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tutti i giorni 4 nuove pagine di articoli presi dai media e dalla rete, opinioni di redazione e approfondimenti





 

gli articoli con la foto accanto al titolo sono completamente originali dei nostri collaboratori

sicilia

Bentivegna scolpì migliaia di teste nei pressi di Selinunte. Cammarata passò cinquant`anni ad abbellire la propria casa-baracca con sculture alla Gaudì. Gambino disegnava con la biro sulla carta con cui avvolgeva i semi di zucca abbrustoliti del suo chiosco. Apprezzati all`estero, derisi e incompresi a casa propria. Molte loro opere sono state distrutte. Adesso l`Università di Palermo lancia un osservatorio per gli artisti marginali, perché siano valorizzati – e non rimpianti – anche in patria.

Uno dei disegni di Gambino

PALERMO – Uno fu catturato dagli inglesi e se li fece amici costruendo un castello. Passò la vita ad abbellire la sua casa-baracca con sculture di cemento e vetri di bottiglia, finché gliela distrussero per farci il parcheggio di un supermercato. Un altro tornò dall`America, comprò tre ettari alle falde del monte Cronio e per cinquant`anni scolpì migliaia di teste di pietra, dipingendole di rosa. Un altro ancora vendeva semi di zucca abbrustoliti sul lungomare palermitano. Componeva raffinati disegni con la sua penna – l`opera era finita solo quando terminava la biro – e li vendeva ai turisti di passaggio. E, occasionalmente, a Enzo Sellerio e Leonardo Sciascia. L`ultimo scolpiva teste col tufo di Favignana e le cementava sulle case degli isolani, senza il consenso dei proprietari. Finì per scolpire gli scogli delle cale. Continua a leggere

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immigrazione

 

 

 

 

 

 

ROMA – “L’avvertimento del ministro degli esteri della Libia non ci fa stare tranquilli. La comunità di Lampedusa fa appello al governo perchè predisponga adeguate misure di contrasto altrimenti saremo ancora invasi”. È quanto afferma la senatrice lampedusana della Lega Nord Angela Maraventano dopo le notizie allarmanti di possibili nuove ondate di clandestini provenienti dalla Libia per l’Italia.

“Siamo perennemente in emergenza – continua Maraventano – e le emergenze sono anche altre: caro gasolio, grave situazione economica per la nostra pesca e il turismo e l’annoso problema degli sbarchi. Siamo esausti. L’Ue si attivi immediatamente e ci dia sostegno e aiuto. Non possiamo stare sempre svegli in attesa di poveri cristi che arrivano sulla nostra isola. Riccardi, Terzi e Cancellieri vadano a Bruxelles a trattare per la salvaguardia della mia comunità. Ormai siamo diventati la porta d’Europa più maltrattata di tutti e 27 paesi dell’Ue”.

Maraventano: “Inquietante” | Notizie di Sicilia | Catania | Cronaca, politica, sport | lasiciliaweb.it.

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Catania, Forconi bruciano in piazza le cartelle esattoriali – YouTube.

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Massimo Giannetti
10.05.2012

Le ex tute blu hanno occupato l’ufficio dell’Agenzia delle entrate di Palermo: “Da questo posto lo Stato riscuote le tasse e noi dallo Stato vogliamo risposte”. Gli operai della fabbrica ex Fiat sono in cassa integrazione a zero ore e aspettano al riconversione promessa dall’imprenditore molisano Di Risio, che però è “uccel di bosco”

«Da qui ai prossimi giorni a Termini Imerese se ne vedranno delle belle, la nostra protesta sarà un crescendo…». Sono le quattro del pomeriggio e davanti alla sede dell’Agenzia delle entrate, sul lungomare Cristoforo Colombo, ci sono un sacco di poliziotti. Dentro c’è trambusto, ma non è una protesta di routine, perché la sede locale del fisco è stata clamorosamente occupata da centinaia di ex operai Fiat dopo un’infuocata assemblea mattutina davanti ai cancelli dello stabilimento, chiuso ormai da più di cinque mesi.
«Vogliamo essere ascoltati – dice un battagliero Vincenzo Comella, della Uilm, mentre occupa anche lui l’Agenzia delle entrate – abbiamo scelto questo obiettivo sensibile perché rappresenta lo stato che riscuote le tasse nel territorio, e noi dallo stato vogliamo risposte sul futuro di oltre duemila lavoratori rimasti di fatto con un pugno di mosche in mano». Continua a leggere
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Confermato a Palermo Leoluca Orlando al 47,34% che andrà al ballottaggio con Fabrizio Ferrandelli (17%). A fugare i dubbi interpretativi è stata l’assessore regionale agli Enti locali, Caterina Chinnici, dopo l’approfondimento di una task force

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In Sicilia le elezioni amministrative rischiavano di passare alla storia come un pasticcio epocale. Invece saranno ricordate per un corto circuito doppio degli uffici elettorali. A 24 ore dalla chiusura dei seggi i calcoli delle quote percentuali di ogni candidato alla carica di sindaco erano stati bollati come “falsati”. Secondo le valutazione dell’Assessorato regionale alle Autonomie Locali era in corso un clamoroso errore di conteggio che aveva fatto precipitare nel caos gli uffici elettorali.

La svista riguardava la corretta interpretazione della nuova legge elettorale siciliana: le stime quindi erano tutte da rifare. Poche ore dopo però era arrivata la marcia indietro direttamente dall’assessore regionale alle autonomie locali Caterina Chinnici: nessun errore, i dati diffusi ieri sono quelli ufficiali.

Confermato quindi a Palermo Leoluca Orlando al 47,34% che andrà al ballottaggio con Fabrizio Ferrandelli (17%). Nei 147 comuni dell’isola in cui si è votato gli uffici elettorali sono entrati nel panico: avevano calcolato le quote percentuali soltanto sulla base di tutti i voti attribuiti ai candidati sindaco.

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I “bambini balilla di Trapani” in sostegno del Sindaco ex Forza Italia VIDEO – Young Blog – You-ng.it.

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Le percentuali calcolate in modo errato. Le cifre totali andranno ridimensionate notevolmente. Un altro pasticcio dopo i ritardi clamorosi

Sindaci, conteggi da rifare La Regione conferma

Un brutto guaio si abbatte sulle elezioni di Palermo. Il pasticcio l’avrebbero combinato quelli del sito del Comune di Palermo che hanno fornito, e pure con gran ritardo, dati che sarebbero sbagliati. In pratica le percentuali dei voti ai sindaci sarebbero state calcolate sulla base dei voti totali espressi solo per i sindaci. Invece, secondo le nuove norme, il totale dei voti di un candidato sindaco va diviso per tutti i voti validi (cioè totale votanti meno le schede nulle). Il che comporterà un notevole livellamento verso il basso delle percentuali dei singoli.
In pratica il metodo di calcolo corretto è questo.
Sindaci: (voti sindaco) diviso (votanti meno nulle).
Liste: (voti di lista) diviso (votanti meno nulle meno voti di liste sbarrate).
Inoltre pare che l’errore di conteggio sia stato fatto anche nei voti di lista.

AGGIORNAMENTO. La Regione conferma lo scoop di diPalermo: per i sindaci percentuali da rivedere.

(08 maggio 2012)

Sindaci, conteggi da rifare La Regione conferma | Gery Palazzotto su diPalermo.

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I fallimenti aumentano, i tempi della giustizia non si riducono. L’analisi dei dati di Cerved Group sul periodo gennaio-marzo 2012 evidenzia un quadro ancora difficile per le imprese, con procedure di default in crescita del 4,2% rispetto all’anno precedente, sedicesimo trimestre consecutivo di aumento. In valore assoluto le 3mila nuove procedure aperte sono vicine al massimo storico e a questo bilancio negativo va aggiunto l’onere dei tempi “biblici” per liquidare i creditori.

La durata media delle procedure, secondo i dati Cerved Group, ha sfiorato il picco di 9 anni nel 2010 per ridursi solo in modo marginale a 8,6 anni nel 2011. Si tratta comunque della prima inversione di tendenza dopo dieci anni di crescita costante di questo indicatore, partito da quota 5,7 anni nel 2000.

Se questa è la media dei tempi per ottenere la liquidazione dei crediti, ancora più eclatante è l’inefficienza del sistema analizzando gli estremi, dove ad esempio il 17,3% dei fallimenti chiusi nel 2011 si riferisce a imprese entrate in procedura prima del 1996. Continua a leggere

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Nel 2001 lo storico trionfo, oggi il segretario del Popolo della libertà fallisce anche nella sua città, ad Agrigento

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Ad Agrigento si va verso la riconferma di Marco Zambuto (Udc), che supera il 40 per cento, lasciandosi alle spalle Totò Pennica (Pdl), pupillo del segretario Angelino Alfano; a Trapani il primato di Peppone Maurici, ex deputato regionale di Forza Italia, cui il boss Virga risparmiò la vita, secondo il racconto del pentito Siino, e oggi sostenuto da Grande Sud, Udc, Mpa: la fine dell’impero berlusconiano, nell’isola in cui trionfò con il 61 a 0 nei collegi nel 2001, travolge il Pdl nelle sue roccaforti siciliane più granitiche confinandolo a percentuali minuscole e premiando le alternative nel centro destra.

A salvare la faccia al Pdl (e al suo segretario) è Sciacca, che ha decretato la vittoria al primo turno del penalista Fabrizio Di Paola con oltre il 51 per cento dei consensi, voluto, si dice, direttamente da Alfano. Il vento del cambiamento non soffia nelle urne della Sicilia occidentale, dove un Pd dalle mille facce (e alleanze) resta al palo, con l’unica eccezione di Marsala, dove il candidato appoggiato dal partito di Bersani è Giulia Adamo, ex Pdl, ora Udc, in testa con il 44 per cento dei consensi sul concorrente del Pdl, Salvatore Ombra, fermo al 28 per cento. Continua a leggere

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orlando ferrandelliElezioni amministrative in Sicilia, i risultati in tempo reale: a Palermo l’ex sindaco (47%) è in netto vantaggio su Ferrandelli (17%), lontano l’esponente del Pdl (12%). Definitivi: ballottaggi ad Agrigento (Zambuto-Pennica) e Trapani (Maurici-Damiano). A Misterbianco vince Di Guardo, si va al secondo turno a Paternò (Mangano-Naso), Palagonia (Marletta-Di Stefano), Caltagirone (Bonanno-Foti), Tremestieri Etneo (Rando-Rapisarda) e Aci Catena (Maesano-Petralia)

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Gli uomini della Digos si sono presentati dopo la denuncia di un’elettrice, in un seggio di Cardillo, secondo cui la scheda elettorale era già segnata con un nome di un candidato. Sembra inoltre che manchino 25 schede per sindaco e Consiglio comunale e 2 per il Consiglio di circoscrizione.

sezione 266,

Palermo, 07-05-2012

Ieri sera, in un seggio di Cardillo, sezione 266, nella zona periferica di Palermo, un’elettrice ha trovato la sua scheda già votata, ovvero contrassegnata su simbolo e nome di un candidato. Al seggio è intervenuta la Digos che ha effettuato il conteggio delle schede non ancora utilizzate, riscontrandole con gli elenchi degli elettori, e all’appello ne mancherebbero 27: 25 per sindaco e Consiglio comunale e 2 per il Consiglio di circoscrizione.

 

Secondo la dichiarazione dell’elettrice, quando ha fatto notare la scheda “incriminata” al presidente del seggio, quest’ultimo sembra che abbia inserito la scheda nell’urna. Tuttavia, il seggio è rimasto aperto, ma la polizia ha acquisito tutti gli elementi utili per indagare una volta chiuse le urne. La Digos della Questura di Palermo, non ha eseguito però alcun sequestro di schede o altro. Continua a leggere

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Colletta per il rapinatore | Notizie di Sicilia | Catania | Cronaca, politica, sport | lasiciliaweb.it.

All’ufficio postale di Porto Empedocle un disoccupato tenta un maldestro assalto

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coordinamento:

Ken Sharo-Luna Rossa

Redazionali e Collaborazioni
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quotidiani 22 maggio 2012
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quotidiani esteri del 18 maggio 2012

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