Siria, fuoco su due giornalisti Marie e Remi uccisi sul campo – Mondo – l’Unità.

Un militante antiregime contattato via Skype ha riferito che nel bombardamento del centro stampa nel quartiere di Baba Amr ad Homs – dove sono morti un giornalista francese ed uno americano – «sono rimasti feriti altri tre o quattro giornalisti occidentali».
I due giornalisti si trovavano in una casa nel quartiere di Bab Amro colpita da proiettili di mortaio, secondo quanto riferiscono gli attivisti. Un video da loro diffuso su Internet mostra l’edificio quasi interamente distrutto. Tra le macerie di vedono due cadaveri, ma è impossibile capire le identit… e anche il sesso. Continua a leggere
Siria, retata di blogger e giornalisti E il regime “filtra” gli sms scomodi – Repubblica.it.
Fermati dodici esponenti di spicco dell’opposizione. Tra loro anche il direttore Mazen Darwish e la blogger Razan Ghazzawi. Misure di controllo e blocco sui messaggi di testo contenenti parole chiave “rivoluzionarie”. Assemblea generale Onu approva una nuova risoluzione
DAMASCO – Dodici attivisti siriani di spicco che da anni operano nel settore della difesa dei diritti umani sono stati arrestati oggi a Damasco dalle forze di sicurezza. Tra loro figurano Mazen Darwish, direttore del Centro siriano per i media e la libertà di espressione (preso in casa sua insieme alla moglie) e la blogger Razan Ghazzawi che era già stata arrestata nel dicembre scorso e rilasciata dopo due settimane. Gran parte degli arresti sono avvenuti durante un raid nel Centro per la libertà d’espressione.
Gli arresti arrivano alla vigilia di un nuovo pronunciamento dell’Onu sulla Siria. Questa volta è l’Assemblea generale a discutere una risoluzione – molto simile a quella già discussa e bocciata al Consiglio di sicurezza a causa del veto di Cina e Russia – di condanna del regime di Assad. Le risoluzioni dell’Assemblea non possono essere sottoposte a veto ma non sono vincolanti. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione non vincolante sulla base del piano della Lega Araba, che chiede al presidente Bashar el Assad di farsi da parte. Il testo ricalca quello bloccato il 4 febbraio al Consiglio di Sicurezza dal veto di Russia e Cina. Di fatto il testo varato stasera non è più di un atto meramente simbolico. Continua a leggere
TMNews – L’Onu condanna la repressione in Siria, risoluzione contro Assad.
Approvata da una schiacciante maggioranza, 137 sì e 12 no, chiede al presidente di cessare attacchi contro i civili

New York, 17 feb. (TMNews) – L’Assemblea generale dell’Onu ha adottato a schiacciante maggioranza una risoluzione di condanna della repressione in corso da 11 mesi in Siria, costata la vita a oltre 6.000 persone. Il voto è stato espresso solo 12 giorni dopo il veto posto da Russia e Cina a un documento simile discusso in Consiglio di sicurezza dell’Onu.
Approvata con 137 voti a favore e 12 contrari (su 193 Stati membri), la risoluzione chiede al presidente Bashar al Assad di cessare gli attacchi contro i civili, di riportare l’esercito nelle caserme e di collaborare con la Lega araba per garantire una transizione democratica, mentre sollecita l’Onu a nominare un inviato speciale per la Siria. I voti contrari alla risoluzione sono arrivati, tra gli altri, da Cina, Russia, Iran, Cuna, Corea del Nord e Venezuela.
La risoluzione ha un valore soprattutto simbolico, essendo l’Assemblea generale un organo consultivo. Tuttavia, il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha “salutato il messaggio tanto atteso” e ha invitato “le autorità siriane ad ascoltare l’appello della comunità internazionale e la voce del popolo siriano”.
Int6
Al Qaeda si sposta dall’Iraq alla Siria. Stampa Usa: la Casa Bianca non vede soluzioni – Il Sole 24 ORE.

Una Siria tormentata da morti, bombe, repressione sanguinaria del regime di Bashar al Assad assiste alla morte di un ufficiale a capo dell’ospedale militare a Damasco e la paura di infiltrazioni terroristiche che renderebbero ancora più instabile un quadro già critico davanti al quale l’amministrazione Obama e i suoi alleati vedono poche, forse nessuna, opzione praticabile per fermare i massacri, scrive oggi il Washington Post citando fonti della Casa Bianca.
I jihadisti si stanno spostando dall’Iraq alla Siria per combattere con l’opposizione siriana, a cui vengono anche inviate armi rivela intanto il viceministro dell’Interno iracheno Adnan al-Assadi in una intervista alla France Press. «Abbiamo informazioni di intelligence secondo le quali un certo numero di jihadisti iracheni sono andati in Siria e che il traffico di armi è ancora attivo», ha detto Assad. «Le armi sono portate da Baghdad a Mosul, capitale della provincia di Ninive e i prezzi sono aumentati proprio perché vengono inviate agli oppositori del regime» spiega. Il ministro ha fornito alcuni esempi: un kalashnikov d’assalto, che di solito costa tra i 100 e i 200 dollari, viene ora pagato tra i 1000 e i 1500 dollari. Continua a leggere
Siria: la medicina usata come arma di persecuzione
Drammatiche testimonianze di medici e pazienti siriani raccolte da Medici Senza Frontiere
Il regime siriano sta conducendo una campagna di repressione spietata contro le persone ferite durante le manifestazioni e contro gli operatori sanitari che cercano di aiutarli.
L’organizzazione medico umanitaria Medici Senza Frontiere (MSF) che non può lavorare direttamente nel paese, ha raccolto le testimonianze di pazienti feriti curati fuori dal paese e di medici siriani provenienti da varie parti del paese. “Attualmente in Siria i feriti e i medici sono perseguitati e rischiano di essere arrestati o torturati dai servizi di sicurezza”, dichiara Marie-Pierre Allié, presidente di MSF. “La medicina è utilizzata come arma di persecuzione”. Continua a leggere
La Gazzetta del Mezzogiorno.it | Siria:Sana, attacchi terroristici Aleppo.
| Secondo agenzia di Stato, ‘molti morti e feriti’ |
(ANSA) – ROMA, 10 FEB – “Due attacchi terroristici” stamani ad Aleppo, nel nord della Siria hanno causato “molti morti e feriti tra militari e civili”: lo riferisce l’agenzia di Stato Sana.Secondo gli attivisti dell’opposizione, la deflagrazione sarebbe avvenuta nei pressi del quartier generale della polizia nella città. (ANSA). |
Siria, proteste contro la repressione blitz in ambasciata a Roma: 12 arrestati - Il Messaggero.
ROMA – Dodici siriani, tutti residenti in Italia, sono stati arrestati dalla polizia a Roma e sottoposti a giudizio per direttissima dopo aver tentato all’alba un blitz nell’ambasciata siriana per protestare contro la repressione del regime siriano. L’episodio, sul quale sta indagando la polizia, è avvenuto alle 5.30 di oggi.
Ancora morti in Siria. Per il sesto giorno consecutivo è continuato il bombardamento delle forze governative sulla città siriana di Homs, con decine di vittime tra i civili. A testimoniare la crescente gravità della situazione – definita ancora dal presidente americano Barack Obama “un atroce bagno di sangue” – sono giunte ieri sera le indiscrezioni di fonti americane al Times su un piano in fase di elaborazione da parte di Usa e alleati per armare i ribelli. Indiscrezioni che si incrociano con quelle sulla presenza di militari britannici, americani e del Qatar a Homs.
Gli arresti a Roma. La segnalazione dei militari addetti alla vigilanza presso l’Ambasciata siriana in piazza dell’Ara Coeli ha fatto scattare l’immediato intervento degli equipaggi delle Volanti e della Digos della Questura di Roma, che hanno proceduto a bloccare i 12 cittadini siriani. Tre manifestanti sono stati fermati all’esterno dell’ambasciata, altri 9 sono stati fermati mentre tentavano di allontanarsi da un ingresso secondario dell’edificio.


(ANSA) – ROMA, 10 FEB – “Due attacchi terroristici” stamani ad Aleppo, nel nord della Siria hanno causato “molti morti e feriti tra militari e civili”: lo riferisce l’agenzia di Stato Sana.




























