Un palazzo distrutto nel villaggio di Taftanaz, in Siria
L’esercito siriano interromperà
da domani le operazioni militari.
L’opposizione: bombe su Rastan,
i carri armati entrano ad Hama
L’esercito siriano interromperà domattina le operazioni militari. Il ministero della Difesa siriano ha ordinato lo stop alle operazioni militari contro i ribelli a partire dalle 6 di domani mattina ora italiane (le 5 italiane), come previsto dal piano di pace dell’inviato dell’Onu Kofi Annan. «Dopo che le nostre forze armate hanno concluso con successo le operazioni di contrasto alle azioni dei gruppi terroristici armati e hanno rinforzato lo stato di diritto sul territorio, è stato deciso di fermare queste operazioni a partire da domani mattina», ha riferito la tv di Stato citando fonti del ministero.
L’inviato speciale dell’Onu e della Lega Araba per la Siria, Kofi Annan, ha ricevuto una lettera dalle autorità di Damasco nel quale il governo siriano garantisce la fine delle operazioni militari su tutto il territorio siriano a partire dalle 6 ora locale, come previsto dal piano di pace: lo ha reso noto il portavoce di Annan, Ahmed Fawzi, mentre la notizia del cessate il fuoco è stata confermata anche dalla televisione di Stato siriana. Continua a leggere
A rischio il piano di pace. Alta la tensione con la Turchia, raggiunta al confine dal fuoco siriano. Scettici gli Usa sulle reali volontà di Assad di un cessate il fuoco. La cronaca di Vincenzo Nigro (Audio Radio Capital)
Il ministro degli esteri siriano assicura all’omologo russo che le disposizioni sulla regolamentazione dell’uso delle armi nelle città sono state implementate. Ma sul campo nulla indica che il presidente Assad voglia attuare il piano dell’inviato Onu Kofi Annan, che prevede per oggi la fine della repressione contro la protesta anti-regime
ROMA – Il mondo guarda con preoccupazione sempre crescente alla Siria, dove la brutale repressione del regime di Bashar Al Assad contro la protesta popolare continua a mietere vittime. Più di 100 soltanto ieri, secondo gli attivisti dell’Osservatorio sui diritti umani. Numeri che stroncano ogni speranza di cessate il fuoco. Il presidente Assad si era impegnato ad attuare il piano dell’inviato delle Nazioni Unite e della Lega araba, Kofi Annan, che prevede la fine delle ostilità per oggi.
Ma nelle ultime ore ha fatto marcia indietro 1 e non c’è “nessun segnale” che intenda ritirare le sue truppe avviando il dialogo con le opposizioni. Lo ha sottolineato nelle ultime ore la Casa Bianca: “La comunità internazionale, tra cui ovviamente gli Stati Uniti, è unanime nel sostegno alla missione dell’inviato Kofi Annan destinata a porre fine alla violenza e ad iniziare un processo verso la democrazia in Siria. La scadenza irrevocabile, come sapete, affinché i siriani mettano fine al ritiro del loro esercito (dalle città, ndr), è il 10 aprile”, ha ricordato Jay Carney, portavoce del presidente Barack Obama. Continua a leggere
Il 10 aprile l’Onu vuole che il regime di Damasco interrompa le operazioni militari nel Paese

Beirut, 9 apr. (TMNews) – E’ di almeno 128 morti – 86 dei quali civili – il bilancio degli scontri di sabato in Siria a tre giorni dalla scadenza dell’ultimatum fissato dall’Onu perché il regime interrompa le operazioni militari (seguito a 48 ore dall’opposizione): lo hanno reso noto fonti delle ong siriane per la difesa dei diritti umani.
Gli scontri più gravi sono avvenuti nella località di Latamna, dove 40 civili sono stati uccisi nei bombardamenti dell’esercito; altre 16 persone sono morte nella provincia di Homs mentre i combattimenti hanno provocato sedici vittime fra i disertori e 17 fra i militari siriani.
Giovedì il consiglio di sicurezza dell’Onu ha approvato all’unanimità una dichiarazione in cui si invita Damasco a rispettare la scadenza del 10 aprile per cessare le sue operazioni militari; l’opposizione dovrebbe fare lo stesso 48 ore più tardi. Le violenze tuttavia non cessano: secondo l’osservatorio siriano per i diritti umani giovedì si sono avuti 77 morti e venerdì 35.
E intanto il premier Mario Monti, in visita a Beirut, ha dichiarato che l’Italia sostiene la missione di Kofi Annan, inviato speciale delle Nazioni unite in Medio Oriente per la crisi siriana. In particolare, ha osservato che l’Italia condivide l’impostazione del piano dell’ex segretario generale dell’Onu “mirante ad affrontare in modo congiunto la cessazione delle violenze, il sostegno umanitario e il sostegno politico”.
TMNews – Siria/ Almeno altri 128 morti. Monti: sosteniamo piano Annan.
Decine di corpi riversi al suolo per le strade di Homs. Il regime siriano risponde così alla condanna dell’Onu contro l’escalation di violenze e a tre giorni dalla scadenza dell’ultimatum per interrompere la repressione militare.
L’esercito presidia ancora le città, nonostante la promessa di ritiro delle truppe. E i ribelli – male organizzati – rispondono ai colpi di artiglieria con azioni isolate, spesso inutili.
Oltre 130 i morti nelle ultime 24 ore, riferisce un’emittente panaraba – quasi tutti civili – Homs resta la città più colpita, pagando a duro prezzo il suo ruolo di epicentro della rivolta esplosa oltre un anno fa. Continua a leggere
In operazioni militari, denuncia l’Osservatorio
(ANSA) – BEIRUT, 7 APR – Ventisette civili sono morti oggi nel corso di operazioni militari nella provincia di Hama,in Siria.
Lo riferisce l’Osservatorio siriano per i diritti dell’uomo.
”Ventisette persone sono state uccise in bombardamenti e da colpi di arma da fuoco nel corso di operazioni militari compiute dalle forze regaliri che tentano di prendere d’assalto la citta’ di Latamna”, teatro di violenti combattimenti che si sono svolti ieri fino a tarda notte, precisa l’Osservatorio.
La Gazzetta del Mezzogiorno.it | Siria: 27 civili morti in provincia Hama.
Ieri esercito ha ucciso siriano ha ucciso 29 persone

New York, 7 apr. (TMNews) – Il Segretario Generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha condannato gli attacchi delle ultime ore sferrati dal regime siriano contro le città ribelli nonostante la promessa di Damasco di porre fine alle operazioni militari entro il 10 aprile, affermando che “violano” la posizione del Consiglio di sicurezza.
Ban Ki-moon sostiene che la promessa del presidente Bashar al Assad di cessare le operazioni militari al più tardi il 10 aprile “non può servire come pretesto per continuare a uccidere”, ha dichiarato Martin Nesirky, portavoce di Ban. “Tali azioni violano la posizione del Consiglio di sicurezza”, ha aggiunto il portavoce. Almeno 29 persone sono state uccise ieri in Siria dall’esercito del presidente Assad, prevalentemente nelle città di Homs e Aleppo.
(con fonte Afp)
TMNews – Siria/ Ban: nuovi massacri violano richieste Consiglio sicurezza.
I ‘combattenti per la libertà’ siriani diventano ufficialmente dei mercenari al soldo delle petromonarchie arabe. Lo ha deciso la Seconda Conferenza degli ‘Amici’ della Siria. La Turchia scalpita.
Appoggio al piano di pace proposto da Kofi Annan e già accettato da Assad, ma anche un ultimatum al regime siriano affinché lo metta in pratica: è questo in sostanza ciò che la seconda conferenza dei cosiddetti ‘amici della Siria’ ha deliberato ieri ad Istanbul.
Ma la decisione più importante riguarda la divisione dei compiti tra le cosiddette democrazie occidentali e le petromonarchie per quanto riguarda il sostegno ai ribelli. Ad un anno dall’inizio dell’insurrezione armata contro Damasco la situazione è in stallo, ed anzi in molti casi l’esercito governativo ha guadagnato o riguadagnato posizioni, mettendo a rischio una strategia di destabilizzazione evidentemente mal congegnata. E quindi la decisione di ieri va nel senso di imprimere una pericolosa accelerazione all’escalation di guerra nel paese: le petromonarchie del golfo si sono impegnate a ricoprire letteralmente di finanziamenti il cosiddetto Esercito Libero Siriano, garantendo uno stipendio a tutti i suoi effettivi e a coloro che da ora in poi saranno in questo modo incentivati a passare dalle truppe governative a quelle dei ribelli. Continua a leggere
Hillary Clinton avverte il regime siriano: «Basta uccidere i vostri cittadini o ci saranno serie conseguenze», ha dichiarato il segretario di Stato Usa ieri a Istanbul alla conferenza degli “Amici della Siria”. Nel corso della conferenza, che ha riconosciuto il Consiglio nazionale siriano, Cns, come «legittimo rappresentante» dei Siriani, Clinton ha detto che «siamo arrivati al momento della verità». E riferendosi al piano del delegato dell’Onu Kofi Annan, ha lanciato a Damasco un secondo avvertimento: «Non c’è più tempo per scuse e ritardi». Parole echeggiate dal ministro degli Esteri turco Ahmet Davutoglu che ha definito il piano di pace in sei punti di Annan, al quale Damasco ha in teoria aderito, «non privo di una scadenza».
Il Cns ha annunciato che i ribelli in lotta contro il regime di Bashar al-Assad riceveranno uno stipendio. Denaro sarà anche dato ai disertori dell’esercito siriano. Saranno i paesi più ricchi del Golfo Arabo, hanno dichiarato i delegati del Cns alla conferenza di ieri, a finanziare con milioni di dollari al mese i ribelli siriani. «Il Cns si assumerà l’impegno di pagare uno stipendio fisso a tutti gli ufficiali, i soldati e chiunque faccia parte dell’Esercito libero siriano», ha detto il presidente del Cns Burhan Ghalioun.
Mondo – Siria, monito di Clinton: «Basta uccidere»| mondo| Il SecoloXIX.
E’ quanto ha affermato un portavoce del ministero degli esteri di Damasco, Jihad Makdessi, alla tv
31 marzo, 12:27
DAMASCO – L’esercito siriano si ritirerà dalle zone residenziali appena la sicurezza e la pace civile saranno ristabilite. E’ quanto ha affermato un portavoce del ministero degli esteri di Damasco.
“L’esercito siriano non fa che difendere e proteggere i cittadini che sono presi in ostaggio (…) L’esercito non è contento di trovarsi nelle zone residenziali e le lascerà appena sarà ristabilita la sicurezza e la pace civile”, ha detto Jihad Makdessi alla tv.
Siria: governo, esercito si ritirera’ dopo ritorno pace civile – Mondo – ANSA.it.































