Hezbollah ”non puo’ rimanere fermo”, ma deve aiutare la Siria che e’ il suo ”principale sostenitore”. Lo ha detto il capo delle milizie sciite libanesi, Seyed Hassan Nasrallah, aggiungendo che ”se la Siria cade nelle mani dei fanatici religiosi (gli insorti Takfiri) e degli Usa, Israele entrera’ in Libano”. Nasrallah ha detto di avere ”contattato il presidente siriano Assad e membri dell’opposizione per trovare una soluzione: Assad ha accettato, mentre l’opposizione ha detto no”.
Siria: Assad, siamo risoluti nel combattere i terroristi e trovare una soluzione politica.
DAMASCO (IRIB) – Il presidente siriano Bashar al Assad ha ribadito che il suo governo e’ risoluto a continuare la lotta contro il terrorismo e a ricercare una soluzione politica alla crisi nella nazione. ”La Siria e’ determinata a combattere il terrorismo e coloro che lo sostengono nella regione e nel mondo, e a trovare una soluzione politica alla crisi”, ha detto giovedì Assad ricevendo la visita di una delegazione politica tunisina. Le dichiarazioni di Assad arrivano dopo una serie di vittorie schiaccianti del suo esercito soprattutto alle frontiere occidentali nella località di Qusayr, nella regione di Homs. L’altro ieri persino John Kerry, parlando ad Amman, ha riconosciuto queste vittorie ma ha sostenuto che fossero solo temporanee.
(ANSA) – TEL AVIV, 21 MAG – Un veicolo delle forze armate israeliane e’ stato colpito nella notte mentre pattugliava la zona centrale delle alture occupate del Golan. Lo ha riferito un portavoce militare a Tel Aviv, secondo cui da parte israeliana non ci sono vittime.
L’unita’ ha risposto al fuoco e ”ha colpito con precisione il suo obiettivo”, ha aggiunto il portavoce.
Siria:Golan,spari contro veicolo Israele – Top News – ANSA.it.

Presidente siriano su sorte inviato La Stampa e cronista Usa Foley
“Al momento non abbiamo alcuna informazione. Quando abbiamo delle informazioni su qualsiasi giornalista entrato illegalmente le trasmettiamo al paese” al quale appartiene il cronista: lo afferma il presidente siriano Bashar Assad su Domenico Quirico e James Foley, in un’intervista al quotidiano argentino Clarin.
Di Domenico Quirico, inviato de La Stampa, si sono perse le tracce in Siria il 9 aprile scorso. Era entrato il 6 aprile attraverso il confine libanese, diretto a Homs, e l’ultimo contatto diretto è stato un sms a un collega della Rai il 9 aprile stesso. L’Unità di crisi della Farnesina si è subito attivata attraverso “tutti i canali disponibili”, ha detto il ministro degli Esteri Emma Bonino nei giorni scorsi, ma “non abbiamo nessuna notizia”. Il giornalista americano James Foyle, che seguiva il conflitto siriano per conto di GlobalPost, Agence France-Presse e altri media, è invece scomparso sei mesi fa. Secondo i familiari, sarebbe tenuto prigioniero dai servizi segreti di Damasco.
Quirico: Assad al Clarin, non abbiamo informazioni – Mondo – ANSA.it.

MOSCA - Mosca puntella il regime di Assad inviando a Damasco sofisticati missili supersonici antinave Yakhont e almeno una decina di navi da guerra a pattugliare le acque nei pressi della sua base navale di Tartus, in Siria: due mosse rivelate dalla stampa americana e che, secondo gli analisti, hanno lo scopo di ammonire l’Occidente e il sempre più preoccupato Israele a non intervenire nel conflitto siriano. Continua a leggereStrage di Reyhanli: sulla Siria Erdogan gioca sporco?.
Per Ankara gli autori della strage di sabato nel sud della Turchia sono i servizi segreti siriani. Ma curdi, opposizioni turche e popolazione locale puntano il dito contro il governo e contro i jihadisti siriani. Opposizione all’attacco inTurchia dopo la strage di Reyhanli (59 morti nel duplice attentato di sabato, secondo la versione ufficiale) contro la politica siriana del premier Recep Tayyip Erdogan, che oggi a Washington vedrà Barack Obama e chiederà misure più aggressive contro il regime Assad. A partire dall’imposizione di una no-fly zone che Ankara chiede a gran voce ormai dall’inizio degli scontri in Siria, e che costituirebbe il preludio ad un intervento diretto delle potenze straniere contro Damasco. Il governo turco ha accusato il governo di Damasco di essere dietro le bombe di Reyhanli, città situata a pochi chilometri dal confine sud della Turchia, abitata in prevalenza da popolazioni arabe e di origini siriane da sempre contrarie al ruolo destabilizzante di Erdogan nel paese confinante. Dopo l’esplosione delle autobombe nel centro della città che ha provocato una strage che secondo alcune fonti è assai più grave di quella ammessa dal regime turco, le forze di sicurezza turche hanno arrestato 13 persone, che secondo la stampa turca farebbero parte di un piccolo gruppo di tendenze marxiste, Acilciler, descritto come ‘al soldo di Damasco’. L’accusa nei confronti degli arrestati è di aver compiuto o favorito l’attentato, operando al servizio di Damasco, ma il leader del gruppo preso di mira ha negato risolutamente ogni coinvolgimento nella strage, mentre la tesi del compolotto di Damasco é stata definita ”una fantasia” dal deputato curdo Ertugrul Kurku. Continua a leggere
Nella città di Saraqeb, a sud-ovest di Aleppo

Roma, 16 mag. (TMNews) – Alla Bbc sono state mostrate prove di un attacco chimico lanciato il mese scorso in Siria. Il governo di Damasco ha sempre smentito il ricorso ad armi chimiche, come invece sostenuto dai ribelli.
Nella città di Saraqeb, nel nord del Paese, un corrispondente dell’emittente britannica ha raccolto le testimonianze su elicotteri governativi che hanno sganciato almeno due dispositivi contenenti gas velenosi sulla località a sud-ovest di Aleppo, finita il mese scorso sotto un pesante bombardamento di artiglieria. Continua a leggere






