RISCOPERTE
Quel bambino che c’era in Klee ad Aosta immaginario d’artista
Il Museo Archeologico Regionale indaga la passione per l’arte dell’infanzia di Paul Klee. Dai primi disegni fatti a quattro anni, alle marionette costruite per il figlio Feliz, alla maturità: 130 opere
di LAURA LARCAN

AOSTA - Una fragile figura di bambino con la corona in testa e un braccio cancellato da scarabocchi verticali, tenta di abbracciare una piccola casa. E’ il disegno dal titolo “Bambin Gesù senza ali” che Paul Klee eseguì ad appena quattro anni, e che nel suo struggente primitivismo fa da prologo alla bella mostra “Eiapopeia. L’infanzia nell’opera di Paul Klee”, in scena al Museo Archeologico Regionale fino all’11 settembre. Realizzata dall’assessorato regionale alla Cultura in collaborazione con il Zentrum Paul Klee di Berna, dove sbarcherà dopo Aosta, e la Fondazione Antonio Mazzotta, la rassegna diventa un viaggio nel tema prediletto e ossessionante che ha fatto da filo conduttore alla creatività dell’artista svizzero (1879-1940). L’intensità psicologica, la deformazione espressiva, l’atmosfera incantata, quell’aura di misteriosa semplicità che sfugge alle convenzioni e che si fa specchio di un inconscio feroce, sono questi gli elementi estetici che spiccano nel repertorio di centotrenta opere tra dipinti, tecniche miste e disegni, di cui gran parte mai esposte prima d’ora in Italia, come l’inedito “Espressione di un volto” del 1939 (Museo del Territorio Biellese) selezionate dal curatore Alberto Fiz. Una fascinazione per il mondo dell’infanzia che diventa ancora più esplicito in mostra dalle marionette realizzate da Klee per il figlio Felix tra il 1916 e il 1925, creazioni per assemblages di materiale di uso quotidiano, dai frammenti di abiti usati a gusci di noce, dal cartone alle prese elettriche, un gioco plastico che guarda con ironia alle avanguardie storiche, tra Dada e Bauhaus. LE IMMAGINI 1 Continua a leggere
Due operai morti in pozzo a Vipiteno – Top News – ANSA.it.(ANSA) – BOLZANO, 6 GIU – Due operai sono rimasti uccisi in un incidente sul lavoro a Vipiteno. Le vittime, una di 33 anni l’altra di 46 anni, lavoravano per un’impresa di manutenzione dei pozzi neri. La dinamica dell’incidente, su cui stanno indagando i Carabinieri, non e’ ancora stata chiarita. I due operai sono stati estratti privi di vita dal pozzo nel quale stavano lavorando.
In Italia non si studia e non si lavora. I numeri dell’Istat, le statiche commuovono.
ROMA – In fondo leggere i dati statistici con un po’ di spirito critico è facile, solo che mette addosso una brutta sensazione, di tristezza o di fallimento.
Oggi l’Istat ha diffuso l’edizione del 2011 del rapporto “Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo” e purtroppo si capisce molto più del paese in cui viviamo, si comprende molto, o quantomeno si riesce ad immaginare con vividezza e precisione dei particolari, come sarà l’Italia in cui cresceranno i nostri figli. Come sarà un paese che ha rinunziato a costruire un qualsiasi futuro per i propri cittadini di domani a cominciare proprio dall’investimento principe sul futuro, l’istruzione.
La situazione attuale non è delle migliori tanto che circa il 46 per cento della popolazione in età compresa tra i 25 e i 64 anni ha conseguito come titolo di studio più elevato soltanto la licenza di scuola media inferiore, valore che pone il nostro Paese ben distante dalla media europea che segna il 27,9 per cento nel 2009.
Occorrerebbe investire per porre le basi di una situazione migliore? Forse ma evidentemente non tutti sono d’accordo. Continua a leggere
Una nuova minaccia per il Parco Nazionale Gran Paradiso | Indymedia Lombardia.
Dopo l’allarme lanciato da Legambiente Val d’Aosta, anche la Lipu si schiera contro il potenziamento della centrale idroelettrica di Chavonne, un progetto considerato incompatibile con il sistema di tutela che dovrebbe caratterizzare un parco nazionale.
Il progetto da 192 milioni di euro, attualmente sottoposto a procedura VIA (Valutazione di impatto ambientale), prevede di aumentare l’attuale potenza dell’impianto di quasi tre volte (passando da 141 milioni di kilowattora a 229 milioni) attraverso lo scavo di 20 km di gallerie per le nuove condotte e la costruzione di una diga di 15 metri nella gola di Crétaz, appena sotto Cogne, che farà sparire i pascoli di Valsavaranche e Plan Pessey (sempre in Val di Cogne), sostituiti da un deposito di materiali di risulta. Continua a leggere
I settemila minatori d’Italia – ControLaCrisi.org.

Lavorano in oltre 70 imprese sparse in 13 regioni. Sono sempre di meno e continuano ad ammalarsi. Ma l’Italia ha bisogno delle risorse del sottosuolo. Una villetta contiene fino a 150 tonnellate di minerali: cemento, stucco, cartongesso, piastrelle
di Sara Picardo (www.rassegna.it)
Sono settemila, i minatori d’Italia. Lavorano in oltre 70 imprese, sparse in 13 regioni, anche se la maggior parte si trova in Sardegna e in Piemonte. Hanno il volto scavato, simili alle rocce da cui estraggono minerali, metalli e metalloidi, come il piombo, lo zinco, il mercurio, l’antimonio, lo zolfo. Guadagnano in media 1.100 euro al mese, per 8 ore di lavoro sotto terra. Ora, grazie al nuovo contratto nazionale, la loro busta paga crescerà di circa 125 euro al mese. Abbastanza, ma non sufficienti da giustificare la durezza di un lavoro vecchio di secoli e di malanni. Sì, perché molti minatori si ammalano ancora di silicosi, come 100 anni fa, soffrono di patologie delle vie respiratorie e della pelle, di malattie delle ossa dovute all’umidità, in tanti portano sul corpo i segni degli incidenti occorsi sul luogo di lavoro. Continua a leggere
10/10/2010 (7:30) - SFIDA TRA I POLI, MANOVRE TRASVERSALI

Quella attuale rappresenta una delle bizzarrie d’Italia». E sul federalismo: no a piccole patrie e identità padane. di Enrico Martinet
AOSTAMontagna killer, due morti sul Bianco – LASTAMPA.it.

Due giovani alpinisti lombardi sono morti questa mattina in un incidente sul Monte Bianco, a circa 3.900 metri di quota. I due sono precipitati per un centinaio di metri da una cresta innevata (spalla terminale della via Kuffner) a causa della rottura di una cornice di neve su cui stavano camminando.
Una delle due vittime, residente in provincia di Sondrio, si stava preparando per l’esame finale da guida alpina, in programma la prossima settimana. Per questo motivo aveva deciso di affrontare alcune salite impegnative con un amico di Milano
La segnalazione dell’incidente è giunta alle 9 circa al Soccorso alpino valdostano dal “Peloton specialise haute montagne” della gendarmeria di Chamonix, che aveva ricevuto l’allarme da un terzo alpinista che ha assistito alla caduta. Sul posto sono accorsi il soccorso alpino valdostano, la guardia di finanza di Entreves e la Gendarmerie di Chamonix.
Gli alpinisti erano partiti con ogni probabilità all’alba di oggi dal bivacco de la Fourche ed erano diretti al Mont Maudit (4.465 metri di altitudine), una vetta situata tra il Monte Bianco e il Mont Blanc du Tacul, sulla linea di frontiera tra l’Italia e la Francia. I due corpi sono stati trasportati alla camera mortuaria del cimitero Courmayeur. Dell’incidente si sta occupando la guardia di finanza di Entreves.































