Gli arresti eseguiti dal nucleo di polizia valutaria sono 34, 85 le perquisizioni. Tra gli arrestati, oltre al magistrato del Tar del Lazio, ci sono avvocati, commercialisti e appartenenti alle forze dell’ ordine. L’ organizzazione criminale – nella quale per mesi si è infiltrato un finanziere – operava in tutta Italia e anche all’ estero. Continua a leggere
La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni e per altre 11 persone coinvolte nell’inchiesta sulla Fondazione Maugeri. Formigoni è accusato di associazione per delinquere e corruzione. Giusto ieri Formigoni, diventato senatore del Pdl dopo aver lasciato il Pirellone, è stato eletto presidente della commissione agricoltura di Palazzo Madama.
Le indagini sulla struttura sanitaria di Pavia sono state chiuse a febbraio. Secondo l’accusa, l’allora governatore lombardo sarebbe stato il “promotore e organizzatore” dell’associazione a delinquere e avrebbe garantito stabilmente tra il 1997 e il 2011 favori alla Fondazione Maugeri e tra il 2002 e il 2011 al San Raffaele, oggetto quest’ultimo di un’indagine parallela. Un ingente flusso di finanziamenti regionali è stato garantito ai due centri di eccellenza, secondo i pm in cambio di favori goduti da Formigoni tramite il faccendiere ciellino Pierangelo Daccò, ritenuto l’uomo cerniera tra strutture private accreditate e la politica regionale. Favori consistiti nelle ormai celebri vacanze “di gruppo” ai Caraibi, tra yacht e resort. Continua a leggere
Uomini e misteri dello Ior “speculatore” nel nuovo libro di Aldo Maria Valli – Il Fatto Quotidiano.
Uomini e misteri dello Ior “speculatore” nel nuovo libro di Aldo Maria Valli
Il vaticanista del Tg1 traccia una storia delle finanze vaticane dell’ultimo secolo e fa emergere tutte le contraddizioni tra il dettato evangelico e la gestione economica della Chiesa di Roma. Anche e soprattutto durante il Pontificato di Ratzinger, in particolare per colpa dell’operato del suo Segretario di Stato, il salesiano Tarcisio Bertone

Mannheimer, i pm: giro di fatture false per 30 milioni. E spunta un conto ad Antigua – Il Messaggero.
ROMA – Un giro di fatture false e per operazioni inesistenti per un importo di circa 30 milioni. È quanto emerso dall’inchiesta del pm di Milano Adriano Scudieri nella quale Renato Mannheimer, il presidente dell’Ispo, l’istituto di sondaggi, è uno dei cinque indagati per un’evasione da sette milioni.
Secondo la ricostruzione di inquirenti e investigatori, le fatture false, e cioè relative a servizi mai effettuati, sarebbero state pagate da Ispo e da Manners Ardi a cinque società cosidette cartiera con sede in Italia, le quali a loro volta, a fronte di altre fatturazioni per operazioni inesistenti, versavano il denaro ad altre tre società con sede a Tunisi, dietro le quali ci sarebbe Hedi Kamoun, personaggio già spuntato nell’inchiesta su Finmeccanica.
Il denaro poi dalle società tunisine sarebbe finito su conti correnti in Svizzera e Lussemburgo intestati a società riconducibile a Mannheimer. Il quale in passato, è quanto risulta dagli accertamenti, avrebbe effettuato diversi scudi per fare rientrare parte del suo capitale detenuto all’estero. Continua a leggere
I focolarini con i soldi offshore – l’Espresso.
Nel database sui paradisi fiscali spuntano il movimento cattolico, il barone Taxis di Bordonia e un industriale accusato di truffa allo Stato
(18 aprile 2013)
I focolarini. Un nobile discendente dei baroni Taxis di Bordonia e Valnigra. Il manager di una tv privata di grandi ambizioni, poi finita in liquidazione. Per la terza settimana “l’Espresso” nel numero in edicola domani prosegue nella pubblicazione dei file sui paradisi fiscali messi a disposizione da “The International Consortium of Investigative Journalists” (Icij).A sorpresa, tra i beneficiari del Cosmo Trust costituito nelle Cook Islands polinesiane compare il Focolare Movement (Italy) ossia il movimento cattolico dei focolarini. Il trust risulta aperto con la consulenza di una delle più importanti società di revisione, la PricewaterhouseCoopers. Un portavoce dei Focolarini precisa che nel 1987 la “Focolare Ltd”, fondata nel 1970, si è trasformata in “Focolare Movement”, per raccogliere donazioni a Hong Kong da una banca locale. Ma – dichiara – non ha ricevuto elargizioni da parte del “Cosmo Trust”.
Invece il manager romano Guido Fienga risulta beneficiario di una società nelle British Virgin Islands. Fienga è stato amministratore delegato di Dahlia tv. E’ singolare come Fienga abbia avuto in passato incarichi in Wind ed è poi transitato in una società al centro dell’inchiesta sulle presunte tangenti nella vendita della compagnia telefonica: anche un altro commercialista romano citato nel database offshore venne indagato per il caso Wind. Ma l’istruttoria è stata archiviata per prescrizione perché le rogatorie sui movimenti di denaro all’estero non hanno ricevuto risposta. Continua a leggere

E’ la più grande inchiesta finanziaria mai realizzata nella storia del giornalismo. Si tratta di Offshore Leaks, lavoro di indagine portato avanti da un team di giornalisti provenienti da tutto il mondo sulle società offshore e i nuovi paradisi fiscali del terzo millennio.
Più di 15 mesi di lavoro su una mole di 2 milioni e mezzo di documenti riguardanti le attività di 120 mila società e sui molteplici modi di evadere le tasse, per una ricerca completa sul lato oscuro della finanza. Realizzato dal progetto giornalistico International Center for Investigative Journalists, la maxi indagine ha coinvolto i maggiori media e testate giornalistiche del mondo: dal Washington Post al tedesco Sueddeutsche Zeitung, dal quotidiano francese Le Monde all’inglese The Guardian, fino al settimanale italiano L’Espresso.
A dare il via a questo imporante lavoro sono state alcune informazioni segrete circa una società offshore registrata alle British Virgin Islands, inviate al team di giornalisti da un altro giornalista investigativo, Gerard Ryle. Continua a leggere
Il Celeste a stelle e strisce – l’Espresso.
Dai Kissinger cables’ di WikiLeaks emerge la relazione speciale tra Roberto Formigoni, Cl e gli americani. I file contenuti nella libreria pubblica della diplomazia Usa, a cui l’Espresso ha avuto accesso esclusivo per l’Italia raccontano come gli Stati Uniti fin dagli anni ’70 si sono messi a disposizione per aiutare Comunione e Liberazione di don Giussani, Formigoni e Scola: una barriera contro il comunismo
(08 aprile 2013)
Un giovane Formigoni con don Giussani e Ciriaco De Mita«Formigoni è la forza trainante dietro il Movimento Unitario Popolare con don Scola e Santo Bagnoli della Jaca Book». Ci sono amicizie, vicinanze, unità di interessi che vanno indietro nel tempo, quando il mondo era profondamente diverso e quello che oggi è un potentissimo prelato, che nell’ultimo conclave è stato a un passo dal soglio pontificio, Angelo Scola, allora era solo un don.A rivelare la relazione speciale tra Formigoni, ‘Comunione e Liberazione’ e gli americani sono ‘i Kissinger cables’ di WikiLeaks contenuti nella libreria pubblica della diplomazia Usa, a cui l’Espresso ha avuto accesso esclusivo per l’Italia in collaborazione con Repubblica. I documenti raccontano come gli Stati Uniti fin dagli anni ’70 si sono messi a disposizione per aiutare Comunione e Liberazione di don Giussani, Formigoni e Scola: una barriera contro il comunismo.E’ il 1975 e gli americani vedono nero. Alle elezioni regionali del 15 e 16 giugno, la Dc ha avuto un arretramento notevole e il Pci ha registrato un balzo oltre il 33 percento. Gli americani interpellano gole profonde e contatti abituali dell’ambasciata per condividere informazioni, umori, analisi. E il loro orizzonte si fa ancora più cupo. Continua a leggere
L’«atomica» portoghese. Solo l’Alta Corte frena il massacro sociale.
di Marcello Sacco – Megachip.
Un paio di mesi fa, l’ex segretario di Stato della Cultura portoghese, Francisco José Viegas, dimessosi l’autunno scorso per non precisate ragioni di salute, aveva rotto il suo lungo silenzio ed era passato all’attacco contro il governo di cui, fino a poco tempo prima, era stato membro. Il motivo del dissenso era un certo inasprimento, forse solo di facciata, del controllo sull’evasione fiscale; piaga che al Portogallo, nel 2012, secondo uno studio commissionato dal gruppo socialista del Parlamento europeo, è costata oltre 12 miliardi di euro, cioè il triplo della spesa pubblica che questo governo ora intende tagliare. Viegas, dal suo blog, aveva annunciato che se un agente o ispettore del Ministero delle Finanze gli avesse chiesto uno scontrino lui l’avrebbe mandato (e qui il virgolettato si fa d’obbligo) a «prenderlo nel culo». È un episodio sicuramente marginale della travagliata politica portoghese di questi tempi, ma è forse la spia più interessante. Continua a leggere







