nuova resistenza

"il contenitore dell'informazione e della controinformazione"

You are currently browsing the Cronaca category.

Facebook, pubblicati i dati  di 100 milioni di utenti  – LASTAMPA.it

Facebook, pubblicati i dati  di 100 milioni di utenti  – LASTAMPA.it.

Per il social network i dati messi in Rete erano già pubblici
Se si vuole sfatare il mito della sicurezza di Facebook quale modo migliore che cercare di raccogliere e pubblicare in rete dati di oltre 100 milioni di utenti?

Ron Bowes, consulente di sicurezza, ha voluto evidenziare la questione della privacy sul social network scansionando i profili di Facebook tramite il pezzo di codice apposito, e raccogliendo da qui i dati non nascosti dalle impostazioni di privacy di ogni utente. L’elenco, che è stato condiviso su un file scaricabile, contiene l’URL del profilo di oltre 100 milioni di ”amici”, con il loro nome e l’ID univoco.

La lista è stata pubblicata su Pirate Bay, il più grande sito di file-sharing del mondo, ed è già stata scaricata da più di 1.000 utenti.

In una dichiarazione alla BBC News, Facebook ha risposto che le informazioni contenute nella lista erano già liberamente disponibile online. «Le persone che usano Facebook hanno la facoltà di scegliere quello che vogliono inserire, con chi vogliono “fare amicizia”, e quando vogliono – recita il comunicato – in questo caso sono state raccolte informazioni che gli utenti avevano già accettato fossero pubblicate sul proprio profilo. Nessun dato strettamente personale è stato reso disponibile o è stato compromesso».

....birra?

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

Posted 3 minutes ago.

Add a comment

«Acclarata l’illegittimità delle liste Il riconteggio è a tutela degli elettori» – Corriere della Sera

«Acclarata l’illegittimità delle liste Il riconteggio è a tutela degli elettori» – Corriere della Sera.

Il leghista Roberto Cota, presidente della giunta regionale del Piemonte (Ansa)
Il leghista Roberto Cota, presidente della giunta regionale del Piemonte (Ansa)

MILANO – Il riconteggio dei voti relativi alle liste «Al centro con Scanderebech» e «Consumatori», che alle ultime Regionali sostenevano il candidato del centrodestra Roberto Cota, stabilito nelle settimane scorse dopo i ricorsi del centrosinistra, è stato deciso dal Tar del Piemonte perchè «l’esame del merito conduce alla acclarata illegittimità dell’ammissione delle due liste controverse con conseguente annullamento, in via diretta ed immediata, dei relativi provvedimenti di ammissione emessi dagli otto uffici centrali circoscrizionali». È quanto si legge nella sentenza del Tribunale amministrativo piemontese depositata oggi.

«TUTELA DEGLI ELETTORI» - «Questa decisione muove nell’ottica della tutela della volontà dell’elettore» ha precisato Alfonso Graziano, giudice estensore della sentenza, consegnando, insieme al presidente del Tar Franco Bianchi, la sentenza agli avvocati alla presenza dei giornalisti.

LE CONSEGUENZE SUI SEGGI – Nelle 113 pagine, il collegio giudicante rileva quindi che «ciò stante restano da acclarare quali ulteriori, eventuali, concreti effetti demolitori possano discendere dal parziale ‘de cisum’ fin qui assunto, avuto riguardo, in particolare alla proclamazione degli eletti alla carica presidenziale, nonchè alla ripartizione dei seggi in seno al consiglio regionale».

....birra?

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

Posted 11 minutes ago.

Add a comment

Torna Emergency a Lashkar-Gah – Corriere della Sera

Torna Emergency a Lashkar-Gah – Corriere della Sera.

Soldati afghani davanti all'ospedale (Ap)
Soldati afghani davanti all’ospedale (Ap)

MILANO – Riapre i battenti il centro chirurgico di Emergency a Lashkar-Gah, chiuso nello scorso aprile scorso dopo il ritrovamento di armi e dopo l’accusa a tre volontari italiani di essere collaboratori dei talebani. «Oggi è una bella giornata» dice Gino Strada.
Un team composto da un chirurgo, due infermieri e un logista internazionale e da 140 afghani, tra personale medico, amministrativo e ausiliario, ha ripreso possesso della struttura dopo che una delegazione di Emergency guidata da Gino Strada, aveva incontrato lunedì scorso il governatore della regione di Helmand per verificare la possibilitá di riapertura.

LE ASSICURAZIONI DEL GOVERNATORE – Nei giorni scorsi il governatore aveva vincolato la ripresa delle attività ad alcune condizioni, tra le quali la presenza di militari afghani intorno all’ospedale e il passaggio della gestione dell’ospedale al ministero della Sanità locale. Il governatore ha inoltre assicurato che Emergency continuerà a poter condurre in autonomie le attività dell’ospedale sia dal punto di vista clinico sia dal punto di vista gestionale. Sulla decisione hanno influito le continue sollecitazioni della societá civile afghana. Da quando il centro era stato chiuso infatti la popolazione locale aveva perso un luogo di cura fondamentale in quanto l’ospedale era l’unica struttura in grado di offrire assistenza chirurgica gratuita e di elevata qualità in tutta la provincia di Helmand.

STRADA: «ASSICURATA PIENA AUTONOMIA» – «Oggi è una bella giornata – ha osservato Strada in collegamento telefonico dall’Afghanistan – e siamo arrivati con fatica a questo momento. Siamo riusciti a capire quale era l’umore della gente che aveva bisogno che l’ospedale riaprisse e che non voleva fosse tolto a loro per motivi forse politici. Abbiamo ricevute le scuse ufficiali da parte del governo afghano e questo dimostra che evidentemente si è trattato di un episodio oscuro». «Al governatore di Lashahk-Gah – ha proseguito Strada – abbiamo fatto le nostre richieste tra le quali il libero accesso per i feriti alla struttura e che l’ospedale debba essere rispettato da tutti, così come deve essere per sua natura un luogo neutrale dove non si esercita violenza. Abbiamo anche ribadito che è impensabile che un ospedale sia sotto il controllo di una forza militare e che l’accesso alle cure sia filtrato da qualcuno e su questo il governatore si è detto d’accordo con noi». «Abbiamo avuto un incontro con il nuovo capo della sicurezza perché quello precedente è stato rimosso, e ci ha garantito piena collaborazione e pieno rispetto dell’autonomia dell’ospedale. Un ospedale – ha sottolineato Strada – che abbiamo ritrovato in una situazione disastrosa, pieno di sabbia ma senza che, tuttavia, vi fosse stato alcun furto».

ATTEGGIAMENTO SERVILE DELL’ITALIA NELLA VICEBDA DELL’ARRESTO – Nella vicenda dell’arresto dei tre operatori di Emergency e della chiusura dell’ospedale di Lashkar-Gah il Governo italiano ha dimostrato un «atteggiamento servile» nei confronti degli alleati coinvolti. A distanza di tempo ne resta convinto Gino Strada che ha riferito di aver parlato nei giorni scorsi con l’ambasciatore britannico nel paese asiatico per chiarire il coinvolgimento dei militari inglesi nella chiusura dell’ospedale di Emergency (furono infatti alcuni soldati britannici a prelevare i tre operatori italiani). Se si fosse verificata una situazione contraria – ha ragionato Strada – e cioè «se fossero stati dei militari italiani a prelevare degli operatori inglesi, il governo inglese avrebbe subito convocato l’ambasciatore italiano: ma da noi non usa, il nostro governo è più servile».

....birra?

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

Posted 17 minutes ago.

Add a comment

Pedaggi, il Tar del Lazio dice stop agli aumenti per autostrade e Gra – Corriere Roma

Pedaggi, il Tar del Lazio dice stop agli aumenti per autostrade e Gra – Corriere Roma.

MOBILITA’

Pedaggi, il Tar del Lazio dice stop
agli aumenti per autostrade e Gra

I giudici: «Le tariffe devono corrispondere a un servizio» Accolte le richieste della Provincia di Roma e di Pescara

Le auto sul Raccordo
Le auto sul Raccordo

ROMA – Il Tar del Lazio ha sospeso il decreto che ha disposto l’aumento dei pedaggi autostradali previsti nella manovra del governo. La prima sezione del tribunale amministrativo, presieduta da Linda Sandulli, ha così accolto le richieste della provincia di Roma, del Comune di Fiano Romano e della Provincia di Pescara.

«NON SI TRATTA DI UNA TASSA» – Il Tar del Lazio ha accolto i ricorsi contro l’aumento dei pedaggi (fino al 25%) sostenendo che al pagamento deve corrispondere un servizio, e dunque l’utilizzo di un’infrastruttura, e non può trattarsi di una mera tassa. In particolare, nell’ordinanza si spiega che «il provvedimento impugnato per essere coerente con la finalità» di circolazione stradale alternativa a quella a pedaggio «deve assumere il carattere di corrispettivo per l’utilizzo di una infrastruttura e non quello di misura fiscale; al contrario tale carattere non appare sussistente in alcune delle ipotesi evidenziate, vale a dire in tutte quelle che prevedono il pagamento del pedaggio in relazione a uno svincolo stradale non necessario e non interessato dalla fruizione dell’infrastruttura». Il Tar ha quindi accolto la richiesta di sospensiva «considerato che nelle ipotesi anzidette il decreto impugnato sembra addirittura prescindere dalla regola comunitaria che impone il pagamento di una somma determinata di denaro basata, anche, sulla distanza percorsa; e tenuto conto, infine, che la consistenza della fumus boni iuris non può non riflettersi sulla valutazione del danno paventato appeso che può essere considerato soltanto nel caso in cui il provvedimento che lo determina appaia illegittimo e che, in ogni caso, deve tenersi conto del danno subito dalla comunità così come evidenziato da parte ricorrente».

RICORSO DI 41 COMUNI - L’ordinanza è stata emessa dalla prima sezione del Tar del Lazio presieduta da Linda Sandulli. Quarantuno i comuni della provincia di Roma che hanno presentato un atto d’intervento schierandosi al fianco della provincia di Roma. Si tratta di: Olevano Romano, Saracinesco, Marano Equo, Roviano, Riofreddo, Albano Laziale, Licenza, Vallepietra, Vivaro Romano, Rocca Canterano, Percile, Palestrina, Zagarolo, Gallicano nel Lazio, Roiate, Vicovaro, Canterano, Roccagiovine, Rocca S. Stefano, Anticoli Corrado, Sambuci, Ciampino, San Gregorio da Sassola, Cervara, Arsoli, Rocca di Papa, Velletri, Carpineto Romano, San Vito Romano, Genazzano, Castel Gandolfo, Genzano di Roma, Morlupo, Allumiere, Ariccia, Vallinfreda, Castel Madama, Frascati, Fiumicino, Ladispoli e Bracciano. A loro si sono aggiunti il Codacons e la Provincia di Rieti. Hanno invece presentato ricorsi autonomi (anch’essi discussi oggi) il comune di Fiano Romano e la provincia di Pescara.

«VITTORIA DEI CONSUMATORI» – Per l’Adoc, che ha sempre sostenuto il ricorso presentato dalla Provincia di Roma, la decisione del Tar è la vittoria dei consumatori e dei pendolari. «Accogliamo con soddisfazione la decisione del Tar del Lazio, con i pedaggi i pendolari avrebbero subito un danno di oltre 600 euro l’anno – dichiara Carlo Pileri, presidente dell’Adoc – sarebbe stato assurdo, ad esempio, imporre una maggiorazione di un euro per chi viene da Fiano Romano o l’introduzione del pedaggio sull’autostrada urbana Chieti-Pescara, un tratto di soli 20 chilometri utilizzato quotidianamente e anche più volte al giorno dai cittadini di entrambe le città. Per cui apprezziamo che sia stato accolto il ricorso della Provincia di Roma, che l’Adoc ha da subito sostenuto. Ora ci auguriamo che non vengano emanate nuove norme elusive della decisione del Tar. Imporre il pedaggio significa andare a colpire direttamente il portafoglio dei consumatori, già spossati da una crisi di cui non si vede la fine. Inoltre, significa danneggiare un settore, il turismo, che sta vivendo una crisi profonda».

IL COMMENTO DI RENATA POLVERINI - «Noi abbiamo sempre sostenuto il ricorso che il presidente Zingaretti ha presentato al Tar. Voglio dire oggi, proprio per far notare che non seguo mai le polemiche, che la Regione non lo aveva fatto perchè se ci fossimo presentati insieme, il procedimento sarebbe stato più lungo. E quindi non avremmo avuto la sospensiva che invece abbiamo ottenuto oggi». Questo il commento della presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, commentando la sentenza del Tar che ha sospeso il pagamento dei pedaggi autostradali dopo il ricorso presentato dalla Provincia di Roma. «Credo sia assolutamente giusto, in un momento particolare come quello che stiamo vivendo. Aggiungere ai tanti pendolari, alle famiglie e anche all’economia un ulteriore balzello, sicuramente andava nella direzione opposta», ha concluso Polverini.

Redazione online

....birra?

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

Posted 19 minutes ago.

Add a comment

APCOM- Rai/ Su nomine rinvio a Cda 5 agosto,Masi cercherà larghe intese

APCOM- Rai/ Su nomine rinvio a Cda 5 agosto,Masi cercherà larghe intese.

Roma, 29 lug. (Apcom) - Si terrà giovedì 5 agosto la prossima riunione del Consiglio di amministrazione della Rai, dopo la decisioni di oggi di rinviare le nomine previste in agenda. “Il Consiglio di Amministrazione riunito oggi – informa una nota di viale Mazzini – non ha affrontato alcun tema all’Ordine del giorno in quanto il Direttore Generale, Mauro Masi, ha accolto l’invito del Presidente della Commissione di Vigilanza, Sergio Zavoli e del Presidente del Consiglio di Amministrazione, Paolo Garimberti, a trovare una più ampia condivisione da parte del CdA su alcune delle proposte all’ordine del giorno. Una nuova riunione consiliare è prevista per giovedì 5 agosto”.

....birra?

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

Posted 27 minutes ago.

Add a comment

APCOM- Intercettazioni/ Verso ritiro ddl da odg Camera prima di pausa

APCOM- Intercettazioni/ Verso ritiro ddl da odg Camera prima di pausa.

Roma, 29 lug. (Apcom) - Sul ddl intercettazioni il centrodestra prende tempo, il provvedimento, secondo quanto viene riferito in ambienti parlamentari, verrà eliminato dal calendario della Camera, che dunque dovrebbe chiudere i propri lavori senza avviare l’esame. Alla capigruppo di questo pomeriggio, viene spiegato, il Pdl dovrebbe ufficializzare la decisione di accantonare, almeno per ora, il provvedimento. I vertici del centrodestra, però, starebbero ancora valutando se chiedere fin da ora l’inserimento del provvedimento nel calendario di settembre o se rimandare ogni valutazione alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva.

....birra?

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

Posted 28 minutes ago.

Add a comment

Epifani: «Operazione pericolosa contro Confindustria e contro il sindacato» – Economia – l’Unità.it

Epifani: «Operazione pericolosa contro Confindustria e contro il sindacato» – Economia – l’Unità.it.

di Rinaldo Gianola

Nessun passo avanti, nessuna apertura. Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, è molto deluso dall’incontro con Sergio Marchionne: «Ha ribadito le sue posizioni, al limite del ricatto. Se non fate quello che dico io me ne vado altrove perché la Fiat è un gruppo mondiale e posso scegliere dove fabbricare. Non ci sono cambiamenti nel suo diktat, né oggi, bisogna sottolinearlo, ci sono certezze sui volumi produttivi e sugli investimenti del gruppo in Italia. Resta tutto avvolto nell’incertezza ma la strada scelta dal Lingotto non conviene a nessuno, nemmeno all’azienda».

Epifani, la Cgil non condivide il piano Marchionne e così i nuovi modelli vengono spostati in Serbia.
«Non è così. Lo stesso Marchionne ha detto che il trasferimento in Serbia è stato deciso per una questione di tempi, perché Mirafiori non sarebbe stata pronta. La verità è che Marchionne continua a promettere investimenti che restano confusi, chiede una nuova organizzazione del lavoro, nuovi ritmi, deroghe alle leggi e al contratto nazionale ma poi non c’è la certezza di cosa produrranno le fabbriche italiane. L’incontro è stato deludente, non capisco l’ottimismo del governo, di Cisl e Uil. Il futuro degli stabilimenti italiani oggi è in dubbio. Né il governo né la Regione Piemonte sono riusciti a convincere Marchionne a fare un passo in avanti».

Fabbrica Italia, dice Marchionne, è un progetto aziendale, non un piano condiviso. Quindi: ci state o no?
«Se Fabbrica Italia è una proposta aziendale perché non farla diventare un progetto condiviso dai lavoratori, dai sindacati, dalle istituzioni, perché non renderla più forte con il consenso e la partecipazione di tutti? Ci sono le condizioni, se la Fiat vuole, di riaprire il negoziato e trovare un accordo ampio, su produzioni, organizzazione del lavoro, saturazione degli impianti. L’obiettivo principale della Cgil e della Fiom è di mantenere e di rafforzare l’industria dell’auto in Italia, di consentire alla Fiat di realizzare in sicurezza i suoi investimenti, di rendere più efficienti le fabbriche, di garantire i posti di lavoro. Noi ci stiamo e siamo disposti a dare il nostro importante contributo, nel rispetto della Costituzione, delle leggi dello Stato, dei contratti».

Ma Marchionne non ne vuole sapere di contratti e di tutto il resto. La Cgil si ostina su questi argomenti mentre Marchionne vuole uscire da Federmeccanica e denunciare il contratto nazionale di lavoro. Lui è già nel futuro, è “inarrivabile” come dice il Corriere della Sera…
«Marchionne sta compiendo un’operazione molto pericolosa che danneggia l’intero sistema delle relazione industriali. Uscire da Federmeccanica e derogare dal contratto vuol dire, prima di tutto, dare uno schiaffo alla Confindustria e alla signora Marcegaglia. Se la Confindustria non è in grado di far rispettare gli accordi ai suoi associati quale credibilità potrà avere con le controparti? Marchionne vuole davvero passare sopra tutto, distruggere anni di storia di relazioni industriali, vuole farla finita con i corpi intermedi di rappresentanza? È un rischio molto grave, soprattutto in un paese colpito da una crisi profonda, dove la tenuta del tessuto sociale è in forte pericolo».

Forse Marchionne, alla pari di Berlusconi, si accontenta di tenere la Cgil fuori dalla porta. Non le pare?
«Non voglio pensare che un gruppo importante come la Fiat possa ricercare la sistematica esclusione del più grande sindacato italiano. Sarebbe un gravissimo errore, perché fabbriche con migliaia di dipendenti e produzioni molto complesse non si governano trasformandole in caserme. La Cgil e la Fiom restano in campo con la piena disponibilità a negoziare e a trovare un accordo nell’interesse di tutti. Se, invece, la Fiat sceglierà un’altra strada ne prenderemo atto».

Il sindaco Chiamparino ha detto che il sindacato, e si riferiva alla Cgil e alla Fiom, non è stato all’altezza della sfida Fiat, che Mirafiori non può pagare per Pomigliano…
«Il giudizio di Chiamparino è sbagliato. Che cosa vuol dire, che cosa c’entra Pomigliano con Mirafiori? Il sindaco non ha capito che, comunque, la produzione di Torino sarebbe stata trasferita in Serbia, come ha detto lo stesso Marchionne? E poi bisogna chiarire una volta per tutte: se la politica, anche la sinistra, ritiene che un sindacato moderno sia quello che accoglie tutte le richieste delle imprese a partire dalla Fiat senza fare obiezioni, allora è bene ribadire che questo non è il modello di sindacato che appartiene alla Cgil. Forse il sindaco di Torino ritiene che la Cgil e la Fiom non siano abbastanza responsabili davanti a una sfida come quella della Fiat? Bene, invito lui e la Fiat a metterci alla prova».

La verità, comunque, è che di fronte a Fabbrica Italia la capacità di analisi e di risposta del sindacato e della politica, in particolare delle forze progressiste, sono state insufficienti, è stato impiegato un armamentario vecchio mentre Marchionne fa la parte del modernizzatore in maglioncino.
«Non c’è dubbio che ci siano difficoltà perché l’operazione Fabbrica Italia è ambiziosa e impegnativa per tutti. Ma vorrei aggiungere che la difficoltà più grande è quella di trovarsi di fronte non a disegno industriale, condivisibile o meno, ma a una filosofia del ricatto che ispira le trattative, o meglio: le comunicazioni ai sindacati, e sostanzialmente si basa su un solo principio».

Quale sarebbe questo principio?
«L’azienda è al centro di tutto, vado a produrre dove mi conviene e tutto il resto non conta. Vado dove gli operai costano meno e posso sfruttarli di più, dove i governi mi danno soldi e non mi fanno pagare le tasse. Marchionne, forse, è un po’ troppo americano, per questo rischia di compiere gravi errori».

Se questo è il principio che ispira Marchionne, allora la Fiat in Italia durerà poco? Che idea si è fatto della strategia di Marchionne, dove sta andando?
«Il suo primo, principale fronte è l’America. Non ci sono dubbi. Deve riportare in Borsa la Chrysler, rimborsare il maxi-prestito e cercare di sfruttare la congiuntura positiva del mercato. Poi nel medio termine è possibile la fusione tra Fiat e Chrysler, speriamo che ci sia ancora spazio per l’Italia e per l’Europa. Per questo è importante oggi difendere e sviluppare una forte industria dell’auto in Italia».

Non teme che la linea dura di Marchionne possa far presa su altre imprese che affrontano pesanti ristrutturazioni?
«Penso che le imprese italiane non seguiranno questa strada che porterebbe dritti dritti alla balcanizzazione delle relazioni industriali dove comanda il più forte. Mi chiedo e chiedo alle aziende intelligenti: conviene buttare a mare un grande patrimonio di relazioni industriali per colpire momentaneamente lavoratori e sindacati, per fare la faccia dura? No, non credo che seguiranno Marchionne perché già oggi nel nostro paese grandi imprese italiane e multinazionali nella chimica, nel tessile, nell’industria degli occhiali, si accordano con il sindacato per ristrutturare le attività produttive al fine di restare in Italia e difendere l’occupazione».

Cosa succede adesso?
«Attendiamo di conoscere le scelte ufficiali di Marchionne, se esce da Confindustria, se denuncia il contratto, come e se manterrà gli impegni per le fabbriche Fiat in Italia. La Cgil e la Fiom sono pronte a riprendere il confronto per garantire all’azienda di raggiungere gli obiettivi ambiziosi che si è data. Se il governo non si limitasse, come ho detto, a fare il notaio ma mettesse in campo qualche idea di politica industriale darebbe un bel contributo. D’altra parte ricordo che tutta la partita Fiat iniziò a Palazzo Chigi, lì dovrebbe tornare».

———————————————————————————————————————————————————————————————————

L’uomo con il maglione è piuttosto furbo, spaccia delle scelte di fondo che comunque sarebbero state prese da una multinazionale tesa solo al massimo profitto e che non ha nessuna intenzione di rispettare l’essere umano, per delle scelte quasi casuali dipendenti dalle scelte della FIOM. Quasi che se il sindacato sbraga…sse del tutto come già hanno fatto i colabborazionisti Bonanni e Angeletti tutto si risolverebbe e Lingotto prnerebbe a risplendere di luce propria la Fiat generosamente non andrebbe i Serbia, le macchine improvvisamente si venderebbero e gli asini felici volerebbero…Scuola Berlusconiana? Qui il busilliss è sommo è nato prima l’uovo o la gallina…Forse Marchionne si è laureato allo IULM oppure all’università del San Raffaele???? Scherziamo, perchè ci resta poco altro…Disinformazia, che in un paese che stenta a riconoscere sè stesso ha facile presa. Anche per la falsa immagine di area che la Fiat è riuscita a trasmettere con la gestione Montezemolo che l’ha schierata, del tutto apparentemente in un’area di “illuminismo”…niente di più falso, non dimentichiamolo il Fascismo è nato in FIAT…la famiglia Agnelli è artefice del fascismo e di quarant’anni di Democrazia Cristiana e fra i peggiori e più affamati avvoltoi di questa nazione(giandiego)

....birra?

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

Posted 4 hours, 27 minutes ago.

Add a comment

Camorra, arrestata presidente dei piccoli industriali di Napoli – Napoli – Repubblica.it

Camorra, arrestata presidente dei piccoli industriali di Napoli – Napoli – Repubblica.it.

 

Olga Acanfora, di 53 anni, è coinvolta nell’inchiesta sull’omicidio del consigliere comunale di Castellammare di Stabia del Pd, Luigi Tommasino, ucciso nel febbraio del 2009. Deve rispondere di estorsione aggravata dal favoreggiamento nei confronti del clan dei D’Alessandro

L’imprenditrice Olga Acanfora, di 53 anni presidente del gruppo Piccola industria dell’Unione industriale di Napoli è stata arrestata su ordine del pm della Direzione distrettuale antimafia per estorsione aggravata. L’imprenditrice è stata arrestata nell’ambito delle indagini sull’omicidio del consigliere comunale di Castellammare di Stabia del Pd Luigi Tommasino, ucciso dalla camorra un anno e mezzo fa.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti della Dda l’imprenditrice Acanfora tra la metà del 2008 e gli inizi del 2009 si rivolse al consigliere Tommasino per chiedere l’intermediazione del clan D’Alessandro, egemone a Castellammare di Stabia, per estorcere la riduzione dei costi dei lavori professionali prestati alla sua azienda.

Oltre all’imprenditrice la Dda ha arrestato due appartenenti al clan D’Alessandro. All’imprenditrice è contestata anche l’aggravante di aver favorito l’associazione camorristica dei D’Alessandro.

Acanfora, amministratrice dell’associazione “Meta Felix” e componente del cda del Centro di medicina psicosomatica di Castellammare di Stabia, con interessi anche nel settore immobiliare, era stata eletta al vertice del gruppo piccola industria di Confindustria Napoli il 23 luglio 2009. Sposata, due figli, è il primo presidente donna del gruppo piccola Industria.

Il consigliere comunale di Castellammare di Stabia Luigi Tommasino, 43 anni, del Pd, fu ucciso il 3 febbraio 2009, nei pressi di casa, mentre era in auto con il figlio piccolo, da sicari ritenuti affiliati al clan D’ Alessandro.
Il movente dell’omicidio sarebbe stata una somma di denaro non restituita al clan. Uno dei sicari, Catello Romano, 19 anni, era iscritto alla stessa sezione del Pd di Tommasino. Le indagini per l’omicidio del consigliere comunale hanno portato all’arresto di Salvatore Belviso, ritenuto il braccio destro del boss Vincenzo D’Alessandro.

—————————————————————————————————————————————————————————————————

Disgusto…ed è la sola parola che riesco ad elaborare leggendo di questo nodo gordiano di connivenze, complicità. Io sono convinto che chi si ponga nell’area di Progresso, soprattutto se sia un partito forte e ricco, ampio come il PD debba avere gli anticorpi per respingere queste cose sul nascere…ed invece spesso …si chiudono occhi e naso sull’altare dei voti e delle tessere, delle opportunità e degli affari. Inammissibile, per me, imperdonabile…perchè sta nelle premesse, nei postulati…ed ancora e sempre il mostro è lui il Pragma…il senso pratico, l’enelluttabile, l’accettazione della filosofia condivisa, l’unico mondo possibile. La giustificazione che si fa con sè stessi, retoricamente, per accettarsi così come si è, ma che non è saggezza quando la si faccia in questo modo, ma ipocrisia perchè parte dalla premessa che in fondo il mondo è così, perchè noi dovremmo essere diversi?…Perchè ci poniamo diversamente? Perchè crediamo in un mondo migliore? Non è moralismo di bassa lega…è il richiedere che quel che si predica sia parte delle cose in cui si crede…non sembra poi molto! Premesse! Postulati! Credere i quello che si dice ed in quello che si fa…porlo come condizione.(giandiego)

....birra?

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

Posted 7 hours, 11 minutes ago.

Add a comment

Legge bavaglio, lo sfogo del premier “Ddl massacrato, tentato di ritirarlo” – Repubblica.it

Legge bavaglio, lo sfogo del premier “Ddl massacrato, tentato di ritirarlo” – Repubblica.it.

Dalla commissione Trasporti lo stop all’obbligo di rettifica in 48 ore per i blogger. Csm, oggi nuovo voto. Ma salta l’intesa sul finiano Lo Presti

di LIANA MILELLA

ROMA – In chiave di vendetta anti-Fini, ma anche anti-Quirinale che ha spinto sulle modifiche, Berlusconi tenta di far saltare il banco sulle intercettazioni. Il cui destino, lungo tutto ieri, è stato quanto mai alterno, con la certezza sempre più fondata che il voto previsto per la prossima settimana sia destinato a saltare. Per paura dell’ostruzionismo del Pd, il rischio che cadano un paio di decreti, ma soprattutto per possibile franchi tiratori berlusconiani. Cui il Cavaliere ha regalato un motivo in più per mandare sotto la legge sin dalle pregiudiziali di costituzionalità da votare oggi dopo la discussione generale. Era alla Farnesina il premier, davanti agli ambasciatori, quando ha detto: “La legge è stata massacrata e sono addirittura tentato di ritirarla”. E poi preso dalla foga: “Abbiamo mandato fuori un bel cavallo e ci va bene se esce un ippopotamo… questa legge non ridà al cittadino l’inviolabilità della comunicazione scritta e orale, garantita dalla Costituzione come diritto alla libertà”.

Affondata dunque. Come Berlusconi aveva già fatto una settimana fa subito dopo gli emendamenti migliorativi. Un atteggiamento che molti berlusconiani hanno interpretato come un segnale a impallinare la legge nel segreto del voto sulle pregiudiziali, magari addebitandone la responsabilità ai finiani. I quali, subito, si sono smarcati. Ecco Carmelo Briguglio e Fabio Granata: “Noi eravamo pronti a votarla. Ma se lui vuole ritirarla questa è una nostra vittoria”. I finiani leggono l’uscita del Cavaliere in un solo modo: un gesto di stizza contro chi, come Giulia Bongiorno, si è battuta per migliorare il testo, ma anche l’ammissione che Fini ha “vinto” nel rivoluzionare il testo. Non solo: il premier contesta l’altolà del Quirinale che ha insistito sui punti critici. Per
Berlusconi né compromessi, né mediazioni, come quelle imposte a più riprese da Fini.

Ma i suoi non mollano, e del resto il loro giudizio critico sulla legge viene confermato a ogni piè sospinto. Come ieri quando, dalla commissione Trasporti, presieduta dal berlusconiano Mauro Valducci, arriva lo stop all’obbligo di rettifiche entro 48 ore per i blog. Un “bavaglio alla rete” criticato dal capogruppo Pd alla Camera Dario Franceschini che ne chiede lo stralcio. Ma il parere della Trasporti è dirimente. Ne prendono atto la presidente della commissione Giustizia Giulia Bongiorno che, con il sottosegretario Giacomo Caliendo, si riserva di valutare l’opportunità di modifiche in aula. Il centrista Roberto Rao lo dà per scontato perché “è necessario salvaguardare la libertà della rete e dei blogger”. Il Pd vota contro il mandato al relatore per il passaggio in aula, ma “benedice” il parere della Trasporti.

Sorprese a catena, mentre in Transatlantico i pronostici sugli “ascolti” s’intrecciano con quelli sugli otto laici da mandare al Csm. Su cui spinge il capo dello Stato. Anche questo un voto da fare oggi. Su cui arriva una nuova “vedetta” di Berlusconi contro Fini. Al suo candidato, deputato Nino Lo Presti, l’unico che pareva certo fino a ieri mattina, viene dato il benservito da Niccolò Ghedini: “Tu sei fuori”. Regge l’intesa sul centrista Michele Vietti. Il Pd candida Guido Calvi e Glauco Giostra, ma i franceschiniani insistono su Pietro Carotti, e sale la fronda che sfocerà oggi nella riunione dei gruppi. Come quella di Donatella Ferranti che dice “dovevamo candidare una personalità come Valerio Onida”. Per la Lega entra Mariella Ventura Sarno. Per il Pdl Annibale Marini, Vincenzo Scordamaglia, e poi due a scelta tra Giuseppe Gargani, Nino Marotta, Lorenzo D’Avack. Marini per alcune ore è parso incerto, ma resta in competizione perché, come dice il capogruppo al Senato Maurizio Gasparri, “senza veti preventivi” sarà il Csm a votare. Ma, giusto nelle stesse ore, il collega della Camera Fabrizio Cicchitto confermava il via libera a Casini per Vietti. Un segnale ai centristi per aprire una porta verso una possibile dialogo di governo. 

——————————————————————————————————————————————————————————————————

Imperatore Buffone! Capriccioso e Proprietario…Infantile, persino nel suo modo di porsi, abituato ad essere obbedito e riverito. In qualsiasi altro luogo tensioni e contraddizioni di questa portata avrebbero creato le condizioni delle dimissioni, ma non qui, non nel Bel Paese. Qui l’eccesso di teatralità è parte del …Dna, la volontà spasmodica di comparire bagaglio genetico, il capriccio da maschietto mammone, normalizzato, il machismo verbale…comportamento, qui lui ed i suoi curatori d’immagine, i suoi registi, lavorano sull’olio e tagliano il burro, qui va bene quasi tutto, questo è il paese del bengodi. questo è l’ultimo posto in Europa ad essersi reso conto di essere Nazione, che ancora accarrezza nostalgie di Lombardo-veneto e Regno delle Due-Sicilie, qui abbiamo ancora la massoneria borbonica, quella vaticana, e quella austro-ungarica. Qui non si cresce. nop si evolve si vivacchia e ci si arrangia. Questo è il paese dove la raccomandazione è norma, dove nessuno conosce la propria costituzione, dove non si leggono libri e giornali. Questo è un paese dove la stessa borghesia illuminata è sempre stata minoranza…qui vanno i templari, qui abbiamo il Vaticano. Questo paese ha riempito le piazze del suo Duce, ha approvato le sue follie, lo ha osannato…e non ha mai metabolizzato questa bruttura, quando è venuto il momento ha cambiato divisa, fazzolletto al collo e ha votato il potente di turno. Queto paese ha avuto ed accettato quaranta anni di Democrazia Cristiana…ed ancora oggi la cerca(giandiego)

....birra?

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

Posted 8 hours, 18 minutes ago.

Add a comment