Il Riformista.
Giro da mezzo milione di euro, con tassi del 10 e 40%
Giro da mezzo milione di euro, con tassi del 10 e 40%
Cosenza, 20 feb. (TMNews) – Dieci persone sono state arrestate dai carabinieri del comando provinciale di Cosenza. Secondo l’accusa, avevano prestato soldi per oltre mezzo milione di euro a commercanti e pensionati in difficoltà, con un tasso di interesse che variava dal 10 al 40 % mensile. I dieci, che sono anche accusati di estorsione, non esitavano a minacciare le loro vittime costringendole con la forza a cedere beni e oggetti di valore. I provvedimenti sono stati firmati dal Gip del capoluogo bruzio, su richiesta della Procura della Repubblica di Cosenza.
di Giorgio Bongiovanni - antimafiaduemila.com.
C’era da aspettarselo. Non poteva passare sotto silenzio l’ottima puntata de “Gli intoccabili” dedicata alla corruzione in Vaticano.
La Santa Sede infatti, in un comunicato ufficiale a firma del direttore della sala stampa vaticana Federico Lombardi, ha contestato duramente la trasmissione criticandone i metodi e giudicandola faziosa. Senza preoccuparsi tuttavia di smentire o sconfessare nel merito l’inchiesta che invece si basava su dati e documenti precisi e circostanziati.
E senza nemmeno prendere in considerazione che l’impeccabile Nuzzi, per equilibrare la puntata, aveva interpellato ben tre voci interne alla santa sede: il vescovo Giorgio Corbellini e il cardinale Velasio De Polis intervistati nelle proprie sedi e il direttore del “l’Osservatore Romano” Giovanni Maria Vian, presente invece in studio.
La stizza vaticana è tuttavia ben comprensibile poiché “carta canta” nessuno dei tre ha potuto sminuire il contenuto esplosivo dei documenti presentati da Nuzzi. Si tratta infatti di un carteggio riservato che l’ex segretario generale del Governatorato Carlo Maria Viganò invia a Papa Benedetto XVI nel quale rappresenta le conclusioni del proprio lavoro assegnatogli dallo stesso Pontefice. Continua a leggere
Prelato anti-corruzione silurato: “Campagna contro di me da ambienti vaticani”
(Foto da Web, N.R.) su Libero di oggi, a firma Gianluigi Nuzzi (già autore del fortunato libro Vaticano Spa), che svela i retroscena degli scontri tra l’arcivescovo Carlo Maria Viganò e ambienti del Vaticano. Viganò, sacerdote inviato nel 2009 a controllare gli apparti e le forniture del Vaticano, si trova davanti ad episodi di “corruzione” e “prevaricazione da tempo radicate nella gestione delle diverse Direzioni” del Governatorato. Come denuncia lui stesso, con una lettera inviata a Benedetto XVI e al segretario di Stato Tarcisio Bertone, la sua opera di risanamento gli crea molte antipatie nella Curia. Viene quindi rimosso dall’incarico lo scorso novembre e spedito come nunzio apostolico negli Usa, in puro stile promoveatur ut amoveatur. Il sacerdote chiede aiuto in Vaticano, ma viene lasciato solo. Si rende conto che l’opera di risanamento è difficile. Il comitato d’affari cui sono state affidate le casse del Governatorato sperpera denaro e si lancia in investimenti spericolati e fallimentari. Come la perdita di 2 milioni e mezzo di dollari con una sola operazione. Un comitato, vale la pena di aggiungere, formato da esponenti delle banche cattoliche e ammanicato con Ior e alti prelati, di cui alcuni non estranei allo scandalo che travolse il Banco Ambrosiano e il card. Marcinkus. Il prete cerca di tagliare le spese, inimicandosi gli appaltatori che si facevano pagare molto di più grazie ai loro contatti in Vaticano. Emblematico il caso del presepe in piazza San Pietro: nel 2009 era costato 550.000 euro, ma dopo la ‘cura’ Viganò il costo si abbassa a 300.000 euro. I nemici di don Viganò avviano quindi una campagna stampa per screditarlo e troncargli le possibilità di carriera. Articoli (non firmati) vengono pubblicati da Il Giornale. E il suo direttore, Alessandro Sallusti, dice che sono stati scritti da un “insider” dal Vaticano. Il caso verrà trattato nella puntata di stasera de Gli Intoccabili, trasmissione condotta dallo stesso Nuzzi su La7, con tanto di rivelazioni inedite.
Nel ’76 l’Msi comprò le foto hot di Almirante | Italy IMC – Independent media center.
fotografia da web della redazione N.R.
Ciarrapico: “Nel ’76 l’Msi comprò le foto hot di Almirante”
ROMA – Nel 1976 non c’era Fabrizio Corona, ma un sistema simile esisteva già. Foto piccanti, milioni per togliere di mezzo l’imbarazzo. E l’imbarazzo in questione coinvolge un partito intero. Il senatore Giuseppe Ciarrapico ricorda oggi, intervistato dal Fatto Quotidiano, un retroscena “hot” del Movimento sociale.
“Ai tempi della scissione di Democrazia nazionale (l’ala moderata del Msi, ndr ) – racconta Ciarrapico – fummo costretti a comprare una foto compromettente di Almirante, beccato in una 500 con una giornalista chinata su di lui”. Il ricordo hot scatenò allora mezzo partito, con il vice di Ciarrapico, Mario Tedeschi, convinto che con uno scandalo simile la vita politica di Almirante fosse chiusa.
Tedeschi aveva infatti chiamato in allarme Almirante: “Giorgio ha chiuso!”. Nel partito si decisero a fare una colletta e comprare la foto per 100 milioni di lire. La risposta del segretario fu: “Avete sbagliato avrei rischiato se mi avessero trovato con un uomo, ma un politico sorpreso a scopare vince sempre”. Continua a leggere
Un sistema di riscossione che aumenta velocemente le somme dovute senza che il cittadino possa porvi immediato rimedio. Per questo Equitalia è diventata ‘antipatica’ agli italiani
Roma, 4 gennaio 2012 – È una rabbia che sale quella degli italiani contro Equitalia. Ma non può essere giustificata semplicemente con il fatto che gli italiani, per definizione, sono un popolo di evasori. Anche Equitalia ha le sue colpe. E sono colpe molto concrete. Fino a metà 2011, come approfondito in «Resistere ad Equitalia» (Aliberti editore), ha iscritto ipoteche su abitazioni private, anche prime case, per cifre debitorie inferiori agli 8mila euro, senza notifiche (ex articolo 140 cpc) e senza intimazione di pagamento. Stessa cosa per i fermi amministrativi delle macchine (cosidette ganasce fiscali). All’alba del 1° ottobre 2011, poi, il governo (nella figura di Tremonti) ha dato ad Attilio Befera armi che prima di allora il fisco mai aveva posseduto. Continua a leggere
Sono trent’anni e più che ci stanno prendendo in giro con la storia delle pensioni, la maggioranza delle quali sono sotto i 1000 euro che non bastano nemmeno per l’affitto, possibile che i sacrifici vengano sempre chiesti ai lavoratori passati, presenti e futuri.
Sono quasi settantanni che teniamo in piedi questo Stato di evasori, mafiosi, banditi, banche, parassiti vari e delinquenti che riescono, sempre e comunque, a mandare al governo i loro rappresentanti e protettori. Continua a leggere
I debiti vanno pagati? No, se sono illegittimi..
Giorni fa il tribunale del Riesame di Bari ha confermato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il latitante Valter Lavitola. I giudici hanno depositato poco fa il dispositivo del provvedimento con il quale hanno rigettato la richiesta di revoca della misura cautelare avanzata da Gaetano Balice, difensore dell’ex direttore dell’Avanti. Continua a leggere






























