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tutti i giorni 4 nuove pagine di articoli presi dai media e dalla rete, opinioni di redazione e approfondimenti





 

gli articoli con la foto accanto al titolo sono completamente originali dei nostri collaboratori

basilicata

Mappa delle allerte Emergenza sangue all’ospedale di Campobasso – Cronaca – ANSA.it.

Appello Avis, pronti a allestire servizio navette per donatori

07 febbraio, 18:26

 

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Fiat Melfi, è guerra di numeri tra i sindacati“200 iscritti della Fiom passano alla Cisl” | Salvatore Cannavò | Il Fatto Quotidiano.

Il segretario regionale, Antonio Zenga, si lascia andare a dichiarazioni di giubilo per il fatto di essere ormai la prima sigla sindacale. La Fiom, invece, cerca di minimizzare e punta il dito contro le intimidazioni e i ricatti del Lingotto, individuato come il vero ispiratore di una manovra a tenaglia che punta a stritolarla

 

La Fim-Cisl annuncia che duecento iscritti alla Fiom della Fiat di Melfi hanno cambiato casacca e sono passati sotto le sue bandiere. Una vittoria per il sindacato guidato da Giuseppe Farina e che si è impegnato a fondo per garantire l’intesa con Sergio Marchionne. Il segretario regionale, Antonio Zenga, grida vittoria e si lascia andare a dichiarazioni di giubilo per il fatto di essere ormai il primo sindacato. La Fiom, invece, cerca di minimizzare e punta il dito contro le intimidazioni e i ricatti della Fiat individuata come la vera ispiratrice di una manovra a tenaglia che punta a stritolarla. E sfida le altre sigle sul terreno della democrazia invitando a contarsi davvero in un voto diretto dei lavoratori.

La vicenda Fiat, quindi, continua a creare uno strascico di divisioni e veleni. La dichiarazione del segretario regionale Fim della Basilicata, Antonio Zenga, è ovviamente soddisfatta e insidiosa allo stesso tempo anche perché si fa forte di un analogo passaggio di iscritti – forse 400 – che sarebbe avvenuto all’Ilva di Taranto. “Si tratta di un importante e inequivocabile segnale politico dei duecento lavoratori in polemica con le posizioni di Landini e del gruppo dirigente locale della Fiom – ha detto Zenga -, e di una scelta che premia il senso di responsabilità e la coerenza che la Fim ha dimostrato in questi difficili mesi per salvaguardare il futuro della Fiat in Italia e della Sata di Melfi”. Continua a leggere

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La Gazzetta del Mezzogiorno.it | Orecchino e capelli lunghi liceale espulso a Potenza.

di MASSIMO BRANCATI

POTENZA - «Levati quegli orecchini», ordina il preside allo studente che si era recato da lui per una giustifica. E il ragazzo che chiede «perché». E se la cosa (orecchini, capelli lunghi, jeans alla moda) sia «espressamente vietata dal regolamento scolastico». Il preside, che si sente offeso dalla «resistenza », del ragazzo lo caccia fuori dal suo ufficio: «Sei espulso». Per dovere di cronaca, bisogna dire che il dirigente scolastico chiamato in causa, il professor Angelo Raffaele Telesca, all’invito a una replica, ha risposto alla «Gazzetta» che si tratta di «una invenzione». Che «non è mai accaduto nulla» e che la vicenda nasce dalla «volontà di strumentalizzazione della famiglia e di qualcun altro».

LO SCONTRO - Sono i genitori dello studente (che non ha ancora 18 anni ma per il quale chiedono espressamente, e con il consenso dell’interessato, di rendere noti nome e cognome) a ricapitolare il racconto del figlio nella nota inviata al Dirigente dell’Ufficio scolastico regionale: «Sei una vergogna per questa scuola. Questa scuola non ti vuole, sei espulso. Non sai stare in società, hai problemi psicologici, ti serve aiuto, ci attiveremo per aiutarti. Hai infranto le regole scritte di questa scuola».

ESPULSO - La conclusione del preside contro «l’arroganza» del ragazzo: «Sei espulso con effetto immediato. Tu fai l’ultimo anno, ci sono gli esami di Stato, vero? Ne pagherai le conseguenze». E rivolgendosi ai presenti concludeva: «Attenzione a tutti, è un elemento pericoloso. Questa scuola non ti vuole, sei espulso dalla mia scuola, vai via».  Continua a leggere

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La Gazzetta del Mezzogiorno.it | L’ombra dell’eolico si allunga sui Sassi.

di ENZO PALAZZO

MATERA - Più che il vento, poté l’incentivo? In Francia si contano “solo” 4mila pale di eoliche su tutto il territorio nazionale. La sola Basilicata, invece, ha già 200 torri, finora collocate lungo la dorsale appenninica. Ma aspira ad averne, stando al suo Piano energetico regionale, fino a 1360, circa un terzo dell’intera Francia. La Basilicata ha dunque più vento della Francia? E poteva mancare Matera? No, alla fine, le pale gireranno anche sulla città dei Sassi. Quattordici aereoturbine (pale eoliche) alte 130 metri della potenza complessiva di 35 mw saranno installate in località Verzellino. Area a nord di Matera, dietro la collina che si vede al lato del centro commerciale Venusio, proprio dietro l’antica masseria diroccata su cui campeggia un grande “Vendesi”.

Le 14 turbine si vedranno bene da Matera città e, molto probabilmente, persino da Gravina: altereranno i profili degli splendidi campi di grano che circondano la città d’arte lucana. Campi che creano una cornice orografica unica ad una città che ha già incantato l’Unesco e che anche in quella contrada conservano alcune masserie storiche, come S.Domenico, o luoghi di culto, come Picciano, o masserie agricole attive, come Dragone.  Continua a leggere

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La Gazzetta del Mezzogiorno.it | Una mappa del rischio per il sottosuolo di Foggia.

Il programma di monitoraggio di stabilità statica e vulnerabilità strutturale nel centro urbano di Foggia è stato oggetto di una sessione tematica dell’importante convegno internazionale, “L’Ingegneria Sismica in Italia”, svoltosi a Bari. L’organizzazione dell’ANIDIS (Associazione Nazionale di Ingegneria Sismica) ha invitato a presenziare l’inge – gner Paolo Affatato, dirigente del Servizio Urbanistica del Comune di Foggia che è responsabile del programma condotto con l’Autorità di Bacino per la Puglia, nell’am – bito del quale è stato sviluppato il “Progetto Antaeus”. “Antaeus”, che ricalibra alcuni indicatori delle metodologie di indagine più sofisticate attraverso un particolare logaritmo, è stato usato per i rilievi a tappeto di un gran numero di edifici: nel centro storco, nei “Quartieri Settecenteschi” e a “Borgo Croci, sulle aree campione del capoluogo, sono stati censiti più di 2.500 fabbricati, per oltre la metà dei quali non era disponibile alcuna planimetria.  Continua a leggere

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TMNews – Fiat/ Melfi, accolto ricorso azienda contro reintegro licenziati.

Giudice del lavoro esaminerà istanza legali Fiat

Fiat/ Melfi, accolto ricorso azienda contro reintegro licenziati
Potenza, 14 lug. (TMNews) – Il giudice del lavoro del Tribunale di Melfi (Potenza), Amerigo Palma, ha accolto il ricorso presentato dalla Fiat contro il reintegro dei tre operai licenziati nel 2010 nello stabilimento lucano.

 

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VAL D’AGRI. A Viggiano associazioni e abitanti dicono no al progetto per la costruzione di nuovi pozzi e all’aumento dell’estrazione di petrolio a 200mila barili al giorno. Un’attività che mette a serio rischio il territorio e la salute dei lucani. Continua a leggere

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La Gazzetta del Mezzogiorno.it | Addio a zio Ciccio l’ultimo banditore.

 

 

NOVA SIRI – Da tempo la sua voce squillante non riecheggiava lungo le strade di Nova Siri, la piccola cittadina jonica del Materano. Da tempo non suonava più la sua tromba, zio Ciccio, piegato dagli anni, sconfitto dai tempi nuovi. Francesco Corrado, 97 anni, si è spento – come si dice in questi casi – «serenamente». Era l’ultimo banditore o, come si dice in lucano, «jettaban».

Figura novecentesca di tanti nostri paesi, zio Ciccio annunciava al popolo le disposizioni delle autorità, l’arrivo dei venditori ambulanti, buone e cattive nuove. Figura letteraria, cinematografica e teatrale: il banditore. Figura leggendaria spazzata via da volantini e manifesti, da monitor e tivvù, e poi da internet, sms e i pad. Ma i vecchi lo ricordano, «’u jettabban», «l’ bannist», «lu bannituru» – a seconda dei dialetti. E forse anche qualche bambino ha ancora nelle orecchie il suono della trombetta e la voce stentorea che informava delle novità. Continua a leggere

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La Gazzetta del Mezzogiorno.it | Petrolio in Basilicata Indagine appalti Eni spunta Tempa Rossa.

POTENZA – Su internet e sulla stampa nazionale echi lucani dell’indagine della Procura di Milano su dirigenti dell’Eni, accusati di corruzione. Al centro della vicenda le tangenti per le grandi commesse. Sul Corsera e sul giornale web Quotidianamente.it, ripreso da blogallo.it, spunta la notizia del coinvolgimento di tre mediatori e una serie di aziende di ingegneria e costruzioni. Stando ai decreti di perquisizione, alcune di esse «risultano fortemente coinvolte nel traffico di informazioni riservate e offerte corruttive che ruota intorno all’associazione a delinquere con riferimento non soltanto a Iraq e Kuwait, ma anche ad altri affari come Tempa Rossa» , giacimento di petrolio, gas naturale e zolfo nella valle del Sauro in Basilicata.  Continua a leggere

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Liberazione.it.

Si vedono solo piedi scalzi e stivali d’ordinanza e poi sbarre, sbarre e tende. Ma bisogna sdraiarsi a terra, rubare un’immagine di ciò che si scorge da sotto i cancelli o fra i bordi sfrangiati di un telone. Giornalisti e telecamere non possono entrare, sono un intralcio, una presenza minacciosa e inaccettabile, lo stesso vale per qualsiasi occhio estraneo, sia quello di un collaboratore di parlamentare, di esponenti istituzionali regionali o provinciali, è sottoposta al vaglio della prefettura anche la scelta di un legale di fiducia. Non eravamo in un carcere di massima sicurezza, neanche a Guantanamo o ad Abu Ghraib, in nessuna delle strutture detentive dei sistemi totalitari che giustamente si additano come esempi da esecrare alla pubblica opinione. Eravamo a Palazzo S. Gervasio, paesino a pochi chilometri da Potenza, davanti ad un alto muro di cinta costruito in pochi giorni, tanto è bastato per trasformare un centro di accoglienza e identificazione per i profughi dalle rivolte del Mediterraneo in un Centro di Identificazione ed Espulsione “temporaneo”, una nuova denominazione partorita per dare un nome all’ennesimo luogo di privazione di libertà personale. Una storia lunga anni. In passato l’area in cui sorge il Cie era utilizzata per accogliere i migranti sfruttati nell’agricoltura. Continua a leggere

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“Quel centro costruito in segreto” La Regione Basilicata chiede chiarezza – Inchieste – la Repubblica. 

Comunicato del governatore Vito De Filippo che vuole un’indagine sulle condizioni dei migranti “reclusi” a Palazzo San Gervasio. Ed emerge un particolare preoccupante: quando il campo venne costruito, la Regione non venne neppure informata. E il Prefetto di Potenza ammise che era stata chiesta riservatezza

POTENZA – Il campo di Palazzo San Gervasio è stato costruito in fretta e furia, in pochi giorni al momento dell’esplosione della crisi africana e, soprattutto, senza che le autorità locali della Basilicata ne sapessero nulla. E’ quanto si evince dal comunicato emesso questa mattina dal governatore lucano Vito De Filippo in seguito al nostro servizio sul Cie (Centro di identificazione ed espulsione). Il racconto del portavoce del governatore, Nino Grasso, è preoccupante: “In quei giorni, forse erano i primi di aprile, venimmo a sapere dagli abitanti della zona della costruzione del campo. De Filippo fece cercare il Prefetto di Potenza che, solo a tarda sera, si fece trovare e spiegò, piuttosto imbarazzato, che avevano ricevuto ordine di allestire il campo senza dir niente a nessuno. Compresa la Regione, a giudicare dai fatti…Comunque, all’inizio era un campo di accoglienza. Poi è stato trasformato in Cie”. Continua a leggere

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Controllori di ‘razza’, il video shock – Video – Repubblica Tv – la Repubblica.it.

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coordinamento:

Ken Sharo-Luna Rossa



Redazionali e Collaborazioni
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quotidiani 04 febbraio 2012
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febbraio ...arriveremo :)

programmazione di Donato Monsellato "INDIGNATOS"

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    ken sharo
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  • Non dimentichiamo la Grecia
    Sono convinto che la sinistra europea e i sindacati europei non potranno e non dovranno mai perdonarsi di aver abbandonato al proprio destino la Grecia, le nostre compagne e i nostri compagni, le nostre sorelle e i nostri fratelli di questo meraviglioso e glorioso Paese.Di aver consentito, muti e immobili, che su di essi si abbattessero con tutta la loro fer […]
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quotidiani esteri del 6 febbraio

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