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cultura

Carlo Flamigni: Il controllo consapevole delle nascite. – YouTube.

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 la storia siamo noi

 Di Riccardo Fratini

 

  

Dalle notizie dei giorni scorsi sembra che la trasmissione “la Storia siamo noi” condotta da Gianni Minoli da oltre dieci anni, abbia trascorso i l suo tempo. Da precisazioni della Rai, invece, sarebbe il ciclo dei 150 anni dell’Unità d’Italia che avrebbe concluso il suo ciclo insieme al suo conduttore già in pensione e riassegnato per l’occasione, con contratto triennale che scade il 31 maggio prossimo

“La Storia siamo noi” quindi sopravvive ancora. Ma con un volto diverso dallo storico conduttore il quale avrebbe un compenso tra i più esosi e l’obiettivo della Rai è ridurre gli esborsi per i contratti più onerosi. Continua a leggere

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Zacarìas Cerezo torna a Santa Maria Capua Vetere. La mostra al Teatro Garibaldi | interno18.

Santa Maria Capua VetereSanta Maria Capua Vetere dà il bentornato a Zacarìas Cerezo, l’artista spagnolo che si è innamorato della nostra città. Lo fa in occasione di un’esposizione fotografica che comincerà il prossimo 25 maggio e si protrarrà fino al 30. Nella splendida cornice del Salone degli Specchi del teatro Garibaldi, la fotografa Ana Bernal accompagnata da Cerezo esporrà i suoi lavori in occasione della mostra ‘Nicola e Francisco Salzillo: la sgorbia di Dio’.

Nicola Salzillo fu uno scultore nato a Santa Maria Capua Vetere ma trasferitosi nel corso della sua vita a Murcia, in Spagna, dove nacque il figlio Francisco, considerato lo scultore più rappresentativo del ‘700 spagnolo e uno dei più grandi del periodo barocco. Quest’ultimo si dedicò esclusivamente ai temi religiosi su legno policromo, e visse per tutta la vita nella città di Murcia, che attualmente ospita un museo a lui dedicato. Proprio da Murcia vengono anche Cerezo e Bernal.

Zacarìas Cerezo, nato nel 1951, è un artista che si occupa principalmente di acquerelli, e tanti ne ha dedicati a Santa Maria Capua Vetere, tanto che nel 2009 riceve un riconoscimento per aver restituito alla città la memoria di Nicola Salzillo e aver fatto conoscere Santa Maria alla sua Murcia. Continua a leggere

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IL MANIFESTO – attualità – Dieci anni fa moriva Luigi Pintor.  – Questo contributo è stato inviato al quotidiano comunista il manifesto e al seminario sul decennale della morte di Luigi Pintor promosso dal Manifesto Sardo a Cagliari giovedì 15 maggio, con la partecipazione tra gli altri di Valentino Parlato, Loris Campetti, Claudio Natoli e Marco Ligas.Scarica il PDF del numero del manifesto di dieci anni fa.  Luciana Castellina

Mi dispiace moltissimo non essere presente a questo ricordo di Luigi soprattutto perché si tiene a Cagliari, la città senza la quale, sebbene non vi abbia abitato a lungo, non saprei nemmeno pensarlo. Lo so da sempre quanto Cagliari sia stata importante, ma da quando ho potuto leggere le lettere della sua mamma, che avevo conosciuto negli anni ’50 e ’60, già assai anziana – Dede Dore Pintor – recentemente raccolte in un bellissimo volume, ho potuto capirlo anche di più. Perché queste lettere ci fanno penetrare nell’intimità della sua vita, ci restituiscono per intero la figura dei suoi familiari, dei suoi famosi e amati zii, che da sempre, per quanto Luigi li citava, è come se avessimo conosciuto pur non avendoli mai incontrati.  Continua a leggere
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Cultura-Domenica Teatro e danza. Burlesque: l’arte più sexy va in scena a Milano – di Emanuele Bigi

Milan Burlesque Award 2013 Teatro Elfo Puccini, Milano 17-18 maggio

L’alba dopo la morte di Dio

Burlesque award 2012 (Agnes Weber)

Dita Von Teese lo ha sdoganato in Italia dopo la performance al Festival di Sanremo nel 2010, in molti ricorderanno il suo spogliarello elegante che terminava in una gigantesca coppa di champagne, il tubino di pizzo stretto alla vita come una dama del Settecento e la spugna che rilasciava spruzzi d’acqua sopra il corpo sinuoso da sirena. Era solo un assaggio del New Burlesque di cui Dita è la regina. A distanza di un anno, non a caso, nasce il Milan Burlesque Award www.milanburlesqueaward.com, appuntamento giunto alla terza edizione che premia le migliori professioniste internazionali armate di lustrini e piume di struzzo.

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L’auditorium Harpa di Reykjavik è il simbolo della rinascita del paese dopo la crisi finanziaria del 2008. Anche per questo è stato scelto come vincitore del premio Mies van der Rohe.    di Joana Amaral Cardoso

L'auditorium Harpa a Reykjavik

Spigoloso, translucido, traforato, teatro di un gioco d’ombra e di luci, dominato da elementi quali l’aria e l’acqua, in armonia con l’anima e la tradizione della vita quotidiana in Islanda: l’Harpa, sala da concerti e centro congressi di Reykjavik, il 29 aprile ha ricevuto il premio dell’Unione europea per l’architettura contemporanea, assegnato dalla fondazione Mies van der Rohe e dalla Commissione europea. Continua a leggere

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Il Salone Internazionale del Libro di Torino

L’appuntamento con il Salone Internazionale del Libro si rinnova ogni anno a maggio al Lingotto di Torino. Un capolavoro di archeologia industriale, il celebre stabilimento Fiat con la rampa elicoidale e la pista sul tetto. Disegnato fra il 1915 e il 1922 e ammirato da Le Corbusier, dal 1985 è stato trasformato da Renzo Piano in centro espositivo, congressuale e commerciale.

La Torre di Libri di Confino

L’appuntamento con il Salone Internazionale del Libro si rinnova ogni anno a maggio al Lingotto di Torino. Un capolavoro di archeologia industriale, il celebre stabilimento Fiat con la rampa elicoidale e la pista sul tetto. Disegnato fra il 1915 e il 1922 e ammirato da Le Corbusier, dal 1985 è stato trasformato da Renzo Piano in centro espositivo, congressuale e commerciale.  Continua a leggere

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GLI ZINGARI DI KOUDELKA A MILANO

In un regno di una parte dell’Europa ottocentesca, vi era un giudice noto per la sua severità e intransigenza di una città che era rinomata per essere la più fiorente del suddetto Regno.
Questo giudice era il figlio di colui che aveva sistemato parte del codice penale del regno, introducendo anche una legge che favoriva il pentitismo con annessi premi e sgravi di pena a chi portava alla condanna verso il delinquente di turno.

Un giorno di Gennaio, accade che un gruppo di briganti assaltò una panetteria della suddetta città, legando il proprietario e svuotando completamente il negozio. Non era la prima volta che la banda attuava piani simili: in precedenza avevano svuotato diverse panetterie e dato a fuoco a diverse case di chierici e notai.
Il sindaco, informato dei fatti, ordinò una caccia senza quartiere della banda. Dopo diversi mesi, riuscirono a catturarli tutti.
Vennero portati nella prigione della città dove vennero torturati uno ad uno per la confessione. Tra questi briganti, vi era anche uno zingaro: costui fu l’unico a subire il triplo delle torture -cinghiate, affogamenti, botte e via dicendo- rispetto ai suoi compagni.
Quando i compagni dello zingaro seppero della legge sul pentitismo -e che gli avrebbe salvato la vita, accusarono lo zingaro di essere il capo di quei saccheggi. Continua a leggere

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