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toscana

l MoVimento5stelle di Firenze è lieto di ospitare l’ingegner Ivan Cicconi , esperto di infrastrutture e appalti, autore di saggi come “Il libro nero dell’alta velocità”  e già ospite del blog di Beppe Grillo.

http://www.beppegrillo.it/2012/03/passaparola_la_1.html

 

Direttore di Itaca, l’ Istituto nazionale per la trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale, considerato uno fra le  più ferrate autorità del settore  in Europa , l’ingegnere ci spiegherà la cosiddetta truffa del ”project financing” :l’istituto contrattuale che permette la costruzione delle grandi opere con i costi a carico dei cittadini e i guadagni a favore dei privati.

 

Le Grandi Opere  finiscono regolarmente a carico dello Stato e i costi sono occultati nei bilanci di società private. In sostanza ogni Grande Opera la pagano i cittadini attraverso le loro tasse per creare lavoro inutile in sé, ma utile ai partiti e alle lobby. Quanto vale oggi questo debito occulto? Forse il 10% del debito pubblico attuale, 180 miliardi di euro. Quando emergerà (ed emergerà prima o poi) il Paese andrà a picco.Beppe Grillo

 

Al termine della conferenza l’Ingegnere si tratterrà per rispondere alle domande della platea

 

Evento: Ivan Cicconi e l’anomalia del project financing in Italia – Amici di Beppe Grillo di Firenze – FIRENZE 5 STELLE (Firenze, FI) – Meetup.

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Con la nostra community guardando al domani

di Mauro Piccoli

Firenze 2013, dopo Bologna 2012. La Repubblica delle Idee ha scelto la sua nuova piazza, così come annunciato dal direttore Ezio Mauro in chiusura dell’anteprima torinese. La festa si terrà nella città toscana da giovedì 6 a domenica 9 giugno prossimi.

 Una quattro giorni che vuole ripetere – e se possibile allargare e arricchire – l’offerta di incontri, dibattiti, spettacoli che tanto successo ha avuto lo scorso anno. Allora i lettori-spettatori furono più di centomila e presero festosamente possesso del cuore del capoluogo emiliano, distribuendosi su una scacchiera di tredici diverse location e scegliendo il proprio percorso di scoperta, informazione, intrattenimento dentro un palinsesto ricco di 77 appuntamenti e di 137 relatori.

Quest’anno speriamo di fare meglio, ma le linee guida della festa resteranno quelle già collaudate. E dopo “Scrivere il futuro” di Bologna 2012, quest’anno, a Firenze, si scriverà “Per ricominciare” orientando il dibattito sulla necessità di far ripartire un’Italia per troppi versi bloccata. Si analizzerà l’intreccio economico, sociale e politico che ci ha portati qui, si parlerà delle opportunità che la crisi nonostante tutto spalanca, si darà la parola a chi già si muove dentro un domani migliore o pensa di conoscere la strada per arrivarci. Continua a leggere

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Davide Bertini è uno dei referenti dell’RSU del Gruppo Deolo–Carapelli sede di Tavarnelle, arriva di corsa al Circolo Arci di San Casciano per l’intervista e subito parte come un treno e fa il punto della situazione.

 

Lo stabilimento, inizialmente localizzato a Firenze, zona Novoli è stato trasferito a Tavarnelle, dove si trova ormai da undici anni dando occupazione a 101 addetti oggi 97 a seguito di pensionamenti.

 

La storia della Carapelli assomiglia a quella di tante aziende italiane, fiore all’occhiello dell’economia made in Italy, presenti sul mercato con prodotti di qualità, divenute presto facile preda della multinazionale di turno pronta ad aggredire e fagocitare l’imprenditoria locale, appesantita dal costo del lavoro e minacciata dalla concorrenza straniera che produce a basso costo e senza tutela dei diritti.

 

Il sistema economico neoliberistico dispiega i suoi effetti nefasti in nome del profitto, creando prima le condizioni di disgregazione e poi raggruppando e monopolizzando risorse e profitti ,spostando uomini, materie e macchinari come fossero pacchetti, pedine di uno scacchiere, tagliando manodopera e delocalizzando, dove è più vantaggioso. Continua a leggere

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C’è un articolo uscito il 23 aprile su Repubblica di Firenze, a firma di Ernesto Ferrara, su cui val la pena soffermarsi un’istante. L’articolo ha come titolo: «La notte di Santa Croce: i fumogeni della movida» e si inserisce a pieno titolo tra i migliori della decennale campagna che i quotidiani locali portano avanti contro il degrado in cui verserebbe il centro della città. E’ una vecchia formula. La rendita immobiliare che governa da sempre la città prima ha espulso dal centro storico una gran parte dei suoi residenti, per lucrare sugli affitti delle case e dei fondi commerciali. Da piazza Santa Croce a piazza Santa Maria Novella, e da piazza Santissima Annunziata a piazza Pitti, la città è stata riempita di vetrine e di residenze lussuose, per un pubblico che nel centro di Firenze transita, consuma e sparisce. In questo modo, gli eventi che vi accadono non ricevono alcuna mediazione e integrazione nel tessuto sociale, che non esiste più, e sembra compiuto da gente venuta da Marte. I media amplificano questi sparuti fatti all’infinito, per chiedere una maggiore presenza di forze dell’ordine, di proibizioni e di strumenti di sorveglianza. L’effetto è un sempre maggiore svuotamento e mercificazione del centro storico, a vantaggio della stessa rendita immobiliare che ha avviato il processo. Alcuni capitoli di questa lunga campagna sono indimenticabili: il parrocco di Santo Spirito assediato nella sua chiesa; i consiglieri comunali che riprendono col telefonino due turisti americani che amoreggiano nei pressi di Santa Croce; la crociata di Cioni contro il racket dei lavavetri; il pallone dei bambini sequestrato in piazza dai vigili urbani. Oggi Ernesto Ferrara aggiunge un nuovo capitolo alla saga, ma le trasformazioni economiche che con la crisi stanno investendo la nostra città suggeriscono qualche riflessione ulteriore sull’ossesione securitaria manifestata ancora una volta dai media cittadini. Continua a leggere

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maggio 3, 2013 in Hot News, L’informazione di Blackout

firenzeOggi 3 maggio 2013, al tribunale di Firenze è fissata la prima udienza del primo grado del maxiprocesso contro il movimento fiorentino che vede come parte attiva al fianco dell’accusa anche le cosiddette “parti civili”: digos e polizia, Confindustria, leghisti e fascisti.
Il 4 maggio del 2011 a Firenze ha avuto inizio l’operazione di polizia coordinata dal Gip Rocchi, che portava a diverse perquisizioni ed ai primi arresti nei confronti di diversi militanti del movimento. Un’inchiesta costruita sull’applicazione dell’associazione a delinquere alle lotte politiche e sociali a cui si sommava la contestazione di altri reati: manifestazione non autorizzata, resistenza, oltraggio, danneggiamento, occupazioni, in relazione alle mobilitazioni contro la presenza dei fascisti in città, contro la possibile apertura di un CIE in Toscana, a difesa della scuola e dell’università pubblica o durante manifestazioni di solidarietà nei confronti dei compagni coinvolti in altri processi. Continua a leggere

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occupazioni_bannerOgni anno la giornata del primo maggio viene cavalcata da qualsiasi forza politica e sindacale che, almeno a parole, sostiene di ispirarsi nelle pratiche in direzione della difesa del “lavoratore”. Il primo maggio, essendo la giornata designata come festa dei lavoratori, diviene sempre palcoscenico di “buone intenzioni”, di interventi importanti. Fiumi di parole  scorrono via dalle bocche di sindacalisti e politici e fiumi di vino irrorano le gole di chi festeggia il primo maggio come giorno altamente simbolico di meritato riposo dalla routine lavorativa. Una giornata che condensa di tutto, che esprime significati multipli. Afferma i diritti di chi lavora per esempio attraverso il riposo. Questo è un dato su cui riflettono poco, in genere, coloro che intervengono e  “pompano” la valenza sociale del lavoro. Coloro che parlano dell’importanza del lavoro e di chi lavora, mentre il lavoro e chi lavora se ne stanno beatamente seduti su un prato, a fare scampagnate. Questo non è casuale. Perché il concetto di festa contiene un principio di evasione rispetto alla quotidianità, e che dir si voglia l’esigenza dell’evasione testimonia come questa quotidianità, nel lungo periodo, rischi di abbrutire .le nostre esistenze. Continua a leggere

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Abusi e pedofilia: viaggio a Forteto, la comunità lager dei cattocomunisti

Celebrata da politici e intellettuali, ospitava in Toscana giovani disagiati. Fondatore a processo per violenza sessuale

Giuseppe Betori(Foto da WEB) di Andrea Scaglia.

Uno viene a conoscenza di questa storia e in effetti non sa come prenderla. Trama che pare rigurgito dei peggiori anni Settanta, rutto maleodorante che riporta alla mente utopie allora condite con vocaboli abbacinanti, e però ne mostra la completa degenerazione. Com’è stato possibile? Comunitarismo, rifiuto della società borghese e dei suoi legami, la famiglia vista come gabbia oppressiva da cui fuggire. Isolamento per difendersi dall’egoismo del mondo.

E poi l’invero forzoso riferimento a don Milani, e lo scardinamento degli schemi rigidi e sorpassati, e il recupero dei veri valori cristiani da armonizzare con la prospettiva socialista, in nome del sol dell’avvenire. E tutt’intorno gli applausi delle menti sopraffine e i convegni e i libri celebrativi per un sogno divenuto realtà, e chi non ci crede è un reazionario. Ma no, che non era così. Una setta, quasi un lager. Persone plagiate e ridotte a marionette. Abusi sessuali e psicologici. Pedofilia. Un incubo, altro che sogno. Il suo nome è Rodolfo Fiesoli, oggi ha 72 anni. Continua a leggere

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Domenica 28 Aprile 2013 13:16

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Vile attacco incendiario allo spazio antagonista Newroz di Pisa.

Un vile attacco incendiario ha colpito questa mattina lo spazio antagonista Newroz di Pisa: l’edificio è stato dato alle fiamme da qualcuno che si è introdotto sfondando il portone e ha appiccato il fuoco causando danni ingenti all’interno dello spazio.

Al momento i vigili del fuoco sono presenti sul posto per limitare gli effetti dell’incendio mentre la notizia dell’accaduto sta già raccogliendo da più parti la solidarietà della città.

Non è al momento chiaro quale sia la mano che si cela dietro a questo gesto infame ma è certo che si tratta di qualcuno che mal digerisce le lotte sociali che da più di dieci anni il Newroz costruisce ed alimenta a Pisa e il suo essere spazio di aggregazione e riferimento per il territorio.

La redazione di Infoaut esprime massima solidarietà ai compagni e alle compagne del Newroz, certi che la risposta a quanto accaduto non tarderà ad arrivare e che nessuna intimidazione o incendio fermerà la voglia di lottare di chi quotidianamente costruisce e porta avanti quest’esperienza.

Convocata per le 17 un’assemblea pubblica allo spazio Newroz percondannare l’accaduto e cominciare ad organizzare la risposta.

Seguiranno aggiornamenti.

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