24 agosto 2011
Il governo decide di far restituire agli abruzzesi il debito congelato dalla notte della scossa
Per fortuna che ci sono tanti idioti che ogni volta che c’è un terremoto se la prendono con Haarp e danno la colpa alle scie chimiche. Perché così possono passare sotto silenzio decisioni come questa, raccontata da Alessandro Fulloni sul Corriere della Sera: Continua a leggere
Le case del dopo terremoto? Non rispettano le leggi antisismiche – Corriere della Sera.
Inchiesta per frode sulle ristrutturazioni degli immobili danneggiati a Giove di Valtopina: lavori male eseguiti
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| Uno scorcio della frazione Giove di Valtopina |
GIOVE DI VALTOPINA (Perugia) – Dunque: il terremoto in Umbria ci fu il 26 settembre 1997 e a giugno scorso la signora Maria Antonia Menichelli, oggi 88 anni, ha ricevuto dal sindaco del suo paese, Valtopina, l’allettante proposta, almeno secondo lui, di andare a vivere sotto un tetto delle nuove case popolari, ad «appena» cinque chilometri dal container dove la signora Menichelli, da quasi 14 anni, abita. Capito? La signora Menichelli, perciò, ha riso in faccia al sindaco Giuseppe Mariucci e gli ha detto che preferisce ormai restare qui, nella sua Giove, frazione di Valtopina, sotto al monte Faeto, tra i falchi e le volpi, i gigli della Madonna e i nontiscordardime e dove pure, qualche volta, se si è fortunati, può capitare perfino di riconoscere in lontananza l’ululato del lupo. IL SEQUESTRO – Ma sì, passerà l’ennesimo Ferragosto nel container. Che c’è di male? È tutto un paradosso, questa storia. Continua a leggere
Caso Pronzato: nel pizzino c’è anche una “K. Marini”. Il Pd trema, lei smentisce | Redazione Il Fatto Quotidiano | Il Fatto Quotidiano.
La citazione nel foglio di Paganelli potrebbe essere riferita alla governatrice dell’Umbria. Interpellata dal Fatto, smentisce: “Mai ricevuti soldi da questo signore che non conosco”
“K. Marini 20.000”. Il foglietto che angoscia il Pd continua a colpire. Dopo il responsabile nazionale (ora dimesso) del partito per il trasporto aereo, Franco Pronzato, arrestato per corruzione; dopo la Fondazione ItalianiEuropei di Massimo D’Alema, invischiata in un giro di finanziamenti privati leciti e di voli offerti da imprenditori che poi hanno ammesso mazzette ad amici del presidente pd, ora tocca al presidente della Regione Umbria, la 43enne Catiuscia Marini.
Al Fatto Quotidiano risulta che sull’appunto sequestrato dal nucleo valutario della Guardia di Finanza coordinato dal generale Leandro Cuzzocrea a Viscardo Paganelli, l’uomo arrestato per le mazzette a Pronzato, si legge un’iscrizione che fa pensare alla governatrice: “K.Marini 20 mila euro”. Catiuscia Marini è iscritta all’anagrafe con la “C” e non con la “K”. Chiunque sia, “K. Marini” si trova, però, nello stesso elenco dove i Paganelli – secondo i pm – avevano annotato il nome di un politico pd che aveva preso una mazzetta (“Franco Pronzato 40 mila euro”) e un contributo lecito (“Fondazione ItalianiEuropei 30.000”). Continua a leggere
Bimbo morto deriso su Facebook Dieci utenti identificati dalla Polizia – Cronaca
Italiana – L’Unione Sarda.
Una decina di utenti di Facebook sono stati identificati dalla polizia postale di Perugia dopo avere lasciato messaggi di scherno su una pagina che fa riferimento alla vicenda di Jacopo Riganelli, il bambino di 11 mesi morto la scorsa settimana dopo essere stato lasciato dal padre in auto per diverse ore.
Gli investigatori invieranno ora un rapporto alla procura del capoluogo umbro per valutare quali reati eventualmente contestare. Gli accertamenti sono comunque ancora in corso. La polizia postale è riuscita a risalire ai titolari dei profili con i quali sono stati lasciati i commenti sulla pagina Facebook. Accertamenti ancora in corso e destinati ad allargarsi. La polposta perugina – diretta da Annalisa Lillini – si è subito messa in contatto con i gestori del social network per la rimozione della pagina, che già “piace a 91 persone”. Gli investigatori hanno comunque invitato gli utenti a segnalarla come sgradita agli stessi responsabili di Facebook attraverso l’apposita applicazione. Nello spazio oltre alle frasi di scherno che prendono spunto dalla morte del piccolo figurano comunque già diversi insulti e messaggi di riprovazione nei loro confronti.
di Daniele Bovi
Gli incubi delle famiglie e delle imprese perugine si chiamano sfratti, istanze di fallimento, pignoramenti, decreti ingiuntivi, tasse e mutui. Stando ai dati pubblicati da Il Sole 24 Ore infatti, se a livello nazionale alcuni indicatori fanno volgere il barometro verso il sereno, la stessa cosa non si può dire per quanto riguarda il capoluogo di regione. Le stime per il 2011, elaborate sui dati comunicati dai tribunali e relative ai primi quattro mesi dell’anno, vedono il segno più di fronte a tutte le voci prese in esame, con un boom preoccupante relativo agli sfratti per morosità e ai ricorsi per decreti ingiuntivi. Continua a leggere
G8, illeciti negli appalti della cricca Pm: “Contro Bertolaso prove lampanti” – Repubblica.it.
La procura di Perugia ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio per 19 indagati e 11 società. Secondo gli inquirenti le presunte utilità ricevute dall’ex sottosegretario (accusato di corruzione) e gli atti al centro degli accertamenti “appaiono inquadrabili” anche “in un’ottica di ‘protezione globale’”
PERUGIA – Emerge la “prova incontrovertibile dell’asservimento della pubblica funzione” di Guido Bertolaso dall’inchiesta della procura di Perugia sugli appalti per i grandi eventi. Lo sostengono i pm nella loro richiesta di rinvio a giudizio per la presunta “cricca” degli appalti 1. La procura di Perugia ha depositato oggi la richiesta di rinvio a giudizio per 19 indagati e 11 società. Ai 19 indagati tra cui Bertolaso, Angelo Balducci, Diego Anemone e Fabio De Santis i pubblici ministeri di Perugia Sergio Sottani, Alessia Tavarnesi e il procuratore Giacomo Fumu contestano a vario titolo i reati di associazione a delinquere e corruzione. Hanno chiesto invece di patteggiare la pena il magistrato romano Achille Toro, il figlio Camillo Toro, e l’architetto Angelo Zampolini. Continua a leggere
«Ascoltami, Anto’. Se tu fai mettere due euro per visitare il santuario, fanno 40mila d’incasso all’anno. Solo dal Canada, ne arrivano mille. Quelli sono molto devoti», spiega al suo commensale il prete mentre beve un bicchiere di vino rosso. All’altro tavolo, un quarantenne sbrana il piatto di maccheroni alla pecorara e dice a due commensali che annuiscono in silenzio: «Qui non c’è niente da fare. L’ultima fattura ho impiegato sei mesi a incassarla».
All’Aquila, a due anni dal terremoto, è così. Tutti parlano di soldi. Soldi che dovrebbero esserci, che chissà forse ci sono, che mannaggia non ci sono. Il 6 aprile del 2009 il sisma ha distrutto la città. Da allora L’Aquila è sotto una cappa di vetro e di polvere. Immobile. Ferma. Un’immagine antitetica rispetto all’attivismo febbrile dei mesi successivi alla tragedia, quando l’adrenalina della prima ricostruzione evitò agli aquilani di affrontare le rigidità dell’inverno nelle tendopoli. Continua a leggere
Abbiamo ricevuto questo video girato un paio di settimane fa da M. Lo pubblichiamo ma probabilmente c’è bisogno di qualche informazioni sopratutto per quanti non vivono il quotidiano de L’Aquila.
Il filmato è stato girato dal protagonista stesso della vicenda. M. infatti si rifiuta di obbedire a dei militari che all’una di notte chiudono il centro storico e allo stesso tempo accende il telefonino e comincia a registrare.
Nei dodici minuti del video c’è tutta la vicenda. La ripercorriamo brevemente per introdurre il filmato:
M. è in un pub con degli amici perché a L’Aquila la vita è anche questa, uguale alla vita di tutti.
Ma un ritorno alla “normalità” del post-terremoto lo attende quando decide di andare a comprare le sigarette dal distributore automatico qualche decina di metri più in là, sullo stesso corso.
Comprate le sigarette M. vuole solo tornare indietro lungo la strada che ha appena percorso. Ma la strada è chiusa dal blocco dei militari che all’una chiudono l’unico passaggio aperto nel centro storico. Continua a leggere
“Ricostruiamo L’Aquila in 3D sul Web” | Daniele Semeraro | Il Fatto Quotidiano.
Il progetto futuristico di Google e di un architetto inglese
Un progetto grafico tridimensionale per far rinascere L’Aquila. È l’idea che sta portando avanti l’architetto inglese Barnaby Gunning, aquilano d’adozione, che ha pensato di ricostruire virtualmente la città su internet avvalendosi della tecnologia di Google Earth. L’idea è semplice e allo stesso tempo molto efficace: si cerca di raccogliere un gran numero di fotografie della città, scattate sia prima che dopo il sisma; le fotografie, opportunamente lavorate con dei software 3D, vanno poi a formare un modello all’interno del quale è possibile navigare sia nella città “virtuale” (cioè quella ricostruita con le immagini precedenti al terremoto) sia in quella “reale” (documentata con le foto raccolte dopo il sisma e con le immagini satellitari).
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fotografia web dalla redazione N.R.






























