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tutti i giorni 4 nuove pagine di articoli presi dai media e dalla rete, opinioni di redazione e approfondimenti





 

gli articoli con la foto accanto al titolo sono completamente originali dei nostri collaboratori

piemonte

Torino, la zona rossa dell’inaugurazione accademica.

altComunicato sulla giornata di mobilitazione per l’inaugurazione dell’anno accademico, 6 febbraio 2012

Questa mattina come studenti, borsisti e lavoratori dell’università e del politecnico di Torino abbiamo organizzato una manifestazione per contestare l’inaugurazione dell’anno accademico alla presenza del ministro del lavoro Elsa Fornero, quello della Sanità Renato Balduzzi, i rettori e i baroni dell’università. La cerimonia si è tenuta nel palazzo che ospita il Conservatorio in piazza Bodoni.

Appena arrivati nei pressi del Conservatorio lo scenario che ci si è presentato è stato quello di una zona rossa in piena regola, con tutte le vie d’accesso blindate dalle forze dell’ordine in uno schieramento esagerato.

Dopo un presidio di un paio d’ore, si è deciso di muoversi in corteo per aggirare gli sbarramenti di polizia e entrare in piazza Bodoni. Si è più volte tentato di deviare verso il Conservatorio:  le forze dell’ordine hanno risposto caricando ripetutamente e in maniera violenta, provocando diversi feriti e contusi.

Il corteo non si è fatto intimidire dalle cariche: si è mosso compatto verso il centro città, bloccando il traffico in Via Po e in seguito il ponte della Gran Madre. Dopo un blocco davanti alla Gran Madre, il corteo ha deciso di spostarsi verso l’università, per raccontare agli studenti quanto accaduto. Continua a leggere

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pubblicata da INFORMAZIONE LIBERA il giorno martedì 7 febbraio 2012 alle ore 13.17

La denuncia fatta dal segretario provinciale del Pd, pronto a presentare un esposto in Procura contro altri partiti della coalizione. Ma per ora i nomi degli accusati restano top secret. Sui muri della città di Bersani (ha votato anche lo stesso segretario nazionale) compaiono intanto scritte che insinuano un coinvolgimento dell’Italia dei Valori

 

“Ci sono state irregolarità e, sebbene non infici il risultato finale, c’è qualcuno che ha pagato stranieri per andare a votare alle primarie del centrosinistra”. Il segretario del Pd di Piacenza, Vittorio Silva, non ha dubbi: alle primarie che dovevano indicare il candidato sindaco del centrosinistra alle comunali del 2012 c’è chi ha giocato sporco. Lo stesso responsabile del Pd piacentino racconta di essere stato testimone di una serie di irregolarità – a cui hanno assistito anche alcuni cronisti - e parla della possibilità di “voto di scambio, con gente che fotografava la propria scheda elettorale e la cui preferenza veniva comprata con 5 euro“. I dirigenti piacentini non mascherano quindi l’ipotesi di brogli nella città di Pierluigi Bersani dove lo stesso segretario nazionale si è recato al voto e le irregolarità emerse durante il voto gettano fango sulle prime, vere primarie del centrosinistra dal 2005, anno della scelta di Romano Prodi premier. Continua a leggere

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Dopo le proteste dei cittadini e delle associazioni la Giunta Comunale di Casale Monferrato ha dovuto fare dietrofront e dire no al risarcimento offerto dalla Eternit. Non tutto si può comprare. La sentenza a Torino il 13 febbraio

Un’altra dimostrazione che il conflitto sociale genera risultati positivi – “la lotta paga” si diceva una volta – viene da Casale Monferrato. Dopo mesi di proteste, manifestazioni, denunce sui media dei parenti e delle associazioni delle vittime dell’amianto, la Giunta del comune piemontese ha deciso finalmente di rinunciare ai 18 milioni di euro offerti dal barone svizzero Stephan Schmidheiny, a titolo  di risarcimento ma in cambio della fuoriuscita di Casale dal processo “Eternit”. Il barone Schmidheiny – ex proprietario della multinazionale e principale imputato (per disastro ambientale doloso permanente) nel processo che vede l’accusa rappresentata dal pm Raffaele Guariniello, ci ha provato. Si può comprare il silenzio delle istituzioni dopo che 1800 lavoratori e cittadini sono morti per colpa di un’azienda – e di chi la gestiva – che pur sapendo quanto fossero pericolose le fibre di asbesto hanno continuate a utilizzarle per molti anni ancora? Continua a leggere

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Amianto: Casale dice no al “patto col diavolo”  | Gad Lerner.

Amianto: Casale dice no al “patto col diavolo”

venerdì, 3 febbraio 2012

il Bastardo

Amianto: Casale dice no al “patto col diavolo”

La Giunta di Casale Monferrato riunitasi alle ore 11 di questa mattina ha messo la parola fine ai sofferti dibattiti delle ultime settimane sulla possibilità di accettare l’offerta di oltre 18 milioni di euro presentata dall’imputato svizzero Stephan Schmidheiny, a titolo di transazione nel processo Eternit.

A poco più di una settimana dalla sentenza prevista per il 13 febbraio, l’Amministrazione comunale ha deciso di rifiutare la proposta presentata dalla Becon A.G. per conto di Schmidheiny e di proseguire lungo il percorso delineato a livello istituzionale con il Ministro della Salute Renato Balduzzi e con il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini nel corso dell’incontro tenutosi a Roma lo scorso 26 gennaio. L’obiettivo è quello di arrivare alla stipula di una sorta di Accordo di Programma che impegni lo Stato e le amministrazioni locali a risolvere l’emergenza di Casale Monferrato.

«Questa Amministrazione si è trovata davanti a una decisione difficile e particolarmente complessa – commenta il sindaco Giorgio Demezzi – che abbiamo valutato con senso di responsabilità e razionalità, nonostante la forte emotività che evoca il nostro dramma. Abbiamo perseguito sempre e solo l’interesse presente e futuro della Città. E lo abbiamo fatto con l’intento di offrire una possibilità di riscatto al nostro territorio, pensando prima di tutto ad eliminare le criticità ambientali e a favorire la ricerca sanitaria». Continua a leggere

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La clown army ironica, irriverente, sabato ha “disarmato” i 250 uomini in assetto anti sommossa con performance allegre, colorate, sorprendenti. Ma certo ha dato fastidio, e non poco. Perché “allontantarci” era impossibile, dato che avevamo la simpatia della gente, dei no tav e dei passanti. Quindi c’era da aspettarselo che, in un modo diverso, ce l’avrebbero fatta pagare. Dopo. Uno alla volta. Questa storia forse è casuale. Ma anche no.

Leggetela e traete le vostre conclusioni.

“State a sentire questa: ieri sera io e la gio molto allegramente a spasso per torino, a seguito del compleanno di M.B., si cazzeggia per la città discorrendo di alta velocità. Si gioca a palle di neve, perchè noi no tav, si sa, siamo proprio dei burloni :)
Sicché a un certo punto vediamo le macchine ricoperte di neve (MA GUARDA UN PO’!) e ci si avvicina per scrivere NO TAV, scavando le lettere nella neve stessa. Ci troviamo davanti al commissariato in via Verdi. Puntuale e svizzero esce lo sbirro:

- Scusate ma potete venire con me un momento?
Gio: Non stavamo facendo niente di male!
Giu: Perchè vuole portarci in questura!? Solo perché abbiamo scritto NoTav su una macchina?!
S: Datemi subito i documenti!

Lo sbirro mi prende sottobraccio e ci conduce fino all’ingresso dell’edificio. In 30 secondi controlla documenti dentro (lasciandoci fuori) torna e ci saluta.

S: Arrivederci!!
Giu & Gio: Ma anche no! (ihihihih)

Questa la bella avventura che all’incirca all’1 di notte abbiamo vissuto mia sorella Gio e io, ma poteva esserci chiunque!
BASTA CON STE MINKIA DI INTIMIDAZIONI!!!!!!!!!”

 

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“Molinette dimezzate, disagio inaccettabile”- LASTAMPA.it.

Per la prima volta in oltre 70 anni di attività alle Molinette è stop per il freddo: niente ricoveri non urgenti né operazioni

Riscaldamento insufficiente,
anche il Pdl
attacca il commissario

MARCO ACCOSSATO
torino

Inaccettabile, vergognoso, imbarazzante. Sono pesanti le razioni dei sindacati e della politica alla notizia che per quattro giorni le Molinette saranno dimezzate a causa del freddo. Colpa di una centrale termica troppo vecchia che non può erogare tutto il calore necessario nella settimana più fredda degli ultimi 27 anni, e della decisione di chiudere alcuni reparti, ambulatori e sale operatorie per garantire calore ai reparti e ai malati in condizioni più critiche.

«Non è la prima volta che il commissario straordinario delle Molinette dimostra il suo disinteresse per il funzionamento dell’ospedale, ma stavolta si è davvero superato ogni limite», accusano Nino Boeti e Aldo Reschigna, Pd, chiedendo «l’immediata revoca della nomina del Commissario». Monica Cerutti parla di «un brutto segnale conseguenza del progressivo disinvestimento nella sanità pubblica». E si domanda: «È questo l’efficiente Nord tanto sbandierato dal partito del presidente Cota?».

L’assessorato regionale alla Sanità ha chiesto all’Aress e al Politecnico di fare tutte le verifiche tecniche «per avere la certezza che un eventuale rallentamento delle attività ospedaliere sia ridotto al minimo». Continua a leggere

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Casale pensa al rifiuto dei risarcimenti milionari per i morti di amianto – Corriere della Sera.

Il sindaco: siamo orientati a dire no. Il 18 dicembre scorso
la maggioranza aveva accettato la bozza d’intesa

CASALE MONFERRATO (Alessandria) – «Quando si arriva all’ultimo minuto bisogna giocare con prudenza». La premessa è di natura cestistica, perché da buon appassionato di basket, Giorgio Demezzi conosce bene l’importanza delle fasi finali di una partita, quando il cronometro scorre inesorabile verso la fine.

«Esistono però le condizioni per un nostro ripensamento. La decisione definitiva non è ancora presa, ma siamo orientati a non accettare l’offerta di transazione fatta al Comune dall’imputato Stephan Schmideiny per la vertenza sull’amianto». Quasi un tiro da tre punti a fil di sirena. Ogni domenica il sindaco di Casale Monferrato siede sui gradoni del Palaferraris, il palazzetto che ospita la Novi Più, matricola e rivelazione del campionato di seria A, non fosse per la propensione a perdere molto spesso in volata.

 

 

La fabbrica Eternit di Casale (Afp/Cacace)La fabbrica Eternit di Casale (Afp/Cacace)

Ci vuole prudenza, anche per le trattative, soprattutto quando sembravano ormai chiuse. Lo scorso 18 dicembre la maggioranza del Consiglio comunale aveva accettato la bozza d’intesa spedita dai legali di Stephan Schmidheiny, ex proprietario dello stabilimento Eternit nel quartiere Ronzone che per oltre cinquant’anni ha diffuso nell’aria e nei polmoni il micidiale polverino. Continua a leggere

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Manifestanti sotto la pioggia con carriole e macerie

«Gli arresti? Operazione mediatica e strumentale» MILANO – In testa al corteo, le carriole contenenti «le macerie del cantiere» della Val di Susa. Nel pomeriggio di sabato sfilano a Torino i manifestanti del movimento No Tav. Sono alcune migliaia di attivisti, diecimila secondo gli organizzatori, partiti da Porta Nuova. All’altezza di via Roma, contro le serrande abbassate della libreria de «La Stampa», manifestanti con cappucci e sciarpe nere hanno lanciato uova piene di vernice e tracciato scritte di insulti contro alcuni cronisti. Altri attivisti hanno scandito slogan contro giornalisti e fotografi. Continua a leggere
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TORINO – Si e’ concluso senza incidenti il corteo del movimento No Tav per le vie del centro di Torino.

Dopo il presidio in piazza Vittorio, durante il quale sono stati tenuti alcuni comizi (uno di Elio Locatelli, esponente torinese di Rifondazione), il corteo ha risalito via Po. A prendere parte alla sfilata, questa volta, ci sono state alcune centinaia di autonomi e di attivisti dei Centri sociali, mentre i residenti della Valle di Susa hanno preso la via del ritorno. Il timore che gruppetti di dimostranti si portassero davanti alla sede della Rai, che si trova nelle vicinanze, ha provocato una ridislocazione delle forze dell’ordine.