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tutti i giorni 4 nuove pagine di articoli presi dai media e dalla rete, opinioni di redazione e approfondimenti





 

gli articoli con la foto accanto al titolo sono completamente originali dei nostri collaboratori

Yemen

Yemen: 138 bambini uccisi dall’esercito dall’inizio dell’anno.

Yemen: 138  bambini uccisi dall'esercito dall'inizio dell'anno

SANAA – Tre bambini sono stati uccisi nel corso degli episodi di violenza verificatisi negli ultimi giorni a Taez, in Yemen. A denunciarlo e’ l’Unicef, tramite le dichiarazioni della sua portavoce Marixie Mercado. ”Sono 138 i bambini morti in Yemen dall’inizio dell’anno, e 568 quelli rimasti feriti”, ha detto ai giornalisti la Mercado. ”Ci appelliamo a tutte le parti politiche affinche’ risparmino i civili”, ha aggiunto. L’appello della Mercado e’ stato raccolto dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, la cui portavoce Ravina Shamdasani ha chiesto la possibilita’, per i membri dell’organizzazione, di un immediato intervento in loco per monitorare la situazione.

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Il Riformista.

fotografia da web dalla redazione N.R.

Esercito sta tentando di assumere il controllo del centro città

San’a, 1 dic. (TMNews) – Cinque persone sono state uccise in occasione dei combattimenti tra forze fedeli al presidente Ali Abdallah Saleh e combattenti tribali a Taez (sudest). Lo hanno indicato fonti sanitarie. Secondo i residenti, contattati dai giornalisti, l’esercito sta tentando di assumere il controllo del centro di questa città che è l’epicentro della contestazione, dove sono dispiegati combattenti tribali che hanno aderito alla contestazione.

Fco

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dazebaonews.it – Saleh firma la proposta di trasferimento del potere al suo vice. – di Lucia Morini

Giovani manifestanti di Hodeida chiedono che Saleh sia accusato Giovani manifestanti di Hodeida chiedono che Saleh sia accusato

DUBAI – Il presidente dello Yemen, Ali Abdullah Saleh, è arrivato oggi  a Riyad, in Arabia Saudita, per firmare la proposta per il trasferimento del potere presentata dal Consiglio per la cooperazione del Golfo (Ccg).

Saleh, al governo nel Paese per 33 anni, per tre volte non ha firmato la proposta; quella di oggi, dovrebbe trasferire i suoi poteri al suo vice, Abdrabuh Mansur Hadi:  militare di carriera originario del sud dello Yemen, dal 1994 è vice presidente oltre che segretario generale del partito al potere, il Congresso popolare generale (Cpc). Ha scalato con rapidità  i vertici dell’esercito della Repubblica democratica dello Yemen, unico Stato marxista arabo ad avere stretti rapporti con l’Unione sovietica: avrà il compito di dar vita a un governo di unità nazionale con l’opposizione per poi indire nuove elezioni, mentre, con la firma,  Saleh otterrà l’immunità nei processi per sé e i suoi familiari. Continua a leggere

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Yemen: Sale il numero delle vittime di bombardamenti forze regime a Taiz. Yemen: Sale il numero delle vittime di bombardamenti forze regime a Taiz

SANAA – Sono salite a 11 le persone rimaste uccise a Taiz, nel centro dello Yemen, a causa di bombardamenti delle forze di sicurezza. Lo riferiscono fonti mediche coperte dall’anonimato. Taiz, roccaforte dell’opposizione, è stata teatro di diverse violenze scoppiate di recente tra truppe del regime e manifestanti antigovernativi. Intanto nella capitale Sanaa decine di migliaia di persone hanno marciato per chiedere nuovamente le dimissioni di Ali Abdullah Saleh. In un quartiere della capitale, i dimostranti antigovernativi hanno chiesto che Saleh venga processato per la sanguinosa repressione delle rivolte in cui hanno perso la vita centinaia di civili.

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Yemen: spari a corteo, 26 morti a Sanaa – Top News – ANSA.it.

Centinaia i feriti. Un medico: ”giorno peggiore da mesi”

18 settembre, 23:03

(ANSA) – SANAA, 18 SET – Nuova giornata di sangue oggi a Sanaa in Yemen, dove l’opposizione e’ tornata in piazza per chiedere la fine del regime di Saleh, attualmente in convalescenza in Arabia Saudita, dopo un attentato a giugno. Almeno 26 persone sono morte e centinaia sono rimaste ferite durante una delle manifestazioni piu’ imponenti degli ultimi mesi. Secondo fonti mediche, le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco contro i dimostranti. ”E’ il giorno peggiore che abbia visto da mesi”, ha detto un medico.

 

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Lo Yemen non vuole Saleh | Il mondo di Annibale.

La tensione politica nello Yemen è alle stelle,  dopo che le forze di opposizione hanno costituito il Consiglio Nazionale per la Guida della Rivoluzione come risposta alla decisione del presidente Ali Abdullah Saleh di tornare nello Yemen, rifiutando tutti gli sforzi internazionali alla ricerca di una soluzione politica per salvare lo Yemen e evitare la guerra civile.

L’Assemblea nazionale della Rivoluzione ha eletto ieri un Consiglio Nazionale per condurre la protesta popolare. 143 membri, tra cui personalità politiche tribali e militari, soprattutto oppositori del regime di Ali Saleh che si trova a Riyadh  dal giugno scorso, quasi rimase ferito durante un attacco  contro il Palazzo Presidenziale. Continua a leggere

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IL MANIFESTO.

“Il mangiatore di qat ha piacere di sentire i suoi compagni fare conversazione e si dà cura di contribuire a mantenere questa vivace: in questo modo le ore passano per lui rapide e gaie. Il qat produce un’eccitazione gaia, tiene lontano il bisogno del sonno, eleva l’energia nelle torride ore del giorno e durante le lunghe camminate e tiene lontane anche le sensazioni della fame. Così i corrieri e i guerrieri lo prendono per poter rimanere senza prendere cibo per vari giorni”. Questo è quanto riporta Louis Lewin,  il farmacologo tedesco famoso per aver analizzato gli effetti del peyote messicano, durante un viaggio in Somalia nel lontano 1928.

Il qat, o catha edulis, è una pianta originaria degli altipiani etiopi. Contiene un alcaloide dall’azione stimolante, che provoca euforia e perdita di appetito. Le sue foglioline devono essere consumate fresche, entro le 48 ore dal raccolto, pena la perdita delle proprietà anfetaminiche. Continua a leggere

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TMNews – Yemen/ Taez controllata dagli oppositori armati.

 

 

Taez (Yemen), 7 giu. (TMNews) – Oppositori armati controllano Taez, seconda città dello Yemen, dopo i combattimenti con le forze fedeli al presidente Ali Abdallah Saleh. Lo ha dichiarato il principale capo tribale della regione, lo sceicco Said al-Mekhlafi.

“Taez è nelle mani dei ribelli”, ha affermato lo sceicco Hammoud Said al-Mekhlafi, capo del consiglio tribale di Taez.

La città, situata 270 chilometri a sudovest di San’a, è stata teatro nel corso degli ultimi giorni di combattimenti tra la guardia repubblicana, corpo di elite fedele al regime, e miliziani che affermano di proteggere i dimostranti.

Oltre cinquanta manifestanti erano stati uccisi il 30 maggio secondo l’Onu in occasione dello smantellamento con la forza di un sit-in di oppositori su Piazza della Libertà nella città, una delle prime a sollevarsi contro il presidente Saleh.

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Quotidiano Net – Tregua in Yemen tra governo e opposizione Il vicepresidente Hadi ritira le truppe da Sanaa.

Durante la giornata cannonate nel centro della capitale. Scontri intorno a un palazzo governativo a Taiz, 7 morti. Il presidente Saleh, ferito nell’attentato di venerdì, è a Riad: gli è stata rimossa una scheggia vicino al cuore

 

Il governo yemenita ha chiesto alla federazione tribale di rispettare una tregua e l’opposizione ha accettato. Il vice presidente ha inoltre offerto di ritirare le truppe dalle zone di Sanaa teatro degli scontri piu’ sanguinosi.

Il vicepresidente yemenita Abed Rabbo Mansour Hadi ha ufficialmente assunto le funzioni di presidente, dopo la partenza di Saleh. Il presidente comunque – ha riferito un membro del partito al potere – tornerà in Yemen entro pochi giorni.

E’ salito ad almeno sette il numero complessivo delle persone rimaste uccise oggi a Taiz, nel sud-ovest dello Yemen, uno dei principali epicentri della rivolta contro il regime del presidente Ali Abdullah Saleh: unita’ di elite della Guardia Repubblicana guidata dal figlio maggiore di Saleh, Ahmad, sono state affrontate a piu’ riprese da miliziani delle cosiddette Aquile della Liberta’, un gruppo paramilitare schieratosi con i manifestanti anti-governativi. Continua a leggere

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Sana’a, la città difesa da Pasolini rischia la distruzione – Adnkronos Cultura.

Roma, 4 giu. (Adnkronos) – Mentre lo Yemen è sull’orlo della guerra civile e il suo premier, Ali Mohammad Moujawar, è stato dichiarato ‘clinicamente morto’, risuonano nel mondo della cultura e dell’arte le parole dell’appello che Pier Paolo Pasolini rivolse all’Unesco all’inizio degli anni ’70 per chiedere all’organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura di dichiarare Sana’a patrimonio dell’umanità.

”Ci rivolgiamo all’Unesco -spiegava l’intellettuale italiano- perché aiuti lo Yemen a salvarsi dalla sua distruzione, cominciata con la distruzione delle mura di Sana’a. Ci rivolgiamo all’Unesco perché aiuti lo Yemen ad avere coscienza della sua identità e del paese prezioso che esso è. Ci rivolgiamo all’Unesco perché contribuisca a fermare una miseranda speculazione in un paese dove nessuno la denuncia. Ci rivolgiamo all’Unesco perché trovi la possibilità di dare a questa nuova nazione la coscienza di essere un bene comune dell’umanità, e di dover proteggersi per restarlo”.

 

 

All’epoca il problema era la speculazione, ora i rischi maggiori vengono da scontri armati che ‘feriscono’ anche l’arte e la cultura oltre che le persone. Continua a leggere

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Yemen, ”morte clinica per il premier”. Fonti Riad: Saleh portato in Arabia Saudita – Adnkronos Esteri.

 

 

ultimo aggiornamento: 04 giugno, ore 21:17

Sana’a, 4 giu. (Adnkronos/Aki) – Per il premier yemenita, Ali Mohammad Moujawar, i medici hanno constatato la ”morte clinica” dopo le ferite riportate nell’attacco sferrato ieri contro il palazzo presidenziale di Sana’a, la capitale dello Yemen. Lo riferisce il servizio in arabo della Bbc, citando fonti yemenite non meglio identificate. La Bbc ricorda che il premier era stato trasferito in Arabia Saudita per cure mediche insieme ad altri responsabili yemeniti feriti nell’attacco di ieri.

Sempre secondo il servizio in arabo della Bbc, il governatore di Sana’a, Noman Mohammed Doid, dopo essere rimasto ferito nell’attacco al palazzo presidenziale, è stato sottoposto a un intervento chirurgico per l’asportazione di una gamba e un braccio e versa in gravi condizioni. Il governatore è ricoverato in un ospedale di Sana’a. Continua a leggere

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Rainews24.it

Manifestanti anti-governativiManifestanti anti-governativi

Sanaa, 03-06-2011

Il presidente yemenita, Ali Abdallah Saleh, sarebbe stato ucciso nel cannoneggiamento del palazzo presidenziale di Sanaa. Lo afferma la tv locale ma non ci sono conferme ufficiali. Quattro sue guardie del corpo sono morte. Lo dice l’emittente Al Arabiya.

Il palazzo presidenziale e’ stato colpito oggi da almeno due proiettili di artiglieria pesante mentre i combattimenti si vanno estendendo a varie zone
della citta’.

La polizia spara sui manifestanti a Taiz

Le forze di sicurezza yemenite hanno aperto il fuoco a Taiz, nel sud dello Yemen, contro alcuni manifestanti anti-governativi che stavano organizzando una protesta subito dopo aver preso parte alla preghiera islamica del venerdi’. Continua a leggere

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coordinamento:

Ken Sharo-Luna Rossa

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quotidiani 22 maggio 2012
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quotidiani esteri del 18 maggio 2012

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