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tutti i giorni 4 nuove pagine di articoli presi dai media e dalla rete, opinioni di redazione e approfondimenti





 

gli articoli con la foto accanto al titolo sono completamente originali dei nostri collaboratori

lombardia

Persi Monza, i paesi di Bossi e Calderoli e la sede del parlamento padano

 

Un calo di elettori che ha colpito soprattutto il nord. Il Carroccio è stato sconfitto nel paese di Bossi, Cassano Magnago, nel Varesotto

Schede elettorali in un seggio

Schede elettorali in un seggio

di Rossella Minotti

PERSI i paesi che hanno dato i natali a Umberto Bossi (Cassano Magnago) e Roberto Calderoli (Mozzo). A Legnano, città simbolo del Carroccio, Grillo sorpassa, e a Sarego, sede del Parlamento del Nord voluto dalla Lega, il Movimento 5 stelle conquista il suo primo sindaco. Cronache di una disfatta, preannunciata dagli scandali.

C’è Flavio Tosi però, a salvare la Lega Nord. O meglio, la nuova Lega Nord, visto che il trionfo del sindaco di Verona è anche quello di Roberto Maroni che da sempre lo sostiene e che ora vuole esportare il modello Verona in altre realtà, ma soprattutto imporlo all’interno del partito. «Domani — dice Maroni — valuteremo i risultati nel loro complesso e decideremo eventuali iniziative, ma certo il caso Verona è un caso molto interessante che vogliamo approfondire, il caso di un candidato che sbaraglia gli avversari e riesce ad aggregare consenso al di fuori dell’ambito Lega. Nei prossimi giorni vedrò Tosi per studiare le prossime mosse». Parla per tutti, il triumviro Maroni, in via Bellerio, e fa affermazioni molto dirette: «Non credo che col Pdl avremmo fatto meglio. La mia prima impressione è che dove la Lega ha perso molti ex elettori leghisti sono andati nel non voto. Continua a leggere

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Formigoni: non rifarei più quelle vacanze di Natale<br />

Il governatore della Lombardia: guadagno meno di 100 mila euro all’anno, lì ne spesi 5.000

«Su Comunione e liberazione maso chiuso faccio volentieri autocritica»

MILANO - Presidente, una cosa che non rifarebbe?
«Non rifarei le vacanze che ho fatto a Natale del 2008 e del 2009».
Roberto Formigoni risponde quasi di getto, nel mezzo di una lunga analisi sull’editoriale di Ernesto Galli della Loggia dedicato al caso di Comunione e Liberazione. Una analisi in cui il governatore, mai indagato ma finito sotto i riflettori dopo gli scandali che hanno travolto il San Raffaele e la Fondazione Maugeri e per i quali sono in carcere il faccendiere Piero Daccò (con il quale Formigoni era in vacanza, giusto a Natale del 2008 e del 2009, ai Caraibi) e l’imprenditore ciellino Antonio Simone, dichiara più volte di essere «pronto all’autocritica» e di «condividere alcune riflessioni di Galli della Loggia».
Le riflessioni del professore sono molto dure. Che cosa condivide?
«Il fare politica è insito nel fatto cristiano, perché il cristianesimo che non è una teoria ma un avvenimento che coinvolge la totalità della persona: il cristiano, il cattolico, è chiamato ad assumersi questo rischio, pur sapendo che si può sbagliare. Noi ciellini preferiamo rischiare di sbagliare, piuttosto che stare fermi e immobili a bordo campo, perché la società ha bisogno di chi fa politica». Continua a leggere

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Il carabiniere-eroe: “Martinelli è una persona normale”

L’avvocato dell’uomo che giovedì ha fatto irruzione negli uffici dell’Agenzia delle Entrate di Romano Lombardone ha chiesto la scarcerazione: “Non voleva fare del male, non è cattivo ma esasperato”. Ma l’arresto viene convalidato per il pericolo di reiterazione del reato

Le forze dell'ordine prendono in consegna Luigi Martinelli, l'uomo che si era barricato nella sede dell'Agenzia delle Entrate di Romano di Lombardia (ANSA/PAOLO MAGNI)

Le forze dell’ordine prendono in consegna Luigi Martinelli, l’uomo che si era barricato nella sede dell’Agenzia delle Entrate di Romano di Lombardia (ANSA/PAOLO MAGNI)

Non volevo fare del male a nessuno, né prendere ostaggi, la mia era solo un’azione

dimostrativa”: con queste parole Luigi Martinelli, il piccolo imprenditore bergamasco che giovedì aveva fatto irruzione negli uffici dell’Agenzia delle Entrate di Romano di Lombardia, si è difeso davanti al gip di Bergamo Giovanni Petillo, che però ha convalidato l’arresto. L’uomo resta in carcere. Il gip ha ritenuto di dover applicare la misura della custodia cautelare in carcere per il pericolo di reiterazione del reato. Secondo il giudice si è creata una sproporzione tra le presunte motivazioni del gesto di Luigi Martinelli e la gravità del gesto stesso. Nel frattempo si aggrava il quadro delle accuse mosse nei confronti dell’imprenditore, che dovra’ rispondere anche di porto illegale di armi in luogo pubblico, in quanto il permesso che deteneva era scaduto.  Continua a leggere

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Censurato perché “politicamente inopportuno”. E’ questa l’assurda motivazione con cui DeeJay Tv ha deciso di non mandare in onda “Polenta e Kebab”, l’ultimo video dei Punkreas che, pur non contenendo immagini forti o scandalose, sembra non essere stato gradito da alcuni influenti settori politici che hanno fatto pressione per non diffonderlo. Stiamo parlando della Lega Nord che nel video, già a partire dal titolo, è oggetto di ironia per la sua nota avversione per gli “stranieri”, extracomunitari o meridionali che siano. E tuttavia, il vero motivo per cui è scattata la censura risiede in quel passaggio della canzone – scritta molto prima delle note e recenti vicende che hanno coinvolto i vertici della Lega Nord – in cui i Punkreas mettono in relazione l’ascesa della Lega con la diffusione della ‘ndrangheta in Lombardia. Continua a leggere

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La vista dall’ultimo piano della Torre Galfa occupata a Milano (@MacaoTwit)

“Piano 20! Si vede tutta Milano con la sua stazione centrale! #tuttisumacao” e poi “Da qui la vista è incredibile, venire per credere! Via galvani 40″, questi sono i tweet che @MacaoTwit allega alla foto qui accanto, scattata dall’alto della Torre Galfa di Milano, un edificio alto 30 piani e completamente abbandonato da 10 anni.

Il collettivo di “lavoratori dell’arte” di Milano Macao ha occupato il palazzo e si ripromette, seguendo la scuola del Teatro Valle di Roma (che sta già sostenendo l’occupazione su twitter), di ridare vita a un luogo abbandonato riappropriandosi di spazi dimenticati della città. Alle 13.00 è stata indetta una conferenza stampa, e aggiorneremo questo post con tutti i dettagli.

Forse è arrivato anche a Milano uno spazio di Bene Comune. In attesa di sapere di più sull’occupazione, qui:

Torre Galfa occupata a Milano #tuttisuMacao.

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In carcere il sequestratore di Bergamo. “Debito da 44mila euro”. Ma Equitalia: “2mila”

l senatùr nel comizio conclusivo prima delle amministrative attacca: “Avete i magistrati, ci potete mettere in galera ma noi vivremo in attesa di agire, di dare la bastonata finale al sistema, al regime del centralismo romano”
Disperato per le tasse si barrica armato nella sede dell’Agenzia delle Entrate
Forze dell’ordine davanti agli uffici dove un ex imprenditore si è barricato per ore (Ansa)

Monza, 5 maggio 2012  – Nel suo comizio di chiusura prima delle amministrative che porteranno al voto quasi 10 milioni di italiani, Umberto Bossi punta sulla rivolta anti-fisco e sul caso eclatante di Luigi  Martinelli, l’imprenditore che a Bergamo due giorni fa ha assalito la sede di Equitalia prendendo inizialmente in ostaggio 15 persone, che secondo il senatur è “un monito a Roma che la gente del Nord si è rotta le balle: state attenti canaglie”.

Al congresso federale di fine giugno “bisogna andare con lo spirito giusto, non con lo spirito di fare le guerre di litigare fra noi”. E’ infervorato, Bossi,  nel comizio di chiusura della campagna elettorale a Monza a sostegno del sindaco uscente Marco Mariani. “Avete i magistrati, ci potete mettere in galera - ha proseguito il presidente della Lega – ma noi vivremo in attesa di agire, di dare la bastonata finale al sistema, al regime del centralismo romano”.

Martinelli, ha aggiunto “Era andato lì il giorno prima e diceva se poteva pagare a rate: l’hanno preso a calci in culo, è per questo che ha fatto la manifestazione che ha fatto”. “Gli ha fatto vedere che gli uomini, anche se non hanno i soldi per pagare le tasse ingiuste non vanno presi a calci”. Continua a leggere

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Silvio Berlusconi a Monza

Il Cavaliere scende in piazza a Monza, ma sembra un altro

MICHELE BRAMBILLA
inviato a monza

Ieri è ricomparso Berlusconi: una passeggiata a Monza fra la gente, poi un improvvisato comizio sull’uscio di un bar. Non lo si vedeva in pubblico da mesi, e i mesi in politica sono un’era geologica.

Infatti chi era abituato a seguirne le mosse, e i bagni di folla, ieri stentava a riconoscere, nel pacato e un po’ stanco signore che conversava con i cronisti e con i passanti, il tribuno che fu.

Anche il contorno non era neppure paragonabile alle consuete adunate di massa: non a quelle dei tempi d’oro, ma neanche a quelle dei momenti più duri, quando il Cavaliere era attaccato da tutte le parti e si difendeva con le unghie e con i denti.

Allora, nella tempesta dei vari sexgate e dello spread, Berlusconi aveva sempre e comunque un popolo pronto a combattere per lui. In piazza Duomo a Milano quando fu colpito dallo sciagurato Tartaglia, o al Castello Sforzesco, o anche nel cupo discorso invernale del Nuovo a San Babila, c’era il grande pubblico, c’erano le bandiere che sventolavano da ore in Sua attesa, l’inno «Meno male che Silvio c’è» ripetuto fino a fare impazzire, il maxi schermo che proiettava ingrandita l’immagine del Capo. E lui sempre battagliero. Sorridente o arrabbiato, ma mai spento. Continua a leggere

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Martinelli dopo l’arresto

Romano di Lombardia – Un pomeriggio di ordinaria follia in un paese della Bassa Bergamasca, un’altra storia figlia della crisi economica che attanaglia l’intero Paese: Luigi Martinelli, 54 anni, in preda alla disperazione per problemi economici, ha fatto irruzione armato di un fucile e due pistole nella sede dell’Agenzia delle Entrate di Romano di Lombardia, ha fatto uscire subito i clienti («fuori – ha urlato, come riferirà poi un ostaggio – chi deve pagare le tasse») e trattiene i dipendenti. Poi, li ha lasciati uscire tutti tranne uno, un impiegato. E ore dopo, in serata, ha deciso prima di liberare anche Carmine Mormandi, 56 anni, da 30 impiegato all’Agenzia delle Entrate, e poi si è arreso. L’ incubo è durato in tutto circa 6 ore e tutto sarebbe cominciato per l’arrivo di una cartella esattoriale.

Preziosa è stata la mediazione portata avanti da un brigadiere dei carabinieri che è riuscito a entrare nei locali dell’Agenzia e a trattare con il sequestratore che ha chiesto di parlare con i giornalisti per comunicare, attraverso di loro, con il premier Mario Monti. Continua a leggere

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ultimo aggiornamento: 03 maggio, ore 19:43
Bergamo – (Adnkronos/Ign) – L’uomo è entrato nella sede di Romano di Lombardia, nel bergamasco, con un fucile. Uditi anche degli spari. Ha rilasciato tutte le persone sequestrate tranne una. Pronto l’eventuale intervento del Gis dei Carabinieri. Il sindaco del piccolo centro: “Alla base del gesto ci sarebbe una situazione familiare ed economica difficile
Bergamo, 3 mag. (Adnkronos/Ign) – Nessun segno di resa definitiva. Sono tre ore che un uomo, la cui identità non è nota, è barricato nella sede dell’Agenzia delle Entrate in via San Giuseppe 4 a Romano di Lombardia, in provincia di Bergamo. L’uomo, armato di un fucile a pompa, ha fatto irruzione nella palazzina, poco prima delle 16, orario di chiusura degli uffici. Poche parole, poi ha esploso due colpi in area e ha sequestrato 15 dipendenti. Un gesto legato, secondo quanto trapela e secondo quanto ipotizzato dal sindaco del piccolo centro del bergamasco Michele Lamera, “da difficoltò economiche”. Continua a leggere
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MINISTERI LEGA CALDEROLI

Di Oreste Pivetta

2 maggio 2012
L’autodromo per la Formula Uno, la Villa Reale, il Parco, la Corona Ferrea (quella che si mise in testa pure Napoleone imperatore), persino l’onore di diventare Provincia, in extremis, quando ormai serpeggiava il dubbio che non valesse più la pena mantenere quest’altra burocrazia amministrativa. Che cosa chiedere di più? I ministeri? Monza ottenne anche quelli, tre stanze imbiancate di fresco nel corpo centrale della Villa Reale, due telefoni, un paio di scrivanie, qualche seggiola e soprattutto una targa di lucente ottone all’ingresso, sotto la quale posarono festanti Bossi, Calderoli accaldato, Rosi Mauro e pure Bobo Maroni.

Giorno indimenticabile nella vita dell’operosa cittadina brianzola a nord di Milano, che toccò allora il settimo cielo della farsa, conquistato grazie alla prontezza del sindaco Marco Mariani, di cui si ricorda un pomeriggio a Pontida, quando rispose umile all’abbraccio di Bossi che annunciava la dislocazione dei ministeri. «Il sindaco Mariani ci ha dato la Villa Reale», proclamò davanti al suo popolo il capo leghista.

Monza ha molto altro da vantare. Se si cerca di raggiungerla da Milano lungo la strada che era una volta un rettilineo su tre corsie ci si inoltra in un budello tortuoso tra cantieri e buchi giganteschi: la famigerata statale 36 dovrà finire in un tunnel, mancano però altri 24 milioni, dopo che la spesa era lievitata a 300, e senza quei soldi tutto si blocca. Continua a leggere
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Maroni: ‘Governo via’. Lega guida rivolta contro l’Imu

01 maggio, 13:59

ZANICA (BERGAMO) – “Secondo me non ha rubato nessuno, non vedo ladri ma qualche errore”. Lo ha detto Umberto Bossi parlando delle inchieste giudiziarie sulla Lega dal palco della festa di Zanica. Fra gli errori Bossi ha indicato: “pensate che avevamo a fare l’amministratore uno legato alla ndrangheta”.

‘MI RICANDIDO? PER LA GENTE, PENSO DI SI’ – “Per forza, per la gente”. Lo ha detto Umberto Bossi rispondendo ai giornalisti che gli hanno chiesto se si ricandiderà al congresso federale. “Penso di sì – ha aggiunto – se no la gente pensa che non siamo uniti”.

MARONI, CIO’ CHE E’ SUCCESSO CI HA RICOMPATTATI – ”Il Lega Unita Day e’ una manifestazione importante per lanciare le iniziative contro l’Imu e anche perche’ dopo tutto quello che e’ successo la nostra intenzione e’ di mostrare una Lega compatta e unita, anzi proprio quello che e’ successo la ha ricompattata”. Lo ha detto Roberto Maroni parlando con i giornalisti al suo arrivo alla manifestazione di Zanica.

‘OBIETTIVO E’GOVERNO A CASA PRIMA ESTATE‘ – Nella mobilitazione contro le politiche fiscali del governo, in particolare l’Imu, “l’obiettivo più importante, se ci sarà l’adesione di tutti i Comuni, è che si possa mandare a casa il governo prima dell’estate”, ha detto Maroni.

Bossi: ‘Mi ricandido’ – Politica – ANSA.it.

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Sanità lombarda, la procura indaga su nuove lobby – Repubblica.it.

La Guardia di Finanza: “Ci sono anche altri faccendieri”. Daccò spese 200mila euro per sette vacanze alle quali ha partecipato anche Formigoni
di PAOLO BERIZZI e DAVIDE CARLUCCI

MILANO – C’è un lobbista della sanità – il suo motto è “pagato per insistere”, ma poi a sua volta pagava anche lui, eccome – che per sette vacanze riesce a spendere – solo di carte di credito – oltre 200mila euro. C’è un governatore – Roberto Formigoni – che a quei soggiorni di piacere organizzati dal suo amico Pierluigi Daccò ha partecipato, e oggi li definisce “vacanze di gruppo dove alla fine ognuno pagava qualcosa”. Poi ci sono 450 milioni di fondi extra che in sette anni la Regione Lombardia ha versato al San Raffaele e alla Maugeri: un fiume di denaro che – sospettano i magistrati, ma su questo punto non ci sono ancora capi di imputazione – potrebbe avere ingrossato i conti dello stesso Daccò, già accusato di aver distratto dalle casse della Fondazione Maugeri 70 milioni di euro e per questo in carcere da cinque mesi. Non soltanto il gran cerimoniere ciellino, però. La procura di Milano vuole capire se e chi altri, oltre a Daccò e al suo socio Antonio Simone, anche lui agli arresti, possano avere tratto vantaggi dai favolosi “mandati di pagamento” disposti dal Pirellone sotto forma di “funzioni non tariffabili” (soldi assegnati “con margini di discrezionalità”, e proprio per questo ritenuti “interessanti” ai fini delle indagini).

Destinatari: il solito gruppo Maugeri e il San Raffaele del crac. Ad accendere il primo barlume di luce su questa nuova pista investigativa è un’informativa della guardia di finanza e della polizia,

nella quale si fa riferimento a altri soggetti, “ancora da identificare”, che potrebbero avere ficcato le mani nella marmellata dei fondi extra elargiti dalla generosa Regione Lombardia a strutture pubbliche e private. Magari proprio in virtù dell’azione di lobbying esercitata da Daccò e altri “uomini di pubbliche relazioni” come lui. Era proprio la mediazione tra sanità statale e gruppi privati il core business del faccendiere che pagava i viaggi a Formigoni e familiari. Continua a leggere

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coordinamento:

Ken Sharo-Luna Rossa

Redazionali e Collaborazioni
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quotidiani 22 maggio 2012
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quotidiani esteri del 18 maggio 2012

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