
Genova. Scricchiola il quadro dei forti così come si poteva dipingere fino a ieri. Sale il peso dei signori dei salotti e dei predicatori di piazza, scende quello dei ministri dei templi sacri e profani. E la città si scopre decisa a cambiare, mettendo in discussione il peso dei singoli stakeholder palesi o occulti (“portatori di interesse”, soggetti capaci di orientare il voto per perseguire le proprie finalità) e rimescolando le carte. A far saltare il banco non sono solo i capipopolo, Beppe Grillo che lancia lo sconosciuto Paolo Putti fino a un passo dal duo di testa Doria-Musso. Quello che crollano sono le certezze. I poteri costituiti. I pilastri dell’immaginario.
I potere delle banche e delle Fondazioni è tale da spostare i voti a piacimento? No, Pierluigi Vinai è vicepresidente del consiglio di amministrazione della Fondazione Carige, l’ente che detiene oltre il 44% di Banca Carige. Il peso della corazzata Cassa di risparmio non è stato decisivo. La Chiesa istituzionale tiene le chiavi del potere (anche) laico? Non è così, un prete anarchico come don Andrea Gallo ha giocato un ruolo fondamentale nell’ascesa del candidato Marco Doria (e prima di tutto nella sua vittoria alle primarie Pd) ed è uscito vincente. Continua a leggere
Comune superiore a 15.000 abitanti
| Elettori | 503.752 |
|---|
| Sezioni scrutinate sindaco | 13 su 653 |
|---|---|
| Sezioni scrutinate consiglio comunale | 13 su 653 |
| Candidati sindaco e liste | Voti | % | Voti | % | Seggi | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
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DORIA MARCO
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1.035 | 52,08 | |||||||
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PARTITO DEMOCRATICO | 453 | 25,98 | ||||||
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LISTA CIVICA – MARCO DORIA | 160 | 9,17 | ||||||
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DI PIETRO ITALIA DEI VALORI | 130 | 7,45 | ||||||
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SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’ | 97 | 5,56 | ||||||
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RIFONDAZIONE COMUNISTA-COMUN. ITALIANI | 57 | 3,27 | ||||||
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LISTA CIVICA – CONSUMATORI PENSIONATI | 18 | 1,03 | ||||||
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PARTITO SOCIALISTA ITALIANO | 17 | 0,97 | ||||||
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LISTA CIVICA – LIGURIA VIVA | 10 | 0,57 | ||||||
| Totale | 942 | 54,04 | |||||||
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PUTTI PAOLO
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337 | 16,96 | |||||||
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MOVIMENTO 5 STELLE BEPPEGRILLO.IT | 297 | 17,03 | ||||||
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VINAI PIERLUIGI
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207 | 10,41 | |||||||
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IL POPOLO DELLA LIBERTA’ | 105 | 6,02 | ||||||
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LISTA CIVICA – LIGURIA MODERATA | 28 | 1,60 | ||||||
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LIBERTAS DEMOCRAZIA CRISTIANA | 27 | 1,54 | ||||||
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LISTA CIVICA – CITTA’ NUOVE | 18 | 1,03 | ||||||
| Totale | 178 | 10,21 | |||||||
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MUSSO ENRICO
|
197 | 9,91 | |||||||
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LISTA CIVICA – ENRICO MUSSO SINDACO | 149 | 8,54 | ||||||
|
RIXI EDOARDO
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94 | 4,73 | |||||||
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LEGA NORD | 62 | 3,55 | ||||||
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LISTA CIVICA – LA NOSTRA GENOVA | 10 | 0,57 | ||||||
| Totale | 72 | 4,13 | |||||||
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VISCARDI GIUSEPPE
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22 | 1,10 | |||||||
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LISTA CIVICA – GENTE COMUNE | 14 | 0,80 | ||||||
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M.I.L. | 3 | 0,17 | ||||||
| Totale | 17 | 0,97 | |||||||
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DELOGU ROBERTO
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22 | 1,10 | |||||||
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SINISTRA – PARTITO COMUNISTA | 21 | 1,20 | ||||||
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SAVERI SIMONETTA
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19 | 0,95 | |||||||
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LISTA CIVICA – PRIMAVERA POLITICA | 19 | 1,09 | ||||||
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SANGUINETI GIULIANA
|
13 | 0,65 | |||||||
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PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI | 12 | 0,68 | ||||||
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DE MARTINI ISABELLA DETTA SUSY
|
13 | 0,65 | |||||||
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LA DESTRA | 13 | 0,74 | ||||||
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SIRI ARMANDO
|
13 | 0,65 | |||||||
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LISTA CIVICA – PARTITO ITALIA NUOVA | 11 | 0,63 | ||||||
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PORTENTO ORLANDO
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12 | 0,60 | |||||||
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LISTA CIVICA – ORLANDO PORTENTO SINDACO | 10 | 0,57 | ||||||
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KAABOUR SI MOHAMED
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3 | 0,15 | |||||||
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LISTA CIVICA – FRATELLI E FRATELLASTRI | 2 | 0,11 | ||||||
| Totale voti candidati sindaco | 1.987 | |
|---|---|---|
| Totale voti liste | 1.743 |
Comune di GENOVA (GENOVA) – Elezioni comunali del 6 e 7 maggio 2012 – Ministero dell’Interno.

E’ inziato lo spoglio nei quasi mille comuni chiamati a rinnovare i sindaci e i consigli municipali. Stando ai sondaggi de La7 i candidati del centrosinistra a Genova e della Lega a Verona vincerebbero senza bisogno del ballottaggio. A Palermo e Parma in vantaggio Orlando e Bernazzoli. Ieri, nella prima giornata di voto, partecipazione in picchiata: -6,2% rispetto alle consultazioni precedenti.
(Aggiornato alle 15:24 del 07 maggio 2012)
15:24 Sondaggio La7, Doria sindaco al primo turno 10 –Secondo un sondaggio diffuso da La7, a Genova il candidato sindaco del centrosinistra Doria potrebbe raccogliere tra il 57 e il 62% dei voti vincendo già al primo turno.
Genova – Dirigente dell’Ansaldo gambizzato in strada a Genova. E’ successo questa mattina poco dopo le 9 in via Montello, zona Manin.
Una o più persone hanno avvicinato l’uomo, Roberto Adinolfi, 53 anni, sparandogli alle gambe. Da una prima ricostruzione sembra che un uomo con il casco in testa, sia sceso da una moto e abbia sparato puntando alle gambe.
Al momento gli inquirenti non escludono nessuna pista. La vittima è l’amministratore di Ansaldo Nucleare, società del gruppo Ansaldo Energia, di proprietà di Finmeccanica.
Soccorso dal 118 è stato trasportato al San Martino di Genova
Gambizzato dirigente Ansaldo| Liguria | Genova| Il SecoloXIX.

Taggia – Un operaio edile, morto per una caduta da un ponteggio o da un tetto, il cui corpo è stato poi gettato nel torrente Argentina per farlo sparire. Probabilmente lontano dal luogo in cui è avvenuto l’incidente.
È questa l’agghiacciante ipotesi alla quale stanno lavorando procura e carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Sanremo per risolvere il giallo del cadavere trovato una settimana fa, a Taggia, in località Bruxa, all’altezza del ponte dell’Autofiori, immerso in circa mezzo metro d’acqua.
La possibilità che si tratti di un lavoratore del settore edile sarebbe emersa incrociando una serie di dati, primo tra tutti la causa della morte, accertata attraverso l’autopsia eseguita sabato scorso dal medico legale Francesco Traditi: l’uomo è deceduto per un “trauma precipitativo”,ossia per le conseguenze di una caduta da notevole altezza, che ha provocato gravi lesioni alla colonna vertebrale ed agli organi interni. Continua a leggere

«E’ dura, stiamo nuotando controcorrente». Nel circolo Pd di Pra, di fronte al mare che però se ne sta nascosto dietro le gru che movimentano i container, Marco Doria, giubbotto antipioggia blu e jeans, usa il “noi” coi militanti democratici per spiegare che per vincere, lunedì sera, c’è prima da battere la corrente dell’antipolitica, del «siete tutti uguali». E detto da uno che proprio in nome della lotta a «questa politica» ha battuto alle primarie sia la sindaca uscente Marta Vincenzi che la senatrice Roberta Pinotti, scombussolando gli equilibri del centrosinistra e del Pd, l’appello suona particolarmente efficace. «Dobbiamo essere capaci di far cambiare corso alla corrente. Abbiamo anche questo compito oltre a quello di governare la città» aggiunge. Ma questa “corrente” a Genova spinge assai forte.
La alimenta anche la crisi economica che non è più nascosta dalla presenza delle grandi fabbriche pubbliche (per ora Fincantieri s’è salvata, ma Finmeccanica vuol vendere alcuni gioielli pur in salute come Ansaldo Energia e Ansaldo Sts per far cassa) né mitigata da un welfare che le casse comunali non possono più garantire come e quanto prima. E non basta il porto, che cresce nei traffici ma non nei posti di lavoro, né il turismo che pure aumenta. Non c’è più cioè la crescita che c’era, ma ne restano tutte le contraddizioni ambientali: dal traffico al frantumato assetto idrogeologico. «L’equilibrio del passato s’è rotto» dice Doria. Che ora deve provare a costruirne uno nuovo. Anche nel rapporto fra istituzioni e cittadini. Continua a leggere

Vincenzo Scolastico (a destra) con il magistrato della Direzione Nazionale Antimafia Anna Canepa e il pm genovese Alberto Lari
Genova – Ora che l’addio del Pm Vincenzo Scolastico dalla Direzione distrettuale antimafia di Genova è scritto nero su bianco, è lecito provare a elencare le ragioni di un divorzio che scuote la Procura. Ombre che da tempo s’allungavano sul magistrato, attriti che rischiavano di inceppare gli ingranaggi della lotta alla criminalità organizzata.
Al vertice della Dda, da mercoledì, ci sarà il capo Michele Di Lecce, il quale assicura che il provvedimento adottato è «quasi automatico», visto che il coordinamento delle inchieste anti mafia è prerogativa del procuratore.
Di Lecce, peraltro, non era in Liguria nel giugno del 2010, quando il Secolo XIX rivelò l’indagine della stessa magistratura genovese sul presunto complotto, organizzato dall’imprenditore sott’inchiesta Gino Mamone, per tentare di corrompere il presidente dell’Associazione magistrati in Liguria, Francesco Pinto. Quel fascicolo fu gestito proprio da Scolastico e Pinto ne fu tenuto inizialmente all’oscuro. Continua a leggere
La Curia è dalla parte del candidato di centrodestra Pierluigi Vinai. Don Andrea Gallo e don Paolo Farinella, invece, scelgono l’uomo del centrosinistra. Il centrista Musso senza benedizioni: “E’ una guerra parrocchiale, altro che laicità dello Stato”

Il pulpito della politica. Più che il palcoscenico. Succede a Genova, dove cardinali e sacerdoti scendono più o meno apertamente in campo. Alla faccia dell’unità dei cattolici: da una parte gerarchie ecclesiastiche, dall’altra semplici sacerdoti.
Mentre la Curia “incoraggia” un candidato del centrodestra, due amatissimi preti di strada, don Andrea Gallo a don Paolo Farinella, scelgono Marco Doria (centrosinistra). Così c’è chi invoca la laicità, come Enrico Musso, candidato “dimenticato” dalla Chiesa (corre con una lista civica ed è appoggiato dal Terzo Polo): “Sono amico di don Gallo e lo stimo immensamente. Anche don Farinella fa del bene. Ma tra gerarchie e sacerdoti stiamo assistendo a una guerra tra parrocchie. Altro che laicità dello Stato!”.
Tutto comincia quando il centrodestra dopo lunghi travagli candida Pierluigi Vinai. Le cronache riportano che a convincerlo sarebbero stati gli incoraggiamenti del cardinale Angelo Bagnasco. Dalla Curia nessuna smentita. Al Fatto Quotidiano, il candidato Pdl l’ha spiegata così: “È stato soltanto l’incoraggiamento a scendere in campo fatto a una persona amica”. A Genova, però, in molti hanno storto il naso. Continua a leggere
Genova – «La messa è finita. Andate in pace e votate per la lista di Marco Doria». Una terna con nomi, cognomi e partiti di appartenenza. E poi, il colpo di teatro: «Candidati, venite all’altare perchè chi vota possa vedervi in faccia».
Il fatto che un invito del genere arrivi da un prete è, diciamo così, insolito. Ma insolito è anche don Paolo Farinella, parroco di San Torpete, che entra a modo suo nella contesa elettorale per il nuovo sindaco di Genova.
Farinella è insieme don Camillo e Peppone: sacerdote ma anche comunista. Dichiarato. Schierato. Per dovere (dice) di coscienza. E la coscienza non prevede né silenzi né par condicio. Continua a leggere

























































