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tutti i giorni 4 nuove pagine di articoli presi dai media e dalla rete, opinioni di redazione e approfondimenti





 

gli articoli con la foto accanto al titolo sono completamente originali dei nostri collaboratori

basilicata

TMNews – Fiat/ Melfi, accolto ricorso azienda contro reintegro licenziati.

Giudice del lavoro esaminerà istanza legali Fiat

Fiat/ Melfi, accolto ricorso azienda contro reintegro licenziati
Potenza, 14 lug. (TMNews) – Il giudice del lavoro del Tribunale di Melfi (Potenza), Amerigo Palma, ha accolto il ricorso presentato dalla Fiat contro il reintegro dei tre operai licenziati nel 2010 nello stabilimento lucano.

 

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VAL D’AGRI. A Viggiano associazioni e abitanti dicono no al progetto per la costruzione di nuovi pozzi e all’aumento dell’estrazione di petrolio a 200mila barili al giorno. Un’attività che mette a serio rischio il territorio e la salute dei lucani. Continua a leggere

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La Gazzetta del Mezzogiorno.it | Addio a zio Ciccio l’ultimo banditore.

 

 

NOVA SIRI – Da tempo la sua voce squillante non riecheggiava lungo le strade di Nova Siri, la piccola cittadina jonica del Materano. Da tempo non suonava più la sua tromba, zio Ciccio, piegato dagli anni, sconfitto dai tempi nuovi. Francesco Corrado, 97 anni, si è spento – come si dice in questi casi – «serenamente». Era l’ultimo banditore o, come si dice in lucano, «jettaban».

Figura novecentesca di tanti nostri paesi, zio Ciccio annunciava al popolo le disposizioni delle autorità, l’arrivo dei venditori ambulanti, buone e cattive nuove. Figura letteraria, cinematografica e teatrale: il banditore. Figura leggendaria spazzata via da volantini e manifesti, da monitor e tivvù, e poi da internet, sms e i pad. Ma i vecchi lo ricordano, «’u jettabban», «l’ bannist», «lu bannituru» – a seconda dei dialetti. E forse anche qualche bambino ha ancora nelle orecchie il suono della trombetta e la voce stentorea che informava delle novità. Continua a leggere

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La Gazzetta del Mezzogiorno.it | Petrolio in Basilicata Indagine appalti Eni spunta Tempa Rossa.

POTENZA – Su internet e sulla stampa nazionale echi lucani dell’indagine della Procura di Milano su dirigenti dell’Eni, accusati di corruzione. Al centro della vicenda le tangenti per le grandi commesse. Sul Corsera e sul giornale web Quotidianamente.it, ripreso da blogallo.it, spunta la notizia del coinvolgimento di tre mediatori e una serie di aziende di ingegneria e costruzioni. Stando ai decreti di perquisizione, alcune di esse «risultano fortemente coinvolte nel traffico di informazioni riservate e offerte corruttive che ruota intorno all’associazione a delinquere con riferimento non soltanto a Iraq e Kuwait, ma anche ad altri affari come Tempa Rossa» , giacimento di petrolio, gas naturale e zolfo nella valle del Sauro in Basilicata.  Continua a leggere

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Liberazione.it.

Si vedono solo piedi scalzi e stivali d’ordinanza e poi sbarre, sbarre e tende. Ma bisogna sdraiarsi a terra, rubare un’immagine di ciò che si scorge da sotto i cancelli o fra i bordi sfrangiati di un telone. Giornalisti e telecamere non possono entrare, sono un intralcio, una presenza minacciosa e inaccettabile, lo stesso vale per qualsiasi occhio estraneo, sia quello di un collaboratore di parlamentare, di esponenti istituzionali regionali o provinciali, è sottoposta al vaglio della prefettura anche la scelta di un legale di fiducia. Non eravamo in un carcere di massima sicurezza, neanche a Guantanamo o ad Abu Ghraib, in nessuna delle strutture detentive dei sistemi totalitari che giustamente si additano come esempi da esecrare alla pubblica opinione. Eravamo a Palazzo S. Gervasio, paesino a pochi chilometri da Potenza, davanti ad un alto muro di cinta costruito in pochi giorni, tanto è bastato per trasformare un centro di accoglienza e identificazione per i profughi dalle rivolte del Mediterraneo in un Centro di Identificazione ed Espulsione “temporaneo”, una nuova denominazione partorita per dare un nome all’ennesimo luogo di privazione di libertà personale. Una storia lunga anni. In passato l’area in cui sorge il Cie era utilizzata per accogliere i migranti sfruttati nell’agricoltura. Continua a leggere

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“Quel centro costruito in segreto” La Regione Basilicata chiede chiarezza – Inchieste – la Repubblica. 

Comunicato del governatore Vito De Filippo che vuole un’indagine sulle condizioni dei migranti “reclusi” a Palazzo San Gervasio. Ed emerge un particolare preoccupante: quando il campo venne costruito, la Regione non venne neppure informata. E il Prefetto di Potenza ammise che era stata chiesta riservatezza

POTENZA – Il campo di Palazzo San Gervasio è stato costruito in fretta e furia, in pochi giorni al momento dell’esplosione della crisi africana e, soprattutto, senza che le autorità locali della Basilicata ne sapessero nulla. E’ quanto si evince dal comunicato emesso questa mattina dal governatore lucano Vito De Filippo in seguito al nostro servizio sul Cie (Centro di identificazione ed espulsione). Il racconto del portavoce del governatore, Nino Grasso, è preoccupante: “In quei giorni, forse erano i primi di aprile, venimmo a sapere dagli abitanti della zona della costruzione del campo. De Filippo fece cercare il Prefetto di Potenza che, solo a tarda sera, si fece trovare e spiegò, piuttosto imbarazzato, che avevano ricevuto ordine di allestire il campo senza dir niente a nessuno. Compresa la Regione, a giudicare dai fatti…Comunque, all’inizio era un campo di accoglienza. Poi è stato trasformato in Cie”. Continua a leggere

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Controllori di ‘razza’, il video shock – Video – Repubblica Tv – la Repubblica.it.

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La Gazzetta del Mezzogiorno.it | La Basilicata fornirà il petrolio «perso» nella guerra in Libia.

Oggi a Potenza il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, e il sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, firmeranno un memorandum d’intesa sul petrolio lucano. È l’atto preliminare all’accordo che verrà perfezionato entro giugno e che consentirà di incrementare l’attività estrattiva in Val d’Agri. In particolare, l’Eni conta di passare dagli attuali 80.000 barili al giorno a 120-130mila, anche per compensare il deficit di produzione determinato dalla guerra in Libia. Nel memorandum sono stati indicati quattro assi strategici: «1. prevenzione, tutela dell’ambiente e del territorio e mantenimento delle qualità ambientali….; 2. incremento dell’accessibilità regionale attraverso la connessione con i nodi delle reti nazionali della mobilità; 3. creazione di nuova occupazione attraverso la ricerca, la formazione e la promozione di nuove iniziative in campo ambientale, turistico ed industriale; 4. costituzione di un cluster dell’energia avente valenza nazionale ed internazionale».

di STEFANO BOCCARDI
Presidente De Filippo, la crisi libica fa miracoli e ancor più la preoccupazione del governo di rimanere senza il petrolio di Gheddafi. Lei solo pochi giorni fa aveva ipotizzato un accordo per l’inizio dell’estate. Che cosa ha favorito questa accelerazione improvvisa? «Sì, avevo parlato di giugno. E in effetti l’accordo vero e proprio, con le cifre, con tutti i dettagli degli investimenti possibili, prevediamo di sottoscriverlo a giugno ».
E questo memorandum allora cos’è? «È sostanzialmente un’espresione di volontà. Nel memorandum, diciamo che lo Stato e la Regione Basilicata intendono procedere alla sottoscrizione di un accordo sul petrolio».
E in Val d’Agri l’Eni che farà? Dovra aspettare giugno o potrà già da domani incrementare l’attività estrattiva? «No. L’Eni dovrà aspettare. L’Eni ha un limite di produzione che è stato sancito nell’accordo del 1998. L’Eni non può estrarre più di 104mila barili al giorno, ai quali vanno aggiunti i 50mila che può estrarre la Total nell’altro giacimento».
Che però è bloccato. «No. A Tempa Rossa stanno eseguendo i lavori di costruzione del nuovo centro oli. Stanno investendo per renderlo agibile e produttivo».  Continua a leggere

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La Gazzetta del Mezzogiorno.it | «Acqua più cara  per l’Ilva, meno per l’agricoltura».

BARI – La soluzione del problema dei consorzi di bonifica passa anche dalla necessità di rivedere i costi dell’acqua a carico degli agricoltori. In particolare di quelli del Tarantino. Per questo motivo, l’assessore ai Lavori pubblici, Fabiano Amati, ha chiesto un incontro al governatore lucano Vito De Filippo: l’idea è di abbassare il costo per gli usi civili a discapito di quelli industriali. Ovvero soprattutto dell’Ilva che, secondo Amati, gestisce questa partita «con il piglio dei padroni medievali piuttosto che quello degli illuminati imprenditori moderni».

Il contesto va chiarito. L’accordo di programma prevede che la Puglia paghi l’acqua alla Basilicata in base a due parametri: la componente ambientale (che ristora il «disagio» arrecato del territorio), e il costo industriale che varia in base agli usi. Continua a leggere

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La Gazzetta del Mezzogiorno.it | Basilicata, ogni anno «scompaiono» 86mila t. di rifiuti nocivi.

di MASSIMO BRANCATI

Ci sono rifiuti e rifiuti. Pensavamo di aver toccato il fondo con quelli urbani di Potenza, che continuano a viaggiare e a «mendicare» discariche in giro per la Basilicata. Ma la vera emergenza, forse sottovalutata, riguarda gli scarti industriali e la loro destinazione: secondo le stime elaborate dall’Istituto per l’Ambiente, il territorio lucano è in grado di smaltire in impianti autorizzati appena il 16% dei rifiuti industriali prodotti nei confini regionali, pari a circa 46mila tonnellate annue (in totale se ne producono 288 mila tonnellate). Il resto? Viene «esportato», ma una parte consistente di questa «monnezza» (oltre 86mila tonnellate) finisce in falde idriche e in terreni. Inquinandoli. Il fatturato complessivo del corretto smaltimento di scarti industriali ammonta a circa 4 milioni di euro l’anno. Niente in confronto a quanto produce il mercato illegale. Secondo le stime di Assoambiente, circa il 30% dei rifiuti industriali viene smaltito in modo abusivo. Ciò significa che in Basilicata lo smaltimento fuorilegge garantisce un fatturato annuo di oltre 7 milioni di euro, pari, come dicevamo, a 86mila tonnellate di rifiuti. Un impatto che può essere misurato non solo in termini di inquinamento: ogni anno i lucani accumulano, senza saperlo, un debito di 150 milioni di euro (il costo di bonifica delle zone contaminate dai rifiuti industriali, infatti, viene stimato in circa 2 euro al chilo).  Continua a leggere

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La Gazzetta del Mezzogiorno.it | Basilicata esclusa dai fondi per la ricerca.

di ANTONELLA INCISO

Non sono stati sufficienti i tagli alle infrastrutture, non sono servite le riduzioni per le politiche sociali, non sono bastate le decurtazioni alle spese per l’ambiente. Una nuova scure, dunque, si abbatte sulla Basilicata. O meglio sui servizi che vengono offerti ai cittadini lucani. Questa volta a subire il taglio dei fondi è la ricerca. Soprattutto, il programma nazionale della ricerca per il triennio 2011-2013 presentato nei giorni scorsi in Senato dal ministro Maristella Gelmini.

In particolare, il programma stanzia complessivamente 6,4 miliardi di euro per le regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Soldi che servono per fare ricerca, appunto. Per sostenere progetti di alta formazione e di innovazione. Da questi programmi, però, la Basilicata sarà esclusa. Ai lucani, infatti, resteranno solo i fondi comunitari europei, una quota di finanziamenti non certo corposa. Continua a leggere

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Quotidiano Net – Sarkò fa passare gli immigrati Ma da Nizza smentiscono.

Giallo sul passaggio di migranti per Ventimiglia, ma 20 sono entrati. Anche a Potenza distribuiti 130 permessi temporanei. Intanto a Lampedusa nessun nuovo sbarco, però tensioni fra gli immigrati da rimpatriare. Scontri a Pozzallo: agenti feriti

Il ministero dell’Interno ha informato l’ANSA, dopo aver contattato la Prefettura della regione di Nizza, che non soltanto non e’ cambiato nulla nelle regole della Francia per l’arrivo di migranti ma alle autorita’ francesi ‘’non risultano ingressi’’ di tunisini in Francia alla frontiera con l’Italia.

‘’Non c’e’ nulla di nuovo, le regole restano quelle fissate dalla circolare del ministro Claude Gueant – spiegano agli Interni – ma alla Prefettura non risulta che migranti tunisini siano entrati oggi dall’Italia’’.  Continua a leggere

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coordinamento:

Ken Sharo-Luna Rossa

Redazionali e Collaborazioni
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quotidiani 22 maggio 2012
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quotidiani esteri del 18 maggio 2012

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