Il Ponte sullo Stretto non si farà ma continueremo a pagarlo – www.terrelibere.org.
VILLA SAN GIOVANNI (Reggio Calabria) – Il 20 gennaio il Cipe ha spostato ad altre opere 1.624 milioni di euro precedentemente assegnati alla “Stretto di Messina” spa. Nell’immaginario collettivo la questione del Ponte sullo Stretto è stata definitivamente sepolta. Invece continuano gli sprechi, che pagheremo per almeno undici anni. Ovvero il periodo del mutuo – con interessi a totale carico dello Stato – acceso per completare i lavori di Cannitello.
Si tratta di una “piccola opera” da 26 milioni progettata per spostare un chilometro di binario, tecnicamente “un lavoro propedeutico finalizzato a risolvere le interferenze con il futuro cantiere della torre calabrese del Ponte”. L’ideale prima pietra fu posta dal governo Berlusconi nel 2009. Continua a leggere
Salemi è Comune a rischio mafia Sgarbi si dimette da sindaco – Italia – l’Unità.
Gli ispettori propongono al Viminale lo scioglimento del Comune di Salemi per infiltrazioni mafiose. Sgarbi, prima annuncia querele, poi ci ripensa e si dimette.

«Ho lavorato come un matto, ho io contrastato gli interssi mafiosi, come nel caso delle pale eoliche e ora mi attaccano», ha detto Sgarbi, che mercoledì dovrebbe incontrare il ministro dell’Interno, Cancellieri.
I Forconi si spaccano: “Morsello è espulso” | Notizie di Sicilia | Catania | Cronaca, politica, sport | lasiciliaweb.it.
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Ferro, l’altro leader del movimento siciliano, lo considera “troppo vicino alla destra estrema”. La replica: “Nessuno può estromettermi, sono uno dei fondatori”
Morsello glissa quando gli si chiede delle spaccature interne e non accetta la definizione di ‘espulso’. “Più persone – dice – che dirigono le sorti dei forconi è una cosa buona per il bene dei siciliani. Io ho fondato il movimento con gli altri e nessuno può estromettermi”.
Di diverso avviso Ferro secondo cui “Morsello è stato espulso dal movimento che noi abbiamo registrato regolarmente. Non partecipa alle riunioni e non è un interlocutore con gli amministratori pubblici. Martino è troppo vicino alla destra estrema attraverso sua figlia. Deve capire che non possiamo stare con Forza Nuova e sigle simili. Lui è solo e può fare tutte le conferenze stampa che vuole ma rappresenta solo se stesso e i pochi che stanno con lui”. Continua a leggere
Salemi verso lo scioglimento per mafia La richiesta già sul tavolo del Viminale | Redazione Il Fatto Quotidiano | Il Fatto Quotidiano.
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Gli ispettori, nominati dall’ex ministro Maroni, hanno concluso il loro rapporto. L’iniziativa parte dal sequestro di beni ai danni di Pino Giammarinaro sospettato di legami con i clan. lo stesso che, secondo l’accusa, avrebbe fatto pressione sulla giunta governata da Sgarbi
Gli ispettori nominati a giugno scorso dall’ex ministro dell’Interno Maroni, su richiesta del prefetto di Trapani Marilisa Magno, per compiere l’accesso agli atti del Comune di Salemi hanno concluso il loro lavoro. Un vice prefetto, un commissario di Polizia e un tenente dei carabinieri, hanno lavorato nei termini affidati, e la conclusione appena rassegnata è quella che l’amministrazione del sindaco Vittorio Sgarbi “è stata oggetto di infiltrazione mafiosa”. Sul tavolo del ministro Cancellieri, che ha sostituito Maroni al Viminale, è già giunta la richiesta di commissariamento per inquinamento mafioso, un documento che nella sua completezza è stato classificato come “riservato”.
Non è stato un lavoro semplice e lo dimostra la mole di documentazione che accompagna le centinaia di pagine di relazione, decine e decine di faldoni, diversi capitoli per ogni settore dell’amministrazione comunale salemitana. Continua a leggere
Il centrosinistra palermitano ritrova la sua unità e fissa per il prossimo 4 marzo le primarie per le elezioni comunali. Il tavolo di ieri sera ha però posto un paletto: nessun accordo con il Terzo polo né al primo, né al secondo turno. Una conditio sine qua non che ha portato molti a pensare ad un’esclusione per Fabrizio Ferrandelli, che invece conferma la sua partecipazione alle primarie. “Sono contento che si sia ristabilito un clima di unità e serenità – dice il candidato del Polo civico – Lumia e Cracolici continueranno a sostenermi? Chiedetelo a loro. Io vado avanti”.
Allora, si candida comunque alle primarie?
“Certo che mi candido alle primarie, non cambia nulla per me. L’unico cambiamento che registro è il ritrovato buonsenso nel centrosinistra che ieri avevo chiesto in un comunicato congiunto con Ninni Terminelli”. Continua a leggere
Stella Spinelli
Un gruppo di operai della siciliana Cesame, marchio storico delle ceramiche sanitarie – la quale negli anni Ottanta e Novanta contava 600 dipendenti e un fatturato milionario – dopo anni di cassa integrazione, hanno deciso di salvare l’azienda ormai fallita e il loro futuro. Riuniti in una cooperativa, si sono autotassati, ha elaborato un piano di rilancio oculato e serio e prevede entro l’anno di far ripartire la produzione. Un esempio positivo e contagiante di quanto la buona volontà unita alla fiducia in un prodotto italiano di qualità possa servire per rialzare la testa e ripartire.
A raccontarci la storia di questi 77 operai catanesi che ce la stanno facendo è Salvatore Falsaperla, 49 anni, da oltre trent’anni operai alla Cesame, e ora vicepresidente della cooperativa che l’ha rilevata.
“L’idea di prenderci l’azienda e salvarla da speculazioni e fallimento sono anni che ce l’abbiamo. Già nel bienno 2003-2005, quando ormai la nostra fabbrica era stata commissariata, consci delle potenzialità e della nostra professionalità, sapevamo di poterci riuscire. Ma proprio quando ci stavamo per proporre al Ministero, arrivò la Forex, un’azienda milanese che comprò tutto e ci promise mari e monti, con un unico risultato: il baratro. Nei quasi due anni di Forex la Cesame, che con il commissario era ripartita e che non aveva l’ombra di un debito, accumulò quasi 15 milioni di debiti. Le nostre speranze di essere capitati in mano a una società sana e bene intenzionata si vanificarono in poco tempo. Continua a leggere
Strage di Ustica, spunta una nuova pista “Verità sull’incidente delle Frecce tricolori” – Palermo – Repubblica.it.
Oggi a Palermo comincia il processo d’appello con i ministeri della Difesa e dei Trasporti che contestano la condanna di un risarcimento da 110 milioni di euro. L’ipotesi è che l’aereo di Ivo Nutarelli, che si schiantò a Ramstein provocando la morte di 67 persone, sia stato sabotato: la sera del 27 maggio 1980 la pattuglia in volo aveva dato un “allarme generale” di cui i piloti avrebbero dovuto riferire ai magistrati pochi giorni dopo l’incidente
Lavoro, buste con proiettili a Fornero e Marcegaglia – Quotidiano Net.
Minacce dal Fronte Rivoluzionario anche a leader sindacali
Le missive intercettate nel centro meccanografico postale di Lamezia Terme. Un episodio analogo sempre nella città calabrese si era verificato lo scorso dicembre
Lamezia Terme, 31 gennaio 2012 – Buste con proiettili calibro 38 indirizzate al ministro del Lavoro Elsa Fornero, alla Presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ai leader di Cgil e Cisl, Susanna Camusso e Raffaele Bonanni, sono state intercettate nel centro meccanografico postale di Lamezia Terme e sottoposte a sequestro dal procura lametina.
Le missive, a firma Movimento Fronte Rivoluzionario, giungono proprio a ridosso dell’incontro di giovedì sulla riforma del mercato del lavoro. Al loro interno infatti sono contunuti anche volantini e minacce che fanno riferimento proprio alla questione del lavoro.
Il sostituto procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Domenico Galletta, ha già disposto i primi accertamenti su tutto il materiale. In particolare si sta cercando di verificare la presenza di impronte digitali o altri elementi utili per risalire ai responsabili del gesto. Gli investigatori stanno anche cercando di ricostruire il percorso fatto dalle buste per arrivare al centro meccanografico della città calabrese.
Già lo scorso dicembre si era verificato un episodio analogo. Sempre a Lamezia Terme furono trovate dieci buste con proiettili e minacce rivolte al premier, Mario Monti, all’ex premier, Silvio Berlusconi, e ai direttori di alcuni quotidiani nazionali. Negli ambienti investigativi si sta valutando anche l’attendibilità delle minacce in circostanze analoghe.
infoaut.org – Palermo boicotta OMSA.
È partita oggi Sabato 28 Gennaio la campagna di boicottaggio nazionale contro la Omsa che nel giorno di Capodanno con un semplice fax ha bruscamente licenziato 239 lavoratrici dello stabilimento di Faenza senza nessuna possibilità di trattativa.
Alla base del licenziamento delle operaie sta la sete di profitto incondizionato: l’azienda infatti sembra godere di ottima salute dal punto di vista finanziario ma non contenta di ciò ha deciso di delocalizzare la produzione verso paesi terzi dove il lavoro viene pagato a costo zero (il minimo indispensabile per la sopravvivenza) perpetuando così sfruttamento su sfruttamento. Questo è ciò che accade nel turbolento e contraddittorio mondo del lavoro dove tagli e licenziamenti sono all’ordine del giorno e dove la crisi creata da banche e speculatori la fa da padrona sulla vita di studenti, precari, operai e senza casa. La mancanza di qualunque scrupolo da parte della Omsa è però riuscita a sollevare il dissenso e la rabbia di quanti hanno deciso di solidarizzare con la lotta di queste lavoratrici e scendere in piazza per fare sentire le proprie ragioni. Continua a leggere
Le inchieste del Corriere della Sera – Reportime -
Le proteste che stanno paralizzando l’Italia, nate sulla spinta dei forconi siciliani, hanno un padrino d’eccezione: Enzo Ercolano, figlio dello “Zio Pippo” e nipote di Nitto Santapaola – entrambi storici capi di Cosa Nostra a Catania.
Visionando con attenzione le immagini trasmesse dai telegiornali della conferenza stampa di presentazione delle proteste siciliane, si nota un volto che nessuno ha riconosciuto: quello di Enzo Ercolano, proprio alle spalle del leader della protesta, Giuseppe Richichi, ex autotrasportatore che gestisce attraverso l’Aias lo scalo dell’interporto di Catania. Ente che ha nel proprio “comitato etico” il senatore Anna Finocchiaro del Pd. Ma cosa c’entra Enzo Ercolano con la protesta?
contropiano.org – Palermo: allontanati militanti di Forza Nuova da corteo ‘Forconi’.
forografia da web della redazione N.R.
Dopo le polemiche dei giorni scorsi sulle infiltrazioni e le strumentalizzazioni fasciste dei movimenti di protesta che da giorni stanno manifestando in Sicilia la loro rabbia contro il governo e la loro denuncia contro una situazione ormai insostenibile, alcuni settori del cosiddetto ‘movimento dei Forconi’ hanno scelto di segnare una distinzione netta con le organizzazioni riconducibili apertamente all’estrema destra. Anche se Morsello questa mattina ha sfilato in prima fila nel grande corteo che ha attraversato Palermo, alcuni militanti di Forza Nuova che volantinavano ai lati della manifestazione sono stati allontanati da alcuni agenti di Polizia, dopo le proteste di alcuni manifestanti che evidentemente non gradivano la presenza dei neofascisti.
Già lunedì proprio il legame con il movimento di estrema destra e con la sua emanazione ‘Forza d’Urto’ era stato all’origine dell’allontanamento dal movimento di Martino Morsello, tra i fondatori dei Forconi.
fotografia da web della redazione N.R.




























