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tutti i giorni 4 nuove pagine di articoli presi dai media e dalla rete, opinioni di redazione e approfondimenti





 

gli articoli con la foto accanto al titolo sono completamente originali dei nostri collaboratori

calabria

Procuratore di Roma:”Sostanziale indifferenza verso ‘ndrangheta”

Procuratore di Roma:”Sostanziale indifferenza verso ‘ndrangheta”

Palermo, 18 feb. (TMNews) – La diffusione capillare della criminalità organizzata in Calabria non ha eguali. Ne è convinto il neoprocuratore di Roma Giuseppe Pignatone, fino a pochi giorni fa procuratore di Reggio Calabria, intervenuto ieri sera a Palermo ad un convegno dal titolo “Il giudice, il processo, realtà giudiziaria e nuovo codice antimafia”. Pignatone ha sottolineato come “in Calabria c’è una densità criminale che non ha paragoni nemmeno con la Sicilia”. Continua a leggere

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Indiani di Locri di Raffaella Cosentino – YouTube.

terrelibere.org/

Il tempio Sikh di Locri è un pezzo di Punjab in Calabria, un punto di ritrovo per gli indiani del luogo. Due di loro hanno denunciato aggressioni razziste da parte di una banda di giovani calabresi e hanno fatto arrestare un ragazzo minorenne appartenente a una famiglia mafiosa. Poi, come segno di riconoscenza e di pace verso la città, i giovani aggrediti hanno ristrutturato gratuitamente la cappella del cimitero. Riprese e montaggio di Massimiliano Ferraina.

Il tempio Sikh di Locri è un pezzo di Punjab in Calabria, arredato con colori sgargianti dentro un edificio senza intonaco, a due passi da una discarica abusiva. Ogni domenica è il punto di ritrovo dei circa trecento punjabi della locride. Sono raccoglitori di olive in autunno, manovali, operai nelle serre. Da Platì a San Luca, lavorano nei paesi che sono dominati dai più potenti clan della `ndrangheta.

Nel 2010, due di loro hanno denunciato di essere stati vittime di aggressioni razziste da parte di una banda di giovani calabresi e hanno fatto arrestare un ragazzo minorenne appartenente a una famiglia mafiosa. Poi, come segno di riconoscenza e di pace verso la città, i giovani aggrediti hanno ristrutturato gratuitamente la cappella del cimitero.

Nel video denunciano i ritardi con i permessi di soggiorno e lo sfruttamento nei campi. Ma raccontano anche le usanze dei Sikh, con l`aiuto di Neetu, una giovane 22enne che ha studiato in Calabria e che somiglia tanto alle sue coetanee calabresi.

 

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Mappa delle allerte Emergenza sangue all’ospedale di Campobasso – Cronaca – ANSA.it.

Appello Avis, pronti a allestire servizio navette per donatori

07 febbraio, 18:26

 

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Il Ponte sullo Stretto non si farà ma continueremo a pagarlo – www.terrelibere.org.

 

Il Ponte sullo Stretto non si farà ma continueremo a pagarlo

Dal 2009 è aperto il cantiere preliminare del Ponte sullo Stretto, sulla sponda calabrese. Lo scopo era “eliminare le interferenze” per il futuro pilone. Oggi i soldi sono finiti e lo Stato chiede alle banche un mutuo da 12 milioni che pagheremo in 11 anni. Le condizioni di sicurezza all’interno sono pessime (come dimostra un nostro video) e alla fine dei lavori sarà spostato un km di binario e innalzato un mostro di cemento

VILLA SAN GIOVANNI (Reggio Calabria) – Il 20 gennaio il Cipe ha spostato ad altre opere 1.624 milioni di euro precedentemente assegnati alla “Stretto di Messina” spa. Nell’immaginario collettivo la questione del Ponte sullo Stretto è stata definitivamente sepolta. Invece continuano gli sprechi, che pagheremo per almeno undici anni. Ovvero il periodo del mutuo – con interessi a totale carico dello Stato – acceso per completare i lavori di Cannitello.

Si tratta di una “piccola opera” da 26 milioni progettata per spostare un chilometro di binario, tecnicamente “un lavoro propedeutico finalizzato a risolvere le interferenze con il futuro cantiere della torre calabrese del Ponte”. L’ideale prima pietra fu posta dal governo Berlusconi nel 2009. Continua a leggere

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La Calabria oggi paralizzata dal blocco dei Tir. A firmare la richiesta di autorizzazione per la protesta è, come potete vedere dal documento pubblicato sotto e protocollato il 20 gennaio, tale Umberto Mellino (foto a destra), noto esponente del partito neofascista Forza Nuova della Calabria, che si qualifica ufficialmente in un atto pubblico come referente del movimento dei forconi per laCalabria. Se volete sapere chi è Mellino andate qui. Cosa non farebbero i neofascisti di Forza Nuova pur di prendere voti.

 

Guardate chi firma la richiesta alla Questura a nome dei forconi- Foto « Il Post Viola.

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Blitz contro la ‘ndrangheta: 21 arresti – Quotidiano Net.

nfiltrazione negli appalti di importanti opere pubbliche

Reggio Calabria, colpite le cosche di Morabito – Bruzzaniti – Palamara, Maisano, Rodà, Vadalà e Talia. L’operazione segue un blitz del 2008, in cui vennero arrestate 33 persone

Operazione di contrasto alla 'ndrangheta

Operazione di contrasto alla ‘ndrangheta

Calabria, 11 gennaio 2012 -  I Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip presso il Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 21 indagati, appartenenti o contigui alla `ndrangheta nelle sue articolazioni territoriali delle cosche Morabito – Bruzzaniti – Palamara, Maisano, Rodà, Vadalà e Talia, che operano nel cosidetto mandamento jonico ed in particolare nei comuni di Bova Marina, Palizzi, Bruzzano Zeffirio ed Africo,in provincia di Reggio Calabria.
Gli indagati, secondo gli inquirenti, sarebbero responsabili a vario titolo dei reati di associazione di tipo mafioso, concorso in associazione di tipo mafioso, intestazione fittizia di beni, truffa aggravata, danneggiamento aggravato, procurata inosservanza di pena, frode in pubbliche forniture, furto aggravato di materiali inerti, crollo di costruzioni o altri disastri dolosi, violazione delle prescrizioni alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, tutti aggravati dall’aver favorito un sodalizio mafioso. Continua a leggere

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Rosarno, due anni dopo Il ghetto è sempre lì.

Sono passati due anni dalla rivolta di Rosarno. Quel sette gennaio di due anni fa, i colpi di pistola sparati contro alcuni dei braccianti ivoriani lungo la statale 18 fecero esplodere la rabbia e l’indignazione di un’intera comunità, di giorno quotidianamente sfruttata nei campi e di notte costretta a sopravvivere in rifugi di fortuna, in condizioni ai limiti dell’umano. Quei lavoratori – sfruttati, umiliati, senza diritti né identità – divennero i protagonisti di una rivolta che fece accendere i riflettori sulla tragedia del bracciantato e del lavoro agricolo in Italia, schiacciato fra il ricatto della grande distribuzione e l’arroganza del caporalato al soldo della criminalità organizzata. Giornate di rabbia, di frustrazione, di paura, conclusesi con la deportazione di molti dei protagonisti in altre zone d’Italia.

Ma anche l’inizio di un percorso di lotta che oggi porta braccianti, produttori, portuali e ambientalisti a unirsi per “riappropriarsi della terra” e allo scopo si sono dati appuntamento nel luogo dove più urgente è questa necessità: Gioia Tauro e la Piana, oggi come in passato, laboratorio dello sfruttamento senza sviluppo e senza prospettiva, divenuto ancora più selvaggio sotto la scure della crisi.

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No a nuovi impianti sciistici nella Sila | Legambiente.

 (Pini Loricati, Foto da Web, N.R.) Il Parco della Sila deve tutelare la natura e promuovere attività compatibili con questa missione. No a nuovi impianti sciistici incompatibili. Il parco investa sull’ecoturismo. “Giungono informazioni preoccupanti sul futuro e l’integrità del territorio del Parco nazionale della Sila, circa le proposte avanzate dall’ARSSA, dai comuni di San Giovanni in Fiore e Pedace di ampliare gli impianti di risalita di Lorica. Investimenti che non servono allo sviluppo della Sila che contrastano con la mission dell’Ente Parco e che pertanto non devono essere avallate, ma debitamente contrastate”. Non usa giri di parole Legambiente sulla richiesta di adesione che i soggetti attuatori del PISL (Progetto integrato di sviluppo locale) per il rilancio degli impianti sciistici dell’altopiano silano hanno fatto al Parco nazionale della Sila per rendere più “credibile” una proposta che è fuori da ogni logica di sviluppo sano del territorio, dalla sostenibilità ambientale ed economica. Continua a leggere

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Operazione dei carabinieri della città dello stretto

Operazione dei carabinieri della città dello stretto

Reggio Calabria, 5 dic. (TMNews) – Dodici persone sono state arrestate questa mattina dai carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria in collaborazione con i colleghi del comando politiche agricole e alimentari. Le accuse per tutti sono di aver percepito in modo illecito finanziamenti comunitari e stanno procedendo al sequestro preventivo di beni per un valore di circa 1 milione di euro per 25 indagati. Le persone arrestate sono state poste tutti agli arresti domiciliari. I provvedimenti cautelari scaturiscono da indagini svolte dai Carabinieri del Gruppo di Locri, grazie alla quale sono state deferite 48 persone ritenute vicine alle cosche della ‘ndrangheta “Morabito-Bruzzaniti-Palamara” e “Mollica-Morabito” operanti ad Africo Nuovo, “Vottari” e “Nirta operanti a San Luca.

Fmc

 

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‘Ndrangheta, blitz tra Milano e Reggio Arrestato un giudice: “Aiutò le cosche”- LASTAMPA.it.

L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini.

Indagine del pm Boccassini:
in carcere anche un consigliere regionale Pdl eletto in Calabria

milano

La Direzione Distrettuale Antimafia di Milano ha arrestato un giudice del Tribunale di Reggio Calabria. In manette è finito Vincenzo Giglio, 51 anni, presidente anche di Corte d’Assise ed esponente della corrente di sinistra di “Magistratura democratica” nonché docente di diritto penale alla Scuola di specializzazione per le professioni legali dell’Università statale Mediterranea di Reggio Calabria.

Secondo l’acccusa ipotizzata nei suoi confronti dal procuratore aggiunto di Milano, Ilda Boccassini, e dai pm Paolo Storari e Alessandra Dolci, Giglio avrebbe agevolato la ‘ndrangheta proprio grazie alla sua veste di presidente della sezione ”Misure di prevenzione” del Tribunale di Reggio Calabria. I reati contestati sono quelli di corruzione e di favoreggiamento personale di un esponente di primo piano del clan Lampada, il tutto con l’aggravante di aver commesso questi reati «al fine di agevolare le attività» della ‘ndrangheta. Le manette sono scattate anche ai polsi di un consigliere regionale Pdl e di un avvocato milanese.

In una nota firmata dal procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati, si legge che sono dieci le persone arrestate nell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini e dai pm Paolo Storari e Alessandra Dolci. Continua a leggere

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Catanzaro: scontri tra polizia e manifestanti – YouTube.

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Il Riformista.

La ditta non paga il tfr e minaccia i licenziamenti

La ditta non paga il tfr e minaccia i licenziamenti

Catanzaro, 16 set. (TMNews) – Protestano anche stamattina i dipendenti della ditta di autolinee Lirosi di Gioia Tauro, che si sono spostati negli uffici della Regione Calabria a Viale De Filippis di Catanzaro. Ieri sera ci sono stati momenti di tensione, quando i manifestanti hanno cercato di bloccare il traffico ferroviario nella stazione di Catanzaro Lido: infatti due dei 35 manifestanti si sono messi sui binari, si sono incatenati e si sono cosparsi di benzina minacciando di darsi fuoco, mostrando degli accendini. Le forze dell’ordine hanno cercato di dissuaderli dalla loro protesta, ma dopo un’ora sono intervenute per spostare i due manifestanti. Nella concitazione, un lavoratore ha accusato un malore ed i suoi colleghi, secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, hanno cominciato a lanciare pietre contro i poliziotti che hanno risposto con una carica. Continua a leggere

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coordinamento:

Ken Sharo-Luna Rossa

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quotidiani 22 maggio 2012
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quotidiani esteri del 18 maggio 2012

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