L’intervento della polizia contro le contestazioni al corteo
La polizia ha effettuato alcune
cariche sui contestatori
fermando almeno tre persone
La giornata del Primo Maggio inizia con contestazioni e momenti di tensione.
Il sindaco stava muovendo i primi passi alla testa del corteo, quando dei giovani, presumibilmente dei centri sociali, hanno iniziato ad inveire tentando di entrare nel corteo per avvicinarsi a lui.
«Fuori il sindaco dal corteo» questo, fra i tanti, il grido che si è alzato dai contestatori. Sono seguiti momenti di tensione con alcune cariche da parte della polizia che ha provveduto a fermare tre manifestanti che sono stati accompagnati in Questura.
Contestazioni, anche da parte di alcuni appartenenti ai sindacati di base e da alcune persone con bandiere No Tav, anche all’arrivo dei corteo in Piazza Castello.
Il corteo, che vedeva in prima fila, accanto al sindaco, il presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta, il vicepresidente del Consiglio regionale, Roberto Placido, il consigliere regionale Giampiero Leo (unico esponente del centrodestra), è poi proseguito per via Po, diviso, praticamente, in due tronconi. Un centinaio dei giovani dei centri sociali è infatti riuscito ad infilarsi nel corteo, poco dietro le istituzioni, e un fitto cordone di agenti antisommossa si è messo davanti a loro per isolarli, pur permettendo loro di sfilare.
I cittadini a lato del corteo, sotto i portici di via Po e di via Roma, in direzione piazza San Carlo, dove terminerà la manifestazione, invece hanno più volte applaudito al passaggio del sindaco Fassino.
Primo Maggio, tensione in piazza “Fuori il sindaco dal corteo”- LASTAMPA.it.
Il ministro del Lavoro ha scelto una fabbrica particolare per creare empatia con le vittime dei suoi provvedimenti. La Fornero si lamenta delle contestazioni di sabato a Torino. La linea del governo dice: basta così e quando serve manda la polizia alla carica.
Torino. E’ iniziato intorno alle 9.35 il confronto tra il ministero del lavoro Fornero e i lavoratori dell’Alenia di Torino che l’avevano invitato nel loro stabilimento. All’entrata nessuna traccia dell’annunciata contestazione di Fim Cisl e Ugl. Ci sono invece i lavoratori del gruppo Agile-Eutelia in lotta da mesi.
L’Alenia qui è uno stabilimento molto particolare. Sembra quasi una base militare con tanto di filo spinato. Dentro si producono materiali bellici sofisticati e ad alta tecnologia che Finmeccanica fornisce alle forze armate italiane e nel resto del mondo.
La maggioranza dei lavoratori sono ingegneri, pochi i tecnici e gli operai ed anche la Fiom da queste parti è molto più moderata che in altre fabbriche. Anche la contestazione alla Fornero si è limitata ad un mormorio palpabile ma contenuto quando ha evocato l’art.18,applausi scroscianti invece per gli interventi dei delegati sindacali. Continua a leggere
da macerie
foto da web della red.NR
Al Cie di corso Brunelleschi a Torino sale di nuovo la tensione. In mattinata un recluso chiede di essere rimpatriato immediatamente: ha saputo che suo padre è morto e vuole tornare a casa. Alla risposta negativa dei funzionari della Questura, i compagni del ragazzo iniziano uno sciopero della fame in solidarietà con lui, rifiutando il pranzo.
Nel primo pomeriggio la tensione sale ancora, a causa di una questione relativa alla distribuzione delle sigarette: verso le due i reclusi delle sezioni Gialla, Rossa e Blu incendiano per protesta alcuni materassi.
Nel frattempo, una settantina di solidali si radunano fuori dal Cie per un presidio di solidarietà. Un po’ in tutte le sezioni piccoli gruppi di reclusi salgono sui tetti: Continua a leggere
I militanti dell’organizzazione di destra legata a Forza Nuova hanno aperto uno striscione con scritto “Papà castoro raccontaci una storia”. Intervenuta la polizia allertata dall’Anpi già da giorni. E al Tasso compaiono scritte neofasciste e minacce
di VIOLA GIANNOLI e SARA GRATTOGGI
E’ di nuovo scontro tra neofascisti e antifascisti al liceo Avogadro. Stavolta al centro dei contrasti un’assemblea organizzata dal Collettivo organizzativo studenti Avogadro (Cosa) sulla Liberazione e il 25 aprile con il partigiano Mario Bottazzi, presidente dell’Anpi del II Municipio. Una presenza sgradita ai militanti di Lotta studentesca presenti nell’istituto che nei giorni passati rivendicano di aver chiesto che vi fosse un contradditorio sul tema con un secondo ospite.
Nel corso dell’assemblea, dunque, raccontano gli stessi ragazzi di Ls “un nostro militante si è alzato per fare una domanda al ‘partigiano’, chiedendogli non dei morti repubblicani, o delle stragi alleate, delle vendette a guerra finita (domanda troppo facile!), ma il perché ci fosse stata una strage di giovani cattolici (uno anche 14enne, Rolando Rivi) non legati in nessun modo al fascismo”. “Il partigiano – sostengono i ragazzi di destra – ovviamente ha rifiutato di rispondere a domande da lui definite provocatorie. A quel punto è stato aperto uno striscione con scritto ‘Papà castoro raccontaci una storia’ a sottolineare come la guerra di resistenza italiana venga narrata agli studenti come una favoletta in cui i ‘buoni’ hanno sconfitto il feroce nemico assassino in maniera pulita”.
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di Andrea Doi
Una contestazione pesante quella che ha accolto il ministro del Lavoro Elsa Fornero e quello dell’Istruzione Francesco Profumo. Torino non è stata tenera con i due rappresentanti del governo, che in teoria, visto le loro origini, giocavano in casa e che invece sono finiti nel mirino della protesta dei sindacati di base, cobas, disoccupati, precari, studenti e borsisti che da mesi occupano la residenza universitaria di via Verdi.
Più di duecento persone si sono date appuntamento davanti al Teatro Nuovo, dove si svolgeva la Prima Conferenza Regionale sulla scuola, promossa dalla Cei del Piemonte. Continua a leggere
L’ennesima denuncia per aver espresso le proprie opinioni colpisce un notav, Alberto Perino nella fattispecie, che in un’intervista a La Stampa ha detto quello che pensiamo tutti, e che qualsiasi persona dotata di cuore e vista, condivide appieno, basta che venga in Valle di Susa.
«Purtroppo abbiamo le truppe di occupazione nazifasciste e, come all’epoca, serve il pass per spostarsi». La Stampa, 11 luglio scorso. Il cronista de La Stampa : «Non le pare di esagerare con i termini?». «Come allora, serve il pass. Anzi: se parla con i vecchi della Valle, le diranno che ai tempi del nazifascismo il pass non era nemmeno indispensabile».
Queste sono le dichiarazioni contestate ad Alberto, nelle quali ci riconosciamo tutti. In Valle di Susa, in Clarea i diritti costituzionali sono sospesi da tempo, dietro una parvenza di ” legalità” ed “interessa nazionale” si celano veri e propri atti di cancellazione dei diritti civili sanciti dalla costituzione.
E poi guardate le foto in allegato…e fatevi un’ idea, come le chiamereste le truppe schierate?

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/450770/
Infoaut.org – Alberto Perino denunciato per vilipendio alle forze armate? Io sto con Alberto!.
Pubblicato da Susanna Schimperna
Un sindaco da sempre contrario alla linea Torino-Lione, e dunque ragionevolmente definibile NoTav, scrive un’ordinanza per chiedere una verifica su una piccola casa ritrovo dei NoTav sorta abusivamente nella piazzetta centrale del suo paese, ma ottiene invece come risposta l’espulsione dal proprio partito. Il partito è Rifondazione Comunista, a cui Ezio Paini è iscritto dal 1991, dopo ventotto anni di militanza Pci.
Il luogo è Giaglione, circa 700 abitanti in stragrande maggioranza di sinistra e contrari al Tav, ma a disagio nel quotidiano perché l’unica strada per raggiungere il cantiere dell’alta velocità di Chiomonte è un sentiero che passa di lì, e la casetta di legno e lamiera sorta da qualche mese vicino alla scuola ospita spesso persone giudicate (da Paini e, pare, dalla cittadinanza) “brutta gente”, “pericolose”, “che fanno paura”. Il sindaco non può fare a meno di ascoltare le lamentele della sua comunità (a lamentarsi soprattutto le madri dei bambini che frequentano la scuola), e scrive. Che sia un legalista lo si sa da sempre, al punto che – come ricorda lui stesso al segretario in una lettera – Paolo Ferrero lo aveva soprannominato “Di Pietro”. «Non ho cambiato di una virgola la mia intransigenza contro chi compie violazioni di qualsivoglia natura» aggiunge, sempre nella lettera. Continua a leggere
La polemica sulla visita all’Alenia per illustrare la riforma
Il ministro: ho ricevuto un invito. Pronta a rifarlo
MILANO – Sfide e diffide, le signore del Lavoro sono a un passo dallo scontro aperto. La segretaria della Cgil, Susanna Camusso, ha chiesto al ministro del Welfare Elsa Fornero di non andare alla Alenia, dove è stato fissato un incontro per illustrare ai lavoratori la riforma dell’articolo 18. «È una provocazione in vista dello sciopero unitario già organizzato, non ci vada». Ha detto al Corriere la leader sindacale. Il ministro risponde così: «Ho ricevuto un invito da mille e più persone. Se lei considera cortese rifiutare un invito ricevuto da così tante persone abbiamo un’opinione diversa da quella che è la cortesia».
L’INTERVISTA – Camusso ha parlato di «supponenza» e di «sfida» riferendosi alla visita di lunedì prossimo nello stabilimento di Torino. Fornero non solo non intende rinunciare, ma è pronta a replicare l’evento. Fonti del ministero fanno infatti sapere inoltre che se si verificassero altre richieste di invito in altre realtà, il ministro sarebbe disponibile.
Fornero a Camusso: «Idee diverse di cortesia» – Corriere.it.
Firmati gli espropri dei terreni
Ltf: da lunedì partono gli scavi
E prosegue il blocco della A32
La protesta No Tav ha percorso l’Italia da nord a sud nel giorno in cui nel cantiere di Chiomonte i proprietari dei terreni dell’ultimo allargamento dell’area sono stati convocati dalla Ltf (Lyon Turin Ferroviaire) per la determinazione degli indennizzi legati alla «occupazione temporanea» delle loro proprietà.
Blocchi stradali
In Val Susa sono tornati i blocchi stradali: occupata dalle 10 del mattino l’autostrada A32 Torino-Bardonecchia, tra Bussoleno e Chianocco; interrotta, a singhiozzo, anche la statale 24.
Un’attivista si ammanetta alle reti
Un’anziana attivista – Marisa Mayer, di 67 anni – si è incatenata alle reti, dentro il cantiere, per protesta contro la «occupazione» del suo terreno. La tensione resta; l’opera prosegue.
Perino: atto illegale
«Abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare – ha detto Alberto Perino, uno dei leader storici No Tav – quella di oggi è stata una farsa, hanno messo una toppa alle tante cose illegali che sono state compiute».
Tagliate le reti
Attorno al cantiere ieri c’è stata tensione, ma contenuta. Una ventina degli oltre cinquanta proprietari dei terreni (alcuni appezzamenti sono di pochissimi metri quadrati, acquistati dai No Tav proprio per tentare di rallentare il cantiere) si sono presentati, con avvocati e geometri. Qualche centinaio di No Tav si è avvicinato alle recinzioni e tra i manifestanti c’è stato chi ha tentato di recidere le reti. Continua a leggere

fotografia da web della redazione N.R.
Genova. “Oggi ancora una volta Genova risponde all’appello della Val di Susa e si mobilita per sostenere la lotta No Tav”. E’ quanto rende noto il movimento genovese che questo pomeriggio, in risposta all’appello proveniente dalla Val Susa, ha occupato simbolicamente e sanzionato con manifesti la sede centrale del Partito Democratico di Piazza della Vittoria a Genova.
“Quella della Valle – scrivono – è una lotta che non parla solo di Alta Velocità, ma esprime tutta la ricchezza di una comunità che si batte in difesa dei territori contro le devastazioni ambientali, contro le speculazioni e le infiltrazioni mafiose, di tanti e diversi che praticano quotidianamente democrazia radicale e partecipata opponendosi ai diktat di un governo che rappresenta soltanto gli interessi dell’alta finanza, di tutti coloro che hanno a cuore la difesa dei beni comuni.
Il bene comune si declina nelle lotte per i diritti dentro e fuori il posto di lavoro, nella rivendicazione di un nuovo welfare che sappia far fronte alla precarietà dilagante, nella difesa dell’istruzione dalle privatizzazioni, nella condivisione e nel libero accesso al sapere. Bene comune significa difendere ciò che è di tutti dagli interessi di pochi, ci chiediamo allora come sia venuto in mente al Partito Democratico di utilizzare questa espressione per il convegno tenutosi due settimane fa proprio nella nostra città: “Italia bene comune”, per l’appunto. Continua a leggere
































