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Marsala, il lago avvelenato. Così la Sicilfert smaltiva illegalmente il percolato – YouTube.

Un’inchiesta esclusiva della redazione di Marsala.it, Ci siamo appostati per mesi, di notte, sotto la pioggia. Abbiamo scoperto come la Sicilfert, di Marsala, ha sversato tonnellate di percolato che sono andate a finire dritto dritto nel lago Maimone. Un fiume interrotto soltanto con l’intervento della magistratura.

 

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E’ quanto ha accertato la Polizia Scientifica di Roma: quello che poteva sembrare il quaderno scomparso con all’interno gli appunti del giudice antimafia si è rivelato essere un parasole utilizzato per coprire i resti dell’agente di scorta Emanuela Loi

Via D’Amelio, oggetto rosso non era agenda di Borsellino ma parasole per auto

Un pannello parasole, di quelli di cartone pieghevole utilizzati sulle automobili per riparare il cruscotto dal calore estivo. Solo che questo era di colore rosso e dopo il botto di via D’Amelio si era staccato dall’automobile alla quale apparteneva, finendo a brandelli a pochi metri dai resti carbonizzati di Emanuela Loi, una dei cinque agenti di scorta che persero la vita insieme a Paolo Borsellino il 19 luglio del 1992. Sarebbe questa la macchia rossa individuata nel filmato girato dai vigili del fuoco pochi attimi dopo la deflagrazione della Fiat 126 a pochi metri del civico 21 di via Mariano D’Amelio. Quel filmato era da anni agli atti delle varie inchieste della procura di Caltanissetta. Pochi giorni fa però era saltato fuori quel particolare: una macchia rossa sull’asfalto, molto simile all’agenda rossa di Borsellino, scomparsa subito dopo la strage. Per molti non c’erano dubbi: era quello il quaderno rosso in cui Borsellino appuntava le informazioni più delicate di cui era in possesso. Continua a leggere

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Ragusa, morto operaio che si era dato fuoco per evitare sfratto

Catania,  (LaPresse) – E’ morto nella notte, alle 3.30, Giovanni Guarascio, il muratore 64enne di Vittoria (Ragusa) che il 14 maggio scorso si era dato fuoco, cospargendosi il corpo con la benzina, per impedire lo sfratto della sua casa. L’uomo era ricoverato all’ospedale Cannizzaro di Catania per le gravi ustioni riportate.

Cronaca. Ragusa, morto operaio che si era dato fuoco per evitare sfratto – LaPresse.

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Maxibusiness decennale di Cosa Nostra gestito dai super boss

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      INFOPHOTO<br />
Palermo, 22 mag. (TMNews) – Un ingente patrimonio costituito da società, attività commerciali, immobili di pregio e disponibilità finanziarie per complessivi 48 milioni di euro è stato sequestrato dalla Guardia di Finanza di Palermo. Le indagini hanno svelato le infiltrazioni di ‘Cosa Nostra’ e dei suoi leader storici, fra cui Bernardo Provenzano, Leoluca Bagarella e Matteo Messina Denaro, negli affari delle società di un gruppo imprenditoriale che ha curato, a cavallo fra gli anni ’80 e ’90, la metanizzazione di intere aree del territorio siciliano.

Le dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia – fra cui Giovanni Brusca, Vincenzo Ferro, Antonino Giuffrè – ed il contenuto di alcuni pizzini sequestrati nel tempo a “boss” mafiosi e l’esame di decine di contratti di appalto e sub appalto hanno permesso di ricostruire la “storia economico finanziaria” del gruppo imprenditoriale. Continua a leggere

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Nuccio Sciacca / 

Il prof. Scarlata dell’Università di Palermo: “Temperatura in aumento, la malattia potrebbe tornare in Sicilia”

La temperatura media è aumentata di circa due gradi e non è poco considerato il ritorno di malattie ormai dimenticate come la malaria proprio a causa di una tropicalizzazione climatica. Anche la nostra regione ne risente e la preoccupazione degli specialisti aumenta. Ne è convinto Francesco Scarlata, docente di Malattie infettive dell’Università di Palermo intervenuto a Caltanissetta al corso “Aggiornamenti in infettivologia” diretto da Mauro Sapienza, primario di medicina interna dell’ospedale di Enna.

“L’ultimo focolaio di malaria – ha ricordato Scarlata – risale in Sicilia al 1953 ma le mutazioni climatiche che da un quarto di secolo si osservano, con aspetti ormai da clima sub-tropicale, preoccupano per il rischio di ripresa dell’endemia malarica, come purtroppo recentemente è avvenuto in diverse regioni della Grecia con decine di casi di malaria da Plasmodium vivax. Continua a leggere

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donazione-organi

fotografia da web

(Adnkronos) – Saranno prelevati gli organi del bimbo ferito ieri con un colpo di pistola a Misilmeri, nel palermitano, dal padre poliziotto, che si e’ poi suicidato. Il consenso al prelievo e’ stato dato dalla madre del piccolo, da stamattina in stato di morte cerebrale all’ospedale civico di Palermo. La scelta e’ maturata dopo i colloqui di queste ore con i medici e con gli operatori sanitari dell’Unita’ operativa di seconda rianimazione diretta da Romano Tetamo. Il prelievo sara’ eseguito nel pomeriggio dall’equipe della seconda rianimazione e le varie fasi che porteranno al trapianto degli organi saranno coordinate dal Crt, il centro di riferimento regionale per i trapianti.

Palermo: spara a bimbo e si suicida, da madre piccolo ok a prelievo organi – Yahoo! Notizie Italia.

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Sicilia, spara al figlio di 7 anni poi si uccide: è un poliziotto

Un poliziotto ha sparato con la pistola d’ordinanza al figlio di sette anni e si è poi suicidato.

Il poliziotto si chiamava Ivan Irrera e viveva con il figlio, la moglie e una figlia di 14 anni in via Pitrè, a Misilmeri, un paese in provincia di Palermo. Irrera era in servizio alla Squadra mobile di Palermo nella sezione Antirapine. Il bambino è in condizioni disperate ed è ricoverato in seconda rianimazione. I medici stanno tentando di stabilizzarlo e solo dopo sarà possibile, eventualmente, sottoporlo ad un intervento chirurgico. Ha ferite alla testa.

Sicilia, spara al figlio di 7 anni poi si uccide: è un poliziotto – Cronaca Italiana – L’Unione Sarda.

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In Sicilia si punta sulle strade ma tra ritardi e risorse sparite.  di Andrea Lodato

Inaugurata la rampa di Giostra della autostrada Messina-Palermo, l’appalto era partito quindici anni fa ed era propedeutica al ponte sullo Stretto

Manifesti contro il ministro Kyenge

autostrada

La rampa di Giostra, autostrada Messina-Palermo, alleluja. Tutto cominciò nel 1977, sedici anni fa, idea, progettazione, appalto. Poi è passato il solito tempo biblico, tra soldi finiti, ritardi, inciampi burocratici, lentezze strutturali. Ma oggi si taglia il nastro e sorride l’Anas dell’Amministratore unico, Pietro Ciucci, che può ricordare che loro sono subentrati appena tre anni fa nel procedimento e da allora l’iter è stato accelerato e adesso lo svincolo tanto atteso c’è. Continua a leggere

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