Continua a destare oreoccupazione il livello del Bacchiglione a Vicenza, dove è attesa l’ondata di piena. Venerdì scuole chiuse in città. Diverse decine le persone sgomberate dalle loro case nel capoluogo
Numero verde EMERGENZA a Vicenza: 800.281623
Il Bacchiglione in piena a VicenzaVenezia, 17-05-2013
Continua a crescere il livello del Bacchiglione a Vicenza, dove si attende con preoccupazione l’onda di piena, verso le 2 della notte. All’idrometro di Ponte degli Angeli, in pieno centro, il livello segna ora 5 metri e 80, ma il modello previsionale della Regione stima un’onda di piena che potrebbe toccare 6,25, sempre che non si verifichino esondazioni a monte, che potrebbero cosi’ scongiurare il superamento degli argini in citta’. I punti critici sono presidiati da forze dell’ordine e Protezione civile.
A far schizzare all’insu’ il livello della previsione, ha spiegato il capo della Protezione Civile regionale, Roberto Tonellato, e’ stato un nuovo forte acquazzone verificatosi a Valli del Pasubio, dove nascono gli affluenti del Bacchiglione; in questa zona sono caduti nel corso della giornata quasi 200 millimetri di pioggia. Resta critica, ha riferito il funzionario, anche la situazione nel veronese, a San Bonifacio, dove in seguito all’esondazione oggi dell’Alpone sono stati sbriciolati quasi 20 metri di argine. Qui sono diverse decine le persone sgomberate dalle case.
Venerdì scuole chiuse a Vicenza
A causa del rischio di esondazione del Bacchiglione, ingrossato dalle forti piogge, domani saranno chiuse a Vicenza tutte le scuole, asili e sedi universitarie comprese. Lo ha deciso stasera il sindaco Achille Variati, dato il persistere delle condizioni di rischio idraulico. Le lezioni saranno sospese per il maltempo anche in due comuni della provincia, Arcugnano e Altavilla.
Sia fatta ingiustizia | NoDalMolin.
La solidarietà dei comitati veneti ai presidianti condannati per l’occupazione della Prefettura. Vogliamo esprimere piena e totale solidarietà agli attivisti del presidio “No Dal Molin” che il 3 maggio scorso, hanno subito una ingiusta e crudele condanna a cinque mesi di reclusione da parte del tribunale di Vicenza. Nell’esprimere la sua sentenza il giudice Michela Rizzi ha riconosciuto l’attenuante dei motivi di particolare valore morale e sociale che hanno portato i NoDalMolin a occupare la Prefettura vicentina; come a dire che le ragioni che hanno spinto a quel gesto eclatante sono profondamente motivate. Quando lo stato condanna i propri cittadini per aver agito per motivi (vogliamo ribadirlo) di “particolare valore morale e sociale”, palesa un paradosso che ne svela la natura autoritaria: dissentire non è un diritto e la disobbedienza civile è un reato peggiore dell’evasione fiscale, del falso in bilancio e della corruzione. Gli attivisti condannati, hanno pagato per decine di migliaia di Vicentini e di Italiani che hanno sostenuto e partecipato alla lotta popolare che ha visto Vicenza, cittadina del Veneto Profondo, diventare per un lungo periodo, un punto di riferimento per tutte le lotte nazionali. Non è finita qui. Siamo e saremo a fianco degli attivisti in tutte le forme, azioni e iniziative future necessarie Continua a leggere

MANIFESTAZIONE, concentramento ore 10.00 Piazzale della Stazione, Vicenza. LEGGI L’APPELLO
Gli statunitensi aprono i cancelli del Dal Molin, noi entreremo. E ci arriveremo insieme, con un corteo che partirà alle 10.00 dal Piazzale della Stazione di Vicenza: il 4 maggio 2013 entreremo al Dal Molin per far capire all’esercito statunitense e ai governanti italiani che non è possibile zittire una città con la prepotenza racchiusa tra le mura di una base militare.
4 maggio: manifestazione per entrare alla base Usa – No DalMolin.
Con un’operazione di propaganda, l’esercito statunitense ha deciso di aprire alla cittadinanza, il prossimo 4 maggio, le porte della nuova base al Dal Molin: noi, cittadini liberi di una città che ha subito l’imposizione della nuova base militare, abbiamo deciso di entrare; non per omaggiare i generali, ma per ribadire ancora una volta le mille ragioni che, in questi anni, ci hanno visto in piazza. Continua a leggere
nsulti al sindaco: “Fuori i fascisti dalla Lega, sei finito”
Scintille a Padova tra i militanti per le espulsioni dal Carroccio, e da Trieste. Maroni smentisce i dissapori: “Scissione? Notizia inventata da Roma”. Bossi: “La Lega non sarò io a romperla”
Padova, 13 aprile 2013 - Dopo la proposta del Consiglio nazionale veneto di 35 espulsioni per i militanti che hanno contestato il segretario nazionale Flavio Tosi a Pontida, è finita con contestazioni e tafferugli la riunione del ‘Consiglio Nathional’ a Padova.
Tra urla e spinte i militanti sono entrati nella sede del Consiglio insultando Tosi e il consiglio riunito: “Fuori i fascisti dalla Lega, Tosi sei finito”. Due militanti sono arrivati alle mani ed è stata chiamata un’ambulanza per uno di questi. I militanti espulsi inferociti hanno promesso vita dura al segretario nazionale e ai tosiani. Inascoltati i richiami all’unità del presidente della Regione, Luca Zaia, che ha partecipato senza diritto di voto. Continua a leggere
4 maggio, tutti devono poter entrare al Dal Molin – No DalMolin.
Gli statunitensi hanno annunciato di voler inaugurare la base militare al Dal Molin il prossimo 4 maggio, ma abbiamo forti dubbi sulla loro reale volontà di permettere a chiunque di varcare l’ingresso della base militare Certo è che dopo l’annuncio del “porte aperte day” sarebbe inaccettabile chiudere la porta ai cittadini. Quella degli statunitensi è un’operazione di propaganda. Per questo, sospettiamo che il prossimo 4 maggio essi apriranno i cancelli soltanto a una selezionatissima claque disposta ad applaudire ad ogni affermazione dei generali a stelle e strisce. Gli statunitensi affermano che la loro nuova base non ha prodotto alcun danno. Noi siamo convinti del contrario. Le parole dei militari Usa sono un insulto ai vicentini che hanno vissuto l’alluvione: il prossimo 4 maggio entreremo al Dal Molin, nella giornata di inaugurazione, per porre tutte quelle domande e tutte quelle questioni che le istituzioni italiane hanno rifiutato di affrontare per esaudire i desiderata del padrone nordamericano.









