Travolto dallo scandalo a base di corruzione e abuso di potere che ha portato all’arresto della sua più stretta collaboratrice, Petr Nečas ha rimesso l’incarico nelle mani del presidente Milos Zeman.
Intenzione del Capo dello Stato sarebbe tuttavia scongiurare lo spettro di elezioni anticipate.
Da tre anni alla guida di un governo di centro-destra, Nečas ha rinunciato anche alla presidenza del Partito Democratico Civico.
“Ora mi attende l’addio alla politica – ha annunciato Zeman -. Nell’immediato tornerò ad essere un semplice parlamentare ma al più tardi a maggio ci saranno le elezioni e in quell’occasione non mi presenterò”.
Auspicio del presidente Zeman è ora che un nuovo premier traghetti il governo fino al voto. In pole position secondo la stampa ceca c‘è il numero due del partito di Nečas, Martin Kuba. La palla passerà poi alla Camera Bassa, per l’eventuale voto di fiducia.
Praga senza premier. Nečas si arrende agli scandali | euronews, mondo.
Il fratello del leader pdl condannato in sede civile al pagamento della somma al Comune di Pieve Emanuele, con una società e quattro ex politici di Pci e Psi, per le mazzette sulla realizzazione di un golf club
Paolo Berlusconi e la Società europea golf (Seg) sono stati condannati dalla Corte d’appello civile di Milano a versare 11 milioni 111mila 500 euro di risarcimento al Comune di Pieve Emanuele, nel Milanese, ovvero oltre 6 milioni in più rispetto al primo grado. La sentenza, depositata nell’ambito della causa nata dall’inchiesta degli anni Novanta su una tangente per costruire il golf di Tolcinasco, stabilisce che circa la metà del risarcimento dovrà essere pagato dai politici allora coinvolti nel caso di corruzione. L’aumento della somma da versare si presume sia dovuto alla rivalutazione degli interessi. Il fratello dell’ex premier Silvio ricorrerà in Cassazione.
I giudici hanno fra l’altro condannato Paolo Berlusconi, la Seg e quattro dei politici del Pci e del Psi che ai tempi furono coinvolti nella vicenda alla rifusione, in favore del Comune di Pieve Emanuele di 55mila euro relative alle spese processuali. Continua a leggere
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Un’altra grana per Silvio Berlusconi. Proprio quando in Irlanda del Nord si sta tenendo il G8, è uscita la notizia che il Il Cavaliere sarebbe al centro di un’indagine di un’unità investigativa speciale irlandese sull’evasione fiscale e il riciclaggio. È quanto scrive l’Irish Sun, che apre l’edizione odierna con questa rivelazione.
Le indagini del ‘Garda Bureau of Fraud Investigation’s’ sarebbero partite da una segnalazione della polizia italiana, scrive l’Irish Sun, che avrebbe chiesto agli irlandesi di investigare sulle operazioni di Berlusconi con l’International Financial Services Centre di Dublino, con particolare riferimento al periodo 2005-2007 e per un ammontare di circa 500 milioni di euro. Il sospetto delle autorità italiane, scrive ancora l’Irish Sun, è che l’operazione sia servita a trasferire il denaro su conti offshore.
Silvio Berlusconi: The Irish Sun “L’antiriciclaggio irlandese indaga sull’ex premier”.
Il patron della Menarini avrebbe accumulato nei paradisi fiscali circa un miliardo di euro. Report ne aveva parlato in una sua inchiesta
Dopo le polemiche dei giorni scorsi con il Movimento 5 Stelle, si torna a parlare di Milena Gabanelli e del suo team per ciò che sanno fare meglio: informare i cittadini.
Tra le carte dell’inchiesta della Procura di Firenze emergerebbero le prove di una gigantesca truffa allo Stato messa in atto dal 1984 da Alberto Aleotti, patron della Menarini, cioè la più importante azienda farmaceutica italiana.
NdR - ma ci rendiamo conto che rubano anche al Ministero degli Interni??? cioé in casa della polizia…..mah!! Questo poi capace che vada in pensione al netto dello stipendio!!- macwalt
“Hanno sottratto 10 milioni al Viminale”: in manette l’ex prefetto La Motta e altri tre

L’ex prefetto Francesco La Motta è stato arrestato su ordine della Procura di Roma in merito al filone capitolino dell’inchiesta sulla gestione dei Fondi del Viminale. Agli arresti anche il banchiere Klaus Beherend, mentre Eduardo Tartaglia e Rocco Zullino, già in carcere a Napoli, sono stati raggiunti da una nuova ordinanza di custodia. Continua a leggere
Nove anni di reclusione a Pierangelo Daccò per il crac dell’ospedale San Raffaele: è questa la condanna arrivata per il faccendiere dai giudici della Corte d’Appello di Milano, dopo due ore di camera di consiglio. L’uomo d’affari vicino a Formigoni, accusato di associazione a delinquere e di bancarotta fraudolenta, in primo grado era stato condannato a dieci anni di carcere.
Durante un interrogatorio l’imprenditore Giuseppe Lo Presti, arrestato nell’inchiesta sulle tangenti della sanità lombarda, cita una frase di Guarischi: parte dei soldi che gli versava, gli disse, erano per l’ex governatore










