura assurda

milano

Arriverà presto in Consiglio comunale ma la discussione sull’eventualità o meno di leggere negli asili di Milano il racconto “Piccolo uovo” di Marco Tullio Altan è già degenerata: con un tweet, la sezione milanese di Forza Nuova evoca «roghi in piazza» per il libro che ha per protagonista un pinguino che trova la sua famiglia ideale in una coppia di suoi simili omosessuali.

«Il piccolo uovo di Altan, odiosa cultura omosessuale insegnata ai bambini, roghi in piazza» si legge sul profilo twitter di FN Milano, che evoca quindi i roghi a cui Joseph Gobbels fece destinare i libri non tedeschi alla nascita del nazismo.

Il racconto era stato presentato nel settembre scorso durante una festa del Pd e l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino, propose di adottarlo negli asili e nelle scuole, proposta che venne poi messa in calendario dalla Giunta milanese. Numerose sono state le mozioni di censura presentate da parte del centro destra e il prossimo 9 febbraio è in calendario in consiglio comunale la discussione sul libro che il padre della Pimpa padre ha scritto per spiegare ai bimbi le diverse tipologie di famiglie, comprese quelle omosessuali. Continua a leggere

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Haiti, due anni dopo il terremoto.

Lioman Lima*

 

Erano quasi le 16.53 del 12 gennaio 2010 e fino a quel momento, quel martedì pomeriggio sembrava essere un giorno qualsiasi per Jacques Lemmony che non immaginava che qualche secondo dopo la sua storia e quella d’Haiti sarebbero cambiate per sempre. Oggi ricorda solo che ritornava a casa sua, (era appena andato a prendere suo figlio che era a scuola, struttura che sarebbe poi rimasta nelle rovine) ed ha sentito una strana sensazione che ancora gli fa perdere il sonno. “Non so di preciso, ma ho sentito che un momento prima del terremoto c’è stato un profondo silenzio, come se tutto rimanesse troppo tranquillo. E poi è accaduto”, racconta a Prensa Latina tramite e- mail. Dice che la prima cosa che ha fatto, quasi istintivamente, è stato abbracciare suo figlio Michel, che aveva allora cinque anni. A lui, sempre abituato durante i suoi 30 anni di vita, a vivere quasi ogni giorno le solite scosse della terra e delle montagne di Haiti, abituate a tremare, il sisma gli è sembrato solo un altro in più, un movimento quotidiano. Tuttavia quando si è alzato con Michel ancora nelle braccia, ha visto che la città, la gente e forse anche lui stesso, non erano ormai gli stessi.  Un terremoto di 7,0 gradi nella scala Richter aveva diviso la terra e la storia di Haiti in due parti. Più di 30mila persone sono morte e quasi due milioni sono rimaste senza le loro case. Lui è stato uno dei fortunati, perché almeno è rimasto vivo. Racconta che andando a casa sua ha visto solo distruzione, “la gente si lamentava, piangeva, tutto era crollato, anche mio figlio piangeva e io non sapevo cosa fare, c’erano cadaveri dappertutto e tutto era distrutto”. Continua a leggere

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coordinamento:

Ken Sharo-Luna Rossa



Redazionali e Collaborazioni
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quotidiani 04 febbraio 2012
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febbraio ...arriveremo :)

programmazione di Donato Monsellato "INDIGNATOS"

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quotidiani esteri del 4 febbraio

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