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tutti i giorni 4 nuove pagine di articoli presi dai media e dalla rete, opinioni di redazione e approfondimenti





 

gli articoli con la foto accanto al titolo sono completamente originali dei nostri collaboratori

molise

Articolo 21 – Cronista molisano minacciato per l’inchiesta sui rifiuti.

Con il caso di Michele Mignogna, cronista di Larino (Campobasso) anche il Molise entra nella triste mappa dei giornalisti italiani minacciati che purtroppo sono già un esercito numeroso: l’ultimo Rapporto Ossigeno (aggiornato a settembre e disponibile su www.fnsi.it e www.odg.it ) dimostra che nel 2009-2010 si sono registrati 78 casi, con almeno 400 giornalisti coinvolti. Michele Mignogna scrive per ” La Voce del Molise” e collabora con l’emittente televisiva “TLT Molise” e con il sito primonumero.it . E’ un cronista scrupoloso, abituato a guardarsi intorno, a porsi domande quando vede qualcosa di strano. Nei mesi scorsi, ha visto uno strano via vai di camion che venivano a sversare rifiuti nella sua terra e quando ha avuto sentore che ci fosse qualcosa di poco chiaro nella gestione del depuratore di Termoli, ha condotto volto un’inchiesta giornalistica indipendente, e ha scoperto che i suoi dubbi erano fondati. Continua a leggere

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La storica requisitoria di Pertini – Photostory Primopiano – ANSA.it.

ROMA- Il terremoto che il 23 novembre 1980 colpi’ l’Irpinia e la Basilicata, costitui’ un punto di svolta nell’organizzazione di un sistema di protezione civile in Italia. Fu la “requisitoria” dell’allora presidente della Repubblica Sandro Pertini – che parlo’in tv dopo aver verificato di persona, tra le macerie, l’inefficienza dello Stato nell’organizzazione dei soccorsi – che segno’ un’inversione di tendenza e determino’ in pochi mesi l’elaborazione di un sistema di cooperazione tra Stato, Regioni ed enti locali sul quale si fonda oggi la struttura della Protezione Civile nazionale. Questo il testo integrale del discorso che Pertini fece agli italiani, in televisione, a reti unificate, il 27 novembre 1980, dopo essere stato il giorno prima nelle aree colpite dal sisma. “Italiane e italiani, sono tornato ieri sera dalle zone devastate dalla tremenda catastrofe sismica. Ho assistito a degli spettacoli che mai dimenticherò. Interi paesi rasi al suolo, la disperazione poi dei sopravvissuti vivrà nel mio animo. Sono arrivato in quei paesi subito dopo la notizia che mi è giunta a Roma della catastrofe, sono partito ieri sera. Ebbene, a distanza di 48 ore, non erano ancora giunti in quei paesi gli aiuti necessari. Continua a leggere

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Trent’anni dopo, tra sprechi e mani dei clan – Speciali – ANSA.it.

Un minuto e venti secondi bastarono per uccidere 2735 persone. Quasi settecento i comuni coinvolti in Campania, Basilicata e Molise

L’odore di morte si senti’ subito. Le urla dei sepolti vivi, anche. Un minuto e venti secondi bastarono per uccidere 2735 persone e per ferirne 8848. La forza del terremoto del 23 novembre del 1980, che nell’epicentro raggiunse il nono-decimo grado della scala Mercalli, sconvolse l’Italia intera. Quasi settecento i comuni coinvolti, nel cuore della Campania, soprattutto, nell’Irpinia come nel Salernitano, ma anche della Basilicata e del Molise. Un dramma senza fine, che e’ continuato: per decenni. Gli affari, i soldi della ricostruzione. E poi, i primi passi dell’ecomafia, gli arresti, le prescrizioni. E’ lunga la storia del terremoto di quella domenica di novembre. E forse non e’ stata neanche ancora del tutto raccontata. In 300mila rimasero senza tetto; 600mila gli edifici inagibili. Interi comuni rasi al suolo. L’Italia non era affatto pronta. E arrivo’ in ritardo. Sandro Pertini, in quel 1980, era presidente della Repubblica. Ando’ in quelle terre. E dopo aver visto, fu duro: ”A distanza di 48 ore non erano giunti in quei paesi gli aiuti necessari. Quello che ho constatato e’ che non ci sono stati i soccorsi immediati che ci sarebbero dovuti essere”. Continua a leggere

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Eolico, l’affare delle pale ferme che valgono milioni di euro - Il Messaggero.

fotorafia scelta dl web a cura redazione NR

I pescecani del nuovo business in Molise:
la camorra e una torta da 4 miliardi

CAMPOBASSO (12 novembre) – La trincea è qui, a Porta Tammaro, lungo la statale per Benevento, una fettuccia dritta dritta, con il Matese che guarda bonario da una parte e le alture che portano a Campobasso dall’altra. Se gli affari delle pale passano anche qui, allora è finita, allora sarà il caso, per l’intero Molise, di rassegnarsi: alle royalties che servono per fare campagna elettorale, agli impianti venduti a milioni di euro prima ancora di entrare in funzione, alle infiltrazioni della criminalità organizzata. Tante torri devono ancora venir su, tanti progetti aspettano di essere approvati. Continua a leggere

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E i camion sversano percolato lungo le strade per il Molise - Il Mattino.

fotografia scelta dal web a cura redazione NR

di Rosaria Capacchione

NAPOLI (3 novembre) – Dalle fabbriche della Lombardia e dai siti di stoccaggio del Consorzio unico Napoli-Caserta ai boschi del Molise. È la nuova pista del traffico illegale di rifiuti sulla quale indaga la Dda e sulla quale si intravede anche l’ombra dei clan dei Casalesi. Già partiti gli accertamenti su una ditta di trasporto di Maddaloni, la Caturano, già coinvolta nell’inchiesta sullo smaltimento illegale di rifiuti e più di recente in un’indagine della Dda ancora in corso.

La società è stata tirata in ballo da alcuni collaboratori di giustizia.

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I numeri e gli autogol dei governatori sul nucleare. Le Regioni che consumano più di quanto producono – Il Sole 24 ORE.

illustrazione scelta dal web a cura redazione NR

L’ultimo a mettere in imbarazzo il governo e la sua maggioranza è stato il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni. Grande e unanime il sostegno di tutti gli uomini del centrodestra al piano per il rinascimento nucleare italiano. Ma dalle parole ai fatti, contrari, il passo è breve. Il neoministro dello sviluppo Paolo Romani aveva attribuito a Formigoni una «disponibilità», se non altro, a parlare di una centrale nucleare in Lombardia? Apriti cielo. È bastata qualche ora di confronto di Formigoni con i suoi perché fosse opportuno un «chiarimento».

Ottimo il piano nucleare nazionale ma una centrale in Lombardia è inopportuna in quanto – così se la cava Formigoni – inutile: la regione è energeticamente autosufficiente. l’argomentazione per la verità non è nuova tra i capi regionali del centrodestra. Continua a leggere

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‘Ndrangheta, pentita “sciolta” nell’acido dall’ex compagno per punizione - Il Mattino.

La casa dove abitava Carlo Cosco

MILANO (18 ottobre) – Lea Garofalo, la collaboratrice di giustizia scomparsa a Milano circa un anno fa, è stata uccisa e sciolta nell’acido in un terreno a San Fruttuoso, vicino a Monza. È quanto emerge dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip milanese Giuseppe Gennari e notificata dai carabinieri del nucleo investigativo di Milano a sei persone. Nel provvedimento del giudice si ritiene che l’omicidio della donna sia stato una vera e propria «esecuzione».

Le ordinanze di custodia cautelare sono state chieste dal procuratore aggiunto di Milano Alberto Nobili e dai pm Marcello Tatangelo (dda) e Letizia Mannella. Gli arresti sono stati eseguiti tra Lombardia, Calabria e Molise. Continua a leggere

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Sorpresa: i paperoni italiani sono sempre più ricchi. Lombardia prima regione – Il Sole 24 ORE.

Crescono i “paperoni”, ma soprattutto cresce la ricchezza investita in Italia da imprenditori, liberi professionisti e da una nuova categoria quella delle casalinghe. Queste ultime vanno ad allargare le fila dei ricchi made in Italy, ovvero delle 611.438 famiglie che possono contare su un patrimonio finanziario personale superiore ai 500mila euro, escludendo l’investimento immobiliare.

Tra di loro si spartiscono un patrimonio di 896 miliardi di euro salito nel 2010 del 3,2% e superando gli 810 miliardi toccati nel 2007 prima della crisi, ma soprattutto lasciandosi alle spalle il crollo del 2008 quando era piombata a 804 miliardi. Continua a leggere

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Scoperta evasione da 57 milioni di euro Coinvolte 110 imprese in 8 regioni - Il Messaggero.

ROMA (29 settembre) – Una maxievasione fiscale che ha pochi precedenti in Italia, 57 milioni di euro sottratti al fisco da 110 imprese di otto regioni, è stata scoperta dalla Guardia di finanza di Ascoli Piceno e della Brigata di Porto San Giorgio con l’operazione Tax correction. Al centro della frode, uno studio di consulenza fiscale di Roma con sede operativa a Civitanova Marche (Macerata), che avrebbe aiutato decine di imprenditori, soprattutto del settore calzaturiero, a evadere le tasse, a emettere fatture da migliaia di euro per operazioni inesistenti, e a occultare o distruggere documenti contabili. Un’organizzazione che ha evaso l’Iva per oltre 15,5 milioni ed emesso fatture false per 8,3 milioni di euro.

Una vera «pianificazione strategica» ai danni dell’Erario, con una rete composta da 59 indagati, di cui 32 per reati penali. Tanto che il pm della procura di Fermo Raffaele Iannella procede per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta e frodi fiscali. Delle 110 imprese, quasi tutte del distretto calzaturiero fermano-maceratese, 76 sono risultate evasori totali, 20 paratotali e 14 parziali. Fra i 59 indagati, 18 si sono visti contestare l’associazione per delinquere e tre la bancarotta fraudolenta, mentre cinque consulenti dovranno rispondere di esercizio abusivo dell’attività di mediatore creditizio, e quattro di falsa perizia o interpretazione.

Altre 85 società sono attualmente sotto verifica perché sospettate di evasione totale e paratotale, per una violazione complessiva stimata in 215 milioni di euro. Sono dislocate fra Marche, Lombardia, Abruzzo, Lazio, Campania, Emilia Romagna, Toscana, Puglia. La frode, estesa a macchio d’olio, «per la sua entità e vastità ha pochi precedenti conosciuti» ha detto il comandante provinciale della Gdf Giuseppe Montanaro, illustrando i risultati di Tax correction.

Tutto è partito da alcune ispezioni della Brigata di Porto San Giorgio, che aveva raccolto elementi sul conto di alcuni imprenditori di Porto Sant’Elpidio. Industriali che ufficialmente erano oppressi da pesanti situazioni finanziarie, ma nella realtà avevano un tenore di vita altissimo: case e auto di lusso, vacanze esotiche e ristoranti costosi. Ora, dopo uno screening di tutti i patrimoni mobili e immobiliari degli autori della frode, la Gdf ha avviato le procedure per il sequestro per equivalente dei beni, perché vengano depositati a garanzia delle casse dello Stato.

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LA MARCEGAGLIA DELOCALIZZA IN POLONIA, 76 RISCHIANO IL POSTO – ControLaCrisi.org.

Il gruppo Marcegaglia lo stesso del quale fa parte la presidente di Confindustria delocalizza in Polonia. Ha proprio un bel coraggio la nostra Emma a stare in un gruppo che fa questo e chiedere agli operai metalmeccanici del nostro paese di essere responsabili di fronte alla crisi. Lei che parla di responsabilità nazionale e di superare vecchie contrapposizioni di classe, lei che manomette il contratto nazionale del lavoro sposta come se niente fosse le produzioni in Polonia dimostrando al mondo di che pasta sono fatti i nostri padroni. Questi personaggi sono quelli che ci hanno portato alla crisi pensando solo a riempirsi le tasche per loro per poi scappare dove gli viene più comodo. Solidarietà ai lavoratori della BVB. Il 16 ottobre tutti in piazza con la FIOM!

CRISI: SINDACATI, BVB DELOCALIZZA, 76 LAVORATORI A RISCHIO
ANSA) – PESARO, 2 SET – Sindacati preoccupati per la situazione alla Bvb, sito produttivo di San Lorenzo in Campo (Pesaro Urbino) del gruppo Marcegaglia, con 76 lavoratori metalmeccanici in cassa integrazione prima ordinaria poi straordinaria da tre anni, che «si complica ulteriormente». Secondo i rappresentanti sindacali, l’azienda già da diverso tempo sta spostando parte della produzione di componenti per elettrodomestici dal sito produttivo marchigiano verso altri stabilimenti del gruppo, non solo italiani ma anche esteri. Nell’ultimo incontro di verifica sulla gestione della cigs «la direzione ha comunicato un’ulteriore riduzione delle giornate lavorative (attualmente 3 giorni di lavoro ogni 15) a 2 giorni, e in alcuni casi chiusure settimanali totali, per l’ulteriore spostamento di produzione verso uno stabilimento in Polonia». «Questa situazione è inaccettabile – dichiara Mauro Masci della Fim-Cisl Pesaro – ed è ancora più grave se si pensa che la maggiore azionista dell azienda è la presidente di Confidustria che non perde mai occasione di dichiararsi contraria alle delocalizzazioni». Per il coordinatore nazionale Fim Luigi Dedei «è inaccettabile che non si trovino soluzioni occupazionali per l’unità produttiva di San Lorenzo in Campo, così come si è fatto nelle crisi di tutti i siti produttivi del gruppo Marcegaglia». Nei prossimi giorni verrà convocata l’assemblea di tutti i lavoratori per decidere azioni di lotta.

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Incendi: rogo nei boschi tra Rionero Sannitico e Montalto – Molise – ANSA.it.

(Xinhua)

(ANSA) – ISERNIA, 30 AGO – Un incendio e’ divampato in una zona boschiva tra Rionero Sannitico e Montalto (Isernia).

La zona e’ impervia e il vento forte alimenta le fiamme. Sul posto ci sono i Vigili del Fuoco e la Forestale di Isernia, oltre ai volontari della Protezione Civile. Le operazioni di spegnimento sono coadiuvate da un elicottero della Regione Molise. L’incendio e’ quasi sicuramente di natura dolosa.

(ANSA).

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coordinamento:

Ken Sharo-Luna Rossa

Redazionali e Collaborazioni
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quotidiani 22 maggio 2012
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quotidiani esteri del 18 maggio 2012

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