Golfo Aranci, consigliere parla di mafia. Giunta lo “accusa”: “Sei il Saviano sardo”
Andrea Viola, del Pd, ha denunciato la presenza di un imprenditore arrestato per 416bis nell’elenco delle ditte da invitare agli appalti comunali. Sindaco e maggioranza lo hanno querelato e paragonato in modo sprezzante all’autore di Gomorra. Ma le denunce appaiono tutt’altro che infondate. di Elena Ciccarello
Il generale Mini: “Il governo trasforma la Difesa in un trafficante di armi”

Denuncia la mafia e finisce in tribunale. In più lo “accusano” di essere come Roberto Saviano. È accaduto a un giovane consigliere comunale di Golfo Aranci, località turistica della Costa Smeralda, paradiso di terra e mare ad una manciata di chilometri dalla residenza sarda di Silvio Berlusconi. Andrea Viola, avvocato e consigliere Pd, ha denunciato il rischio di infiltrazioni mafiose nel suo Comune e per questo è stato querelato dalla maggioranza guidata dal sindaco Giuseppe Fasolino. Per gli amministratori locali Viola è solo un “piccolo Saviano sardo” e le sue accuse del tutto infondate: a Golfo Aranci non c’è mafia. Continua a leggere
Orgosolo attende serena la verità su Mesina In piazza: “Il nostro è un paese come un altro”
La precisazione di Antonia Mesina al microfono del Tg di Videolina (“Mai offerto un caffé alla polizia”) continua a far discutere nelle strade di Orgosolo. L’arresto di Grazianeddu ha riacceso i riflettori, ma tra il dedalo delle viuzze illuminate dai murales vivono la vicenda con disincanto. Emerge anche dall’articolo, sull’Unione Sarda oggi in edicola, di Piera Serusi. A Orgosolo c’è anche l’inviata di Videolina Mariangela Lampis: dalle 13, sul Tg, il suo reportage.
MESINA PARLA SU ”MONITOR” DEI 40 ANNI TRASCORSI IN CARCERE

Un paese orgoglioso, “ma come tutti gli altri”, è un commento quasi unanime. Nel corso, al bar, nel dedalo delle viuzze abbellite dai murales, nel piazzale della chiesa, ti aspetti musi lunghi alla vista del cronista ma, nella maggior parte dei casi, così non è. Continua a leggere
Mesina, un’inchiesta-bis investe Grazianeddu: 700mila euro versati da Fininvest a un pastore
NdR - e ti pareva…..chi ci aveva creduto che il cav. Velina facesse per beneficienza cementificare la Costa Smeralda, comprasse ville suntuose e poi le facesse proteggere dai carabinieri ( cose private e ordine pubblico, basterebbe questo per capire con chi abbiamo avuto a che fare per 25 anni). Ora saltano fuori gli altarini con la mafia sarda….sarà colpa dei Magistrati anche ‘sta volta? O com’è che trovano sempre il suo nome negli intrallazzi economici?? mah! comunisti! – macwalt
MESINA PARLA SU ”MONITOR” DEI 40 ANNI TRASCORSI IN CARCERE
C’è un filone nuovo nell’inchiesta che riguarda l’ex ergastolano graziato, Graziano Mesina, in carcere da lunedì, assieme ad altre 25 persone per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga. Si tratta della mediazione che Mesina offrì a un pastore che non voleva vendere 500 ettari, a Capo Ceraso, alla Fininvest che tre anni fa pagò 700mila euro.

Un filone soltanto accennato dal colonnello Simone Sorrentino nel corso della conferenza stampa di martedì mattina a Nuoro.
Ha a che fare con la cessione di 500 ettari a Capo Ceraso, territorio di Olbia, che il pastore Paolo Murgia era sicuro di aver usucapito dopo avervi portato a pascolare le pecore per trent’anni, dal 1964. Ettari che Murgia si era sempre ostinato a non vendere. Fino a tre anni fa quando la società Edilizia Alta Italia del gruppo Fininvest aveva versato poco più di 700mila euro. Nella trattativa tra il pastore e Silvio Berlusconi (che aveva 40 anni quando pensò di creare Olbia 2, ribattezzata poi Costa turchese) il ruolo di mediatore sarebbe stato ricoperto proprio da Mesina. Tre anni fa l’ex ergastolano era già pedinato e intercettato per i motivi che hanno portato all’arresto di lunedì, sicché anche la vicenda dei 700mila euro versati da Fininvest è finita sotto la lente.
LA STRADA DEI SEQUESTRI – Si segue una nuova traccia: in una valigetta trovata nella casa di Orgosolo c’erano una mappa e la foto di un uomo. Si tratta del titolare di una società di vigilanza sassarese che, secondo gli inquirenti, era nel mirino della banda dell’ex ergastolano orgolese.
Dettagli nell’articolo di Maria Francesca Chiappe a pagina 3 sull’Unione Sarda in edicola.

Era considerato il bandito sardo più famoso del dopoguerra, la primula rossa con il record di evasioni che, tra crimini e leggende, faceva innamorare le donne e da latitante si travestiva per andare a vedere il Cagliari di Gigi Riva. Graziano Mesina, 71 anni di Orgosolo, da ieri è di nuovo in carcere, con una pesantissima accusa: essere a capo di un’organizzazione criminale dedita al traffico di droga, estorsioni, furti, rapine e pronta a mettere a segno anche sequestri di persona.
Conosciuto per le sue numerose evasioni (22, di cui dieci riuscite) e per il suo ruolo di mediatore nel sequestro del piccolo Farouk Kassam, Mesina, dopo aver scontato 40 anni di carcere ed averne trascorsi cinque da latitante, era tornato libero il 25 novembre 2004, dopo aver ottenuto la grazia dall’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Viveva di nuovo nella sua Orgosolo, dove aveva avviato l’attività di guida turistica, accompagnando centinaia di persone nelle zone più impervie della Barbagia, luogo delle sue fughe rocambolesche. E Orgosolo, ad una ventina di chilometri da Nuoro, ha accolto con stupore e incredulità la notizia del suo arresto. Hanno poca voglia di parlare i suoi compaesani, di commentare l’ennesima notizia negativa che mette in cattiva luce il paese dei murales. Il sindaco Dionigi Deledda, nel suo ufficio in Municipio, in attesa di vedere i telegiornali, si dice sorpreso. “Il Mesina che conosco io è una persona tranquilla, vive in mezzo alla gente, io lo incontravo spesso alle feste di paese. Questa notizia purtroppo mi sorprende e mi rattrista”. Continua a leggere
Il Senato ha approvato l’emendamento sulla vertenza entrate e la revisione del patto di stabilità all’articolo 11 del decreto “pagadebiti”. Lo ha annunciato con un tweet il senatore sardo del Pd, Silvio Lai.
“Approvato dal Senato l’emendamento sulla vertenza entrate e la revisione del patto di stabilità all’articolo 11 del decreto pagadebiti. Bene”. Con questo tweet, il senatore e leader sardo del Pd Silvio Lai, annuncia sul suo profilo il via libera al maxiemendamento al disegno di legge che converte il decreto sui debiti della pubblica amministrazione. Il maxiemendamento è stato approvato con 201 voti a favore e 50 astenuti, su 252 presenti. Per la Sardegna l’approvazione del maxiemendamento, al quale hanno lavorato i parlamentari sardi, tra i quali appunto Lai che è primo firmatario della proposta, apre la strada alla modifica dei vincoli di spesa del patto di stabilità adeguandoli alle nuove entrate derivanti dal nuovo accordo sull’articolo 8 dello Statuto, la cosiddetta “vertenza entrate” che per l’Isola vale circa 1,5 miliardi di euro. Continua a leggere
Di zona franca in Sardegna si parla da oltre mezzo secolo. La Regione ha compiuto i passaggi necessari nei confronti dello Stato e dell’Unione Europea. Quest’ultima richiede ora un pronunciamento del governo nazionale: è quello il tassello più urgente e necessario se la Sardegna vuole davvero arrivare ad essere una “zona franca integrale”. Se ne è parlato anche ieri nel corso di un incontro alla Fiera di Cagliari, che ha visto la partecipazione di oltre mille persone.
“Il movimento Sardegna Zona Franca si prepara a sbarcare a Roma e Bruxelles”, è stato l’annuncio, insieme monito e auspicio. Monito al Governo perché “dia risposte serie e veloci all’Isola”, ha detto Maria Rosaria Randaccio, esperta in materia doganale. Auspicio, perché solo così la Sardegna diventerà “una piattaforma logistica al centro del Mediterraneo per la transazione di beni e servizi per l’economia reale”, ha continuato Fabrizio Fadda, tra i fondatori del movimento per la zona franca. Continua a leggere
Patto di stabilità: modifica entro 4 mesi
Il patto di stabilità della Sardegna sarà modificato entro quattro mesi. Lo prevede il maxiemendamento (passato in commissione Bilancio in Senato) alla legge che dispone il pagamento dei debiti della P.A.

Il testo riporta la sentenza della Consulta che dà ragione alla Sardegna sull’applicazione immediata della modifica dell’articolo 8 dello statuto sulle entrate. Il provvedimento avrà il via libera finale alla Camera mercoledì prossimo. Entro 120 giorni il ministro dell’Economia dovrà concordare con la Regione le modifiche al patto di stabilità interno. Continua a leggere








