Una cinquantina di persone del “Progetto Conciatori” recentemente sgombrato per far posto alla proprietà privata, si recano nella caserma abbandonata da decenni per affermare il principio della difesa degli spazi cittadini, abbandonati al degrado o venduti a soggetti privati, sottratti, nell’un caso e nell’altro, alla fruizione della comunità cittadina. Occupazione pacifica che si è sciolta spontaneamente all’arrivo delle forze dell’ordine
Firenze – L’edificio dell’ex Caserma del Curtatone e Montanara da troppo tempo lasciato all’incuria e al degrado è stato restituito all’utilizzo collettivo e sociale attraverso un’occupazione simbolica della struttura da parte del “Progetto Conciatori”. Il 19 gennaio è avvenuto lo sgombero degli spazi sociali di via dei Conciatori che ha visto l’impiego di duecento ottanta tra poliziotti e carabinieri, da parte del comune che hanno consegnato un pezzo di patrimonio pubblico ad una società immobiliare. Secondo il “progetto Conciatori” è stata un’operazione vergognosa effettuata dall’amministrazione pubblica che invece di creare progetti di edilizia residenziale pubblica attraverso bandi regionali e luoghi di aggregazione per il quartiere, sedi di associazioni e movimenti attraverso un piano di auto recupero ha preferito vendere gli spazi sociali ad azienda privata. Continua a leggere
Foibe, i cortei di destra e sinistra Nessun contatto ma caos traffico – La Nazione – Firenze.
Lancio di uova contro le forze dell’ordine
Firenze, 4 febbraio 2012 – Tanto caos per il traffico ma nessun contatto tra opposte fazioni al corteo e controcorteo organizzati rispettivamente da militanti di destra e sinistra sulle foibe. Tutto è filato liscio dunque per quanto riguarda l’ordine pubblico.
Due le manifestazioni, quella in ricordo dei Martiri delle Foibe, organizzata da Casaggì e Giovane Italia, e quella del corteo antifascista, organizzato proprio per rispondere alla manifestazione promossa dalle organizzazioni di destra. I due cortei non si sono incontrati.
I timori erano per la quasi contemporaneità della manifestazione. Quando il corteo in ricordo delle Foibe si è mosso da Largo Adone Zoli, il corteo antifascista si era praticamente già concluso. Qualche timore si è avuto solo a causa della possibilità che qualche frangia estremista dell’antagonismo potesse avvicinarsi all’altra manifestazione. Cosa che poi non è in realtà accaduta. Probabilmente anche grazie allo spiegamento di forze ed alla presenza di polizia e carabinieri, che hanno vigilato sul corretto svolgimento dei due cortei. Continua a leggere
infoaut.org – 3 febbraio 1923: attacco al Palazzo di Giustizia di Livorno.
3 febbraio 1923: a Livorno le squadracce fasciste e nazional socialiste assediano ed attaccano il palazzo di Giustizia, all’interno del quale si trova il deputato socialdemocratico Giuseppe Emanuele Modigliani, che viene aggredito e allontanato dalla sua città.
Giuseppe Modigliani, fratello del futuro grande pittore Amedeo, è un fervente antifascista e diventerà noto l’anno successivo per la sua attività di denuncia in parlamento delle violenze squadriste, e difensore di parte civile contro gli assassini di Giacomo Matteotti.
Nel 1926, a seguito di numerosi e ripetuti attacchi, sarà costretto ad emigrare in Francia, dove continuerà la sua militanza all’interno della Concentrazione Antifascista.

Durante l’assalto al palazzo di Giustizia di Livorno, il 3 febbraio 1923, il governo fascista sta in realtà compiendo una grande battuta anticomunista in tutto il Paese, che culmina nell’arresto, lo stesso giorno, di Amedeo Bordiga, a capo del Partito Comunista d’Italia. Continua a leggere
La protesta: “Ora portate via quella nave dall’isola” – La Nazione.
Giglio, l’incubo del turismo a picco. Arrivano le prime disdette
Isola del Giglio, 31 gennaio 2012 – Nel cuore della notte si sono precipitati ad aprire le porte delle case, dei negozi, delle scuole, della chiesa. Hanno preso coperte e viveri per confortare i 4mila naufraghi della Costa Concordia che da un minuto all’altro hanno, loro malgrado, invaso l’Isola del Giglio. Ma ora, con altrettanta determinazione, i gigliesi si stanno organizzando per difendere l’isola. Per urlare a tutti che c’è bisogno di «rimboccarsi le maniche» e di non aggiungere altro dramma alla tragedia.
E parafrasando l’urlo del capitano di vascello De Falco al comandante Schettino la notte del naufragio, ieri a un balcone dell’Hotel Bahamas è stato affisso uno striscione bianco con scritto: «Gabrielli tolga la nave, c….!!!!». La previsione del commissario straordinario Franco Gabrielli sui tempi (almeno un anno) di rimozione del relitto non è stata digerita, anche perché ritenuta prematura. Tanto che proprio ieri si è svolta un’assemblea pubblica tra i residenti e il sindaco Sergio Ortelli. Ne è nato il comitato «Liberi cittadini del Giglio». «Vogliamo — affermano con forza — la rimozione della nave Concordia dal nostro porto il prima possibile. Vogliamo solo conoscere i tempi esatti di rimozione del relitto. Noi abbiamo aiutato i naufraghi della Concordia con il cuore. Ora però da salvatori vogliamo essere salvati». Continua a leggere
11mila uova e 3mila litri di cognac, ecco cosa c’era nelle cucine della Costa Concordia – La Nazione – Grosseto.
Oltre 2mila prodotti diversi: l’inventario della dispensa
Rifornimenti sufficienti a sfamare un’intera cittadina. Tutti finiti sott’acqua
Isola del Giglio (Grosseto), 28 gennaio 2012 – Undicimila uova, 8mila bottiglie d’acqua, 3mila litri di cognac. E ancora 2 tonnellate di melone, 1.500 bustine di infuso di tiglio. Ecco cosa c’era nella dispensa della Concordia. Dal latte, ai baci perugina (1000 buste per l’esattezza). Dalle sigarette (1200 pacchetti, solo quelle “Diana”), ai biscotti senza glutine. L’inventario diffuso dalla Costa Crociere conta ben 1272 prodotti, fra cibi e bevande: un rifornimento sufficiente a sfamare un’intera cittadina. Vini e liquori tra i più pregiati, crostacei e pesce, ingredienti indispensabili per un menu superlusso.
Quarantaquattro chili di mirtilli, 96 di cornflakes, 150 di faraona “sviscerata”, pronti a soddisfare 4mila bocche voraci, desiderose di consumare ad ogni ora del giorno. Tutto finito sott’acqua, per il momento ancora chiuso nelle celle frigorifere e nei magazzini dello scafo ma forse destinato perdersi nei fondali. Un potenziale ammasso di rifiuti, insomma, che a lungo ci ricorderà del ‘sogno’ infranto della Concordia, nel caso rischiassimo di dimenticarcelo.
La Mafia, in tutte le sue manifestazioni, incarnata nella storia del nostro Paese, con radici in ogni settore , continua a manovrare i fili di un economia che non conosce crisi, quella della malavita organizzata
Non possiamo credere di cambiare le cose senza affrontare quest’enorme piaga.
Grazie al timore che incute è riuscita a crescere e ad insediarsi, a volte subdola e mascherata, con riciclo di denaro o imprese varie, altre nella sua vera origine, mostrando al mondo intero tutta la sua crudeltà e ferocia.
Il Movimento 5 stelle di Firenze sostiene la campagna contro tutte le forme malavitose: Ndrangheta, Mafia, Camorra…..che, a parte il nome, sono accomunate da dinamiche di potere e repressione, con il solo scopo di lucrare, coinvolgendo persone innocenti e Sabato 4 febbraio alle ore 21:00 presso i locali del Multiverso – Via Campo D’Arrigo 40/42 r a Firenze in zona Mandela Forum sarà l’occasione di confronto con tre persone che da parti diverse d’Italia s’impegnano con tutte le mafie.
Con Biagio Simonetta – presentazione del suo libro FAIDE – l’impero della ‘Ndrangheta. Continua a leggere
Costa Concordia, «tutti salvi se Schettino non avesse tardato a dare l’allarme» – Corriere della Sera.
Per l’ammiraglio Brusco la responsabilità è del comandante
MILANO – La responsabilità del naufragio della Costa Concordia «è sicuramente del comandante» Schettino. Non usa mezze misure il comandante generale delle Capitanerie di Porto, l’ammiraglio Marco Brusco, nel corso dell’audizione al Senato. Ma si chiede anche «perchè gli ufficiali che erano con lui, gli stessi che poi sono scivolati con il comandante sulla scialuppa, siano rimasti zitti» e non l’hanno fermato.
UN’ORA PREZIOSA – «Se il comandante Schettino non avesse fatto perdere un’ora preziosa sarebbe andata di lusso- ha detto Brusco- si sarebbero potute calare le scialuppe con calma, mettere a loro agio le persone». Ha rinviato invece alla lettura della scatola nera la valutazione sulla manovra fatta dal comandante della Costa Concordia dopo l’incidente. «Verificheremo -ha detto- se è stato realmente un atto di perizia del comandante dopo aver fatto la sciocchezza oppure se sia avvenuta casualmente. C’è l’ipotesi che sia stato casuale. Sarà interessante vedere dalla scatola nera la tempistica delle ancore». Continua a leggere
Giglio, il Pg: «Caos dopo il naufragio, da Costa incredibile trascuratezza» - Il Messaggero.
Il magistrato invita la Procura: indagare su vertici società
Negativi i test antidroga effettuato giorni fa sul comandante
|
|
|
dal nostro inviato Cristiana Mangani
GROSSETO – Non basta più l’arresto di Francesco Schettino per dare giustizia alle vittime. Non basta solo il comandante che dribbla le responsabilità e fugge, a ripagare chi ha perso parenti e figli. Sono molti altri i ruoli non rispettati, primo fra tutti quello della Costa crociere che, sin dal primo momento, sembra aver tenuto un atteggiamento confuso.
La procura sta indagando sull’intero ponte di comando e sulla società di navigazione, ma per il procuratore generale della Toscana, Beniaminino Deidda, l’intervento è urgente. Tanto che, ieri, il pg, nel pieno del suo ruolo, ha dichiarato: «Il datore di lavoro è garante delle norme di sicurezza e ne è responsabile. In questo caso ci sono stati problemi e incredibili leggerezze». Il riferimento alla Costa è chiaro. Deidda non usa mezzi termini: «La magistratura – spiega – cerca i nessi causali degli eventi. Per ora l’attenzione generale si è concentrata sulle colpe del comandante, che si è rivelato tragicamente inadeguato. Ma chi lo sceglie il comandante? Occorre spingere lo sguardo sulle scelte fatte a monte dal datore di lavoro, e cioè dall’armatore». E ha aggiunto: «Poi c’è anche il tema fondamentale della organizzazione della sicurezza. Scialuppe che non scendono, personale che non sa cosa fare, scarsa preparazione a gestire l’emergenza, ordini maldestri come quello assurdo di tornare nelle cabine. Continua a leggere
Concordia, il sistema satellitare nel mirino della procura – La Nazione – Grosseto.
La Capitaneria: “Quella sera l’Ais funzionava regolarmente”
Secondo alcune fonti anonime citate dalla stampa nei giorni scorsi, quando i comandanti fanno gare di abilità o prove di coraggio passando con le navi vicino alle coste, abitualmente spengono il sistema di rilevamento satellitare di bordo
Grosseto, 20 gennaio 2012 - Si chiama Ais (Automatic identification system). E’ il sistema satellitare per la sicurezza in mare con cui le capitanerie di porto controllano le rotte delle navi. E’ attraverso l’Ais che la sera di venerdì la guardia costiera di Livorno visualizza la posizione della Concordia ormai arenata davanti al Giglio. “Da verifica Ais – si legge nel diario della Capitaneria (ore 22.07) - individuiamo la M/N Costa Concordia in prossimità dell’isola del Giglio in località punta Lazzeretto”.
Ma non è sui monitor che le autorità si accorgono del gigante in avaria. A mettere in allarme i militari è una telefonata dei carabinieri di Prato, avvertiti a loro volta da una cittadina pratese in contatto telefonico con la madre passeggera a bordo. Continua a leggere
Giglio, Wwf: “Allarme sì, allarmismo no” – Quotidiano Net.
Ma le onde fanno paura: “Prima o poi una mareggiata arriverà”
Gaetano Benedetto, direttore politiche ambientali: “La situazione al momento è sotto controllo, le panne antinquinamento hanno finora contenuto i limitati rilasci di idrocarburi” dall’inviato Alessandro Farruggia
Giglio, 21 gennaio 2012 – “Allarme sì, allarmismo no”. Usa la misura Gaetano Benedetto del Wwf Italia nel valutare la situazione a Giglio Porto. “La situazione - dice - mi sembra per il momento sotto controllo, grazie alle misure che sono state messe in atto da Castalia. Le panne antinquinamento hanno finora contenuto i limitati rilasci di idrocarburi contenuti nelle acque di sentina e della sala macchine e i serbatoi che contengono il carburante per il momento non sembrano in pericolo”. Per il momento.
“Il rischio - osserva Benedetto - è che le condizioni meteo marine possano cambiare e il transatlantico possa scivolare su fondali più profondi. Continua a leggere






























