La censura, dopo Twitter, approda anche sulla piattaforma Blogspot di Google. Ciò per limitare l’impatto di eventuali richieste di oscuramento o rimozione di contenuti, che provengano dalle varie autorità statali. Sono infatti note a tutti le pressioni di paesi come gli Usa, la Cina, la Russia e Cuba, per citare i più importanti, che hanno tutto l’interesse a controllare i flussi di informazione e di opinione sulla rete.
Vediamo allora come la Guida di Google spiega questa novità:
D: Perché vedo un URL modificato?
R: Durante le prossime settimane potresti notare che l’URL di un blog che stai leggendo è stato reindirizzato a un “ccTLD” dominio di primo livello nazionale (country-code top level domain). Ad esempio, se ti trovi in Australia e stai tentando di visualizzare [nomeblog].blogspot.com, potresti essere reindirizzato a [nomeblog].blogspot.au. Un ccTLD, se visualizzato, corrisponde al Paese in cui attualmente si trova il lettore.
D: Quando verrà visualizzata la modifica?
R: Regolarmente lanciamo aggiornamenti limitati, quindi durante i prossimi mesi sarà possibile visualizzare ccTLD in altri Paesi.
D: Perché accade?
R: La migrazione a domini localizzati permetterà di continuare a promuovere la libertà di espressione e la pubblicazione responsabile fornendo, nel frattempo, una maggiore flessibilità nell’adeguamento di richieste di rimozione valide conformi alle leggi locali. Tramite l’utilizzo di ccTLD, Continua a leggere
Professor Monti, noi non vogliamo inchiodarla ad una battuta. Una volta le battute inchiodavano chi le faceva: Andreotti rimarrà per sempre crocifisso a “Il potere logora chi non ce l’ha”. Ora invece sono come una carta moschicida: è la pubblica opinione che ci si fionda sopra e ci rimane attaccata a dimenarsi senza scopo. Perciò tocca più a noi che a lei schiodarci dalle sua battuta provando a riflettere su cosa chiediamo al lavoro nel terzo millennio. E sarebbe ora, in questa fase di rottura epocale di sistema, di tornare ai concetti, ab ovo, come dicevano gli antichi, perché è sempre dall’inizio che bisogna ripartire quando si è all’esaurimento di un percorso storico e bisogna avviarne un altro, mai da metà strada: altrimenti ti illudi solo di cambiare strada, in realtà prosegui verso il baratro. Continua a leggere
A proposito di Palazzo Pepoli, Museo della Storia a Bologna « Italia Nostra.
Genus bononiae, il museo della città di Bologna
Dove sei Bologna? Dove sei Bologna lucida, esigente, critica, reattiva, che mai fosti di facile contentatura? Non una voce non diciamo di esplicito franco dissenso ma almeno di timida rispettosa riserva. Nessuno che nei giorni della marcia trionfale del museo multimediale fantasmagorico, salutato dalla stampa entusiasta bolognese e nazionale, metta in discussione il ruolo delle Fondazione bancaria che nella situazione finanziaria di affanno della amministrazione comunale si è costituita in primario se non unico attore della politica culturale della città, in competizione vincente, si direbbe concorrenza sleale, con gli esausti e gloriosi musei civici, loro sì i veri musei della città. Con la legittimazione di una cospicua disponibilità finanziaria che viene dai risparmi della comunità e secondo i gusti e i personali convincimenti culturali del suo autorevolissimo presidente reduce da più di tre lustri di buon governo dell’università. Nessuno che abbia ricordato che la torre dell’epifania, così celebrata da chi l’ha disegnata, che ingolfa il cortile di Palazzo Pepoli Antico, passa attraverso una deroga alla norma di piano per il centro storico che pone il ferreo divieto di fabbricare i cortili del centro storico e specie degli edifici monumentali (sgarro ben più grave della candida palazzina bancaria di Riva Reno). Continua a leggere
Presidente iraniano inaugura un canale satellitare in spagnolo.
Teheran, 31 gen (Prensa Latina) Il presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, sottolineò oggi l’importanza di promuovere la giustizia per garantire pace e sicurezza tra tutte le nazioni, ed encomiò il ruolo dei mezzi di diffusione in questo senso.
I mezzi di comunicazione possono agire come veicoli per riflettere le ingiunzioni e le necessità degli esseri umani, la conoscenza e la scienza, indicò Ahmadinejad in un messaggio inviato in videoconferenza nell’inaugurazione ufficiale del canale HispanTV. Aggregò che tutte le nazioni hanno bisogno di pace, sicurezza, libertà, progresso e benessere, ed è necessario stimolare la cooperazione, la comunicazione e gli sforzi collettivi per materializzare questi desideri. Il capo di Stato riconobbe il ruolo importante della stampa, la radio, la televisione ed altri mezzi nel collegare tutti i paesi e gli esseri umani, e forgiare vie di contatto e comunicazione tra di loro. Inoltre, ha fatto notare che una minacciante ed egoista minoranza ha deciso di imporre la sua volontà sulla maggioranza della popolazione mondiale, di lì l’utilità di HispanTV, il primo canale televisivo in spagnolo del Medio Oriente ed il numero 12 del suo tipo nell’orbe. Ahmadinejad ha insistito che solide comunicazioni, scambi di punti di vista e l’unità sono significativi per proteggere i diritti basilari della gente e dei mass media -delimitò – possono avere un adempimento cruciale al riguardo. HispanTV, proseguì il presidente iraniano, deve essere uno stendardo della realtà, dei sentimenti e della giustizia, e trasmettere un messaggio di pace, amicizia e libertà per tutte le nazioni, in contrasto alle politiche dominanti delle potenze arroganti. La nuovo emittente via satellitare che trasmette dal 22 dicembre, è stata lanciata ufficialmente oggi a Teheran in presenza del cancelliere iraniano, Ali Akbar Salehi, ed ambasciatori di paesi ispanofoni, compresi quelli di Cuba, Venezuela, Nicaragua e Bolivia. Il canale, concepito dalla Corporazione Televisiva della Repubblica Islamica (IRIB), pretende arrivare ai più di 800 milioni di ispanofoni nel mondo rinforzando la cultura e servendo da ponte per introdurre tradizioni islamiche e dell’America latina. La sua programmazione che aspira a trasmettere per 24 ore come il suo canale simile in inglese Press TV, include notizie, film, serie drammatiche, documentari, reportage, interviste esclusive, come programmi politici, sociali ed economici. Il capo del servizio mondiale di IRIB, Mohammad Sarafraz, rimarcò che HispanTV serve come condotto per stringere i lacci di Teheran col blocco anti-statunitense in America Latina.
Maurizio Landini, segretario generale della Fiom ,sarà a Lecce questo pomeriggio, alle 17.30 allo Sperimentale Tabacchi, per presentare il suo libro, “Cambiare la fabbrica per cambiare il mondo”, edito da Bompiani. Nel volume Landini cerca di inquadrare il significato storico del referendum di Mirafiori, tenutosi il 14 gennaio dello scorso anno, cercando di sfatare il motto (pronunciato da Gianni Agnelli): “Ciò che va bene per la Fiat, va bene per l’Italia”.
Si legge nel comunicato della Fiom-Cgil di Lecce:
“Non è detto che sia ancora così. Questo è il racconto dei ventidue giorni più lunghi del sindacato, quelli che vanno dall’accordo separato di fine dicembre su Mirafiori fino al 14 gennaio, giorno del referendum. Ma è anche molto di più: è la presa di posizione di un sindacalista contro l’assenza della sinistra, del Governo, a favore del diritto al lavoro” Continua a leggere
Un appello per salvare Sepino « Italia Nostra.
Al Ministro dei Beni Culturali Lorenzo Ornaghi,
al Presidente del Consiglio Mario Monti,
al Presidente Giorgio Napolitano
Saepinum e la conca montana del Tammaro sono un luogo emblematico del piccolo Molise, insieme al teatro Sannitico di Pietrabbondante. Il Molise è parte irrinunciabile dell’unità del nostro Paese. Questi luoghi costituiscono le fondamenta della storia unitaria di cui si è appena celebrato il centocinquantenario. Quando furono progettate le centrali eoliche industriali in questi siti, forse non ci si rendeva ancora conto che il fuori scala prodotto dalle torri ciclopiche, avrebbe sfregiato irrimediabilmente un paesaggio fino allora intatto; che questo paesaggio sarebbe stato omologato ai troppi luoghi già violati nel Mezzogiorno d’Italia; che si sarebbe cancellata in modo irreversibile l’essenza stessa di territori che meriterebbero ben altro trattamento e conservazione. Oggi tutto è più chiaro. Ma le procedure giudiziarie amministrative, seguono il loro iter con anonima burocraticità, ignorando completamente i sacrosanti diritti della popolazione stessa del Molise in difesa della propria identità culturale e dei propri luoghi, così carichi di memoria storica. C’è stato infatti in questi anni un movimento imponente di ribellione civica a progetti industriali, così impattanti, da parte dei cittadini, ora più consapevoli, della necessità di difendere il proprio paesaggio. Per queste ragioni, Signor Ministro, in nome dell’articolo 9 della Costituzione e del significato che è insito nei festeggiamenti dei 150 anni di unità nazionale, con solennità, Le chiediamo un intervento che definisca, anche con la potestà della legge, la definitiva salvaguardia di questi luoghi che il nostro Paese riconosce come proprio irrinunciabile patrimonio. Anche con questo Vostro intervento l’Italia può ricominciare a sperare.
Le Associazioni: Italia Nostra Onlus, CNP (Comitato nazionale Paesaggio), Mountain Wilderness
C’è chi lo ricorderà per il suo “NON CI STO!”. Chi per il suo “NON ARRENDETEVI, RAGAZZI!”. Chi per le condanne a morte comminate nel ’45. Altri per lo schiaffo alla signora scollacciata. Altri ancora per gli altolà a Berlusconi. Io non lo ricorderò per un gesto. Lo ricorderò per il mondo che rappresentava. Quel mondo che ha tenacemente cercato di preservare dalla deriva. Ha svolto il suo mandato negli anni in cui le fondamenta della Repubblica che lui stesso aveva gettato insieme agli altri Padri Costituenti hanno iniziato a cedere. E perciò non gli ci è voluto molto, all’architetto che conosceva il progetto e la fatica di quella edificazione, ad accorgersi delle crepe che si stavano allargando. E intorno a lui l’Italia si ubriacava di leader “prestati alla politica”, di politici “non di professione”, di presidenti del consiglio “imprenditori”. Di ibridi che entravano nelle Istutuzioni, così sapientemente costruite con pesi e contrappesi e poggiate su equilibri delicati, come i classici elefanti in una vetreria e le riducevano in frantumi. Non era di sinistra, Scalfaro. Continua a leggere
IL PROTAGONISTA
Elio canta e scherza coi pupazzi Disney
“Ma qui riesco a non dire cose sconce”
Il leader delle Storie Tese testimonial del film “I Muppet”: canta una versione inedita della sigla-tormentone, si fa rapire da loro in un video virale. Poi un bilancio di trent’anni di carriera: “Allora i vaff… di Bossi impensabili, oggi è dissacrante il linguaggio colto”. E sul tormentone bunga bunga: “Bravi ad arrivare un minuto prima degli altri”
di CLAUDIA MORGOGLIONE
Elio nel video coi Muppet
ROMA - Cosa hanno in comune il leader di una band impegnata in un tour musicale chiamato Enlarge your penis (il significato è inequivocabile) con la casa di Topolino, delle principesse delle fiabe e dei film per bambini e per famiglie? La risposta: I Muppet. Proprio così: perché è Elio, il leader delle Storie Tese, a cantare il brano-clou della colonna sonora del film Disney centrato sui mitici pupazzi della tv. Un connubio, sulla carta, ad alto tasso di dissacrazione: “Ma io mi sono comportare anche molto molto bene – scherza lui, seduto nella hall di un albergo della capitale – mi rendo conto che qui il contesto era diverso, rispetto al mio solito. E comunque non è che dica cose sconce sempre: se lo faccio è solo per lavoro…”.
Ma l’Olocausto non è misura di tutte le cose- LASTAMPA.it.
Ma l’Olocausto non è misura
di tutte le cose
Il dolore di un visitatore ebreo nel Museo dell’Olocausto di Gerusalemme
Dobbiamo ricordarci che il fatto di essere stati vittime non è sufficiente a conferirci uno status morale
Abraham Yehoshua riceve oggi alla Scuola Normale Superiore di Pisa il diploma di Perfezionamento honoris causa in Letteratura contemporanea. Nell’occasione pronuncerà una lectio (rielaborazione del suo Elogio della normalità , ed. Giuntina), di cui qui anticipiamo uno stralcio. Dello scrittore israeliano è da poco uscito per Einaudi il romanzo La scena perduta .
Pur caricandoci di un grande peso, l’Olocausto ci pone di fronte a delle sfide chiare. Come figli delle vittime, ci incombe l’obbligo di enunciare al mondo alcuni insegnamenti fondamentali. Continua a leggere
C’è una ragione per cui siamo dotati di memoria. Già i presocratici ce l’avevano spiegato: perché l’Essere è eterno e immutabile e scorre sempre uguale sotto il Divenire. E sotto il velo del Divenire mostra sempre la stessa faccia: la memoria serve a riconoscerla. E nei suoi tratti c’è la congenita escrescenza del Male che gli deturpa i connotati e che da sempre gli uomini hanno fatto e subìto. Gli antichi non sapevano dove fosse acquattato, sapevano solo che ce n’era per tutti e il caso lo dispensava senza riguardo a colpe e meriti. Giobbe era giusto, ma perse tutti i figli e finì solo, povero e coperto di pustole solo per una scommessa tra Dio e il Diavolo. E quando ne chiese conto a Dio gli fu risposto: “C’eri tu quando ho creato il Cielo e la Terra? Perciò non parlare di Giustizia a me: così è e tu non puoi sapere”. Perciò il Bene e il Male non erano cose che gli uomini decidevano per loro conto, erano parola di Dio o idee fisse nell’Iperuranio: tutto quello che potevano fare gli uomini era governare gli Stati tenendo la barra fissa su quell’idea di Bene uscita dalla mente di un dio e realizzare la Giustizia. Continua a leggere



















































