fotografia web da redazione N.R.
Il criterio di sicurezza sismica rende “idonee” a ospitare centrali poche aree. In una mappa elaborata dai Verdi compaiono anche Montalto di Castro e Caorso tra i siti che il governo potrebbe scegliere. Puglia, Basilicata, Maremma e Monferrato tra le zone dove potrebbe sorgere il deposito di scorie
L’incubo nucleare giapponese porta Paesi come Germania e Stati Uniti a prendere in seria considerazione l’abbandono dell’atomo. In Italia, invece, la linea del governo “non cambia”. Per il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, quella degli anti-nuclearisti italiani non è altro che uno “sciacallaggio politico a fini domestici”. Per la maggioranza di governo, il ritorno all’energia atomica è una scelta non negoziabile. Fra i problemi da prendere in considerazione, però, resta quello della collocazione delle future centrali. E delle scorie radioattive da esse prodotte. Non solo perché l’Italia, come il Giappone, è un Paese a elevato rischio sismico. Ma perché 16 regioni su 20, anche governate dal centro-destra, hanno già detto che non vorranno centrali atomiche sul proprio territorio. Nonostante la promessa del governo di compensare con lauti incentivi le comunità che accetteranno i depositi radioattivi. Continua a leggere
L’8 marzo, in una Sala del Consiglio Comunale di Trieste piena e assordata dai suoni del carnevale che giungevano da Piazza Unità, si è svolta la premiazione del 7° Concorso Internazionale di Scrittura Femminile Città di Trieste.
Nel 100° anniversario della Giornata mondiale della donna, il tema assegnato per il Concorso è stato “Racconti di pace e di guerra”.
Ormai da sette anni in occasione dell’8 marzo il Concorso stimola una riflessione sul mondo femminile, mondo femminile che, secondo il comitato organizzatore, “pur attraversando momenti non facili di sostanza e di immagine, costituisce un’importante voce dell’attuale letteratura mondiale. Sono molte le donne che svelano, con i loro racconti, i momenti critici di questa epoca di grande evoluzione.”
La Consulta femminile di Trieste con questo Concorso vuole fare della città di Trieste il luogo prestigioso dello scrivere femminile: Trieste è una città letteraria che deve molto alle donne, e può premiare libri editi (invitando così la presenza di grandi madrine) ma anche aiutare talenti, favorendo le potenzialità non ancora riconosciute. Continua a leggere
foto da web red.NR
Il capogruppo in Regione del Carroccio: “Noi non li vogliamo, vadano a lavorare in Aspromonte”. Poi attacca anche il “suo” governo: “Meno bunga bunga e leggi più serie”.
Campi di lavoro in Aspromonte per gli immigrati in figa dalla Libia. L’originale idea, si fa per dire, porta la firma del capogruppo della Lega Nord nel consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. “Noi”, ha continuato questo signore che di nome fa Danilo Narduzzi e porta il fazzoletto verde nel taschino e la tessera della Lega nord nel portafogli, “non li vogliamo”.
La notizia la riporta oggi il Messaggero Veneto. Accolta da qualcuno come una provocazione, per non dire peggio, ma applaudita da altri, soprattutto i suoi colleghi.
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Quotidiano Net – Marche, dramma maltempo: due dispersi e un morto Nevica in Emilia Romagna.
L’auto su cui viaggiavano due uomini è stata travolta dalla piena del fiume Ete nei pressi di Fermo. Un’anziana trovata morta in un fosso nell’Ascolano. Difficoltà in tutta Italia. A Trieste bora a 170 km/h
Ancona, 2 marzo 2011 - Dramma nelle Marche: due persone- un papà e una bambina – risultano disperse nelle Marche, a Casette d’Ete (Fermo) , per la piena del fiume Ete che ha travolto l’auto su cui viaggiavano. Lo rende noto la Protezione civile regionale. Si cerca l’auto travolta dalle acque.
L’intero paese è allagato, così come gran parte dei centri della regione, dove tutti i principali corsi d’acqua sono esondati, invadendo abitazioni, fabbriche e negozi.
Una donna di 85 anni è stata ritrovata morta in un fosso a Venarotta (Ascoli Piceno) . Ieri sera l’anziana era uscita di casa per andare a messa, ma non è più rientrata. E’ probabile che abbia perso l’orientamento a causa dell’oscurità, del vento e della pioggia, cadendo nel torrente. Continua a leggere
Nel 2008 la letteratura scientifica ha proposto tre lavori del dott. Nobuto Yamamoto in cui, mediante l’impiego di una proteina presente in natura (il GcMAF), si descrive una cura del tutto efficace per pazienti affetti da tre diversi tipi di cancro. La proteina si è rivelata un potente stimolante dei macrofagi che, a loro volta, sono risultati un’arma contro diverse patologie animali e umane.
Altri Autori hanno portato a termine numerosi esperimenti con la stessa proteina e sembrerebbero confermare gli assunti del dott. Yamamoto.
Tuttavia, fino ad ora, nessun altro gruppo di ricercatori ha effettuato studi similari su pazienti e il campo della sperimentazione andrebbe allargato con verifiche ulteriori.
Il dott. Fabio Franchi – Specializzato in Igiene e Medicina Preventiva e in Clinica delle Malattie Infettive - propone uno studio su un modello murino di un tumore che ha un comportamento simile a quello umano, con sviluppo neoplastico locale e metastasi a distanza. Continua a leggere
Torna in funzione la diga del Vajont cinquant’anni dopo il disastro: produrrà energia elettrica | Ecquo.
Cinquant’anni dopo il disastro del Vajont, torna in funzione la diga il cui traboccamento causò quasi 2.000 morti il 9 ottobre 1963.
I comuni dei paesi distrutti dall’onda assassina sfrutteranno nuovamente le acque del torrente per produrre energia elettrica. Lo hanno reso noto stamani a Pordenone i sindaci di Longarone (Belluno), Castellavazzo (Belluno) ed Erto e Casso (Pordenone), in una conferenza stampa ospitata in provincia.
Prima di giungere alla sofferta decisione è stata incontrata la popolazione e le due associazioni legate alla tragedia del 9 ottobre 1963: quella dei superstiti, che ha dato un consenso rispetto a garanzie sull’uso pubblico delle risorse e quella dei sopravvissuti che invece resta totalmente contraria al progetto.
I sindaci hanno escluso rischi di natura ambientale ricordando che con gli introiti, circa 300.000 euro all’anno, per ogni municipio potranno pensare al rilancio dell’intera area. La società che gestirà la centralina sarà controllata al 60% dal soggetto pubblico. L’impianto produrrà circa 15 milioni di kilowatt ora all’anno.
In Italia non si studia e non si lavora. I numeri dell’Istat, le statiche commuovono.
ROMA – In fondo leggere i dati statistici con un po’ di spirito critico è facile, solo che mette addosso una brutta sensazione, di tristezza o di fallimento.
Oggi l’Istat ha diffuso l’edizione del 2011 del rapporto “Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo” e purtroppo si capisce molto più del paese in cui viviamo, si comprende molto, o quantomeno si riesce ad immaginare con vividezza e precisione dei particolari, come sarà l’Italia in cui cresceranno i nostri figli. Come sarà un paese che ha rinunziato a costruire un qualsiasi futuro per i propri cittadini di domani a cominciare proprio dall’investimento principe sul futuro, l’istruzione.
La situazione attuale non è delle migliori tanto che circa il 46 per cento della popolazione in età compresa tra i 25 e i 64 anni ha conseguito come titolo di studio più elevato soltanto la licenza di scuola media inferiore, valore che pone il nostro Paese ben distante dalla media europea che segna il 27,9 per cento nel 2009.
Occorrerebbe investire per porre le basi di una situazione migliore? Forse ma evidentemente non tutti sono d’accordo. Continua a leggere
Il Fatto Quotidiano.
Lo sancisce il decreto della presidenza del Consiglio appena pubblicato in gazzetta ufficiale. Alte concentrazioni di questa sostanza nell’acqua possono provocare gravi forme di tumore.
Alla fine del 2003 il problema non è risolto. La direttiva europea prevede che, sotto la responsabilità dello Stato italiano, possano essere concesse due deroghe, entrambe della durata massima di tre anni. Continua a leggere
Finanziaria, la Serracchiani si sveglia e si accorge del massacro sul fondo politiche sociali
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Riportiamo le dichiarazioni della Serracchiani, che solo oggi si accorge dei furiosi tagli al sociale apportati dal Governo. Noi di controlacrisi.org lo diciamo da mesi, riportando le analisi e le proposte di Rifondazione Comunista, che vengono sistematicamente oscurate dai media.
Questo Governo ha iniziato a tagliare i fondi sul sociale appena si è insediato riducendo il fondo nazionale politiche sociali già nel 2008.
I fondi sul sociale passano da 2 miliardi e mezzo del 2008 ad appena 500 milioni nel 2011. In particolare, il fondo nazionale per le politiche sociali passa da 930 a 275 milioni. Quello per le politiche della famiglia da 345 a 52,5. Il Fondo per la non autosufficienza non avrà neanche 1 euro nel 2011.
FINANZIARIA: SERRACCHIANI, MASSACRO SU FONDO POLITICHE SOCIALI
TRIESTE – Per Debora Serracchiani (Pd) nella legge di stabilità il taglio del Fondo per le politiche sociali, da oltre 2,5 miliardi a 547 milioni è «un altro aspetto del massacro sociale che sta facendo il Governo Berlusconi».
Lo afferma oggi, sul proprio blog (www.serracchiani.eu), dopo aver partecipato a un incontro organizzato dal Comitato di coordinamento delle associazioni dei disabili della provincia di Udine, insieme con il Movimento di volontariato italiano (Movi), l’Associazione nazionale mutilati e invalidi civili (Anmic) e il Centro di volontariato internazionale (Cevi).
«Il legittimo timore dei disabili e delle famiglie – prosegue Serracchiani – è che dietro a questi tagli ci sia un preciso disegno politico, dal momento che sembrano andare nel senso di una ‘selezione naturale’ in cui solo i più forti hanno il diritto di vivere. E se la legge di stabilità sarà approvata com’è oggi, si creeranno nuove sacche di povertà perchè i tagli – conclude – sono stati fatti in senso orizzontale, senza nessuna valutazione». (ANSA).






































