Il Fatto: “Lo IOR beffa la Giustizia”
(Foto da Web, N.R.) Il Fatto Quotidiano ha pubblicato oggi un articolo di Marco Lillo rivelando un documento che mostra come il Vaticano abbia ‘preso in giro’ la giustizia italiana. La procura aveva scoperto che “lo IOR mescolava sul suo conto al Credito Artigiano i 15 milioni di euro provenienti dalla CEI, e frutto dell’8 per mille dei contribuenti italiani, con fondi di soggetti diversi. Non solo: da altre operazioni emergeva che lo IOR funzionava come una fiduciaria e i suoi conti erano stati usati per schermare persino i proventi di una presunta truffa allo Stato italiano realizzata dal padre e dallo zio (condannato per fatti di mafia) di don Orazio Bonaccorsi.” Ma lo Ior si rifiutò di dare le generalità dei soggetti titolari di questi fondi. I 25 milioni sequestrati furono sbloccati per intervento del papa: istituendo l’Autorità di informazione finanziaria (AIF) convinse la procura a dissequestrarli, ma subito dopo l’atteggiamento del Vaticano cambiò, sostenendo che la competenza dell’agenzia non fosse retroattiva all’anno di formazione (2011). Lillo segnala anche un conflitto d’interessi per il ministro della giustizia del “governo Bagnasco”, Paola Severino (ora cancellatasi dall’albo professionale, già avvocato del presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi).
Tapiro d’oro al prete in crociera sulla Costa Concordia – La Nazione – Toscana.
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Isola del Giglio (Grosseto), 30 gennaio 2012 – E’ finito in pasto a Valerio Staffelli, Don Massimo Donghi, il sacerdote che aveva annunciato ai fedeli la sua partenza per un ritiro spirituale, mentre in realtà si era imbarcato sulla Costa Concordia per una crociera con la madre e la nipote.
La troupe di Striscia la Notizia ha fatto tappa a Besana Brianza (Monza) per consegnare il Tapiro d’oro al sacerdote, che ha ringraziato per il premio.
I parrocchiani, invece, sembrano non aver apprezzato e con Staffelli si sono lamentati per le bugie del sacerdote, che sembra peraltro essere stato uno dei primi a salire sulle scialuppe e a mettersi in salvo. Era stato un messaggio della nipote su Facebook, che rassicurava tutti circa la buona salute dei familiari dopo il naufragio (zio prete compreso), a smascherare il prete.
Formigoni, il cerchio si stringe – l’Espresso.
Ecco i dossier in arrivo dalla Svizzera sugli uomini del presidente della Lombardia. Che smistavano mazzette nel segno di Comunione e Liberazione. Mentre, fra cosche e tangenti, gli arresti mettono in ginocchio la giunta regionale
(26 gennaio 2012)
Massimo Ponzoni, consigliere e sottosegretario regionale Pdl, straordinario collettore di voti per “il grande capo Formigoni” in Brianza, già assessore lombardo all’Ambiente e alla Protezione civile: arrestato dai magistrati di Monza per una valanga di tangenti urbanistiche e per due bancarotte immobiliari, con imprese svuotate per finanziare le campagne elettorali. Franco Nicoli Cristiani, ras del Pdl a Brescia, consigliere regionale e assessore all’Ecologia nelle prime giunte Formigoni: incarcerato dai giudici di Brescia e Milano subito dopo aver intascato una mazzetta di 100 mila euro (e ne aspettava altri 100 mila) per autorizzare una discarica fuorilegge di scorie d’amianto. Pierangelo Daccò, imprenditore-faccendiere internazionale di stretta osservanza ciellina, proprietario dello yacht di una delle tante vacanze gratuite del governatore lombardo: arrestato da altri magistrati milanesi per traffici milionari di fondi neri, prelevati dalle casse dell’indebitatissimo ospedale San Raffaele.Tre nomi, tre inchieste che marcano solo alcuni dei passaggi più recenti delle tempeste giudiziarie che da mesi scuotono i vertici della Regione Lombardia. Imbullonato dal 1995 alla poltrona di presidente, Roberto Formigoni da Lecco, 64 anni, oggi è un politico assediato dagli scandali. Se n’è accorto anche Umberto Bossi (“Ormai ne arrestano uno al giorno”) che ha rumorosamente minacciato di togliere l’appoggio della Lega e far crollare la giunta. Continua a leggereMons. Viganò scriveva al card. Bertone: “Calunnie da personalità in Vaticano per cacciarmi”
(Foto da Web, N.R.) Dopo le indiscrezioni sugli scontri tra ambienti del Vaticano e il prelato anti-corruzione Carlo Maria Viganò, cui è stata dedicata la recente puntata de Gli Intoccabili su La7 condotta da Gianluigi Nuzzi, è arrivata la netta presa di posizione del Vaticano. Dal canto suo, Nuzzi difende la neutralità della sua inchiesta e non arretra. Ieri ha rilanciato Il Fatto Quotidiano, rendendo nota una lettera inviata a maggio dallo stesso mons. Viganò al cardinale e segretario di Stato Tarcisio Bertone, ma non citata nella trasmissione di Nuzzi. Viganò in quest’ultima missiva lamenta di essere vittima di “gravi calunnie”, ribandendo comunque la “lealtà e spirito di collaborazione”. Quindi snocciola ciò che “persone degne di fede” hanno rivelato a lui e al suo vice, mons. Corbellini. Parla di una vera e propria “strategia messa in atto per distruggermi agli occhi di Vostra Eminenza”, che comprende anche articoli pubblicati su Il Giornale, non firmati, “contenenti giudizi e malevole insinuazioni contro di me”. Secondo il prelato, personalità vicine al Vaticano come il presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi, il direttore de L’Osservatore Romano Gian Maria Vian e il già vaticanista de Il Giornale Andrea Tornielli “avevano accertato con evidenza uno stretto rapporto della pubblicazione di detti articoli con il dott. Marco Simeon, almeno come tramite di veline provenienti dall’interno del Vaticano”. Continua a leggere
Visiones Alternativas – Reflexiones de Fidel: La paz mundial pende de un hilo.
Fidel Castro (Cubadebate)(per tradurre l’articolo, usa il translator posto nella colonna a destra)
Ayer tuve el gusto de conversar sosegadamente con Mahmoud Ahmadinejad. No lo había visto desde septiembre del 2006, hacía más de cinco años, cuando visitó nuestra Patria para participar en la XIV Cumbre del Movimiento de Países No Alineados que tuvo lugar en La Habana, donde se eligió por segunda vez a Cuba como Presidente de esa organización por el tiempo establecido de tres años. Yo había enfermado gravemente el 26 de julio de 2006, mes y medio antes de la misma y apenas podía sentarme en la cama. Varios de los más distinguidos líderes que asistían al evento tuvieron la amabilidad de visitarme. Chávez y Evo lo hicieron más de una vez. Un mediodía lo hicieron cuatro a los que siempre recuerdo: Kofi Annan, Secretario General de la ONU; un viejo amigo, Abdelaziz Buteflika, Presidente de Argelia;Mahmoud Ahmadinejad, Presidente de Irán; y un Viceministro de Relaciones Exteriores del gobierno de China y actual Canciller de ese país, Yang Jiechi, en representación del líder del Partido Comunista y Presidente de la República Popular China, Hu Jintao. Fue realmente un momento de importancia para mí que con gran esfuerzo reeducaba la mano derecha que había sufrido un serio accidente en la caída en Santa Clara. Con los cuatro comenté aspectos de los problemas que el mundo afrontaba en aquellos instantes. Continua a leggere
Pedofilia online, rete smantellata “Immagini e film raccapriccianti” – La Nazione – Toscana.
Firenze, 27 gennaio 2012 – E’ in corso anche in Toscana una operazione della Polizia postale di Palermo con la supervisione del Servizio di Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma contro la pedopornografia online, che ha gia’ portato a sei arresti e una trentina di denunce per detenzione di materiale pedopornografico.
Alcune centinaia di uomini e donne della Polizia di Stato hanno eseguito fin dall’alba una trentina di perquisizioni in 13 regioni: Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Sicilia, Veneto, Puglia e appunto Toscana.
Durante le perquisizioni sono stati rinvenuti e sequestrati numerosi computer, cellulari, video-camere, macchine-fotografiche e migliaia di supporti informatici ritenuti particolarmente utili per il prosieguo delle indagini: dalle analisi dei file illeciti acquisiti, infatti, la polizia spera di poter identificare i minori coinvolti e abusati.
L’operazione della Polizia Postale palermitana rappresenta il frutto di una complessa indagine durata un anno e mezzo, ed alla quale è stato dato il nome di “Fabulinus”, una divinità romana protettrice dei bambini, attraverso la quale gli specialisti della “Postale” hanno individuato una rete di soggetti che, tramite il network eDonkey e il programma emule (software applicativo “open source”, conosciuto in tutto il mondo), diffondevano e scaricavano materiale pedopornografico consistente in video ed immagini a carattere sessuale di bambini in tenera età definiti ”raccapriccianti” dagli inquirenti.
Manifestazione per Emanuela Orlandi ‘attenzionata’ da gendarme (e fotografo) vaticano
(Foto da Web, N.R.) Particolarmente ‘osservati’ i manifestanti che sabato scorso hanno partecipato alla mobilitazione organizzata dal fratello di Emanuela Orlandi, Pietro, per chiedere al Vaticano di far luce sulla scomparsa della giovane. Un uomo è stato infatti notato mentre fotografava, con una certa insistenza, i manifestanti raccolti davanti alla basilica di Sant’Apollinare. In particolare chi distribuiva volantini e gli striscioni. Nella chiesa in questione è sepolto, col beneplacito della Chiesa, il boss della Banda della Magliana ‘Renatino’ De Pedis. Si è scoperto che il curioso fotografo è un gendarme del Vaticano in borghese, riconosciuto da diverse persone che hanno contattato mercoledì sera il programma Chi l’ha visto?. Il caso è arrivato anche in Parlamento. Walter Veltroni (Pd), che già aveva contestato la sepoltura del malavitoso nella chiesa e chiesto lo spostamento della salma, ha presentato una interrogazione al ministro dell’Interno. Per sapere se le autorità italiane fossero a conoscenza della questione e “se non si ritenga improprio e pregiudizievole l’atteggiamento delle forze di sicurezza vaticane”. Intente, ricorda Veltroni, “a identificare cittadini che manifestavano nel territorio italiano” in maniera pacifica.
Fars News Agency :: Iran, Russia Ink Security Agreement.
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“Iran and Russia endorsed two cooperation documents on security issues and campaign against drugs,” Mohammad Najjar, who is also secretary-general of Iran’s anti-narcotics headquarters, told reporters after meeting Ivanov in Moscow on Wednesday. Ivanov, for his part, reiterated that endorsement of the security agreement between Tehran and Moscow will further pave the way for the development of the two countries’ mutual cooperation, specially in the Caspian Sea. “By signing the document, Iran and Russia will be able to control the passage of 1,500 vessels in the Caspian Sea,” he said. Tehran and Moscow had agreed in June to establish a joint intelligence team to exchange information and plan joint operations. Also, in December 2010, Iran and Russia signed a Memorandum of Understanding (MoU) on cooperation in campaigning narcotics and drug-traffickers. The agreement was signed by Mohammad Najjar and Ivanov here in Tehran. Following the endorsement ceremony, Najjar told reporters that Iran and Russia embarked on signing the cooperation agreement because both countries are on the main transit route used by international drug networks. Eastern Iran borders Afghanistan, which is the world’s number one opium and drug producer. Iran’s geographical position has made the country a favorite transit corridor for drug traffickers who intend to smuggle their cargoes from Afghanistan to drug dealers in Europe. |
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La guerra di investigatori e 007 per catturare l’erede di Riina – Inchieste – la Repubblica.
La guerra di investigatori e 007
per catturare l’erede di Riina
“Matteo, dove sei?”. E’ la domanda, beffarda e provocatoria, che tutti i giorni da tre anni un giovane giornalista siciliano rivolge dalla sua radio, “Rmc101″, al boss dei boss Matteo Messina Denaro. E’ anche la domanda che si fanno, giorno dopo giorno, centinaia di poliziotti, carabinieri, finanzieri, agenti segreti lanciati sulle sue tracce a volte in regime di concorrenza più che di collaborazione. Col rischio che l’”imminente cattura” promessa dal ministro Maroni resti soltanto una promessa
PALERMO. Glielo chiede ogni giorno: “Dove sei, Matteo?”. Da tre anni, alle 13,30 in punto, gli parla come se fosse da qualche parte vicino a lui. E dai microfoni della sua radio, ogni volta dà un piccolo indizio per trovare quello che il bollettino ricercati del ministero degli Interni indica come il latitante numero uno in Italia e la rivista americana Forbes come il numero quattro al mondo: Matteo Messina Denaro. Il giovane giornalista Giacomo Di Girolamo vive a Marsala, e a Marsala o a Castelvetrano o a Trapani vive libero anche il nuovo capo della mafia. Dicono tutti che è lì. A casa sua. In queste settimane è caccia grossa in Sicilia.
Lo inseguono in centinaia, qualcuno assicura che ha i giorni contati. Continua a leggere
Noticias de Prensa Latina – Reconocen observadores en Siria actos violentos por grupos armados.
(per tradurre l’articolo, usa il translator posto nella colonna a destra) Damasco, 23 ene (PL) El informe a la Liga Árabe de su misión observadora en Siria confirma los actos de violencia que perpetran grupos armados contra instituciones militares, orden público, dependencias estatales y la población civil, según trascendió aquí. La agencia de noticias SANA reseña partes de ese documento, el cual fue entregado al gobierno sirio, así como al resto de los Estados miembros de la LA, que lo analizó anoche en El Cairo, Egipto, y recomendó prorrogar la labor de los veedores por otro y se le brinde apoyo periodístico y político. Todavía el gobierno sirio no se ha pronunciado respecto a esa decisión de la LA de extender la inspección, aunque algunas fuentes dicen que no lo rechazaría. SANA cita al secretario general de la LA, Nibal al-Arabi, quien admitió que el informe del general sudanés Mohammad al-Dabi, jefe de la misión observadora, confirmó la presencia de bandas armadas, elemento ignorado en el protocolo firmado entre Damasco y la LA. Continua a leggere
































